~iL CiNEMA Di FEDERICO RIZZO~
Federico Rizzo nasce a Brindisi, ma trascorre la sua infanzia a Milano e fin da adolescente inizia a curare la sua grande passione, il cinema. Ha conseguito il diploma come perito tecnico cine-televisivo presso l'I.T.S.O.S. e come sceneggiatore cinematografico presso la civica scuola del cinema di Milano. È laureato al D.A.M.S. indirizzo Cinema di Bologna con una tesi su La cotta di Ermanno Olmi. Nella propria formazione ha avuto diverse esperienze teatrali, formandosi all'Accademia Comuna Baires, e televisive lavorando con i registi Giuseppe De Santis e Pupi Avati. Come regista e al tempo stesso sceneggiatore ha realizzato circa quaranta cortometraggi dall'età di quindici anni, fra questi sono da ricordare Milano violenta con Giuseppe Battiston, prodottto da Sky Cinema e La tunica che riceve il prestigioso premio Civis Video Awards del Parlamento Europeo di Bruxelles nel 2000. Ha realizzato come regista e sceneggiatore sette lungometraggi di finzione che fanno di un programmato "Decalogo delle giovani vittime".
Quella per il cinema è, per me, una passione antica che ha radici profonde che accompagna, anzi illumina i miei ricordi più lontani, più indistinti, più sfuggenti; il cinema è diventato subito non solo il mio compagno di giochi ed il mio amico, ma il mio linguaggio ed il mio modo di vedere. Cioè la mia ricerca e la mia domanda, il mio problema e la mia insonnia:
allo schermo, al quale mi rivolgevo, conferivo il potere di trasformare i miei sogni, la mia solitudine e la mia ribellione; gli chiedevo di dare grazia, solennità e potenza a tutto quello che sentivo e non sapevo ancora dire. Potrei dichiarare, senza timore, di aver visto tutti i films del mondo, cosi come si dice all'amata di volerle tutto il bene del mondo; ho visto tutti i films ed in ciascuno ho trovato la mia libertà e la mia intimità, il mio segreto e la mia giustificazione, il senso, cioè, la ragione per cui andare avanti a scoprire. Non sono disposto a fare selezioni nè gerarchie, a distinguere il cinema d'arte da quello pedestre, anche se so che vi sono differenze abissali tra film e film; non sono un intellettuale ed amo, indistintamente, tutti i film, per il semplice motivo che sento in essi un appello, l'appello alla mia libertà di percepire ed inventare.Se il cinema precede ogni mia presa di coscienza, se è sempre prima di ciò che la mia ragione discorsiva rende comunicabile e comprensibile, se è come il mio inconscio all'interno del quale io ritaglio i miei possibili, non voglio escludere alcun film dalla mia memoria che è per l'appunto la memoria di un linguaggio. Sarebbe riduttivo dire che il cinema fa sognare; credo, invece, che il cinema sia, esso stesso, sogno, cioè un linguaggio più ricco, più vasto e più generoso, che non si accontenta mai della realtà, ma ha la potenza di ampliarla ed elevarla e la magia di renderla desiderabile. Io mi lascio condurre per mano nel sogno di tutti i films, senza timore di perdermi, di smarrire la strada maestra, perchè sento che in quel linguaggio c'è sempre di più, c'è come la potenza del canto ed il canto ha la facoltà di rendere unica e sacra l'esperienza del mondo.
Federico Rizzo