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Pic by Silvia Di Natale
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Brand new world (piano version)
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a 24 years old songwriter came from the north-est side of Italy,
from a small village in the middle of the Alps. He play music since
he was very young, but he started to write songs just two years
ago with the name "Brown and the leaves". At the end of 2008 he
finished to compose "Landscapes", his first release, and now is finally
aviable.
He lives mainly in Venice, where he's trying to get the graduation
at the school of architecture.
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live:
FILIPPO MARRA: electric guitar/glockenspield/back vocals
MARCO QUARESIMIN: double bass MARIANO BULLIGAN: cello |
Studio:
Lorenzo Gambacorta: drums
Fabio Centurione: cello
Ilaria Scarico: double bass
Vincenzo Zingaro: electric guitar, synth, Rhodes piano
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VOGUE OTTOBRE '09_
Quanta distanza c'è tra la Svezia e il Friuli? Ad ascoltare le note di Brown and the Leaves (al secolo Mattia Del Moro) si direbbe veramente poca. La chitarra acustica c'è, la melodia sofisticata pure, ma paragonarlo ai Kings of Covenience vuol dire perdersi tutta l'emozione dei semitoni: i "panorami" musicali di Brown sono tutt'altra cosa rispetto alle postcards from Bergen conservate dietro alle lenti di Erlend Oye. Un album, questo "Landscapes" (Red Birds), che riesce a regalare, con canzoni come la leggerissima "Spinning leaves" o l'analogica "While the waves", mmenti di placida serenità autunnale.
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L'UNITA' SETTEMBRE '09_
Uscirà ad ottobre l'album d'esordio di questo ragazzo della Carnia, regione sperduta alle falde delle prealpi friulane. Un paesaggio particolare, che ispira canzoni dolci, malinconiche e intimiste, un po' sullo stile dei norvegesi Kings of Convenience. Il disco ideale per l'autunno che verrà.
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BLOW UP OTTOBRE '09_
Mattia Del Moro in arte Brown and The Leaves viene dalle montagne della Carnia, e qui paesaggi incantati influenzano in buona parte la sua srcittura intimista e malinconica, che ricorda da vicino certe cose della scena scandinava degli ultimi anni. Ma il primo pezzo "Brand New World" è un piccolo tuffo al cuore che porta alla mente nientemeno che Nick Drake. Non è naturalmente tutto così. La solarità di certi brani tradisce ogni malinconia a favore di un clima rilassato, caldo e avvolgente, punteggiato per lo più da voce e chitarra, ma anche lievi tocchi percussivi, tromba, archi di pura atmosfera (la deliziosa "Just let you know"). Belle melodie e arrangiamenti già così maturi fanno di queste canzoni-paesaggi, intimi e dolcemente esposti, un esordio davvero niente male.
Gino Dal Soler
Voto: 7
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BLOW UP OTTOBRE '09_L'Italia è quello strano paese in cui se un artista rimarca palesemente le proprie origini, nei testi nell'idioma eccetera, viene subito tacciato di non avere spessore internazionale e di non potersi esporre fuori confine. Quando invece il musicista, in barba alle disamine pessimiste, sfodera qualità di scrittura e performance del tutto compatibili con con le altre capitali, scatta il meccanismo di declassamento a paragone, clone, emulo. La speranza è che tale ultima cattiva abitudine non scatti nei confronti di Mattia Del Moro, carnico di Tolmezzo, che con l'insegna Brown and the Leaves suona e interpreta composizioni di tranquillo folk pomeridiano, agreste ma non ridondante, esattamente come succede ai Kings Of Convenience, Andrew Bird, Adem e chissà quanti, altrove mai messi in croce per le radici, al contrario gratificati sulla scorta di quanto espresso. Se i pezzi che giravano su Myspace facevano presagire una stesura più tropicale (Quiet life in a quet place), l'album ufficiale si conforma a un quadro di nitida e sobria koiné del folkwriter, la sola While the waves in tenera sordina Real Tuesday Weld mentre smette di piovere sui rotoli di fieno: ogni tanto una nuvola non stonerebbe, o anche qualche sterpaglia bruciata, ma pazienza se Brown respira l'aria di quota e non soffoca dal fumo dell'understatement.
Enrico Veronese
Voto: 7
OK.. so here my review to your tracks of the new album (please excuse my amateur english)... first i thought (i listened all the mentioned tracks ...o.k.... by the way i added many many people out of your "friends", so it wasnt the deepest way to listen music....) you can learn a bit from BEIRUT... but than.. i listened to the last track!!! This is great man! This is pure. Poetry. Fantastic. It sounds like a live amateur recording.. with unbelievable sounds and a speach.. only fairys can tell.... huuiiii... great. I also thought about, where i want to listen your music... hmm.. and i thought... in with some of thousands of people on a concert... this would be the right place. I think its nothing for small clubs or concerts with some hundred people or less.... i hope you understand. I am not sure if i want to buy this record... the first tracks are alle -1 for me... but the last... is ++12+ for me... so... hmmmm... Good luck, Fabian Zerneke
Reviati racconta il suo Morti di sonno, del quale Navel ospita alcune tavole originali.(esposizione fino al 10/01)
Davide Reviati è autore di fumetti, pittore, illustratore, sceneggiatore e storyboard artist. Ha pubblicato su varie riviste, debuttando come autore con il minicomic Ahi Ahi Anselma (Vaca) del 1995. Tra i suoi libri Drug Lion: i sogni e le stelle (Mare Nero e Vaca ed., 2002) e a: Un’avventura di Drug Lion (Centro fumetto Andrea Pazienza, 2003). Ha illustrato vari volumi, tra cui Bestiario dell'impiegatto (Vaca, 2001), che ottiene il Premio speciale all’XI Premio Fiesole Narrativa Under 40. E' del 2009 il suo capolavoro, Morti di sonno: sei bambini che vivono la loro infanzia nel Villaggio ANIC di Ravenna, all’ombra minacciosa (e tossica) del polo petrolchimico nato nel 1958. Riviviamo la loro storia negli occhi di uno dei ragazzini, Rino, detto Koper, in una narrazione cruda e efficace, che affronta temi duri come quello della tossicodipendenza e dell’AIDS. Reviati scrive delle pagine indimenticabili, facendoci vivere insieme ai suoi protagonisti le gioie e i dolori di una generazione spazzata via dalla droga e da un disagio esistenziale poco letterario ma drammaticamente vivido nelle sua concretezza. Tra la comparsa dell’eroina e la vittoria dell’Italia ai Campionati del Mondo di calcio si consuma una parabola bruciante e indimenticabile.