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Dino D'Autorio
Blues / Funk / Jazz

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Influences ..
Sounds LikeMike Francis Live http://it.youtube.com/watch?v=bNq-AuRt07Q Giorgia a "Un disco x l'estate"
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   About Dino D'Autorio
Hai miei primi 50 anni.... Come si nota dalla foto,(foto in bianco e nero di 40 anni fa con mia mamma Jolanda che strimpella la chitarra e mia sorella Adelaide che ignara se la ride), la musica mi sorrise in tenera eta. Mi piaceva cantare (foto in bianco e nero che mi rappresenta in un festival della canzone, naturalmente per bambini)e proprio cantando, vinsi a 10 anni il mio primo... ed ultimo festival con la canzone (pietre) di Antoine. Successivamente, intorno ai 17 anni, questa mia passione si rivelò utile.Fui convocato come corista con l’allora giovanissima e bellissima Rossana Casale ed il mitico Silvio Pozzoli formando un gruppo affiatato con i quali registrammo per diversi artisti.Intorno agli anni ‘70 cantai come voce solista in un 45 giri del gruppo Flora Fauna e Cemento prodotto da Mario Lavezzi, sostituendo l’oggi affermato cronista sportivo Bruno Longhi che cominciava allora la sua fortunata e costante esperienza radiotelevisiva. Bazzicare gli studi di registrazione si rivelò fondamentale per poter incontrare artisti e gruppi (come I Ribelli) che suonavano con Adriano Celentano.E fu proprio il batterista Gianni Dall’Aglio a scovarmi in un locale,(il Tricheco in viale Monza, a milano,negli anni quel locale a preso il nome Zelig) durante una jam session e a volermi nel suo gruppo,in quella formazione conobbi il tastierista Leanrdo Gaetano il quale oltre ad avere l’orecchio assoluto,aveva la passione per i sintetizzatori,che lo spinse a comprarsi il Fairlight (campionatore warckstation piu potente e completo che ci fosse mai stato fino a quel momento pagandolo circa 92.000.000 di lire.Gianni Dallaglio nativo di Mantova ha un cugino ciarly,un tipo genialoide,Il quale aveva adibito il suo box a studio di registrazione,nel quale oltre a suonare,costruiva impianti voce che poi affittava,in seguito inventò uno aggeggio con sei corde che simulava una chitarra acustica midi fino a coniare il marchio ciarlie lab,diventando un costruttore italiano di fama internazionale. Successivamente, feci parte del gruppo (I Ribelli appunto) dove, oltre al già citato Dall’Aglio, suonava il piano forte e le tastiere Natale Massara, compositore nonché arrangiatore di molte colonne sonore. Ma ora vorrei raccontarvi come e perché,o per chi ,mi sono avvicinato alla musica. Nell’oratorio Salesiano S.Domenico Savio che ho frequentato fino a 14 anni, la musica era di casa.Nel teatro si trovavano alcuni strumenti musicali,batteria,piano forte ed elettrico,chitarre e basso elettrici nonche un sax baritono.Iniziai a strimpellare la chitarra che in seguito studiai seriamente ,ma nel frattenpo arrivò un chitarrista quindi passai al basso,ed insieme ad altri ragazzi formammo il mio primo gruppo dal nome Scarlet Dream.Sempre all’oratorio,ebbi la fortuna di assistere per qualche giorno alle prove del gruppo dei DikDik,dai quali ricevetti degli stimoli che mi spinsero ad approfondire quel mondo. Il primo disco che ricordo di aver ricevuto in regalo da mio padre Guido, fu un singolo dei Mamas and Papas (del quale purtroppo mi sfugge il titolo), la cui facciata B era una cover cantata da Fausto Leali (“A chi”): credo di aver ascoltato i due brani fino a consumarne l’anacronistica (oggi) puntina del mio preziossissimo giradischi Philips. Di fatto,a 12 anni, cominciai ad aprire le orecchie e ad ascoltare di tutto. Non avendo ancora nozioni musicali, il mio ascolto era basato sulle sensazioni che mi trasmettevano le canzoni o gruppi come i Cream, Jeff Beck Group, James Brown, Genesis,Yes, Gentle Giants. Ma anche la musica classica come la Nona di Beethoven, i Concerti Branderburghesi di Joan Sebastian Bach, oppure le quattro stagioni di Antonio Vivaldi. Mentre alcuni dischi non mi trasmettevano niente..., Viceversa ricordo di aver pianto ascoltando cantare Stevie Wonder avendo ricevuto sensazioni molto profonde. Parlando di cose profonde, devo ricordare la tragica scomparsa di mio padre che, all’eta di 14 anni, mi ha letteralmente stravolto.Un drammatico incidente automobilistico che mi costrinse a responzabilizzarmi immediatamente. quindi dovetti procurarmi un impiego qualsiasi per contribuire alle entrate della mia famiglia. Nel frattempo, verso i 15 anni, decisi di studiare musica, (dal momento che gli studi cosiddetti tradizionali non mi riuscivano o non mi interessavano), grazie anche all’amico e coetaneo Lorenzo Amadori (che studiava da cinque anni pianoforte con il MaestroVidusso, Maestro del pianista internazionale M. Pollini). Lorenzo dicevo, mi mise in contatto con il maestro di violoncello, nonché di chitarra classica, Abner Rossi col quale, dopo due anni di chitarra classica, iniziai disastrosamente (!) lo studio del contrabbasso. Infatti (senz’altro in buona fede), mi impostò scorrettamente ed egli stesso mi suggeri il Maestro Monfredini docente del Conservatorio di Milano col quale studiai quasi cinque anni, senza conseguire nessun diploma. Probabilmente ero più interessato a lavorare, ed in quel periodo suonavo con il percussionista Cubano Perez Prado, detto (Pantaleon), il quale per simulare una band Cubana usava degli pseudonimi sud americani , naturalmente,senza alcuna credibilità (!). La sua musica era interessante, molto divertente,ed il gruppo non era niente male. Ricordo con molto affetto il percussionista René Mantegna il quale, oltre a suonare dignitosamente quel genere, macinava centinaia di chilometri di autostrada e non, conducendo un Bedford gemellato con tanto di rimorchio,oltre a sei musicisti scatenati al seguito. In alcune occasioni ,Prado invitava a suonare con noi un suo caro amico il saxofonista Argentino Ugo Heredia (che aveva studiato assieme al saxofonista di fama internazionale Gato Barbieri)e, come per magia, la musica assumeva uno spirito diverso. Nel frattempo continuavo a convocarmi come corista. Mi proposero di far parte del gruppo che accompagnava AlBano nella trasmissione televisiva (“un disco per l’estate”)che si teneva a St.Vincent,e da quel momento cominciai a lavorare sempre come corista anche per il clan di Celentano,del quale registrai l’album Svalutation. A 17 anni mi fu proposto di entrare nella compagnia teatrale di Tony Cucchiara per il musical “Caino e Abele”. Questa volta c’era bisogno di un fonico quindi per necessita virtù, mi ingegnai anche in quel ruolo. Iniziai al teatro Manzoni di Milano dove l’allestimento era già operativo ed io dovetti semplicemente imparare a far partire il registratore (un Revox) sul quale erano stati registrati i vari effetti sonori che inserivo in alcune scene del musical e naturalmente dovetti imparare a seguire le parti solistiche dei numerosi cantanti. Oltre a T.Cucchiara, vi erano infatti Marisa Sannia, Christian, Anna Melato, artisti che, in seguito, divennero noti professionisti .Il gruppo musicale era composto da otto musicisti: li dirigeva un emergente ma gia esperto Gianni Mazza. Dopo i primi 15 giorni al Manzoni, la compagnia si spostò in un teatro che per fortuna, distava solo qualche km da Milano, altrimenti quella sera, il musical non avrebbe potuto andare in scena. Purtroppo,era la prima volta che montavo un impianto così complesso, composto da dodici microfoni panoramici sospesi (che dovevo posizionare personalmente) ed altrettanti microfoni per l’orchestra. Ebbene, dopo tre ore che ci lavoravo, mi cedettero i nervi, ero riuscito a far funzionare solo cinque microfoni su 24,quindi, dovettero chiamare urgentemente il fonico che mi aveva preceduto e che aveva ideato i cablaggi, il quale, (rabbrividendo nel vedere quello che ero riuscito a combinare...), con molta pazienza e comprensione risistemò tutto al meglio,e ad un quarto d’ora dall’apertura del sipario, lo spettacolo ebbe inizio. Cio nonostante portai a termine una tournée di circa sei mesi,che mi portò a viaggiare per gran parte dell’Italia lavorando nei piu svariati teatri dai piccolissimi a volte graziosissimi di provincia ai piu blasonati come il Petruzzelli di Bari, la Pergola di Firenze, la Fenice di Venezia, il Sistina di Roma e, appunto, il Manzoni di Milano. Naturalmente continuavo a studiare musica e cominciavo a vedere i primi risultati, addirittura qualcuno mi considerava già un bassista tosto, perché avevo molta grinta ed una naturalezza nel suonare più o meno qualsiasi genere. Fino a che arrivò la fatidica chiamata al servizio di leva. destinazione Avellino(Campania),nel corpo di fanteria dei Dragoni,ospiti in una caserma di bersaglieri che,com’è noto ma non si capisce il perche corrono sempre. Quindi imparai a correre.Premetto che essere catapultato in una realta cosi distante,mi creò qualche problema.Dopo i primi tre interminabili mesi trascorsi appunto a correre e marciare per tutto il giorno,fui trasferito a Palmanova ( Friuli)nel corpo d’appartenenza. Proprio quando avrei potuto finalmente godere della prima licenza,senza nessun preavviso fui trasferito a Vittorio Veneto nel Quinto Corpo d’Armata, a servire caffé e cappuccini come un vero barman.Tutto sommato non mi dispiaceva,oltretutto quell’incarico mi esentava da servizi solitamente odiosi.Dopo cinque giorni trascorsi dietro un bancone,si scoprì che quell’incarico era il frutto di un banale errore. Infatti, nella scheda che mi fecero compilare al distretto militare di Milano, io dichiarai di essere un “bassista professionista” ed evidentemente qualcuno interpretò male la professione (o la mia scrittura!) confondendola per barista. Non oso pensare cosa fossero stati i miei cappuccini evidentemente non un granché! Fui quindi rispedito a Palmanova senza troppi complimenti e riassegnato al corpo dei Dragoni.La necessita di sentirmi nella musica mi portò a propormi come trombettista. Nonostante il mio totale digiuno in materia e con una grande faccia tosta mi presentai all’audizione.Consisteva nell’emettere qualche nota che ci veniva insegnata dal sergente musicale e dopo qualche tentativo “deprimente”cominciai ad emettere qualche nota. Questo bastò per essere ammesso nella banda della caserma,quindi al posto di montare di guardia con il fucile,suonavo per l’adunata piuttosto che per il rancio oppure alla fine della giornata deliziavo i miei commilitoni suonando e (scrocchiando) il silenzio. Finalmente dopo quattro mesi tornai a casa.Mia madre e mia sorella nel frattempo si erano trasferite in una nuova casa,nello stesso quartiere (Gorla),costringendomi a riambientarmi anche a casa mia. Ma come si dice... non tutto il male viene per nuocere. Probabilmente,i pessimi cappuccini che avevo sciroppato ai pezzi da novanta,mi fecero entrare nelle simpatie del capitano cappellano, il quale mi permise al rientro dalla licenza di portarmi in caserma il mio basso,mettendo a disposizione la chiesetta interna della caserma,Naturalmente dopo poche settimane, molti commilitoni con l’hobbi della musica approfittarono della possibilita che gli veniva offerta,e con i migliori formammo un gruppo di quattro elementi,che il capitano cappelano molto orgogliosamente battezzò col nome (dragons blues). Quella esperienza ci permise di suonare in alcune caserme della zona riscuotendo ovunque un considerevole successo per cui i nostri superiori ci (ordinarono) di suonare alla loro festa per l’ultimo dell’anno.Ricordo con molto affetto il pianista del gruppo,un ragazzo Napoletano molto gracile,che conosceva a memoria una quantita infinita di pezzi di qualsiasi genere era un vero Real book vivente,eravamo inseparabili fino a che ci congedarono. lui fu congedato qualche giorno prima di me e forse per avere un mio ricordo indelebile,pensò bene di portarsi via il mio registratore portatile.Naturalmente da quel momento non ebbi più sue notizie. Mentre rividi molto volentieri il chitarrista dei (Dragons) che venne a trovarmi quando andai a suonare a Roma nel gruppo di Franco Califano. In quella occasione oltre naturalmente a scaricare e montare gli strumenti, mi occupavo di controllare da un mixer anche le (luci di scena),che avevo accuratamente sistemato a mio piacimento. Quindi oltre a cantare e suonare il basso mi divertivo ad improvvisare anche qualche intermittenza con gli improbabili effetti luce che avevo a disposizione. Prevalentemente si suonava nei night club frequentati per lo piu dalla solita clientela di turisti occasionali,e donnine facili, ma suonammo anche a feste private,alcune indubbiamente poco raccomandabili. Durante una di queste nel entroterra Napoletano,una pattuglia di carabinieri entrò nel locale per controllo di routine,e nello stesso istante si sentirono degli strani sordi rumori ,che per la loro insolita natura mi incuriosirono e alla fine del primo set molto discretamente chiesi ad un barman dell’accaduto,il quale mi confidò che quei rumori erano stati provocati da alcuni (clienti!)che si erano affrettati a conficcare i loro coltelli a serramanico sotto i tavolini, evidentemente per evitare di farseli trovare addosso. Dopo qualche settimana in cui avevamo suonato in numerosi night della penisola e non, il pianista spari’ senza lasciare alcuna traccia.Più tardi venni a conoscenza di un fatto a dir poco inquietante.Seppi che in un nostro trasferimento da Milano a Roma,(nel quale oltretutto ci ribaltammo a causa di un ammortizzatore che si staccò dalla sede, e ci salvammo miracolosamente da un autotreno che sopraggiungeva verso di noi ad alta velocita).che qualcuno caricò una valigia pare piena di cocaina e sempre qualcuno sostiene che solo uno di noi era a conoscenza del contenuto.A seguito di questi fatti Califano,trascorse qualche anno in quello che i detenuti chiamano l’albergo. Lavorare nei night clubs non era sicuramente il mio obbiettivo primario ma si guadagnava dignitosamente,mi fu proposto di sostituire per qualche giorno il bassista dell’orchestra di Cino Benci.e la fortuna vuole che durante una pausa (passata appoggiati alle pareti del retro del locale a parlare con qualche ballerina polacca o russa piuttosto che con il prestigiatore,o fachiro di turno,sorseggiando l’unica consumazione consentita),mi telefonò il batterista Flaviano Cuffari,che mi propose di raggiungerlo al più presto negli studios del castello di Carimate in brianza per registrare il nuovo disco di Nicoletta Strambelli in arte Patti Pravo. Incredulo ma caricatissimo pregai l’amico Aldo Banfi,(tastierista nonche programmatore di innumerevoli lavori discografici)di accompagnarmi. Arrivammo al castello di Carimate verso le tre di notte, con tanto di ponte levatoio e la luna piena. l’atmosfera in studio era molto rilassata,e Cuffari raccontando alcune barzelletta delle sue mi mise subito a mio agio in un ambiente nel quale non conoscevo nessuno a perte Nicoletta la quale visto l’ora era appisolata su un divano. Dopo aver sorseggiato del caffe e svolto i convenevoli del caso ,non essendoci un vero e proprio arrangiatore,concordammo il tipo di sound che avremmo dovuto seguire.cosi’,mentre fuori il celo si schiariva e la stanchezza stranamente non incalzava,cominciammo a registrare il primo pezzo del disco (Miss Italia). L’album funzionò e mi coinvolsero nella tournèe estiva. La band che era composta da quattro musicisti,integrava in alcuni momenti Nicoletta che si accompagnava al piano forte,per la verita gli accordi che produceva, sovente non erano gli stessi che suonava il resto della band, e come se non bastasse si divertiva a rumoreggiare con il sintetizzatore Polimoog che nelle sue mani si trasformava in un vero strumento di tortura,suscitando un vero imbarazzo,nei nostri confronti ed in particolar modo chi non seppe trattenerersi dal farglielo notare,per altro con il mio totale appoggio, fu il chitarrista Giorgio Cocilovo che venne quindi sostituito senza nessun preavviso dal chitarrista Romano Nicola Distaso il quale fu convocato in teatro insieme al bassista Genovese Bob Callero, nessuno si preoccupò di metterci al corrente di quella mossa infelice ma nonostante il mio plateale disaccordo sull’accaduto,partii in tournèe.Ciò nonostante penso che Giorgio Colcilovo fosse già molto raffinato,rispetto al targhet della grunge band che desiderava Nicoletta. L’avventura con P.Pravo, non parti’sotto una buona stella, e si concluse ancora più misteriosamente. Successe che durante un day off, dopo un trasferimento di seicento km nel quale io e Cuffari avevamo guidato la sua Volvo a gas per tutta la notte,arrivammo nell hotel di Viareggio verso le dieci del mattino naturalmente visto l’ora la camera che ci era stata assegnata non era ancora disponibile per cui decidemmo di passare alcune ore nella spiaggia privata dell’hotel. Dopo una esagitata nuotata con tanto di panico a causa del film (lo squalo) mi addormentai per alcune ore su un invitante lettino sotto il sole d’agosto.Quindi dovetti prendere degli anti dolorifici per sopportare lo stato febbricitante che mi aveva colpito,purtroppo il giorno dopo suonavamo al teatro tenda la(bussola domani)ed io mi presentai al sound chek pieno di bollicine sul viso e con le tipiche scottature sulla schiena che mi permettevano a fatica di imbracciare lo strumento,Nicoletta,molto teneramente, mi invitò a seguirla nella sua camera d’albergo per offrirmi delle creme specifiche a suo dire miracolose,purtroppo,alla fine delle prove (provato) andai in camera mia per ingerire un calmante,mi sdraiai sul letto aspettando l’orario convenuto con Nicoletta ed inaspettatamente mi addormentai svegliandomi fortunatamente appena in tempo per l’inizio della serata.Quando affannato raggiunsi i camerini del teatro tenda non raccolsi nessun segnale negativo,piuttosto li trovai stranamente tutti molto allegri,ed il concerto ebbe un ottimo impatto sul pubblico ,infatti era presente il mitico ex bassista dei Pooh Riccardo Fogli non che ex fidanzato di Nicoletta,il quale mi fece i complimenti per il mio curioso modo di destreggiarmi sul palco. Ciò nonostante dopo qualche giorno,durante una pausa della tournèe,mi telefonò il manager E.Rovelli,il quale, sinceramente dispiaciuto mi disse che Nicoletta non voleva piu vedermi,e che suo malgrado ma di comune accordo avevano gia provveduto a sostituirmi con un bassista inglese ( a loro dire molto carino!).Io pensai molto al accaduto e dal momento che musicalmente sembrava non ci fossero problemi. arrivai all’unica considerazione plausibile,e cioè che i giochi erano manovrati da una instabile,egocentrica,e capricciosa star alla quale per motivi di (interessi) era permesso di decidere sulla sorte di chiunque le girasse intorno,per esempio sostituendo durante la tournèe un intero staff tecnico perche pizzicati a fumare degli spinelli(nonostanre lei non fosse sicuramente una santa).oppure chissà il mio sbaglio fu quello di dissentire per la sorte che era toccata a G.Cocilovo, prevaricando una certa scala gerarchica esternando le mie emozioni senza che mi fossero esplicitamente richieste,l’altra ed ultima idea che mi sono fatto e riconducibile a quelle stronzissime creme dopo sole che mi aspettavano in quella souite di Viareggio,. Qualche anno dopo lavorai di nuovo con la signorina Stambelli(P.Pravo) nel programma televisivo di rete 4 (una rotonda sul mare),e parlando con i musicisti che suonavano con lei in quel periodo come il chitarrista A.Braido o il bassista A.Verardi ho avuto la conferma dell’idea che mi ero fatto. A Milano,citta in cui sono cresciuto, essendo nativo di Penne,paesino Abruzzese in provincia di Pescara,c’era la figura del convocatore delle orchestre, il Maestro violinista GianMaria Berlendis, il quale senza preoccuparsi minimamente di quali fossero le mie eventuali caratteristiche musicali mi inserì nel giro dei sessionman,,infatti una mattina mi convocò per la registrazione del gruppo di liscio Romagnolo dal nome (la vera romagna folck). Ricordo che quando entrai in studio(la basilica di Milano una vera chiesa sconsacrata con tanto di confessionali), fui colpito nel vedere un ragazzo che con un fare penitente era chinato sotto il coperchio del pianoforte a grancoda,nel quale aveva appoggiato la sua complicatissima partitura che avrebbe eseguito da li a poco,infatti, suonava il sax e piangeva. mi diedero la mia parte,e capii lo stato d’animo del saxofonista.Cominciai a suonare per il fonico in regia esibendomi in arpeggi o frasi che suonavano d’effetto ma il mio basso “pensai” non mi sembrava adatto per suonare quella musica.si trattava infatti di un Fender telecaster sul quale avevo montato delle corde Rotosound in acciaio che producevano una sonorita brillante ed aggressiva,evidentemente piu adatte a suonare musica Funk o Rock. Infatti dopo qualche minuto che cercavo di decifrare la partitura,mi chiamarono in regia e molto educatamente mi fecero notare il problema quindi gentilmente mi invitarono a lasciare lo studio. Devo ammettere che a prescindere dal suono del mio basso,in quella partitura trovai alcuni passaggi di notevole difficolta tecnica come frasi veloci da suonare allunisono con il clarinetto e non avendo nessuna esperienza (in quel genere di lettura) la difficolta si rivelò estrema,cogliendomi per la verita impreparato. In seguito seppi che il disco fu suonato magistralmente dal bassista Americano di colore Julius Farmer,il quale non era certo specializzato in quello stile,ma possedeva una buona lettura,e capii che avrei dovuto approfondire mio malgrado anche quel genere di musica. La basilica,era lo studio della nota major PDU per la quale registrava Mina. Il fonico che era presente alla mancata registrazione con l’orchestra di liscio, mi prese in simpatia ed intui’ che la mia energia poteva introdurre una nuova sonorita nella musica di Mina ed essendo una persona di fiducia di quest’ultima mi convocò per la registrazione del nuovo disco. Alla batteria c’era Tullio (big) Depiscopo, col quale ci fu immediatamente un ottimo filing,gli arrangiamenti furono affidati ad un emergente Celso Valli,e nonostante anche questa volta fosse tutto scritto, me la cavai egregiamente. C.Valli che viveva a Bologna,stava iniziando a farsi conoscere anche dal busines discografico Milanese, infatti nel giro di qualche anno divenne un arrangiatore molto richiesto e mi coinvolse in numerose sue produzioni. Le case discografiche intorno agli anni 70 erano fiorenti e sfornavano di tutto, infatti,una mattina fui convocato negli studi della Ricordi per registrare il 45 giri della porno star Cicciolina,uno strano disco che negli anni a seguire divenne un vero oggetto cult per i numerosissimi appassionati del genere. Registrai anche per la fortunata serie televisiva a cartoni animati Ufo Robot. ed il curioso ma divertente disco di Massimo Boldi,(scatolette) che mi permise di conoscere E.Jannacci nelle vesti di produttore ed arrangiatore.in quel disco ci misi tutta la mia estrosita bassistica,infatti,Jannacci si diverti come un pazzo nel sentirmi stravolgere con armonici naturali e non le semplici ma efficaci armonie che aveva scritto,dandomi assoluta libertà sull’interpretazione,e devo ammettere che in alcune canzoni arrivammo all’esagerazione.ma in quel momento il suo motto era proprio quello. Divenni quindi un turnista molto richiesto e registrai una grossa quantita di dischi. arrivai a registrare in una sola giornata per tre artisti diversi,e questo durò per diversi anni. Intorno ai 22 anni cominciai a raccimolare i primi frutti economici e ... qualcuno,(il mio primo suocero) decise che era arrivato il momento di sposarmi. La sobria cerimonia si svolse di sabato,ed il lunedi successivo partii per la tournèe europea di A.Celentano insieme al batterista G.Dallaglio il quale fu anche il mio testimone.Al mio ritorno registrammo il disco del gruppo (Cast),W.Calloni (batteria)K.Bullen,(chitarra e voce)M.Paoluzzi produttore e chitarrista,M.Fraser(piano)S.Pulga (piano e tastiere)C.Pascoli(sax)e N.Hacchet,(voce solista), con la super visione di Toni Mimms.Nonostante il disco non si trovasse facilmente,suscitò molto interesse fra gli addetti ai lavori e con quel gruppo partimmo in tour,con R.Vecchioni,con la sola aggiunta di M.Pagani al violino.Con la stessa formazione registrammo il primo L.P.di G.Nannini(America) con testi di R.Vecchioni, Gianna era molto esigente sulle sonorita che desiderava, fino a portarsi da Pisa dove viveva,il suo piano elettrico (c.p.80 Yamaha),che si caricava da sola sulla sua Golf. Quel disco,ebbe un discreto successo anche in europa Un giorno mi telefonò da Francoforte un carissimo amico che avevo perso di vista da qualche anno,e con fare entusiasta mi disse che in una radio tedesca avevano trasmesso il singolo di G.Nannini ed avevano nominato i musicisti,per cui quando senti’il mio nome stentò a credere che quel’amico potesse avere realizzato il suo sogno, in oltre mi disse che elogiarono il lavoro che avevo svolto al basso. Devo ammettere che quella fù la mia prima soddisfazione artistica anche se non mi impressionò affatto perche ero troppo impegneto a cercare di migliorarmi., A tale proposito devo citare l’amico batterista F.Cuffari il quale mi ha pazientemente sopportato come compagno di stanza in tour con P.Pravo che per la verita come ho gia detto durò solo qualche settimana,ma abbastanza per Flaviano. poi con R.Zero, in nottate in cui per non disturbarlo,andavo a studiare anche nel cesso a volte per qualche ora. Studiavo di continuo. Prima di ogni sound ceck della tournèe Icaro mi attaccavo al mio ampli e suonavo degli esercizi di tecnica sempre a velocita vertiginose, a volume notevolmente alto,fino ache, dopo qualche giorno, il fonico di quella tournèe mi regalò delle cuffie preamplificate con le quali potevo esercitarmi passeggiando nello stadio, oppure comodamente in un camerino,ma soprattutto non rompevo più le palle ai nostri tecnici che dovevano lavorare,e molto seriamente.In quella tournèe vi lavoravano almeno un centinaio di persone,fra lo staff del circo Togni che montava tutta la struttura portante.Ed un nutrito ed esperto staff tecnico per la fonica e le luci,nonche due stallieri che si occupavano dei cavalli che alla fine di ogni concerto scarrozzavano Renato nel parter dello stadio in mezzo a sorcini deliranti,cantando appunto il carrozzone. Se il mio scopo era quello di farmi notare,credo di esserci riuscito in pieno,fino a guadagnarmi una bellissima presentazione nel disco live che registrammo durante quella tournèe. Ma se mi fermavo a riflettere, sentivo di non essere felice. Mentre mi trovavo a Marino ai castelli Romani ospite del Banco del mutuo soccorso,con i quali suonavo nella tournèe (buone notizie).usci’ su una rivista di settore,(fare musica)un referendum sui musicisti italiani,che mi promosse a miglior bassista rock di quell’anno,(che vinsi di nuovo per altri 5 anni nel referendum di guitar club). Ma anziche esserne soddisfatto, mi resi conto di sentirmi solo,certo conoscevo tantissime persone,ero considerato un buon musicista,ed ero molto richiesto, ma qualcosa non girava per il verso giusto,non avevo più rapporti con i miei veri amici, e con Rosanna.R. la mia prima moglie erano svaniti tutti gli interessi comuni a causa anche del incessante lavoro che assorbiva tutto il mio tempo.Dunque dopo sette anni di vita pressoche impossibile,quella storia fini’,facendomi cadere in uno stato confusionale,che non si dissolse nel nulla con facilita ma durò fortunatamente solo...qualche mese. A circa 35 anni,ricominciai una nuova vita. Mi risposai questa volta però desiderandolo veramente,e dopo una serie di tournèe con R.Cocciante (dalle quali ne uscii esausto), sentii la necessita di trovare nuovi stimoli,e cominciai ad interessarmi allo studio dell’armonia,che sentivo carente nel mio bacground musicale,ma soprattutto era necessaria per lavorare come arrangiatore che era il mio desiderio recondito. E la fortuna mi si presentò ad un semaforo. Successe che un bel giorno, mentre guidavo in una via nel centro della capitale con mia moglie Rox,incrociai casualmente ad un semaforo,l’amico Renato Fiacchini(R.Zero) il quale mi chiese di seguirlo.Una volta arrivati a casa sua,mi spiegò del progetto al quale stava lavorando l’idea era un musical che avrebbe dovoto chiamarsi(Dottor Zerone) poi mi fece ascoltare alcuni dei numerosi pezzi che aveva provinato solo con lausilio di un piano forte e voce.Nonostante i testi fossero ancora provvisori , contenevano gia diverse idee interessanti da poter sviluppare,il progetto quindi mi piacque immediatamente ed incredibilmente Renato mi propose di curarne la produzione artistica. Incredulo ed entusiasta mi ritrovai a dover fare i conti con la realta.i tempi di realizzazione erano pressoche immediati ed in quel momento stavo suonando nella tournèe teatrale di R.Cocciante.che fortunatamente si intratteneva per quattro giorni in ogni citta.ma Renato non si scoraggiò affatto,ci organizzammo calendario alla mano e molto coraggiosamente prenotammo gli studi a Napoli,Roma,Firenze e Milano,La mole di lavoro era notevole quindi mi avvalsi della collaborazione del chitarrista M.Santoro col quale iniziammo immediatamente a lavorare sugli arrangiamenti , il tutto ci impegnò per circa due mesi di vera fatica,quando finimmo di registrare tutte le musiche,Renato cominciò a lavorare con la sua voce ma soprattutto a nostra insaputa con la indiscussa maestria che lo contraddistingue, cambiò tutti i testi ed al posto di un musical publicò il cd doppio dal titolo Zero,che andò a mixare in un costosissimo studio europeo Danese. Nonostante le mie perplessita,il cd funzionò e partimmo per una breve ma entusiasmante tournèe. La fortuna continuava ad assistermi. Insieme all’amico M.Santoro,sempre nello stesso anno realizzammo il cd doppio di E.Ruggeri(la parola ai testimoni),ed il cd singolo(contatti),arrangiammo il cd che risollevò A.Minghi(serenata)ed altri di artisti meno noti. A questo punto sentii la necessita di approfondire lo studio dell’armonia . Scelsi di farlo con il maestro F.Dacco col quale approfondii lo stile dell’orchestrazione jazz nei suoi vari stili . Nel frattempo cominciai ad interessarmi alla realizzazione di alcuni progetti di nuovi (talenti) nelle vesti di arrangiatore senza raggiungere purtroppo l’ambito successo. Automaticamente si può dire, sparii dal giro dei sectionman. Nei 5 anni in cui mi dedicai alle produzioni,non tralasciai lo studio del mio strumento. ma molti, colleghi compresi, pensarono che la mia vecchia attivita (ormai) mi stesse stretta,sbagliandosi devo aggiungere,clamorosamente.Infatti grazie all’amico regista R.Cenci il quale mi presentò al m.P Vessicchio, iniziai una intensa collaborazione che dura da ormai svariati anni.Sempre con lo stesso ho lavorato per il musical Grease,in eventi come Note di natale,30 ore per la vita e il piu leggero ma non meno impegnativo,Bravo Bravissimo. Come per magia,ricominciai ad essere richiesto,come bassista. Fui impegnato nella tournèe europea di A.Branduardi 2000,2001(L’infinitamente Piccolo tour). Tournèe teatrale invernale ed estiva di O.Vanoni.2002, 2004.Rimpatriata sia con E.Jannacci 2005 che con R.Vecchioni 2007. 2008 La mia principale attivita e concentrata sull’insegnamento. Naturalmente non posso esimermi da ulteriori richieste di lavoro.Direi comunque che prevalentemente sono rivolto all’insegnamento.Insegno dal 1997 nella scuola diretta da F.Mussida Centro Professione Musica,e saltuariamente (purtroppo)da 6 anni con il Sermig di Torino.Sono collaboratore della Rivista Guitar Club da diversi anni in veste di coordinatore artistico. Il mio metodo d’insegnamento,e basato sulle mie esperienze professionali. Come dicevo ho iniziato studiando chit classica con A.Rossi poi il contrabbasso con Monfredini ed il basso elettrico con M.Fabiano,ma l’esperienza vera e propria me la sono formata suonando tanto e studiando(mai abbastanza)di tutto.Ho suonato per molti arrangiatori notando molte differenze di lavoro.Alcuni preferiscono scrivere semplicemente una guida armonica con delle sigle,per lasciare ai singoli musicisti lo spazio per una interpretazione personale.Naturalmente i tempi ed i budget devono andare di pari passo.Altri scrivono solo le frasi all’unisono su una guida armonica.Mentre gli arrangiatori più esigenti e con le idee piu chiare,scrivono una partitura capillare escludendo le sigle,questo provoca una lettura molto concentrata a volte priva di sentimento,ma la preparazione e l’esperienza si nota da queste differenze.Se siete riusciti ad arrivare fino al termine di questi miei primi 50 anni vi ringrazio di cuore ma voglio anche dirvi che continuo a studiare di tutto xchè è l’unica mia linfa vitale,auguro anche a voi una fortuna come quella che mi ha guidato fino ad ora.E vi invito ai iei prossimi 50 anni. Con affetto.Dino D’Autorio

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Amelia Milardi Manager per caso





Jul 10 2009 8:04 PM

Prestigioso CONCORSO NAZIONALE
SANREMOROCK 2009


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Riccardo Fioravanti





Jul 10 2009 6:28 AM

Sono andato via sulle note di "Ultimo Tango" perchè mia figlia era cotta e io dovevo alzarmi presto per andare a Linate, dove sono già in attesa del volo.
Che concerto!! Mi hanno steso...
Un abbraccio, e a presto :-)
Ric
P.J.





Jul 8 2009 4:37 PM

Ciao,Dino!
Jazz-up





Jul 8 2009 7:45 AM

 

www.jazz-up.de

.

Sabrina Rivagli





Jul 6 2009 11:32 PM

Ciao Dino,
grazie per l'add!!
Buona serata e a presto!
Sabry
SILVIO





Jul 6 2009 11:25 AM

ciao Dino, come và?


foggy moments




try a little



my funny valentine




spain

EleoNora Espago





Jul 4 2009 2:03 AM

 splendido bass-man!
Boogie Business





Jul 1 2009 2:01 PM

Ciao Dino, did you play bass on Mike Francis' "Let's Not Talk About It" (single version)? Couldn't see it on the album...
Koen
CanTine GaRRuTo





Jul 1 2009 1:16 PM

Siamo Tornati.....brutti sporchi e cattivi!!!

Non guardatelo!!!!!!







Marilena Montarone





Jun 30 2009 3:33 PM

buongiorno!
Marco Lecci





Jun 29 2009 12:34 PM

A parlà chiaro se va! Ma chi era?.....il ragioniere o 'o direttore!
Mi è simbatico lei ...quando vengo a Mllano la vengo a trovare!
Max Valerio photographer





Jun 29 2009 9:35 AM

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undelivered photo max valerio Copyright
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Gaetano Messina





Jun 28 2009 11:06 AM

MAESTRO .....UN CARO SALUTO E BUONA MUSICA SEMPRE!
UN ABBRACCIO!
TANINO
antonio Petruz petruzzelli





Jun 27 2009 1:41 PM

ma fatti salutare e mandare un abbraccio!!! ciao Dinooo
siro burchiani





Jun 26 2009 7:32 AM

eheheh, visto che vestitino super elegante?
Marilena Montarone





Jun 24 2009 10:47 PM

..sera!!!
Lele Veronesi





Jun 24 2009 11:37 AM

...siamo BELLISSIMI, grazie Dino è sempre un grandissimo piacere, speriamo che non passi troppo tempo alla prossima, un grande abbraccio
Roberto Gualdi





Jun 24 2009 9:21 AM

Ciao Dino..
bellissima la storia della tua vita.
testo obbligatorio per tutti gli allievi..
a presto
Roberto
Pippo Matino





Jun 21 2009 3:50 PM

Ciao Dino come stai??
un abbraccio forte
a prest
Pippomat
Musica e Musica





Jun 20 2009 1:25 PM

Grazie mille per l'add!!!

buona musica!

www.mmsaronno.com
rossana





Jun 15 2009 8:06 PM

è una vita che non passo di qui e ti lascio un saluto... ciaooooooooo
bacioni
Cico Cicognani





Jun 15 2009 11:54 AM

Ciao Dinoooooo!!!!!!!!!!!!
Diego Michelon





Jun 15 2009 8:23 AM

ciao Dino......
Good music
Diego
motherjane





Jun 15 2009 2:16 AM

Stopping by to say hello  and ask you what is life without passion , our new rockumentary tells you about our passion , we hope you can find the time to watch the
motherjane Exclusive for Myspace ,located in our blog for more Myspace India and motherjane working together to help bring Indian Music to the the World !
Love All...Rock All...
motherjane
Francesco Tatò





Jun 14 2009 2:37 PM

Ciao Dino!
Buona domenica...
F
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