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Diplomato in sassofono presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza nel 2004. Ha seguito vari seminari (Umbria jazz, Roccella jazz) con importanti jazzisti nazionali ed internazionali (Enrico Rava, Achille Succi, Bob Mintzer, Felice Mezzina, Ettore Fioravanti, Marco Sannini), ha suonato nell’edizione 2004 del Festival di Roccella Jazz con la “Monster band – esplorazioni 2004”, è sax tenore della Jazz Big Band del Conservatorio di Cosenza diretta dal maestro Nicola Pisani con la quale ha suonato nell’edizione 2004 del “di….vino Jazz” di Altomonte, nell’edizione 2004 dello “Scalea Jazz Festival”, a Cosenza nell’edizione 2005 di “Invasioni” con ospiti Ettore Fioravanti, Felice Mezzina e Marco Sannini, nell’edizione 2005 del “Belvedere in Jazz”, nell’edizione dell’ “Amantea in musica” ecc… Collabora ed ha collaborato con diverse formazioni musicali che partono dalla musica classica (Orchestra di Fiati del Conservatorio “S. Giacomantonio”, Sinfonic Band) fino ad arrivare alla musica leggera (Festival di Lamezia edizione 2007 con il cantante Federico Zampaglione del gruppo “Tiromancino”, Montecarlo Orchestra del programma “Una domenica Così” edizione 2007-08). Collabora ed ha collaborato con numerosi musicisti del panorama jazzistico nazionale fra cui Tino Tracanna, Marco Tamburini, Achille Succi, Max Ionata, Umberto Napolitano, Felice Clemente, Giuseppe Bassi, Pietro Condorelli, Joe Amoruso, Rosa Martirano, Bruno Luise e Daniela D’Ercole. Attualmente svolge un’intensa attività concertistica con il suo gruppo jazz “SMAF QUARTET” con il quale ha suonato in importanti festival regionali e nazionali (edizione 2005 "Belvedere in Jazz", edizione 2005 "Settembre Rendese", edizioni 2006 - 2007 "Amantea in Jazz", edizioni 2007 - 2008 "Peperoncino Jazz Festival", edizione 2008 "Paola in Jazz", edizione 2008 "Festival di Castefidardo") e nel 2007, ha inciso un primo lavoro discografico “Poesie di carta” edito dalla PICANTO RECORDS con distribuzione EGEA.
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Recensione del disco “POESIE DI CARTA” da “JAZZ IT” - Novembre / Dicembre 2007:
L'attrito tra oralità e scrittura, a cui fa riferimento anche il suggestivo titolo, trova un'efficace espressione nel corso dell'intero disco. E' un attrito che informa la totalità del jazz contemporaneo, come suggeriscono i quattro sul proprio sito, e a cui non erano immuni neanche le prime forme di musica afroamericane (basti pensare al ragtime). Il fascino del lavoro dello Smaf Quartet nasce proprio dalla consapevolezza di quest'attrito, dando voce alla frizione, generando un lavoro semplice, genuino, immediato ma non fugace, curato nella scrittura dei temi, tutti preziosi e ben ricamati, ma anche nello sviluppo estemporaneo, che non smette mai di prediligere l'interplay. E' il brano eponimo, Poesie di carta, a epitomizzare al meglio tali aspetti, tanto che risulta difficile distinguere, nel corso dei nove minuti e più di incisione, le sezioni scritte da quelle improvvisate, le parti concordate da quelle sopraggiunte in corso d'opera: si può così godere di un efficace ricambio di assoli, tenuti insieme da una coerenza melodica eccellente e dalla conduzione del piano (evansiana ma non troppo) di Francesco Scaramuzzino.
Giampaolo Chiriacò per Jazzit - novembre/dicembre 2007
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