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Il Diagonale Ensemble propone un repertorio moderno e contemporaneo di matrice colta ma allo stesso tempo quanto più vicino possibile alla musica di tradizione popolare o di consumo.
La singolarità dell’organico rende necessaria la trascrizione o la rielaborazione delle musiche scelte, poiché non esiste musica originale per un ensemble che riunisce schegge di un’orchestra esplosa e riplasmata in una forma nuova.
Nelle trascrizioni, o libere rielaborazioni, si è fatta la scelta di privilegiare le forme brevi e, più in generale, quelle che rinunciano del tutto o in parte allo sviluppo formale, tematico, armonico.
Accanto ai grandi del Novecento storico, il gruppo strumentale ha fatto la scelta di eseguire autori contemporanei di confine o appartenenti a culture non occidentali: un Tango di Stravinsky e un “No Visa” del libanese Rabih Abou Khalil; le Saudades do Brasil di Milhaud e “7 aneis” di Egberto Gismonti o “China gates” di John Adams.
The Diagonale Ensemble proposes a modern and contemporary repertoire,
basically with a classical approach but at the same time, attempting to be
as close as possible to traditional and mainstream popular music.
The unique combination of instruments inevitably called for the need to
transcribe and re-orchestrate the pieces chosen, since there is no
original music written for an ensemble that recomposes the shards of an
exploded orchestra into something new.
The transcriptions, or free adaptations, express the deliberate choice of
favouring short forms, which, more in general, partly or wholly refute
formal, thematical and harmonic development.
In addition to some well-known 20th century names, the instrumental
ensemble prefers to play contemporary non-Western or 'borderline' authors:
a Tango by Strawinsky, and a "No Visa" by Libanese composer Rabih Abou
Khalil; Milhaud's "Saudades do Brasil", Egberto Gismonti's "7 aneis" and
"China Gates" by John Adams.
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