Giovanni Venosta è noto al grande pubblico come il compositore di tutte le colonne sonore dei film di Silvio
Soldini. Dal primo cortometraggio fino al recente Giorni e nuvole, passando attraverso il successo
internazionale di Pane e Tulipani.
Per il cinema di Soldini Venosta ha coniato uno stile ibrido e senza barriere tra generi musicali, avvalendosi
fin dall’inizio di un folto e fidato manipolo di musicisti dai background più disparati. Nel 1993 comincia la
collaborazione artistica con Roberto Zanisi eclettico polistrumentista, unico solista italiano di steel pan e
cümbüs (un ibrido tra sarod, dobro, banjo e oud inventato nel 1930 da Zeynel Abidin Cümbüs ad Istanbul).
In tredici anni si salda una stretta collaborazione professionale e un’amicizia che getta le sue radici in una
intensa condivisione delle stesse passioni musicali.
Nel 2003 su idea e insistenza di Saul Beretta nasce lo spettacolo BRUCIO NEL VENTO, la musica di Giovanni
Venosta per i film di Silvio Soldini che vede per la prima volta Venosta impegnato, oltre che come arrangiatore
della sua stessa musica, nel ruolo di pianista/performer. Si apre così una nuova fase per il compositore che
fino ad allora vantava una grandissima attività musicale, sia per il cinema che per la musica sperimentale,
testimoniata da numerosi dischi incisi per le etichette CAM, Virgin, Recommended Records (UK) e Les disques
Victo (Canada), ma solo nella gabbia protetta dello studio di registrazione.
Questa conversione antigouldiana rende possibile anche un inversione di tendenza nei confronti della
collaborazione artistica con l’amico Zanisi che, nel 2005, di ritorno dalla fortunata tournée de "La Notte della
Taranta" come solista del gruppo di Stewart Copeland, stimola la nascita del progetto artistico che prenderà il
nome "diSturbunDrang" e che vedrà i due musicisti impegnati all’esecuzione, arrangiamento, performance
delle loro più grandi e condivise passioni musicali. Frammenti della storia della musica classica, da Stravinsky
a Couperin, pezzi di una storia della musica da film perduta o comunque sconosciuta ai più, brani di
compositori dai nomi esotici la cui musica rimane di difficile catalogazione.
Una vera e propria mutazione nella babele della World Music che nel 2006 si arricchisce ulteriormente con
la musica e l’estro di un terzo importante elemento: Giovanni Falzone.
Con Falzone, già prima tromba dell’Orchestra Verdi di Milano e miglior musicista italiano nel referendum
Top Jazz 2004 indetto dal mensile Musica Jazz, nasce Il laboratorio del dottor Mabuse, un concerto per gli
occhi e per le orecchie, prodotto da Musicamorfosi e andato in prima nazionale all’interno della stagione
LAMPI nel maggio 2006 a Monza.
Jazz, musica etnica, colonne sonore reali e immaginarie, frammenti di musica classica sono il mix di uno
spettacolo immerso in una originale scenografia fatta di immagini reali e immaginarie estratte e manipolate
dal cinema di Cocteau, dei fratelli Marx, del Mabuse di Fritz Lang.