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Cari compagni volevamo segnalarvi che da quest'anno è disponibile l'agenda realizzata da Militant e Senza Tregua. (vedi il flyer)
Si tratta di un diario/agenda con la copertina realizzata da Zerocalcare. Per ogni giorno dell'anno troverete un fatto storico (accaduto in quella data) che ha riguardato il movimento operaio e rivoluzionario di tutto il mondo.
Oltre a questo per ogni giorno saranno citati libri, film o canzoni che riguardano quei fatti. Alla fine di ogni mese troverete foto ed approfondimenti, stralci di pagine della nostra storia e tante altre cose.
Siccome, per adesso, ne abbiamo stampate solo 500 fateci sapere se ne volete una da parte e mandateci una mail
LIBRERIE IN CUI E' IN VENDITA L'AGENDA:
LO YETI (via Perugia 4)
INTERNO 4 (circonvallazione Casilina 74)
LIBRERIA INTERNAZIONALE (via dei Volsci 41)
| | Music | 99 Posse, Airesis, Al Mukawama, Fausto Amodei, Anti-Flag, Arpioni, Assalti Frontali, Atarassia Grop, Joan Baez, Banda Bassotti, Alfredo Bandelli, Barricata Rossa, Pierangelo Bertoli, Bisca, Brigada Flores Magon, Camarada Kalashnikov, Canzoniere delle Lame, Canzoniere di Lotta Continua, Canzoniere del Lazio, Casa del Vento, Clash, Cccp, Compay Segundo, Coro dell'Armata Rossa, Fabrizio De André, Dead Kennedys, Ivan Della Mea, Desperta Fierro, Direttiva 16, Bob Dylan, Erode, Fratelli di Soledad, Giorgio Gaber, Rino Gaetano, The Gang, Gozzilla e le Tre Bambine coi Baffi, Francesco Guccini, Istituzioni di Diritto Proletario, Intillimani, Komintern 43, Claudio Lolli, Los Fastidios, Gianfranco Manfredi, Manu Chao, Bob Marley, Pino Masi, Modena City Ramblers, Monkey's Factory, Mossin Nagant, Negu Gorriak, Nucleo Terco, Offlaga Disco Pax, Paolo Pietrangeli, Propagandhi, Public Enemy, Carlos Puebla, Radici nel Cemento, Rage Against the Machine, Rancore, Red House, Rein, Senza Sicura, Daniele Silvestri, Ska-P, Specials, Bruce Springsteen, Stormy Six, Strike Anywhere, Tear Me Down, Peter Tosh, Yo Yo Mundi e tutti gli anonimi proletari che hanno inciso decine di stupende canzoni di lotta | | Movies | La classe operaia va in paradiso, Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Vogliamo i colonnelli, Sacco e Vanzetti, Ken Loach, Uccellacci e Uccellini, Roma a mano armata, Milano spara la polizia vuole giustizia, Sergio Leone, Taxi Driver, Arancia meccanica, La battaglia di Algeri, Micheal Moore, Blues Brothers, The Commitments | | Books | Q di Luther Blissett, Asce di Guerra di Vitaliano Ravagli e Wu Ming, 54 di Wu Ming, Scirocco di Girolamo De Michele, La Compagna P38 di Dario Morgante, La Banda Bellini di Marco Philopat, Oltretorrente di Pino Cacucci, Ribelli di Pino Cacucci, In Ogni Caso Nessun Rimorso di Pino Cacucci, Senza Tregua: La Guerra dei GAP di Giovanni Pesce, L'Agnese va a morire di Renata Viganò | | Heroes | PROSSIME INIZIATIVE
LA MEMORIA NON C'INGANNA
Sono poche le cose che riescono a restituirci l'idea del tempo che passa quanto un'agenda. Impegni presi, appuntamenti futuri, che con lo scorrere dei giorni diventano passato e quindi storie.
Storie individuali le cui traiettorie finiscono inevitabilmente per intrecciarsi con le altre Storie, quelle con la S maiuscola, quelle collettive, quelle che a volte finiscono sui libri.
Eppure proprio quello che per i lavoratori e gli sfruttati fino a qualche tempo fa sembrava essere un dato di fatto, la consapevolezza di far comunque parte di un percorso comune, è sistematicamente messo in discussione dall'ideologia dominante.
Si recidono i nessi che ci legano ad altri come noi e alle generazioni che ci hanno preceduti per confinarci nel limbo di un eterno presente.
Perché, per chi smarrisce il senso del passato, l'idea stessa del futuro perde di significato e diventa sempre più sfocata.
E così si finisce col percepire la realtà che ci circonda come l'unica realtà possibile e il mondo intorno a noi non ci appare più come il prodotto storico dell'azione dell'uomo ma come qualcosa di immutevole che ci avvolge e ci invischia, impedendoci di essere protagonisti del nostro destino.
Condannati ad accettare delle vite precotte, come se fossimo comparse inconsapevoli nella sceneggiatura di Matrix, l'unico orizzonte che ci si prospetta è quello della rassegnazione.
Rassegnati ad un lavoro precario e alla mancanza di diritti per un verso, e rassegnati ad essere consumatori passivi ed acritici per un altro verso.
Ecco come ci vorrebbero.
Oltre 60 anni fa George Orwell scriveva che chi controlla il presente controlla il passato, e chi controlla il passato controlla il futuro.
Non è quindi un caso che proprio sull'uso pubblico (e politico) della storia si combatta, oggi, una battaglia cruciale.
Così come non è un caso che la classe dominante abbia dispiegato a tale scopo tutto il proprio arsenale ideologico.
Dai maitre a penser che ogni giorno pontificano dalle colonne dei quotidiani agli imbonitori televisivi, dalle fiction revisioniste alle megaproduzioni cinematografiche.
Quella che viene presa di mira è tutta la storia degli oppressi, contrapponendogli una visione liberal-democratica, con l'obiettivo fondamentale di distruggere il nesso logico rivoluzione-miglioramento.
Sostenendo implicitamente che il ciclo apertosi con la rivoluzione francese e il giacobinismo si sia definitivamente chiuso con l'implosione dell'unione sovietica e il crollo del muro di Berlino, cosicché l'unico orizzonte possibile è quello capitalistico.
I grandi imputati sono quindi Marx e i marxismi, la democrazia diretta e il comunismo.
Si vuole espellere non solo dal dibattito politico, ma anche dall'immaginario collettivo, la possibilità stessa di una trasformazione radicale dell'esistente.
Allora anche un'agenda (particolare) come quella che avete tra le mani può diventare uno strumento di memoria. E di lotta.
Contro chi vorrebbe mutilarci della nostra storia, ma anche contro quella "sinistra" che per essere accettata a corte, o in nome di un effimero "nuovismo" postnovecentesco, ha bruciato ogni ponte dietro di se rinnegando le proprie radici e le proprie identità.
Noi, invece, quei ponti non solo vogliamo mantenerli ben saldi, ma vogliamo attraversarli più e più volte, in avanti e in dietro.
Perchè la storia, soprattutto la nostra, quella del movimento operaio e dei rivoluzionari, non è un mausoleo polveroso e non ha certo bisogno di custodi immobili.
La nostra storia costituisce quella che Walter Benjamin chiamò la "tradizione degli oppressi", una memoria collettiva in grado di "svelare il senso di ciò che è in base sulla base di ciò che è stato".
La nostra storia è un patrimonio di lotte e di esperienze imprescindibile per chi, come noi, si ostina a preparare un nuovo assalto al cielo.
SENZA TREGUA e MILITANT
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