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Questo il testo della recensione del nostro album "Alla corte del Re maggiore" su mescalina.it a cura di Massimo Sannella "Tutto si può dire dei CapoBanda salvo che non siamo innamorati del mitico Rino Gaetano. Perché di suoni e tipicità dello scomparso artista di Crotone l’album “Alla corte del Re maggiore” ne è grato dall’alto e in basso, tanto da suonare come un personalizzato catalogo che comunque ne riporta l’essenza e dettagli piacevolissimi, intatti , di classe. Tra il carrettero e il ruspante doc, il disco non fa riferimento al rock classico, quanto alle venalità folk spugnate di pop rock tunes, simpatico nell’incedere, di quei dischi che si possono ascoltare a tutto volume con i finestrini dell’auto abbassati e con la complicità di un vento libero, “vacanziero” che spettina a tutto andare; i romani CapoBanda danno prova, nel loro scanzonato e serio on the road tra accordi e parole , di una scrittura matura, capace di unire tic d’autore con un gusto melodico di pregio, di inconfondibile scuola seventies romana. Storie, retrovie della memoria giovanile (Il ’78), ricordi onirici di donne sanguigne tra ritmi balentes e Balcanic scats sudati (Tango e viola), la voglia di fuggire dagli stereotipi e dal circuito dell’ovvio (Lontano) o i saporini frizzanti mex che condiscono l’aria (Spagna e Francia). Un album di “discese ardite e di risalite” che in tanti potrebbero amare e odiare al tempo stesso, ma che ti frega alle spalle con le sue storie all’apparenza innocue e senza senso, ma che invece ti sono già entrate nel cuore e, anche se non lo vorresti, ti hanno già lacerato. Uno stile che esalta elementi ritmici, orecchiabilità e una coscienza; uno strappo deciso alla piattezza del consueto “bel canto”, che affonda criticità e mette in mostra gli altarini nascosti della società corrente; la stupenda ballata amarognola sulla trasmigrazione del Sud (Al limite), corredata da pads di sax che si immolano a divinazione, i giri a vuoto intorno all’amore fisso (Gira e rigira) e due stupende cover d’albo d’oro: “A me mi piace vivere alla grande” dell’indimenticabile Franco Fanigliulo e “E cantava le canzoni”, intramontabile hit di Rino Gaetano tratto dall’album Nuntereggae più. CapoBanda, alias Antonio e Salvatore Capobianco, suonano e cantano la libertà dell’individuo, e il risultato è questo bel “Alla corte del Re maggiore”, disco di sensorialità alternata tra poesia visionaria e sentimenti più che veri e che dà, dalla sua angolazione privilegiata, una ulteriore e sincera spallata amplificata al perbenismo sociale e alla stupidità dell’I-Pod Generation." LINK: http://www.mescalina.it/musica/gruppi/recensioni_emergenti.php?id=571 | | Record Label | Non firmato | | Type of Label | Indie |
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