Filmografia
Attore
1942: Avanti, c'è posto... di Mario Bonnard (anche soggetto e sceneggiatura)
1943: Campo de' fiori di Mario Bonnard (anche soggetto e sceneggiatura)
1943: L'ultima carrozzella di Mario Mattoli (anche soggetto e sceneggiatura)
1944: Circo equestre Za-Bum (episodi Dalla finestra e Il postino) di Mario Mattoli
1945: Roma città aperta di Roberto Rossellini
1946: Mio figlio professore di Renato Castellani (anche soggetto e sceneggiatura)
1946: Vivere in pace di Luigi Zampa (anche soggetto e sceneggiatura)
1947: Il delitto di Giovanni Episcopo di Alberto Lattuada (anche sceneggiatura)
1947: Natale al campo 119 di Pietro Francisci (anche soggetto e sceneggiatura)
1947: Tombolo, paradiso nero di Giorgio Ferroni
1948: Emigrantes di Aldo Fabrizi
1949: Antonio di Padova di Pietro Francisci
1949: Benvenuto, reverendo! di Aldo Fabrizi
1950: Vita da cani di Steno e Mario Monicelli (anche soggetto e sceneggiatura)
1950: Prima comunione di Alessandro Blasetti
1950: Tre passi a Nord (Three steps North) di William Lee Wilder
1950: Francesco, giullare di Dio di Roberto Rossellini
1951: Parigi è sempre Parigi di Luciano Emmer
1951: Signori, in carrozza! di Luigi Zampa
1951: La famiglia Passaguai di Aldo Fabrizi
1951: Guardie e ladri di Steno e Mario Monicelli (anche sceneggiatura)
1951: Cameriera bella presenza offresi... di Giorgio Pàstina
1951: Fiorenzo il terzo uomo di Stefano Canzio (apparizione)
1952: Altri tempi (episodio Il carrettino dei libri vecchi) di Alessandro Blasetti
1952: La famiglia Passaguai fa fortuna di Aldo Fabrizi
1952: Cinque poveri in automobile di Mario Mattoli (anche soggetto e sceneggiatura)
1952: Papà diventa mamma di Aldo Fabrizi
1952: La voce del silenzio di Georg Wilhelm Pabst
1953: Una di quelle di Aldo Fabrizi
1953: L'età dell'amore di Lionello De Felice
1953: Siamo tutti inquilini di Mario Mattoli
1953: Cose da pazzi di Georg Wilhelm Pabst
1953: Cento anni d'amore (episodio Garibaldina) di Lionello De Felice
1954: Questa è la vita (episodio Marsina stretta) di Aldo Fabrizi
1954: Cafè Chantant di Camillo Mastrocinque
1954: Hanno rubato un tram di Aldo Fabrizi
1955: Accadde al penitenziario di Giorgio Bianchi
1955: Carosello di varietà di Aldo Quinti e Aldo Bonaldi
1955: Io piaccio di Giorgio Bianchi
1955: I due compari di Carlo Borghesio (anche soggetto e sceneggiatura)
1956: Donatella di Mario Monicelli
1956: I pappagalli di Bruno Paolinelli
1956: Un po' di cielo di Giorgio Moser
1956: Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo di Mauro Bolognini
1957: Festa di maggio (Premier mai) di Luis Saslavsky
1957: Il maestro di Aldo Fabrizi
1958: I prepotenti di Mario Amendola (anche soggetto)
1959: Prepotenti più di prima di Mario Mattoli (anche soggetto e sceneggiatura)
1959: Ferdinando I re di Napoli di Gianni Franciolini
1959: I tartassati di Steno (anche soggetto e sceneggiatura)
1959: Un militare e mezzo di Steno (anche soggetto e sceneggiatura)
1960: La sposa bella (The angel wore red) di Nunnally Johnson
1960: Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi di Mario Mattoli
1960: Fra' Manisco cerca guai di Armando William Tamburella
1961: Gerarchi si muore di Giorgio Simonelli
1961: Le meraviglie di Aladino di Mario Bava
1962: Twist, lolite e vitelloni di Marino Girolami
1962: I quattro monaci di Carlo Ludovico Bragaglia
1962: Gli italiani e le donne (episodio Chi la fa, l'aspetti) di Marino Girolami
1963: Il giorno più corto di Sergio Corbucci (apparizione)
1963: Totò contro i quattro di Steno
1963: I quattro moschettieri di Carlo Ludovico Bragaglia
1963: I quattro tassisti (episodio L'uomo in bleu) di Giorgio Bianchi
1963: Das feuerschiff di Ladislao Vajda (in Germania)
1965: Made in Italy di Nanni Loy
1966: Sette monaci d'oro di Marino Girolami
1967: Tre morsi nella mela (Three bites of the apple) di Alvin Ganzer
1970: Cose di Cosa Nostra di Steno (anche soggetto e sceneggiatura)
1973: La Tosca di Luigi Magni
1974: C'eravamo tanto amati di Ettore Scola
1975: I baroni di Giampaolo Lomi
1977: Nerone di Mario Castellacci e Pier Francesco Pingitore
1977: Il ginecologo della mutua di Aristide Massaccesi
1985: Giovanni Senzapensieri di Marco Colli
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Regista
1948: Emigrantes (anche soggetto e sceneggiatura)
1949: Benvenuto, reverendo! (anche produzione, soggetto e sceneggiatura)
1951: La famiglia Passaguai (anche produzione, soggetto e sceneggiatura)
1951: La famiglia Passaguai fa fortuna (anche produzione, soggetto e sceneggiatura)
1952: Papà diventa mamma (anche produzione, soggetto e sceneggiatura)
1953: Una di quelle (anche produzione, soggetto e sceneggiatura)
1954: Questa è la vita (episodio Marsina stretta, anche soggetto e sceneggiatura)
1954: Hanno rubato un tram (anche soggetto e sceneggiatura)
1957: Il maestro (anche soggetto e sceneggiatura)
Heroes
"A Sora Lella"
Aldo Fabrizi's Details
Status:
Single
Body type:
0' 1"
Zodiac Sign:
Scorpio
Aldo Fabrizi is in your extended network view more
About me: Aldo Fabrizi (Roma, 1 novembre 1905 - Roma, 2 aprile 1990) è stato un celebre attore, regista e sceneggiatore teatrale, cinematografico e televisivo.
Di famiglia modesta (la madre gestiva un banco di ortofrutta nel mercato popolare), a undici anni rimase orfano del padre. Costretto ad abbandonare gli studi per mantenere le cinque sorelle - tra le quali Elena Fabrizi, (1915-1993) in seguito soprannominata la sora Lella - si adattò a fare molti lavori, anche quelli più umili.
Nel 1931, a 26 anni, fece il suo debutto come macchiettista nei teatrini della capitale proponendo caricature dei tipi caratteristici della capitale - il vetturino, il guidatore di tram e lo sciatore - diventando in breve tempo popolare e costituendo una sua compagnia, che nel 1937 vide transitare per breve tempo un imberbe Alberto Sordi.
Nel 1942 fece il suo esordio sul grande schermo con un film diretto da Mario Bonnard, Avanti, c'è posto... e anche nelle due pellicole seguenti, Campo de' fiori, sempre diretto da Bonnard, e L'ultima carrozzella per la regia di Mario Mattòli, si limitò a riproporre le macchiette che aveva già interpretato a teatro - rispettivamente quelle del bigliettaio, del pescivendolo e del vetturino - accanto ad Anna Magnani, con la quale avrà un rapporto conflittuale.
Storia diversa, invece, col film che apre ufficialmente la corrente neorealista, Roma città aperta di Roberto Rossellini, dove interpretò il ruolo più significativo e più bello sul grande schermo, il sacerdote don Morosini che si sacrificò durante l'occupazione nazista della capitale finendo fucilato.
Si dedicò in maniera saltuaria anche al doppiaggio: sue sono le voci di Giuseppe Varni, il bidello della scuola femminile nel film Maddalena... zero in condotta (1940) e Gino Saltamerenda, il netturbino che aiuta Lamberto Maggiorani ed Enzo Stajola a ritrovare la bicicletta rubata nel mercato di Porta Portese, nel film Ladri di biciclette (1948), entrambi diretti da Vittorio De Sica.
Da quel momento interpretò poco meno di 70 film, ottenendo sempre grande successo, non disdegnando ruoli drammatici ma privilegiando sempre ruoli brillanti e comici; da ricordare i film interpretati insieme a Totò (Guardie e ladri del 1951 I tartassati del 1959 e Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi del 1960), Peppino De Filippo (Signori in carrozza del 1951, Accadde al penitenziario del 1955 e Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo del 1956) portando sempre dietro una grande carica di bonaria umanità che lo accompagnerà durante tutta la sua carriera.
Vincitore di due Nastri d'Argento, nel 1950 per Prima comunione di Alessandro Blasetti e nel 1974 con C'eravamo tanto amati di Ettore Scola, si aggiudicò nel 1951 il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes per Guardie e ladri di Stefano Vanzina e Mario Monicelli.
Lavorò anche con il grande regista del muto Georg Wilhelm Pabst in due film: La voce del silenzio del 1952 e il bizzarro Cose da pazzi del 1953 pubblicato in DVD nel 2005, dove interpretò sicuramente quello che resta il ruolo più particolare della sua carriera, un matto che crede di essere un primario ospedaliero.
Tra il 1948 e il 1957 diresse anche nove film, tutti dignitosi, a partire da quello d'esordio, girato in Argentina, Emigrantes (1948), alla trilogia delle avventure della famiglia Passaguai, da lui anche prodotta per la sua Alfa Film XXXVII, fino ad Hanno rubato un tram (1954), girato a Bologna con la fotografia del grande Mario Bava e anche questo riemerso nel 2005 in DVD, fino all'accorato e malinconico Il maestro (1957), la sua ultima regia.
Sul palcoscenico, nella stagione 1962-1963 ottenne un immenso successo personale interpretando il ruolo del boia Mastro Titta nella commedia musicale Rugantino scritta e diretta da Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile. Il grande trionfo è completato con una memorabile trasferta negli Stati Uniti d'America, a Broadway, dove fanno sempre il tutto esaurito. L'ultima sua apparizione teatrale invece è datata 1967, con lo spettacolo Yo-Yo Yè-Ye scritto da Dino Verde e Bruno Broccoli.
Sul piccolo schermo esordì nel 1959, come interprete dello sceneggiato La neve nel bicchiere diretto da Anton Giulio Majano. Per molto tempo, preso da impegni cinematografici e teatrali, questo sarà l'unico suo lavoro televisivo, fino al 1971, quando ottenne un altro grande trionfo nel varietà del sabato sera Speciale per noi diretto da Antonello Falqui, accanto ad Ave Ninchi, Paolo Panelli e Bice Valori, che è anche l'unica testimonianza visiva rimasta delle sue macchiette teatrali.
Sposato con Beatrice Rocchi, cantante di varietà molto nota negli anni venti col nome d'arte di Reginella, ha avuto da lei due figli gemelli e ne rimase vedovo nell'estate del 1981. Come Ugo Tognazzi aveva l'hobby della gastronomia e si dilettava a cucinare tutti i tipi di pasta, sulla quale scriverà poi anche alcune poesie in dialetto romanesco.
Fabrizi si spegne nella primavera del 1990, a 84 anni, pochi giorni dopo aver ricevuto un David di Donatello alla carriera. Tre anni dopo lo seguirà anche la popolarissima sorella, la sora Lella, che aveva recitato nel cinema soprattutto con Alberto Sordi e Carlo Verdone.
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in seguito alla polemica sulla rimozione della targa in memoria di Peppino Impastato, oltre a l’abbattimento, da parte di ignoti, dell’ulivo (simbolo di pace) a lui dedicato (con annessa richiesta di piantumazione di un abete!!),
disgustato da questa idiozia ignorante, che vorrebbe la rimozione della memoria di un uomo simbolo della lotta alla mafia in virtù di un non ben precisato “nordismo”,ho pensato di riempire (virtualmente) l’Italia di targhe a lui dedicate.Vi invio quindi questa immagine da me realizzata, (con ironia che forse sarebbe piaciuta a Peppino) che potete pubblicare in rete, stampare e attaccare in ufficio o per strada.