Bologna è grigia, di un colore carico di paura e timore, di tristezza e di angoscia.Così i guardoni di Palazzo D’ Accursio, gli ammalati di cofferatismo, raccontano la vita di chi Bologna la vive. Ma basta poco, una canna in S. Stefano, una birra in piazza Verdi o un caffè al 36 di via Zamboni per capire che non è così: in questi e in tanti altri luoghi il bisogno di incontrarsi, il desiderio di avere esperienze in comune è vivo e forte... Da qui nasce l’ intelligenza di Bologna, l’ innovazione artistica e culturale, la ricchezza del condividere: da noi.Siamo studenti e precari, il bersaglio della militarizzazione, delle ordinanze proibizioniste, delle retoriche vuote del degrado e della sicurezza, della legalità asfittica che tanto piace a Cofferati e al Pd. Ne siamo il bersaglio perché la posta in palio vera, ciò che davvero sostiene queste narrazioni, è il tentativo di disciplinare e controllare le forme di vita e le soggettività metropolitane.
Ma non ci riuscirete mai!
Non ci stanno riuscendo la pur odiosa militarizzazione della piazze, i vostri tentativi di desertificare lo spazio pubblico, di imporci comportamenti e stili di vita.
Non ci riuscite perché i nostri desideri sono più forti di ogni telecamera. E allora laddove le leggi e le norme non riescono più a performare i nostri comportamenti (ma solo a reprimerli) ci vorreste alleati della vostra “sicurezza”.
In questi giorni infatti l’ assessore Mancuso, cercando anche il sostegno dell’Università, sta provando ad arruolare ronde studentesche, sbirri della legalità con lo zainetto, sostenitori della cosiddetta “sicurezza partecipata”.
Ebbene noi non partecipiamo!
Continueremo a violare i vostri divieti, a riprenderci piazza Verdi quando ci pare, a disobbedire al proibizionismo, a costruire iniziativa politica all’Università prendendoci le facoltà
oltre l’orario di chiusura.
Continueremo a far vivere e rendere attraversabili questi luoghi anche la sera,
senza il vostro permesso.
Chiediamo pubblicamente al rettore dell’ Università di Bologna una presa di posizione esplicita su questo punto: preferisce spendere risorse per arruolare ronde private tra i suoi studenti o per aprire nella zona universitaria spazi dedicati alla socialità, alla cultura e all’espressione studentesca? Crediamo che anche dalla risposta a questa domanda dipendano le sue chance di invertire una tendenza che sta vedendo diminuire
del dieci per cento le iscrizioni all’Unibo.
Quanto agli sbirri con lo zainetto, qualora ce ne fossero, diciamo già da ora che dalle parti di via Zamboni non avrete vita facile….
Ma torniamo a noi, alla nostra sicurezza, quella che stiamo costruendo quotidianamente e che siamo sempre pronti a difendere: l’autoderminazione dei nostri corpi, la messa in comune dei saperi, la costruzione dal basso dell’ università dell’autoformazione, le lotte per il reddito garantito...
NE’ RONDE, NE’ GUARDIANI!
-part 2-
Siamo studenti e precari, il bersaglio della militarizzazione, delle ordinanze proibizioniste, delle retoriche vuote del degrado e della sicurezza, della legalità asfittica che tanto piacciono a Cofferati .
Ne siamo il bersaglio perché la vera posta in palio, ciò che davvero sostiene queste narrazioni, è il tentativo di disciplinare e controllare le forme di vita e le soggettività metropolitane.
Ma non ci riusciranno mai!
Oggi e sempre Piazza Verdi sarà un luogo di condivisione e di espressione, un territorio allergico al fascismo e al controllo.
La stiamo vivendo come tutti i giorni… oltre ogni vostro divieto!
Non c’è spazio in questa città per la sicurezza di Cofferati, per i suoi vigili dotati pure di spray e manganello.
Continuiamo a rifiutare la vostra sicurezza, che altro non è se non normazione dei nostri corpi e precarizzazione delle nostre esistenze.
Lo facciamo perché tutto quello che abbiamo da difendere è
la ricchezza del possibile:
- la costruzione di un territorio aperto al mondo, che si dà nella cooperazione sociale e nella sperimentazione di forme di vita
- il libero accesso alle reti comunicative metropolitane, materiali e immateriali.
- l’ università dell’ autoformazione.
- un reddito garantito per tutte e per tutti.
Tra questa cittadinanza possibile e i piani cofferatiani esiste una piena e netta incompatibilità, la stessa incompatibilità che determina il conflitto tra la gioia di questa piazza e qualsiasi ronda fascista.
NE’ RONDE, NE’ GUARDIANI!
-part 3-
Ammesso che il paradiso non esista e che la vita sia ben più complicata di una figura celeste, chi sono gli angeli?
Quelli col basco blu e la maglia rossa?
Coloro che nottetempo percorrono le vie delle città portando false speranze di “sicurezza e solidarietà”?
Bèh! Quelli ti spiano se ti fumi una canna, se hai voglia di una birra oltre le 10 di sera e provi a recuperarla, o più semplicemente se te ne stai seduto in piazza….
No, costoro somigliano decisamente di più ad una ronda di guardoni piuttosto che a dei puttini michelangioleschi.
I veri angeli sono coloro che quotidianamente e umilmente costruiscono una Bologna più bella, aperta al mondo e al possibile, dove le persone possono incontrarsi liberamente, scambiarsi passioni, saperi, affetti e...
perchè no, anche un bacio o una carezza.
I veri angeli sono coloro che quotidianamente e collettivamente
si organizzano e si adoperano
per traduure in pratica sogni e desideri...
per produrre il bene e il giusto...
per realizzare il comune.
FUORI LE RONDE DA PIAZZA VERDI !
*Martedì 6 Maggio 2008 @ Piazza V.Bologna, ci siamo ripresi piazza Verdi. Dalle 5 del pomeriggio più di quattrocento studenti hanno fatto vivere questa piazza nel cuore della zona universitaria: un laboratorio hip-hop, suoni e parole, la gioia di un momento di condivisione forte, ma anche di determinazione comune. La forza che la giornata di ieri è riuscita ad esprimere ha impedito alle camionette della polizia di entrare in piazza, ma soprattutto ha segnato un passaggio politico molto significativo: un protagonismo degli studenti nella lotta contro le politiche securitarie. La nostra presenza ha impedito alle ronde di A.N.( che proprio ieri sera debuttavano) di raggiungere la zona universitaria e, come potete leggere sui giornali di oggi, la loro sconfitta li ha portati ad abbandonare questa impresa di sbirraglia privata. Ma la mobilazione contro le politiche securitarie, contro i divieti proibizionisti e i tentativi che da destra a sinistra mirano a disciplinare e a controllare i nostri corpi prosegue. Continueremo a riprenderci piazza Verdi senza chiedere il permesso a nessuno, a far vivere l’ università dell’ autoformazione ed a negare dal basso agibilità politica ad ogni tentativo rondaiolo.


**Bologna, Aut_of - Tutto il potere all’Autoformazione
22>23 maggio 2008 >via Zamboni 38**
*Il sapere non è fatto per comprendere,
è fatto per prendere posizione
M. Foucault*
Il 22 e il 23 maggio costruiremo una due giorni a Bologna, una due giorni nella quale ci riprenderemo notte e giorno l’ Università per affermare, ancora una volta, che l’ unica università possibile è quella dell’ autoformazione, della messa in comune dei saperi, della creazione dal basso di pratiche di sapere e di lotta all’ altezza dei processi di trasformazione delle agenzie della formazione metropolitana.
Il sapere quindi, come campo di battaglia.
Stiamo assistendo al fallimento del 3+2, una riforma che ha portato alla dequalificazione e alla parcellizzazione dei saperi dentro l’ esperienza formativa, che ha provato a rimodellare i comportamenti e le pratiche di studio degli studenti costringendole alla caccia del credito, a ritmi da 12 esami l’ anno, a gabbie curricolari.
Ebbene il 3+2 ha fallito: i fuoricorso continuano a popolare l’ università, il tasso dei laureati italiani continua ad essere al di sotto degli standard europei, la relazione tra formazione universitaria e mercato del lavoro è sempre più vissuta soggettivamente con insicurezza, timore, o come aspettativa delusa.
L’ accademia italiana va al macero, sotto il peso opprimente della casta feudale ben rappresentata dalla CRUI e dalle relazioni di vassallaggio che contraddistinguono le linee di potere interne al mondo accademico.
In questo quadro “ Tutto il Potere all’Autoformazione” significa costruire dal basso e in autonomia un dispositivo politico in grado di connettere le figure della produzione di conoscenza ( studenti, ricercatori, dottorandi, assegnasti….), produrre saperi di parte, agire la potenza della cooperazione e della creazione. E a partire dall’ autogestione del sapere porre con forza le questioni del reddito e del salario: sappiamo tutti quanto il ricatto economico alimenti la riproduzione di gerarchie interne al mondo della ricerca.
Ma autogestire per due giorni la facoltà di lettere e filosofia significa anche costruire un territorio di espressione e di condivisione nel cuore della zona universitaria, quindi nel cuore di Bologna.
In queste settimane abbiamo agito con forza e in forme differenti il conflitto contro chi vuole controllare le forme di vita e le soggettività metropolitane: occupando l’ assessorato con delega alla sicurezza, riprendendoci piazza Verdi e impedendone l’ ingresso a sbirri e a ronde di partito. E continueremo a farlo, come continueremo a disobbedire ai divieti e al proibizionismo di Cofferati.
Questa due giorni costituisce anche un’ espressione concreta della nostra idea di sicurezza, un passaggio visibile della metropoli che vogliamo costruire nella cooperazione sociale.
**22 maggio UNIVERSITA' E METROPOLI, STRATEGIE DI SOVVERSIONE**
La metropoli è il territorio della produzione sociale contemporanea, il campo di battaglia tra le forze produttive della cooperazione sociale e la rendita capitalistica, il terreno decisivo su cui si giocano i conflitti del presente. La metropoli è la forma specifica, per dirla in modo semplice, attraverso cui un territorio determinato si apre al mondo, sotto il profilo culturale ed economico: saperi e competenze sedimentati nel tempo, reti e risorse materiali e immateriali, una accumulazione in evoluzione continua di capitale sociale, culturale e economico. La metropoli come lo spazio coestensivo alle attività della moltitudine, al lavoro produttivo, sociale, creativo, cooperante: la metropoli è una costruzione del lavoro vivo e al contempo è il tessuto connettivo sul quale si dispiegano i dispositivi di sfruttamento e di controllo. In ogni caso, laddove la forma metropoli è data una possibilità e al contempo una nuova realtà della lotta di classe emerge, investendo potenzialmente ciascuno dei dispositivi di comando e di sfruttamento che la attraversano e ponendo come compito fondamentale del politico l’ appropriazione del comune.
Dentro e contro la metropoli quindi, per tradurne la potenza produttiva in pratica della sovversione, per costruire istituzioni del comune. Oltre il privato, oltre lo stato.
Le istituzioni del comune a partire da una concezione radicalmente immanente del politico, a partire cioè da una costruzione diretta, affermativa, positiva, nella quale la classe dispiega tutta la propria forza costituente.
Ma parlare di moltitudine significa anche fare i conti sino in fondo con la costitutiva eterogeneità della composizione di classe contemporanea, e di conseguenza agire la pratica politica e organizzativa a partire da dei “ tagli” soggettivi della composizione tecnica di classe.
Questa considerazione, al di là di ogni studentismo, ci ha portato a mirare un preciso punto di applicazione della forza: l’ università, ovvero un cluster all’ interno della rete produttiva metropolitana.
Pensiamo infatti che dentro la tendenziale egemonia del cognitivo nella produzione contemporanea i nodi della formazione e dal reddito costituiscano campi di battaglia strategici per la creazione di lineamenti di istituzionalità autonoma. E l’autoformazione lavora esattamente in questa direzione.
Ma quale relazione virtuosa si può costruire tra i movimenti universitari( studenti, ricercatori, dottorandi…) e i centri sociali ?
E in che direzioni i centri sociali pensano la propria pratica politica in relazione alla metamorfosi qualitativa del lavoro e della composizione di classe?
Giovedì avremo la fortura di confrontarci su questi punti con ESC ( Roma), TPO ( Bologna) e SALE DOCKS ( Venezia).
**23 Maggio 2008 ore 16.00**
Differenze, conflitti e produzione del comune.
Prima di esporvi la traccia del ragionamento che proponiamo di discutere all’ interno del seminario volevamo raccontarvi come questa esigenza è nata e dove ha trovato le sue linee di sviluppo.
Quest’ anno abbiamo costruito un seminario di autoformazione molto particolare: riconosciuto con 5 crediti formativi e organizzato dal nostro collettivo assieme al nodo bolognese dei ricercatori precari. “ Natura sive”, cosi l’ abbiamo chiamato, ha provato a decostruire-a partire dal corpo e dalle teorie dell’ embodiment- l’ antinomia natura-cultura.
A partire dal dialogo- scontro televisivo Chomsky-Foucault sul nodo natura umana, abbiamo ragionato di scienze cognitive e di neuroni specchio, guardato ai contributi delle discipline semiotiche e filosofiche ( Merleau Ponty, Foucault, Simondon, Deleuze, Spinoza) e aperto un campo di riflessione a partire dalle lotte e dalla produzione teorica femminista e post-femminista( i femminismi dei 70’ , il pensiero della differenza,il femminismo post-coloniale, Braidotti e Butler).
All’ interno del seminario ci siamo confrontati non solo con docenti e ricercatori, ma anche con compagni e compagne che stanno costruendo percorsi di lotta nel movimento GLBTQ e attorno al nodo riproduzione- controllo dei corpi femminili.
Dentro a queste discussioni è nata la bozza ( di una bozza vera e propria si tratta, piena di frammenti, e organizzata per punti) di introduzione all’ incontro seminariale.
Le differenze costituiscono la trama complessa, ricca e sfaccettata della moltitudine.
Possiamo parlare di moltitudine solo a partire dalla realtà del lavoro: dal carattere sociale, complessivo, cooperante e creativo che contraddistingue ogni definizione possibile di lavoro produttivo oggi. Dal suo pieno sovrapporsi alla vita e al comune.
A partire quindi dall’impossibilità di definire una figura del lavoro, un Soggetto dello sfruttamento attorno al quale costruire una centralità politica e strategica. L’uno, il baricentro politico se n’è andato per sempre. I molti sono al contempo l’esito della moltiplicazione del lavoro e di una distribuzione differenziale delle figure del lavoro, il prodotto delle lotte contro la disciplina e l’oggetto di nuove accumulazioni originarie.
Le differenze quindi a partire da un rapporto di potere, a partire dal rapporto di capitale.
Differenza è politicamente un nome pieno, indica l’asimmetria delle relazioni sociali, il carico di violenza intrinseco nell’organizzazione gerarchica del pensiero e dello spazio globale.
Ma differenza è anche il nome dell’autovalorizzazione soggettiva e della costante possibilità di ridefinizione dei rapporti di potere.
Il potenziale deterritorializzante delle differenze, la loro capacità di spiazzare una relazione di potere, questo ci interessa mettere al centro della discussione.
Differenza è soprattutto il nome di una molteplicità di forme di vita e soggetti incarnati, di una rete sociale di scambi infinita e stratificata, che definiscono il ritmo, lo spazio e le trasformazioni del contemporaneo.
Ci interessa riflettere sulle forme in cui questo insieme plurale si muove nel terreno del biopotere e del capitale cognitivo, le ambivalenze, le contraddizioni e le virtualità conflittuali che lo attraversano, tentando di individuare degli spunti propositivi rispetto a questioni urgenti: la produzione del comune, la capacità di dispiegare ed organizzare il conflitto.
Assumendo l’irriducibilità delle differenze a qualsiasi definizione data, ci concentriamo in particolare sulle linee di classe, genere e razza, tracce visibili attorno alle quali si articolano le strategie governamentali e di espropriazione capitalistica.
Poniamo quindi come direttrici del nostro ragionamento tre genealogie; l’operaismo, gli studi postcoloniali e il femminismo, che hanno messo al centro la differenza come parzialità soggettiva ed elemento costituente, disvelando e decostruendo le forme dell’oppressione e dello sfruttamento, producendo e reinventando al contempo l’ordine del discorso e i modi del conflitto.
Nodi centrali:
1) Differenze, cooperazione, valorizzazione; united colors of das kapital.
La proliferazione delle differenze che circolano nello spazio globalizzato è terreno di accumulazione e valorizzazione per il capitale cognitivo, che attraverso dispositivi di sussunzione e normalizzazione tenta di espropriare la ricchezza della cooperazione sociale diffusa; tuttavia, le singolarità cooperano in un conatus incessante, sono potenza produttiva che genera innovazione, flussi che creano e ricreano il mondo.
2) Differenze, soggettività, divenire.
Qualsiasi categoria di “marginalità” appare oggi del tutto inadeguata se guardiamo davvero alla possibilità dell’agire politico.
Il nodo dell’identità, del blocco identitario come strumento dell’integrazione capitalistica costituisce il rischio più significativo con cui fare i conti.
Singolarità e comune, tra divenire e istituzioni del comune: la molteplicità e non-linearità delle affermazioni soggettive vivono in una tensione tra spinte deterritorializzanti e apertura al divenire da un lato, e dall’altro permane la necessità, politica, del situarsi, della sedimentazione, di rintracciare punti di condensazione della forza e nomi comuni.
Come preservare il dinamismo e la capacità di concatenamento, evitando ogni chiusura auto-assertiva, e al contempo costruire punti di connessione e di organizzazione tra parzialità in movimento?
3) Differenze e organizzazione del conflitto.
Comporre parzialità e singolarità irriducibili che si muovono in un contesto frammentato dal moltiplicarsi delle forme del lavoro, della precarietà, dei confini; dopo aver sepolto il Soggetto Rivoluzionario, come ricostruire un tessuto connettivo immanente, in cui la molteplicità delle forme di vita e di relazione possa definirsi di parte e praticare il conflitto attorno a istanze comuni?
Leggiamo in questo senso la proposta della “politica della collocazione”, come superamento della cristallizazione identitaria e costruzione di un territorio definito collettivamente dal desiderio di trasformazione.
I sommovimenti diffusi sul territorio, della forza-lavoro cognitiva, dei migranti, delle reti di studenti e precari che costruiscono l’università autonoma, delle donne e degli uomini contro la normazione dei corpi, ci mostrano, in forme embrionali o più visibili e strutturate, tracce di esodo in atto.
Ma l’esodo, e la sua difesa, vanno organizzati.
Proviamo a seguire queste linee tracciate dalle lotte, nella loro eterogeneità ma anche nei loro tratti costituenti, cercando di individuare possibili siti e strategie di sovversione attorno a cui definire nomi comuni, tradurre le virtualità in forme determinate dell’organizzazione e dell’azione politica.
4) Differenze e comune. Le differenze producono e riproducono continuamente il mondo, attraverso infiniti concatenamenti, nella messa in comune della vita, esprimendo una ricchezza sempre eccedente rispetto ad ogni forma di valorizzazione e di misura.
Pensiamo il comune come questa realtà immanente dei corpi che si compongono, aumentando la propria potenza nel produrre e nell’agire “fuori misura” - ed è proprio di questa incommensurabilità che il modo di produzione contemporaneo si nutre - ma, al contempo, il comune come processo di costruzione, orizzonte politico da conquistare.
Liberare la cooperazione linguistica, affettiva e relazionale tra singolarità dallo sfruttamento, trasformarla in dispositivo di attacco: in questo senso intendiamo e costruiamo il comune come “macchina biopolitica”.

**Verona Libera!**
Verona, 17 maggio ’08 - Conquistata piazza Brà per tutti!
La grande novità è il dato della conquista di Piazza Brà. Quella stessa piazza attorno alla quale, poche settimane fa, il 25 aprile è stata eretta un’assurda zona rossa.
Il comune dei nuovi cittadini, migranti e veronesi, precari e studenti, si insedia al cuore di Verona. Si insedia in Piazza Brà perché niente e nessuno può tenerlo ai margini della cittadinanza nuova che dobbiamo costruire.
Dobbiamo costruirla assieme. A partire da un grande concentramento in Piazza Bra alle 15 di sabato. Qui, la città che vogliamo dobbiamo iniziare a costruirla e a farla vivere.
Dobbiamo respingere chi sostiene la logica del branco e chi avendo cavalcato la paura ha reso possibile l’omicidio di Nicola. Ciò che abbiamo davanti come compito è farla finita col fascismo e col razzismo. Ma dobbiamo farlo non come semplice appello retorico; dobbiamo farlo combattendo in maniera efficacie gli apprendisti stregoni dell’odio, quelli che oggi balbettano, come il sindaco Tosi, di fronte alla mostruosità che hanno contribuito a generare.
Dobbiamo farlo inventando da subito nuovi momenti di socialità e di scambio; di gioia e di meticciamento.
Dobbiamo farlo prendendo la parola per dare corpo al nostro sogno di una città diversa da quella spaventata di, e da, Tosi. Faremo vivere la piazza con la comunicazione, con le testimonianza di tanti, con la determinazione di chi , come noi migranti, sa bene che non bastano gli slogan per costruire il proprio diritto ad esistere: serve un’idea di società, e una pratica che la renda possibile.
Di qui, da Piazza Brà, muoveremo in corteo dalle 17 per attraversare il centro ed arrivare a Veronetta. Non in periferia, ma in uno degli spazi più vitali e creativi della città. Nel laboratorio della città che viene. Nel quartiere in cui i bambini dei migranti e i bambini veronesi vanno a scuola, giocano e crescono assieme. Ed è proprio agli studenti delle scuole di verona che rivolgiamo in particolare il nostri appello, perchè ci aiutino a costruire questa grande giornata.
Questo corteo lo offriamo a donne e uomini come momento unitario. Come percorso per una nuova cittadinanza.
Antifascista, antirazzista, egualitaria e libera. Perché costruita praticamente, materialmente, come esercizio comune di libertà.
Lo striscione che lo aprirà, sarà unico per tutti: “Verona libera” e dietro ci staranno le persone, le comunità, le associazioni, senza bandiere ne spezzoni propri.
Tutti sciolti, mescolati, liberi e uniti.
Chi vuole portare i propri simboli e le proprie appartenenze starà dietro.
E’ un movimento nuovo quello di cui anche qui abbiamo bisogno, e non una sommatoria di cose che già esistono.
Abbiamo un sogno e lo vogliamo condividere.
Promotori:
Coordinamento Migranti Verona
Coordinamento Migranti dell’Est Veronese
Associazione senegalese di Verona e provincia "GORE ONESTA"
Associazione Bangladesh Verona
Associazione Human Care International Nigeria
Associazione marocchina ATLAS Verona
Associazione India Verona
Associazione Pakistan Verona
Associazione Tunisia Verona
NZUK.NDI.IGBO (Nigeria)-VR
Verona Italia (Costa D’Avorio)
Repubblica Dominicana Verona
Associazione Città Migrante (Reggio Emilia)
Adesioni
Dario Fo
Don Andrea Gallo - Genova
Moni Ovadia (Artista)
Ascanio Celestini (Artista)
Franca Rame
FOCSI-Federazione delle Organizzazioni e delle Comunità Straniere in Italia
Amedeo Tosi - Direttore responsabile di
www.grillonews.it
Ass. Culturate Teatro Origine (Negrar - VR)
Judith Revel (Università Parigi - Sorbona)
Gianfranco Bettin (sociologo)
Marco Bascetta (Manifesto Libri)
Benedetto Vecchi (giornalista Il Manifesto)
Ass. familiari e amici di Fausto e Iaio
Collettivo Metropolis - VR
Associazione Comunità di San Benedetto - Genova
Carlo Fresu (Cagliari) Carlo Fresu - Cagliari
Federazione RdB - CUB della provincia di Verona
Gianfranco Morosato (ombre corte edizioni - Verona)
Giliola Corradi - direttivo CGIL Verona
Attac Italia – Comitato di Verona
Olivia Guaraldo, Università di Verona
DeriveApprodi (casa editrice)
Caroline Noel (immigrata in Italia dal Belgio)
ADL COBAS Treviso, Padova, Verona, Rovigo
Lello Voce (poeta e scrittore)
Raffaella Lamberti (Direttora Centro delle Donne - Bologna)
Gruppo Giovani "Attivi e Solidali" (Veronella - VR)
Collettivo studentesco Verona
Augusto Illuminati (Università di Urbino)
Associazione Ya Basta
Redazione Micro Mega
Fulvio Vassallo Paleologo (Università di Palermo)
Casa delle Culture (Trieste)
Alberto Suni (Castelfranco Veneto-TV)
Michela
Forum regionale dei movimenti in lotta per i beni comuni dell’Umbria
Daniela (TO)
Centri sociali del Nord Est:
Cso Rivolta - Marghera (Ve)
Cso Pedro - Padova
Laboratorio occupato Morion - (Venezia)
Laboratorio Fuori controllo - Monselice (PD)
Centro Sociale ChioggiaLab - Chioggia (Ve)
Nuovo Capannone Sociale - Vicenza
Ubik Lab - Ponzano Veneto - Treviso
Coordinamento Liberazone - Schio (VI)
Collettivo per l’autoformazione Padova
Rete per l’autoformazione, La Sapienza - Roma
Esc, atelier occupato - Roma
Global Students (Collettivi Studenti Medi Padova e Provincia)
Ricki Bizzarro (artista)
Associazione INsensINverso (Roma)
Morena Piccoli - Verona
Centro Sociale Bruno - TN
Rosanna D’Amico - Pianoro (BO)
Officina Sociale Trento
Stefano Tondini (Veronella - VR)
CS Cantiere (Milano)
Rdb-Cub sanità Padova
Roberta Rorato - Treviso
Pape Diaw (Consigliere Comunale - Firenze)
Monia Giacomini (Consigliera Comunale - Pordenone)
CSOA Mezza Canaja, Senigallia (AN)
Beppe Caccia (Consigliere Comunale - VE)
Yastaradio.com
Impronte - Rete per la libertà di movimento Roma
Andrea Botti (San Miniato - Pisa)
Adelino Zanini (Università di Ancona)
Collettivo SPAM (Parma)
cs Tpo - Bologna
Ludovica Fales (documentarista, Roma)
Laboratorio PAZ (Rimini)
Sandro Chignola (Università di Padova)
Sandro Mezzadra (Università di Bologna)
Laboratorio AQ 16 (Reggio Emilia)
Anna Edna Russo
Walter Peruzzi - Dir. Guerre&Pace
Francesca Gomez (Psichiatra - VR)
CS Clandestino (Gorizia)
Ass. Razzismo Stop Venezia Giulia
Matteo Pasquinelli (
www.rekombinant.org)
Michele Scaapin (Castelfranco Veneto - TV)
Associazione Razzismo Stop Veneto
Stefania Mazzone (Docente Storia della Filosofia – Università Catania)
Comitato No Dal Molin - Beni Comuni- Valle Agno
BomChilom Sound (Padova)
Roberto Malesani- Avvocato in Verona
Veronica Santini
Csa Intifada/comunità in resistenza di Empoli
Alasia Nuti
Laura Zanetti (Mediatrice culturale, Trento)
Silvia
Gianni Giovannelli, avvocato, Milano
Maddalena Brunasti
Antonio Campigotto (operatore museale, Bologna)
Paolo Vernaglione (Insegnante, Liceo Manara - Roma)
Associazione culturale antifascista “Il resto del Cremlino” - San Miniato (PI)
cristina antonini
Alisa Del Re (Università di Padova)
Fabrizio Leone
Alessandra Ferri
Girolamo De Michele
Osvaldo Justo Martinez (Architetto - Verona)
Giuseppe Genna - Milano
Silvia dal Molin - Verona
Gigi Roggero (Ricercatore universitario)
Miria Pericolosi - Verona
Michele Pedrolo (veronese a Melbourne - Australia)
csoa Gabrio (Torino)
Patrizia Palmisano (insegnante pugliese a Verona)
Alberto Masala (poeta)
Cobas della Scuola - Padova
Orsola Casagrande (gionalista)
Giulia Nazzaro (Mediatrice Linguistica) Università di Padova
Matteo Quinto
BL.itz - spazi di autonomia (BL)
Marco Sodi (formatore - Firenze)
Pietro Pucci (volontario associazione Periferie al Centro-Fuori Binario, Firenze)
Miguel Mellino (ricercatore universitario precario)
Cristina Antonini
Anna Simone (Università degli studi di Bari – Liberazione)
Iaia
Annalisa Melandri (Roma)
Daniela Solfa
Michele Zanatta, Montebelluna (TV)
Donne in Movimento - Padova, Marghera, Treviso, Venezia
Pino de March
Alberto Molena
Alvise Pettoello (precario indignato e incazzato)
Maria Teresa Carbone
Ass. Para Todos Todo - Case di Plastica (Sesto San Giovanni - MI)
Centro Sociale Casa Loca (Milano)
ACTIon Milano
Mara
Mauro bulgarelli - Alghero
AUT_OF colletivo universitario Bologna
Collettivo di Antropologia - Associazione studentesca dell’ Universita’ di Bologna
Consulta delle Terre Libere (Sardegna)
Cantiere Sociale (Alghero)
Valdo Di Nolfo (Consigliere comunale Alghero Viva)
Milena Pari (Grafica)
Associazione Culturale “La città di Ar” - Sassari
Nicola Guarino (Operatore di ripresa)
N & O
*L'UNIVERSITA' RIPUDIA IL FASCISMO*
Il 27 Maggio 2008 è avvenuta, all'entrata dell'Università della Sapienza, un'aggressione da parte di un gruppo di neonazisti nei confronti di alcuni studenti che stavano attaccando dei manifesti per promuovere un'assemblea, prevista per oggi pomeriggio, in risposta all'annunciata presenza di Roberrto Fiore alla Facoltà di Lettere.
A seguito dell'aggressione, conpiuta con spranghe e catene, sono state iterrottele lezioni e si è istituito un presidio comèposto da molti studenti e docenti della Sapienza per denunciare pubblicamente l'accaduto. In questo momento sono tre i giovani, appartenenti a collettivi antifasciti, ricoverati in ospedale.
Gli studenti dei collettivi antifascisti nei giorni scorsi si sono mobilitati contro la concessione del preside di Lettere allo svolgimento di un'iniziativa organizzata da una sigla universitaria (legata a Forza Nuova) riuscendo, attraverso l'occupazione della presidenza, a farne ritirare il permesso.
Di fronte ai fatti di oggi chiedono le dimissioni del preside di Lettere Giudi Pescosolido colpovele di aver dato agibilità politica a chi fa del razzismo, della violenza e delle aggressioni ai danni del diverso, del migrante, degli omosessuali, la propria pratica politica.
Questa mattina intanto, della nostra città, i giornali locali riportavano l'azione di "impacchettamento" dei parchimetri da parte del gruppo Casa Pound Italia - Bologna, neonata associazione fascista e squadrista legata a Fiamma Tricolore. Sempre a Bologna in questi ultimi tempi stiamo assistendo a continui attacchi al corpo studentesco, il bersaglio della militarizzazione, delle ordinanze proibizioniste, delle retoriche vuote al degrado e della sicurezza, della legalità asfittica e delle ronde che tanto piacciono ad Alleanza Nazionale ma anche al sindaco Cofferati.
Non permetteremo mai che venga concessa agibilità politica fa del razzismo, della violenza e delle aggressioni ai danni del diverso, del migrante, degli omosessuali, la propria pratica politica.
Oggi e sempre Piazza Verdi sarà luogo di condivisione e di espressione, un territorio allergico al fascismo e al controllo!
Solidarietà ai compagni della Sapienza!Ora e sempre antifascismo militante!
Nessuna agibilità politica ai fascisti!...a Roma come a Bologna
Aut_Of - Uniriot Bologna

**NON UN EURO IN PIU'ALLA VOSTRA UNIVERSITA'!
martedì 3 Giugno siamo entrati nella Torre d'Avorio dell'università . Abbiamo occupato il Senato accademico, per sottolineare che non contribuiremo con un euro in più a mantenere questa
università.Un' azione pubblica, comunicativa, pacifica e alla luce del sole, volta ad interrompere il teatrino della rappresentanza in crisi. La risposta del rettore è stata quella di ordinare lo sgombero. Dopo anni il rettore invita le forze dell'ordine ad eseguire uno sgombero all'interno dell'università .Oltre ad essere una questione di barriera economica, l'aumento delle tasse è funzionale alla costruzione di un nuovo sistema universitario, fondato su precarietà e accesso differenziato. Dopo la sconfitta sul terreno della separazione fra triennali e specialistiche che ha portato al fallimento del sistema del 3+2 i vertici accademici cercano di produrre la "riforma della riforma". L'università che cercano di costruire è quella degli spazi vuoti, dei
portoni chiusi dopo le sette, del controllo sociale, è l'università vetrina dei muri bianchi e sordi. La costruzione di questa università passa per la repressione del dissenso, per la parcellizzazione e dequalificazione dei saperi, per le barriere d'acceso, per il ricatto economico della ricerca. Il cemento di questo progetto è la precarietà. L'università attuale è una fabbrica di precari: sono precari i ricercatori sottoposti al ricatto economico delle gerarchie baronali, sono precari i lavoratori sempre più esternalizzati, sono precari gli studenti, partecipi di quella condizione esistenziale che prescinde da elementi contrattuali e che si da come ipoteca sul nostro futuro.Siamo indisponibili a salvare la vostra università, siamo indisponibili ad un compromesso sui nostri bisogni!Esattamente su queste questioni, il rettore ha risposto con un silenzio repressivo.Infatti l'unica risposta dei vertici della nostra università è stata ordinare lo
sgombero, ribadendo la loro non disponibilità ad aprire un ambito di confronto su queste questioni cruciali che affliggono ogni giorno noi studenti. Le istanze che oggi hanno attraversato il senato accademico vivono tra i bisogni e i desideri del corpo studentesco, tracciano linee di conflitto forti, che i tentativi di repressione non potranno
fermare.Ci volete silenziosi, disciplinati e obbedienti.Troveret e il conflitto.
NON UN EURO IN PIU' PER GLI SPAZI CHIUSI!
NON UN EURO IN PIU' PER IL VOSTRO SAPERE PRECONFEZIONATO!
NON UN EURO IN PIU' PER LA VOSTRA PRECARIETA'!
NON UN EURO IN PIU' PER LA VOSTRA RICERCA!
AUTOFORMAZIONE, DIRITTO ALL'ACCESSO, SPAZI!**
**MARTEDì 16 Set 2008**
Apprendiamo dal Corriere di Bologna del 16 Set 2008 che non c'è stata nessuna risposta
al bando per gli studenti civici.
Per quanto ci riguarda non possiamo che sorridere a questa notizia.
Siamo infatti ben felici del fatto che nessuna associazione studentesca abbia
preso parte a questo bando che, ancora una volta, sarebbe servito a dividere
gli studenti in buoni e cattivi, in controllori e controllati. sarebbe, in una
battuta, servito solamente ad aumentare quella percezione di insicurezza -
perchè di percezione si tratta e infatti le statistiche sulla microcriminalità
dicono ben altro - che sta tanto a cuore ai politici da destra a sinistra. La
stessa percezione di insicurezza che crea odio per il diverso, episodi di
violenza e intolleranza verso chi non è omologato, ronde squadriste e, nei casi
peggiori, morti ammazzati (da roma a verona, per finire a milano lo scorso fine
settimana la storia è sempre quella!). A tutto questo abbiamo sempre risposto
con un secco no, ribadendo il concetto che comunque vada non renderemo certo
vita facile a quelle associazioni che si presteranno a questo sporco gioco.
L'abbiamo sempre detto: è più sicura una piazza piena di studenti che hanno
voglia di stare insieme e socializzare o una piazza vuota, piena però di
polizia e di studenti-guardoni?
Per noi sicuramente la prima.
Da questo oggi ripartiamo: dal fatto che chi voleva ancora una volta dividere
gli studenti per mere speculazioni politiche ha sonoramente perso.
All'università diciamo solamente che su tutto questo ha una responsabilità
gravissima. Non solo per aver assecondato i deliri securitari di qualche
solerte politico locale ma soprattutto per quello che in questo anni non ha mai
fatto. Le statistiche dell'Ocse sull'università italiana parlano chiaro: siamo
agli ultimi posti praticamente in tutti i punti. Se il contesto è questo una
Prorettrice che spende il suo tempo ad inventare fantasiosi e poco chiari bandi
per gli studenti civici ci fa veramente sorridire. Saremmo ben più felici di
sentire uscire dalla sua bocca qualche frase sullo stato dell'università , sul
perchè da un lato si parla di ingresso del privato nel mondo universitario ma
dall'altro si continuano ad alzare le tasse, sul perchè centinaia di studenti
ogni anno devono svolgere tirocini e stage rigorosamente non pagati per
arrivare ad avere in mano una laurea che vale sempre meno, sul perchè
biblioteche e sale studio continuano a chiudere, sul perchè abbiamo la mensa
più cara d'Italia e potremmo continuare per ore!
Non daremmo mai spazio e agibilità nella zona universitaria - la zona che
viviamo tutti i giorni - a chi fa dell'odio, della caccia al diverso la propria
pratica politica.
Aut_oF ...university is still rioting!
martedì_h.16 _via zamboni 34
www.UNIRIOT.org

GELmonti etreMINI L’università dei ministri e il suo rovescioLa dismissione dell'università continua!!Dopo la trafila di riforme e ministri cimentatisi col fallimento del 3+2,la neoministra Gelmini ha sferrato un ulteriore e significativo colpo -conl'aiuto del miserabile ometto Tremonti- all'università pubblica.Evitando -per adesso- una formale riforma didattico-amministrativa, troppopericolosa in un autunno già ad alta temperatura, si è operatosull'assetto economico del moribondo sistema scolastico e universitarioinserendo in finanziaria enormi tagli e modifiche strutturali che avrannofortissime ricadute su tutto il mondo della formazione. Quest'anno il nuovoDL Tremonti prevede delle modifiche radicali per tutto il tessutouniversitario; le più importanti saranno: la possibilità per ogni ateneo di diventare fondazione di diritto privato, la drastica riduzione dei fondi di finanziamento pubblici,il turn over del 20% per le assunzioni dei ricercatori (ogni 5 docenti chevanno in pensione può essere assunto un solo ricercatore).Il taglio nel prossimo triennio di 500 milioni di euro dal fondo difinanziamento ordinario metterà a rischio lo stesso funzionamento delladidattica e della ricerca universitaria; la limitazione del turn over al20% annulla la possibilità di accesso a quote di reddito di unalarghissima fascia di precari a favore di una cospicua riduzione edell’ulteriore invecchiamento del corpo docente etecnico-amministrativo. Il tentativo di trasformazione degli atenei in fondazioni private dovrebbeportare a compimento un processo di privatizzazione e “aziendalizzazione” dell' istruzione superiore, ma è evidente che le imprese italiane, deboli, limitate e da sempre reticenti ad investire informazione, non sopperiranno ai tagli nei fondi pubblici; potrebbero peròbeneficiare di incentivi e sgravi fiscali comprando corsi e insegnamenti.Gli atenei verrebbero quindi svenduti alle aziende.E' però facile prevedere che a coprire gli enormi vuoti nei bilancisaranno le tasse studentesche che subiranno un impennata. Infatti verrannoabbattute tutte le barriere che limitano il tetto massimo delle entratederivanti dalle tasse studentesche, che adesso è rappresentato dal 20% delFondo di Finanziamento Ordinario (FFO).Sulle macerie dell'università affermiamo che non un soldo dovranno provaread estorcerci, che non dobbiamo nulla a quest'università sempre piùdequalificata. Non un soldo per pagare la rovina del nostro futuro..Le conseguenze compongono un quadro dell'università che sta solo a noiribaltare ed agire a nostro favore.L'autoformazione, che ormai da anni è il dispositivo che mettiamo in attocome collettivo sia a livello territoriale che nazionale, è pratica diresistenza e insieme elaborazione collettiva, produzione di saperi diparte; è una via d'uscita possibile qui ed ora al ricatto messo in attoquotidianamente dalle gerarchie baronali e dalle stratificazioni socialiche si dispiegano nell'università. Una strategia e uno strumento per rompere queste linee di potere cheagiscono su di noi.Allo smantellamento dell'università pubblica rispondiamo con la crezionedi questi spazi di autonomia, con la condivisione di saperi, con laproduzione di linguaggi e pratiche comuni.. Combattere la precarietà significa anche, mettere al centro la questionedel reddito: lo stanziamento di fondi per i progetti di ricerca delle reti di studenti ericercatori, la rivendicazione di salario per gli stage non pagati, lariappropriazione di spazi di socialità e di relazione.Combattere la precarietà che diviene sempre più totale e asfissiantesignifica riappropriarci autonomamente della ricchezza prodottadall’università azienda… da noi, studenti, ricercatori, precari…adesso! Comincia da qui, da un rifiuto totale, un periodo di mobilitazione perfermare questo tentativo di annientare la ricerca e la formazione pubblica,per riprenderci l'università! Proveremo a connetterci e organizzarci con tutte le forze e lesoggettività che creano e ricreano continuamente il mondo della formazione Questa campagna di mobilitazione vede nell’ assemblea d’ ateneo dimartedì 8 ottobre ( ore 16- aula tonelli- facoltà di matematica) indettadalla rete bolognese dei ricercatori precari una tappa importante. Inoltrelanciamo già da ora per il 15 ottobre una giornata di mobilitazionegenerale di tutti i settori della formazione e della ricerca di Bologna.Una giornata nella quale gli studenti e i precari dell’università si uniranno agli studenti medi, ai genitori e agli insegnantidelle elementari per dire NOGELMINI. Collettivo universitario Aut-ofwww.myspace.com/CollettivoAout_ofUNIRIOT- network delle facoltà ribelli- Bolognawww.uniriot. org
*Contro lo smantellamento del sistema delle formazione e della ricerca!*
*Assemblea d’ateneo di mercoledì 8 ottobre (ore 16 a matematica) indetta dalla rete bolognese dei ricercatori precari.*
Siamo studenti e precari, ogni giorno facciamo i conti con il fallimento delle riforme zecchino-moratti, con la dequalificazione della didattica e con la precarietà lavorativa.
Tocchiamo con mano quotidianamente i fallimenti del 3+2, e più in generale la crisi dell’università italiana: una crisi strutturale da un lato dovuta alla persistenza di forme di potere feudale negli organi accademici, dall’ altro agita soggettivamente da un’ insieme di pratiche di rifiuto della "misurabilità" del sapere e della disciplina dei tempi di studio.
L’università si è fatta pienamente fabbrica della precarietà: precari sono quei ricercatori che sostengono un surplus di lavoro didattico per pochi euro, precari sono e saranno i nostri contratti di lavoro pre e post laurea, precarie sono tutti i mesi le nostre vite.
In questo quadro le gesta della coppia Gelmini-Tremonti tracciano le linee di un progressivo smantellamento del sistema della formazione e della ricerca: il taglio dei fondi e l’intero decreto 112 avranno come effetto un peggioramento immediato delle condizioni economiche e produttive di tutte quelle figure che all’università creano e mettono in circolazione conoscenza e saperi.
I tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, il blocco del turn-over del personale docente e la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato sono i tre elementi principali che investono l’università; proprio lungo queste direttrici, il decreto 112, pur non costituendo una riforma esplicita e organica, modifica strutturalmente le linee di sviluppo del sistema universitario, in cui la rigida divisione tra università produttive e improduttive - dove il livello di produttività corrisponde ad una capacità maggiore o minore di integrazione tra offerte formative e sfere della produzione - viaggia di pari passo con la radicalizzazione selvaggia dei processi di inclusione differenziale.
Inutile dire che per gli studenti tutto questo implica un ulteriore peggioramento della qualità della didattica e da subito tasse alle stelle !!!
Ma noi diciamo già da ora "non un euro in più!", perché sia chiaro, non saranno i precari e gli studenti a pagare nè la crisi dell’università, né la crisi economica.
Noi non la pagheremo!
Per tutte queste ragioni da lunedì 6 ottobre apriamo una campagna di mobilitazione generale di tutta l’università, fatta di assemblee e presidi, azioni e comunicazioni.
Chiediamo inoltre pubblicamente a tutti gli organi di potere accademico e a tutti i docenti di prendere posizione in merito al decreto 112 e di indire al più presto un blocco della didattica.
Questa campagna di mobilitazione vede nell’assemblea d’ateneo di mercoledì 8 ottobre (ore 16 a matematica) indetta dalla rete bolognese dei ricercatori precari una tappa importante.
Inoltre lanciamo già da ora per il 15 ottobre una giornata di mobilitazione generale di tutti i settori della formazione e della ricerca di Bologna. Una giornata nella quale gli studenti e i precari dell’ università si uniranno agli studenti medi, ai genitori e agli insegnanti delle elementari per dire NO GELMINI.
Collettivo universitario Aut-of
UNIRIOT- network delle facoltà ribelli- Bologna
Mercoledì 15 h 17 ASSEMBLEA DI ATENEO via Zamboni 38NO GELMINI – ASSEMBLEA DI ATENEO – studenti, precari, ricercatori, docenti, tecnici amministrativi..
La legge n. 133/08 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria» - ha nefaste conseguenze per gli studenti, per i precari, e PER TUTTI coloro che vivono e lavorano all'università. Tra i punti che contestiamo della legge: La limitazione del turnover al 20%; Il taglio nel prossimo triennio di 500 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario; La possibilità di trasformazione in fondazioni private dell'Università. Contestare questa legge non significa difendere l'università del presente ma rilanciare la mobilitazione, in coordinamento con gli enti di ricerca e con il mondo della scuola, per proporre forme di didattica e di ricerca diverse e iniziare a costruire l'università del futuro.
Sulla base di queste valutazioni l'assemblea di ateneo riunitasi in
aula Tonelli, Dipartimento di Matematica, oggi 8 ottobre, che ha visto
la numerosa partecipazione di studenti medi e universitari, precari,
ricercatori, docenti, insegnanti delle scuole elementari e medie,
tecnici-amministrativi:
• Chiede che il rettore e i membri del senato accademico diano le
dimissioni in caso in cui la legge Gelmini non venga ritirata. Chiede
che il 21 ottobre il prossimo senato accademico si pronunci
ufficialmente su questo.
• Chiede inoltre che si cancelli l'inaugurazione dell'anno accademico.
• Condivide e parteciperà con gli studenti medi all'iniziativa del 10
ore 9 piazza san Francesco.
• Lancia la mobilitazione in tutto l'ateneo nei giorni 15 e 16
ottobre, in coordinamento con i precari del cnr, e con il mondo della
scuola.
• Chiede il lancio del blocco della didattica per dare a tutte e tutti
la possibilità di stare dentro la mobilitazione.
• Esprime solidarietà allo sciopero dei sindacati di base del 17
ottobre con manifestazione a roma
Giorno 15 ottobre, assemblea di ateneo, Facoltà di Lettere, ore 17
Prossimi appuntamenti in preparazione al 15 (il primo il più importante):
lunedi' 13 ore 17 facolta' di scienze politiche (aula da definirsi)
martedì 14 ore 16 facoltà di giurisprudenza
martedì 14 ore 14 facoltà di scienze della formazione
(gli orari delle assemblee potranno essere rivisti se non sono disponibili aule)
Bologna, 8 ottobre 2008 sito: www.ricercatoriprecari.org/bologna
Comunicato 21 ottobre
Dalle facoltà in rivolta indietro non si torna
Oggi un passo in avanti
Da 400 a 4000
Avevamo lanciato un assedio comunicativo al rettorato per stamattina:
l’assedio c’è stato ed è stato ingovernabile, si è tramutato in uno sciopero metropolitano.
Alle 9 centinaia di persone, dopo 2 settimane di mobilitazione, si sono incontrate in piazza Verdi per dare vita all’assedio preannunciato.
Un corteo gioioso e determinato ha attraversato la cittadella universitaria, ingrossandosi fino a contenere le migliaia di studenti e studentesse che, al grido di “Fuori, fuori!”, sono usciti dalle facoltà e scesi in strada. Da qui, student* e precar* dell’università hanno accerchiato e attraversato Palazzo Poggi, scandendo ad alta voce “noi la crisi non la paghiamo”. Dopo aver portato all’interno del rettorato il rifiuto della legge 133, della posizione assunta dal senato accademico e dal cda in seduta congiunta e preso atto della bocciatura di un documento, presentato dagli studenti di scienze, che chiedeva di schierarsi nettamente contro la riforma Gelmini-Tremonti, tutti insieme ci siamo mossi in corteo: quello che noi chiamiamo il corpo vivo dell’università ha invaso la città.
In 4000 abbiamo riversato sulle strade di Bologna i linguaggi, i progetti e le forme nuove di relazione e creazione di saperi.
Abbiamo preso parola.
Ci siamo ripresi le strade e le piazze.. ma non ci siamo fermati lì.
Abbiamo imposto la circolazione di nuovi flussi metropolitani, fatta di bisogni e desideri.
Giunto alla stazione il movimento No Gelmini, come già a Roma, ha occupato i binari per mezz’ora per poi ritornare alla facoltà occupata di lettere.
In attesa dell’assemblea che si terrà alle 17 nell’aula III di via Zamboni 38, gli studenti e le studentesse hanno bloccato il traffico di via Zamboni riversando in strada musica creatività e socialità altra.
Abbiamo portato la rivolta dalle facoltà ribelli alla metropolì. Non è che l’inizio!
Assemblea d'ateneo No Gelmini - student* e ricercator* precar*
Lettere facoltà ribelle.
Mercoledì 25 marzo 2009 alle ore 10.00 nel centro di Bologna precari, studenti e ricercatori universitari hanno dato vita all'occupazione di uno spazio di proprietà dell'Alma Mater Studiorum.
Bartleby è un nuovo spazio occupato in via Capo di Lucca 30.
Il progetto Bartleby [more info] spazio occupato nasce dal movimento dell'Onda, ne condivide il linguaggio e le pratiche ed è il desiderio di riportare, ampliare e far vivere le progettualità e i laboratori di produzione autonoma di saperi, i seminari di autoformazione e la rivendicazione di reddito, in ambito metropolitano. Bartleby è il tentativo di chiudere definitivamente con l'era Cofferati, di far uscire l'università dal suo miope autismo, di ripensare Bologna a partire da chi la abita, la vive, la rende ricca ogni giorno.
Come l'Onda, Bartleby è una sperimentazione, una forma nuova di occupazione: un atelier in cui aprire un cantiere di ricerca, di riflessione e di connessione sulla produzione artistica in questa città con tutti quei soggetti che hanno attraversato il movimento di questi mesi, dagli orchestrali del comunale agli artisti e scrittori bolognesi, a tutti i ragazzi e le ragazze che provano con difficoltà ad esprimersi in una Bologna che troppe volte non li riconosce come parte viva e produttiva della città.
Bartleby è uno spazio in cui connettere tutti quei soggetti che non vogliono pagare la crisi, che reclamano l'erogazione di reddito diretto e indiretto, che si battono per un nuovo welfare. Azioni comunicative si stanno già svolgendo in tutta la zona universitaria per informare gli studenti e le studentesse e invitare tutti e tutte all'assemblea pubblica che si terrà alle 17:00 in via Capo di Lucca 30, durante la quale sarà presentato il progetto Bartebly.
In allegato il programma e i testi di presentazione di Bartleby spazio occupato che stiamo
diffondendo.www.uniriot.org > [Leggi e scarica in pdf]
Comments
Oct 26 2009 12:34 AM
Oct 26 2009 12:34 AM
ogni mercoledì dalle 21:00 alle 24:00
al TPO, via Casarini 17/5, BOLOGNA
dj set, breaking corner,live showcase, open mic & many more
free entry! ti aspettiamooo
Oct 26 2009 12:34 AM
al TPO, via Casarini 17/5, BOLOGNA
TPO & Lab Hip Hop ARENA 051 presentano
- COLLE DER FOMENTO in concerto
- BRAIN + Fuoco Negli Occhi (presentazione BRAINSTORM)
- ARENA 051 presenta la compilation JAMMIN'ARENA VOL.1, che verrà distribuita gratuitamente all'ingresso della serata
start ore 22:00
prossimi eventi:
- 21 ottobre: FRATELLI QUINTALE + ELEMENTI NOCIVI
- 28 ottobre: dibattito con LUGI e TRIX + dj set
- 4 novembre: DSA COMMANDO
- 21 novembre: MISTAMAN & UNLIMITED STRUGGLE
- 30 gennaio: ENSI+KIAVE+CLEMENTINO + contest freestyle (a invito)
- ogni mercoledì Lab Hip Hop a partire dalle 21:00 (free entry)
Sep 3 2009 2:24 PM
grazie dell'amicizia
Sep 3 2009 2:24 PM
ci ospitate?
Jun 28 2009 3:57 PM
vieni a trovarci sul nostro blog
http://fratellisberleffi.blogspot.com/
Jul 3 2009 1:35 PM
sabato 11 luglio al Ca De' Mandorli
in via Idice 24, a San Lazzaro (Bologna)
hip-hop showcase con i gruppi dell'ARENA 051:
- Emergenza Click (Errori Kronici + Visione Opposta)
- RibboRes & Santiago
- ViBe
- Angio & Endeka
- Elementi Nocivi
opening: Bologna Air Lainz
dj selecta funk/hip-hop con Dima, Shawa & Toxxx Dober
free entry
n.b. i live inizieranno tassativamente alle 22:00
per info: www.myspace.com/arena051
Mar 26 2009 7:42 PM
LiveLoop presenta Shaone live 2009.
Disponibilità per il tour 2009 che segue la pubblicazione del suo primo lavoro da solita "Anticamera", con featuring di Polo, Amon, Mary C, Capeccapa, Joel, Roberta Bianco, Viky De Filippo.
Potete contattarci sul nostro account myspace o attraverso il sito web.
Apr 13 2009 6:55 PM
il laboratorio hip-hop ARENA 051 presenta
al Tpo, Bologna, via Casarini 17/5
- DANNO from COLLE DER FOMENTO, DJ CRAIM & STABBYOBOY presentano il nuovo disco ARTIFICIAL KID - NUMERO 47 ( www.myspace.com/artificialkidproject )
- ERRORI KRONICI & VISIONE OPPOSTA presentano il nuovo album EMERGENZA ( www.myspace.com/emergenzaclick )
opening act:
- VIBE ( VIRUX + BETA )
- ODIO TRIBALE
per info sulle prossime date/live/iniziative:
www.myspace.com/arena051
Apr 15 2009 4:44 PM
APRILE 2004 - APRILE 2009
5 ANNI DI CSOA MEZZA CANAJA!!!!!
SAB.18 ORE 17 VIA CARDUCCI, SENIGALLIA
MANIFESTAZIONE: LIBERTA', ROMPIAMO IL CONTROLLO!
DIRITTI E DIGNITA' PER IL RIONE PORTO
SAB.18 ORE 23.30: LIVE ELECTRO- DRUM&BASS NIGHT WITH
ASSALTO ROYALE
BONNOT & DR. GONZO
Apr 16 2009 11:33 AM
17 aprile - Bologna, piazza san francesco
a partire dalle 17:00 alle 22:00
- finest hiphop selecta whit Dj Dima
- showcase & live ARENA 051
- writing con Moe e Hokum
clicca sull'immagine x ingrandirla e leggere il programma
Apr 27 2009 3:51 PM
Al TRANSILVANIA via Zamboni 16/d
Live Set con:
Fuzz Off -Rock'n'Roll - http://www.myspace.com/fuzzoffsottosuono
Il suicidio de: l'uomo falena - Crossover - http://www.myspace.com/uomofalena
A seguire DJ SET a cura di:
Def MC - http://www.myspace.com/tunasmelldef
Istantanee grafiche di:
Gruppo BURP delirio grafico intestinali
..
Sottosuono LAB
al TPO,Via Casarini 17/5 Bologna
www.tpo.bo.it
DOMENICA 3 Maggio ORE 19.00
GUEST:
Il suicidio de: L'uomo falena
Crossover
www.myspace.com/uomofalena
Cora
Indie-Rock
ISTANTANEE GRAFICHE DI:
GRUPPO BURP! Deliri grafico-intestinali
APERITIVO E FOCACCIA PUGLISE
Uno spazio serale, domenicale,di libera aggregazione e produzione
artistica. Un esperimento per riabilitare e concepire la musica live
a Bologna slegata dalla cultura del profitto ad ogni costo,
dell'emergenza discografica di un mercato in crisi prima ancora della
"crisi" finanziaria ed economica odierna.
Un appuntamento che rifugge la logica dei costi esorbitanti, che
limita la fruibilità e l'accessibilità della musica. Liberando la
produzione musicale da tutto ciò i saperi si condividono, partendo
dal basso, cercando di restituire all'arte in tutte le sue forme la
spontaneità da cui si genera.
Sottosuono Lab vuole essere crosspoint autonomo ed indipendente di
realtà musicali ed espressioni artistiche che si incontrano e si
contaminano.
WWW.SOTTOSUONO.INFO
INFO@SOTTOSUONO.INFO
**** INGRESSO GRATUITO ****
Tpo via Casarini 17/5 Bologna
www.tpo.bo.it tpo@mail.com www.tpo.bo.it
tpo@mail.com
May 3 2009 1:07 PM
mac - Body Building
IL MIO INDIRIZZO YOUTUBE
http://www.youtube.com/hipmachop
IL MIO INDIRIZZO FACEBOOK
http://www.facebook.com/pages/mac-band/59406263960
May 13 2009 11:44 AM
ogni mercoledì sera dalle 21:00 al TPO, via Casarini 17/5 - BOLOGNA
- selecta with Dj Dima & guests
- breaking corner
- live showcase:
13 maggio: FUOCO NEGLI OCCHI - MIND FU
20 maggio: VIBE - BPS CLICK
27 maggio: ERRORI KRONICI - LASKELLINGTON
free entry
per info:
www.myspace.com/arena051
May 29 2009 2:13 PM
May 31 2009 2:37 PM
Jun 2 2009 12:51 AM
ogni mercoledì sera dalle 21:00 al TPO, via Casarini 17/5 - BOLOGNA
- hip-hop selecta
- breaking corner
- live showcase:
3 giugno: MOTHERFUNKERS & SMANIA UAGLIUNS
10 giugno: serata djing with: DIMA, DROGS, SHAWA, TOXXX DOBER, PEETICCHIO, BLASTER
free entry
per info:
www.myspace.com/arena051
Jun 6 2009 2:24 PM
PER FAVORE VOTA IL NOSTRO VIDEO QUI:
http://www.talent1.mediaset.it/talentone/video/videotalent_26087.shtml
Jun 17 2009 2:01 PM
mercoledì dalle 21:00 in poi al TPO, via Casarini 17/5, Bologna
ultimi 2 appuntamenti della stagione:
- 17 giugno: serata djing with: DIMA, DROGS, SHAWA, PEETICCHIO, BLASTER
- 24 giugno: live showcase con PedroRed & Arena 051 All Starz
free entry
Jun 21 2009 10:33 PM
28 giugno 2009 dalle 15:00
al Certe Notti,in via mino, a Minerbio(Bologna)
JAM HIP HOP con:
- contest mc
- break dance battle
- graffiti zone
- beatbox show con Joker,Dima & Radice
- selecta dj Lugi
- live showcase Emergenza Click & more
clicca sull'immagine x vedere il volantino ingrandito
Dec 25 2008 10:35 AM
Jan 2 2009 8:52 PM
Sarà contenta Susie, di essere stata scelta
per la festa della befana...
ma che stronzata!!!
Parliamo seriamente, il è party a cura di Planimetrie Culturali,
C.A.L. (Cultural Antropological Laboratory) e Psyconauti.
Augurandoti un anno di soddisfazioni...
Jan 3 2009 5:36 PM
per la festa della befana a Bologna...
ma che stronzata!!!
La serata è a cura di Planimetrie Culturali,
C.A.L. (Cultural Antropological Laboratory) e Psyconauti.
http://www. locomotivclub. it
per uscire dal virtuale...
Augurandoti un anno di soddisfazioni...
.
.
Jan 11 2009 1:01 PM
16 gennaio 2009, a partire dalle ore 22:30
al BLOGOS (ex tirò), via dei mille 25, CASALECCHIO DI RENO (BOLOGNA)
BOMBOCLAT NIGHT
live hiphop con GHEMON SCIENZ - KIAVE - ERRORI KRONICI - VIBE
dancehall night by MACRO MARCO
hiphop selecta by DOUBLE DEE
17 gennaio 2009, ore 22:00
IL LABORATORIO HIPHOP ARENA 051 PRESENTA
JAMMIN'ARENA - ORIGINAL HIPHOP JAM
live hiphop con: GANJAFARM - GENTE STRANA POSSE & ARENA 051
finest hiphop/funky selecta & breaking corner
per info:
www. myspace. com/arena051
Jan 13 2009 3:45 PM
Sottosuono Lab.
Serie di eventi che permette di esprimere il proprio talento e informare di eventuali altri canali di distrubuzione musicali.
Libera i saperi, libera la musica
www. sottosuono. info
www. tpo. bo. it
..