Dario Falconi
Dario Falconi
Dario  Falconi Esperimenta - Essere utopsici, riesumare l’umana azione

Male
28 years old
Civitavecchia, Roma
Italy



Last Login: 12/22/2009
View My: Pics | Playlists

   Contacting Dario Falconi

 MySpace URL: 

Get Flash now!

In order to listen or view this content you will have to upgrade your version of Flash.



     Dario Falconi's Details
Status:In a Relationship
Hometown:roma
Zodiac Sign:Taurus
Education:College graduate
Occupation:Scrittore e parastinco



Dario Falconi is in your extended network
view more

Dario Falconi's Latest Blog Entry  [Subscribe to this Blog]

Patagonìa. Il mio primo romanzo.  (view more)

Vecchio racconto insensato  (view more)

Utopsia. La mia prima fatica letteraria.  (view more)

Lzioni...  (view more)

Ancora Utopsia!  (view more)

[View All Blog Entries]

   Dario Falconi's Blurbs
About me:

CURRICULUM VITAE


Nasce a Roma. Laureato in lettere moderne. Professore, drammaturgo, apprendista scrittore.
Almeno questo dicono di lui.
Il tutto è accaduto (se è accaduto) a sua insaputa.
Utopsia (Di Salvo editore, 2008) è stata la sua prima fatica letteraria completa.
“Alì Babà e i quaranta ladroni” , suo racconto visionario e ai limiti del demenziale, è presente nella raccolta “E Morirono tutti felici e contenti” (Neo Edizioni,2008).
Una moltitudine di racconti compare indisturbata su antologie e riviste.
Patagonìa (collana BrainGnu, Prospettiva, 2009) è il suo primo romanzo.
Teatralmente ne ha combinate tante.
Talmente tante che adesso non ha alcuna fantasia di elencarle.
La sua indolenza è patologica.



RePeTiTa GNUvant




PATAGONìA

Patagonìa è acquistabile on-line al sito www.braingnu.it


POSTFAZIONE di Solidea Ruggiero

Provare ad introdurre un pensiero, una riflessione, una supposizione, su una storia come questa che assapora di rassegnazione, omertà di sentimenti, illusione spogliata dalla crudeltà della vita che si arrampica sulle abitudini, è pressoché destabilizzante, quanto l’inettitudine della rassegnazione.
Forse potrei partire da qui: dalla rassegnazione che vince sull’agire, dall’illusione inscatolata nei desideri taciuti per tutta una vita all’altro, che è sprofondato senza mai accorgersene, sul suo divano impolverato dal tempo.
Dario Falconi mette a servizio il suo talento di burattinaio della parola, conducendo la sua danza letteraria in una spirale di vita che viene risucchiata dal suo stesso moto; un movimento che non fa rumore, perché non cambia mai,anzi, al contrario, scompare, come la personalità di ogni individuo quando lascia il posto ad un ruolo imbalsamato, alla sentenza spietata: la solitudine come patologia. Patagonìa. Agonìa. Mirabile è il tessuto prezioso della sua scrittura, che non è solo estetica, strumento ineguagliabile di gioco e stordimento, di aggettivazioni, e sostantivi sentiti, scelti e cercati mai a caso, mai a suono, e capriole di sconcerto sintattico, mescolato alla sapienza dell’intendere il racconto come una impalcatura che presto o poi crollerà nella sconfitta umana più cruda.
La difficoltà di comunicare, di scoprirsi, di svelarsi, di ri-velarsi ancora, del proprio io. L’incomunicabilità. Certo, è stridulo l’effetto che fa il comparare l’esercizio linguistico ad una storia rubata da uno dei tanti squallidi articoli di cronaca, scelta quasi a caso nel bollente calderone dell’informazione, là dove la disperazione comune diviene prima pagina, in grassetto, davanti e prima di qualsiasi editoriale famoso o reportage di massa.
La forma grottesca, esasperata dallo sfinimento umano, dalla ripetizione – metafora costante che prende veste in abitudine, retorica, e stereotipizzazione di un amore – crea un teatro dell’assurdo che risponde a vita vera, che esiste, e che si ripropone come lo stesso film mandato in loop senza cessione. La storia si ripete, l’angoscia è la medesima, la resa è l’anticamera della violenza. Ed è proprio quando lo scrittore non si arrende alla sentenza scontata: lei che lentamente scompare alla sua storia, a quel marito che non la vede più, all’illusione di ricominciare, alla nostalgia del tempo, ma prima di ogni cosa, all’ipocrisia di scampare a se stessi; che questo suo stile arguto, complesso (che necessita di un’attenzione assoluta. La pretende), saltando a piè pari grappoli di parafrasi d’autore, funziona e arriva, attraverso la trama nascosta nella forma, al nostro immaginario nitido, come la scena di un servizio del tg regionale, divenendo prepotente, arrogante, violentemente vera e sentita.
E’ certo che nell’esasperazione Dario riesce a rendere fin troppo credibile una pièce di rapporto, di relazione umana e amorosa, che troppo spesso ha in sè gli stessi tempi, gli stessi tumulti, la stessa ribellione che non si libera mai, che si accosta al fiume di venticinque anni di matrimonio come una malattia incubata e mai curata, che prima o poi diventerà terrore e dolore e tragedia. C’è un limbo, un limine sottile, in cui Falconi fa spazio al compatire, il patire con. La crepa crea un ponte tra il volere del narrante e la monotonia di accadimenti che non accadono.
Tutto allora, non è soltanto rumore della parola, agrumi del suo contrario, ma metafisica letteraria della realtà.
Provo tenerezza per Dario, quando lascia intravvedere il suo umano uomo – quasi a supplire quella figura così gretta e sporca di Rosario che egoisticamente, rimanendo figlio, non si fa domande, e non ne vuol sentire di altre – e tenta, paternamente narrante, di custodire Rosa, lasciandola sfogare di tutta quella cesta di repressioni, panni sporchi dimenticati in un angolo, che nessuno ha mai trovato, e che l’autore vorrebbe sollevare e mettere in centrifuga. E’una tenerezza struggente, che si fa ruolo al posto del ruolo che c’è già, che mi fa capire la volontà della nostra generazione di aver capito, di volere cambiare, di voler parlare, di voler ascoltare, e che no, mai la abbandonerà nella cucina a fare i piatti ed asciugare stoviglie, e si che sarà sempre capace di carezze, quelle dell’animo, quelle del dentro. Sì che la vedrà sempre bella, sempre uno “schianto” e no… che non schianteranno. Semmai cadranno assieme, insieme, per tutta la vita. Utopia, coda del suo primo Utopsia. Sì, perché la storia va avanti, e il finale è già accaduto, è già scritto. E l’angoscia si pietrifica in un unico atto di omicidio-suicidio, scontato quasi quanto il quotidiano. Vorrebbe forse salvare i sensi di colpa che Rosario ignora, ma la storia, quella comune, è fatta di malumori, di svilimenti, di mortificazione, di monotonia.
Rosa è scomparsa. Rosa è assente prima di tutto a se stessa. Rosa è invisibile. Prima di tutto ai suoi occhi. Rosa è la stessa donna di sempre, che si concede all’altro senza lasciare niente a se stessa, sperando ad ogni angolo di essere salvata da quell’uomo che nel non esserci c’è sempre stato. Presenza di un ricordo che non tornerà più. Ossessione, tumulto di sentimenti primitivi, che si consumano come un orgasmo notturno. Non tornerà più. Nulla tornerà come prima. E’ solo Rosa che aspetta, e mentre aspetta di vivere, non vive mai. Non ha mai vissuto. Aspetta di essere raccolta da quella nostalgia d’amore. Amore che nell’assenza è riuscito a distruggere e divorare la magia di un sogno. L’incomunicabilità è una bestia affamata. E il terremoto che si porta dentro prima o poi farà crollare tutto, pure la dignità.
E’ crudele lo struggimento che ti consegna, questa storia, perché non vi è nessuno che ha vinto, o conquistato. Non c’è libertà né nell’ottuso uomo, né tantomeno in questa donna passiva. Forse, senza rendersene conto, Dario ha messo in scena la Pena. Rosa coi suoi pensieri e turbamenti non voleva arrendersi, ma tutto il suo mondo, i suoi desideri, le sue moltiplicazioni se l’è vissute nella testa, ingabbiate alla resa del ruolo di “Madre-stufa”, e i pensieri di lui, “Uomo-poltrona”, non sono mai esplicitati, se non nella pena della sua piccolezza. Forse la via d’uscita poteva essere questo viaggio in Patagonia. Forse, i figli, citati solo all’ultimo, come l’ultimo risultato di una somma, potevano essere la via d’uscita.
Forse.
La verità, forse, è che noi siamo la nostra via d’uscita. Noi stessi, la nostra via di fuga. Da dove poi? Sì, dalla rassegnazione. Se solo si potesse dire. Dario l’ha fatto, superbamente, con denigrata sofferenza, abile e perverso nello gestire la trama, che prima di tutto sente, e lo scuote e lo commuove. Tutto ciò arriva diritto a noi, investe come un treno d’alta velocità. Magari non rispettando la naturale evoluzione narrativa, probabilmente ancora non definita perché Falconi è in ricerca, l’autore si apre un varco alle sue possibilità di scelta creativa, che in Patagonìa lasciano intravvedere doti e potenzialità di scrittura singolari, ai margini di un visionario surrealismo - la parola che violenta la forma e la necessità di essere letta ad alta voce- che giustizia il silenzio dell’introversione letteraria.




UTOPSIA

Un uomo osserva il suo tempo. Un uomo presumibilmente giovane. Indiscutibilmente vecchio. Non ha volontà di palingenesi ma crede che al peggio, inverosimilmente, c’è fine. Dev’esserci. Necessario è sovvertire l’ovvio. Ossia parlare d’altro. Scrivere d’Altrove. Contaminare il visibile al visionario. Un tentativo di ricerca. Una ricerca del Tentativo. Attraverso la Parola scardinare l’omologazione del quotidiano e provare ad essere liberi. Non privi di pregiudizi ma consapevoli di averne.




E morirono tutti felici e contenti



Fiabe non più Fiabe
AA.VV
A cura di Massimo Avenali (www.neoedizioni.it)

E morirono tutti felici e contenti è una raccolta di fiabe capovolte, di fiabe che non sono più fiabe, di fiabe che non possono più esserlo. 18 autori, 18 racconti, per un’opera corale dissacrante, ora amara ora esilarante, tesa a definire un nuovo immaginario.

Sono le fiabe che tutti conosciamo, interpretate e riscritte a partire da uno sguardo nuovo, da una memoria nuova. Una memoria che va costruendosi sotto i nostri occhi e che modella un nuovo immaginario dove la Piccola fiammiferaia è una prostituta grassa e indifesa, dove Cenerentola è un’adolescente smarrita in una Milano assopita nel caldo estivo, dove Aladino diventa “il genio dei disperati”, dove Pollicino è la vittima di un sistema che vorrebbe dimenticarlo.

E morirono tutti felici e contenti è questo: una raccolta di fiabe moderne, di racconti che vanno oltre i titoli caldi e familiari che li hanno ispirati. Racconti ironici, sarcastici, grotteschi, dolorosi, amari, esilaranti. Racconti che dissacrano passato presente e futuro e che portano a paradossi inattesi. Racconti che inducono a contrarsi amaramente sfoggiando un radioso sorriso sulle labbra.

Dimenticate le fiabe che conoscete. Qui non c’è più posto.

E’ finito il tempo di dirsi storie, di raccontarsi favole.
Gli Autori dell’antologia:
Roberto Di Egidio, Carlo Calcaterra, Mario Rossi, Carla D’Alessio, Giovanni Di Iacovo, Matteo Forte, Stefano Tanturri, Nicola Manuppelli, Gianni Solla, Angela Buccella, Gianni Tetti, Antonio Pizzola, Evo Pallotto, Alessandro Petrini, Srecko Jurišic, Angelo Scimia, Francesca Andriani e Dario Falconi





 

SPETTACOLI TEATRALI

www.blueintheface.net


"Amami Alfredo"


"Quattrocinquemillenovecentottantuno"





Personal book

Who I'd like to meet:



Paolo Conte per dargli una stretta forte della mia mano,
Vinicio Capossela perchè ta ta ta daaaaa e tutto quello che prima era fermo ora è blu!,
Marc Chagall per l'infinito surreale dei suoi trasognamenti di colore, Samuel Beckett per tutta l'assenza di vita che ha saputo far rivivere,
Gesualdo Bufalino per le verità delle menzogne notturne,
Chopin per quel notturno n.2 che è sintesi archetipica d'ogni emozione umana,
Vitaliano Brancati per il gelo esistenziale, dolcissimo e terribile, di Paolo il Caldo,
Fabrizio de Andrè per la rabbia dei suoi sogni gridati con voce di sirena, Julian Schnabel e le sue farfalle scafandrate,
Ferdinando Scianna per scambiare due chiacchiere con i suoi occhi e con le sue macchine fotografiche,
Mio nonno e sentirgli ancora raccontare "perchè Bernardini me fece 'no scherzo e me chiamo pe dimme che non ero stato convocato co la prima squadra... quando arivio a Testaccio Barbesino me sarta addosso e me dice "Ah Bardo! Ma che cazzo fai... dovevi gioca co a prima squadra... Allora je dico... sai che c'è Barbesi Vaffanculo, me ne vado... e così a Roma m'ha vennuto alla Salernitana pe 20 mila lire... te ce compravi n'appartamento.. poi a guerra, li bombardamenti..." " o anche "...allora me dicono che dovevo marca uno che giocava co a nazionale.. mica c'era a televisione e chi l'aveva visto mai... me se presenta un cazzobuffo arto un metro... embè sarebbe questo quello forte... a un certo punto m'è viene incontro e me fa passa la palla sotto le cianche... er fio de na bona donna... appena me vorto glie rifilo un carcio che ancora so ricorda...." Nonnetto mio, quanto mi manchi!
E infine, avrei voluto conoscere te, amore mio, quando ancora non esistevi, quando ancora non esistevo. E sorriderti per la prima volta e vedere la grazia meravigliosa della prima volta del tuo sorriso.






   Dario Falconi's Friend Space (Top 15)
Dario Falconi has 1334 friends.
 Paolo Conte 


 Juan Carlos Albelo Zamora 


 Mariella Soldo 


 Charlie Chaplin 


 SARA 


 John De Leo 


 Datura from Florence 


 Pier Paolo Pasolini 


 Fabrizio De Andrè 


 Emiliano Giammaria 


 GIANMARIA TESTA Official Space 


 solidea 


 valentina 


 Il Riso degli Stolti 


 terrerare 





Dario Falconi's Friends Comments
Displaying 25 of 570 comments  ( View All | Add Comment )
Angels Dance / Angels Die

Angels Dance / Angels Die



Dec 21 2009 6:17 PM



I want back my christmas
back a party, again the joy,
back dreaming of places
where U can still hide,
'gain magic that surrounds each form,
as the snow,
and then shines in the morning.

just want my christmas again
just that little of joy
'gain this.

;]
DADA

SImone GHELLI



Dec 18 2009 2:16 PM

Camille Lumet (Francesca Grasso)

Camille Lumet   (Francesca Grasso)



Dec 18 2009 10:51 AM

Host unlimited photos at slide.com for FREE!
Anna Utopia Giordano

Anna Utopia Giordano



Dec 13 2009 9:57 PM

Ciao Dario, piacere mio..
interessante titolo Utopsia :) ti lascio il link al mio blog dove puoi leggere le mie rapsodie.. http://oneiros-hypnos.splinder.com/
a presto

AUG
David Cronenberg Italia

David Cronenberg Italia



Dec 12 2009 11:27 AM

grazie dell'amicizia



www.davidcronenberg.tk

visitaci!
uaiomini

uaiomini



Dec 7 2009 10:57 AM

Egregio che si dice?

 

Gianluca Liguori

gianluca liguori



Dec 6 2009 5:30 PM

Ciao!

Come ogni domenica, su www.scrittoriprecari.wordpress.com la mia rubrica "Trauma cronico"... se ti va fai un salto :)
DADA

SImone GHELLI



Dec 4 2009 7:46 PM

Domani alle ore 18 presso il Cineclub Alphaville di Roma (via del pigneto 283) presenterò il mio nuovo libro di cinema, intitolato "La tradizione grottesca nel cinema italiano" (Edizioni L'Orecchio di Van Gogh).

Per l'occasione il libro verrà venduto al prezzo scontato di 10 euro, e i primi acquirenti riceveranno in regalo anche una copia del mio precedente saggio su Jean Vigo!
Premio de Sade

Premio de Sade



Dec 3 2009 10:05 AM

Grazie mille.
Buona partecipazione o, semplicemente, un caloroso saluto.
:)
Assurda

assurda taddei



Dec 2 2009 3:31 PM

Ciao Dario è un piacere averti tra gli amici-colleghi di myspace :-)
Intermezzi Editore

Intermezzi Editore



Nov 30 2009 12:10 AM

Intermezzi Editore partecipa quest'anno per la prima volta a "Più libri
più liberi", la fiera nazionale della piccola e media editoria che si svolgerà a
Roma EUR, presso il Palazzo dei Congressi dal 5 all'8 dicembre.

Saremo allo stand A29.

Vieni a trovarci!
Gianluca Liguori

gianluca liguori



Nov 30 2009 12:10 AM

Ciao!



Su www.scrittoriprecari.wordpress.com online il Diario di bordo dell'ultima avventura del collettivo romano.

Contributi di Gianluca Liguori, Andrea Coffami, Vanni Santoni, Dimitri
Chimenti, Andrea Montagnani, Donatella Livigni, Luca Piccolino e Simone
Ghelli.


Buone letture :)
Letizia

Letizia Sciortino



Nov 28 2009 11:20 PM

ciao, grazie per l'amicizia
 

terrerare

terrerare



Nov 28 2009 2:51 PM


 


..tu somma immaginazione media + esperienza diretta
ottieni il risultato?
ciao
MAURIZIO MINNUCCI

Maurizio Minnucci



Nov 28 2009 1:33 PM

Buon fine settimana.
terrerare

terrerare



Nov 23 2009 1:34 PM

"Artista non è colui che possiede un talento. ma colui che attraverso il talento esprime un disagio, Probabilmente un talento lo possediamo tutti, ma il disagio è esclusiva di pochi eletti"


..io a uno che scrive queste cose lo abbracceri.. 

Ddang

Ddang



Nov 22 2009 7:12 PM

grazie





CLICCA SULL'ICONA
PER SCARICARE LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE.



CERCACI ANCHE Su FACEBOOK

http://www.facebook.com/#/event.php?eid=154539437747&ref=ts
terrerare

terrerare



Nov 20 2009 10:47 AM

ciao..sono Rosa..ricordi? sono passati anni luce
mammamia..sto in un frullatore..credo che capisci benissimo lo stato
ti lascio una piccola traccia sulle novità, che riguardano la collaborazione con l'Archivio Nazionale Pasolini..(vedi blog)
tra un boccone e l'altro, ammesso che mangi..magari dacci un'occhiata
risvolti interessanti!

Carissimo..io ti penso comunque,
le sottolineature per il mio collage patagonico sono sempre là..
stagionano e maturano..bah
solita domanda ormai retorica: di quante vite (in parallelo) abbiamo bisogno?
ti abbraccio
Datura from Florence

Datura from Florence



Nov 17 2009 9:34 AM

Mi piacciono le tue risposte sempre stilosissime.

si il gusto della scoperta è grande cosa...

ci sono vari rivoluzionamenti nella mia vita, spero di incontrarti e parlarne vegliata dalla numinsa presenta della nostra Solida-Idea...

un abbraccio fiorentinesco.

D.
INFOART

Infoart Italy



Nov 16 2009 9:57 AM

Image Hosted by ImageShack.us
Saluti da Bologna!!
Datura from Florence

Datura from Florence



Nov 15 2009 11:39 PM

 e non mi dici niente degli aggiornamenti...???

spero tu ti farai perdonare..

scherzo. so che è un periodo di fuoco...

condivido qui la mia nuova ossessione e prossimo pezzo per il live


bacio gnugnesco

D.
RobertoPinetti VisualArt & VariaCreatività

Roberto Pinetti



Nov 15 2009 2:16 PM

Ciao. Grazie per la req..





La Botteghilla

Ilaria Bencivenni



Nov 14 2009 3:02 PM

Ciao! Grazie per la req!
fai un giro nel mio space, troverai fantastiche idee per regali natalizi!!^^
DADA

SImone GHELLI



Nov 9 2009 7:02 PM

Ciao, puoi leggere qui
 il quarto episodio del mio feuilleton politico "La banda dello Stivale, ovvero la Seconda Unità d'Italia".

Sul blog di scrittori precari sono inoltre rintracciabili anche i precedenti episodi.
Buona lettura!
CinziaLuigia

Cinzia Cavallaro
Online Now!


Nov 7 2009 10:54 AM

benvenuto a casa mia! quando è il momento dimmelo così il tuo libro non sarà solo a casa di tua zia!

 

Add Comment


©2003-2009 MySpace.com. All Rights Reserved.