F.I.C.A. VIII edizione
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Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale
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Italy
Last Login: 4/23/2007
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F.I.C.A. VIII edizione's Interests
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| Movies | Il cinema è la proiezione di innumerevoli immagini fisse, accostate a un sonoro. L'arte o tecnica della cinematografia consiste nella produzione di tali immagini.
Dalla loro proiezione progressiva si ha l'impressione di una singola immagine in movimento a causa della persistenza sulla retina dell'occhio umano di ogni immagine per 1/12 di secondo.
Sia per la realizzazione delle immagini che per la loro proiezione, le tecniche, i supporti, i mezzi a disposizione, sono illimitati.
Quando è realizzato con strumenti "economici" da non professionisti e non per professione, il cinema si può definire "amatoriale".
Dai suoi esordi ad oggi l'arte cinematografica come evoluzione, movimentata e sonorizzata, della fotografia (a sua volta inquadrabile per molti aspetti come evoluzione della pittura) si è delineata come una disciplina completa, con un linguaggio proprio, oggi da tutti codificato. Termini quali "film", "documentario", "effetti speciali" fanno parte di un unico mondo che si è venuto a formare spontaneamente, traendo gran parte della terminologia dalle arti più prossime come il teatro e la fotografia. Anche "festival" è termine di dominio pubblico che fa subito pensare ad una "sala", ad un "pubblico", ad una "giuria" e alla proiezione di una serie di "film" tra i quali verranno scelti i premiati, quindi a un "premio".
Come tutte le arti il cinema è libero e ognuno è libero di fare cinema.
Ma c'è qualcosa nel comune modo di pensare che limita questa libertà. Se dipingessi su una tela un paesaggio e lo mostrassi, nessuno penserebbe di dirmi che non è un opera pittorica. Se facessi ascoltare un brano da me suonato con la chitarra nessuno penserebbe che non è musica quella che sente. Eppure se mostrassi un film da me realizzato quasi tutti sarebbero pronti a dire che non è cinema o, come minimo, a sottolineare la distinzione fra ciò che ho fatto e ciò che viene proiettato comunemente nelle sale cinematografiche (quello è il vero "cinema"). Questa distinzione è relativamente recente, figlia dell'evoluzione del cinema "di massa" che segue regole commerciali e che viene percepito come diretto e degno prosecutore della storia cinematografica. Eppure un tempo questa distinzione non c'era. Chi faceva un film era automaticamente un autore di cinema, semplicemente perchè aveva avuto accesso ai mezzi tecnici per realizzarlo. Così come bastavano tela e colori per fare un'opera pittorica ed essere riconosciuto "pittore". Naturalmente ciò che portava l'opera ad essere apprezzata era il talento dell'autore, un talento naturale, in un campo artistico nuovo, inesplorato. Con la diffusione dei mezzi economici per fare cinema (cineprese, videoregistratori ecc.) è inaspettatamente nato (nella testa delle persone) un cinema che si è distinto in maniera piuttosto netta dall'originale, pur mantenendone le caratteristiche basilari e pur somigliando tantissimo al cinema delle origini. E' il "cinema amatoriale".
La definizione iniziale non è cambiata: proiezione progressiva di innumerevoli immagini fisse accostate a un sonoro. Ma a distinguerlo e, soprattutto, a considerarlo qualcosa di inferiore all'originale (a cui invece somiglia molto più dell'attuale "cinema") è stato il meccanismo mentale gerarchizzante di cui è imbevuta tutta la "società del denaro" in cui viviamo. Quel meccanismo diabolico per cui ciò che vale poco economicamente vale poco anche culturalmente e ciò che viene realizzato da un "incompetente" vale meno di ciò che produce un "competente" intendendo per "competenza" il titolo di studio. Secondo questa logica, l'assegnazione di una laurea a Vasco Rossi rischia di non dimostrare che anche un incompetente può creare qualcosa di qualitativamente elevato ma, al contrario, far credere a chi prenderà quel titolo di studio di aver acquisito la competenza per essere bravo a scrivere canzoni come Vasco. E pensare che lui l'aveva detto: "le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole...".
Il "cinema amatoriale" ha un altissimo potenziale, artistico e culturale, illimitato, devastante; è mezzo per esprimere, comunicare, comunicarsi, suscitare, ecc. ecc.
Libertà dell'arte e dell'artista e libertà di ognuno di essere artista e di fare arte liberamente.
Non è giusto chiedere all'artista di limitare la sua creatività, imporgli un linguaggio cinematografico obbligatorio o un "livello qualitativo" (che scaturisce da parametri lontani dalla definizione di cinema), un solo tipo di mezzi tecnici, una durata massima o minima, un tipo di traccia audio o di contenuti.
LIBERIAMO IL CINEMA!
Al Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale non si discute su come deve essere un film per essere accettato e messo in concorso. La logica della selezione, comune alla maggior parte dei festival, si giustifica solo con il desiderio di accontentare un pubblico di non conoscitori o di dare alla gente solo ciò che vuole o si aspetta di vedere (gente educata dai festival di cinema non amatoriale e dalla logica del "valore commerciale" di cui si è già parlato). Per questo il nostro pubblico, che dopo 6 edizioni ha capito cos'è il "cinema amatoriale", viene definito "d'elite" o "di nicchia".
Tutto ciò che rientra nella definizione di "cinema amatoriale" può partecipare
mostrarsi al pubblico, essere giudicato per quello che è, al pari degli altri, degno d'esser definito nel bene o nel male "opera d'arte cinematografica". Ci saranno opere "brutte" come esistono quadri brutti, opere "lunghe e noiose" come esistono canzoni lunghe e noiose, opere con contenuti positivi o negativi, di autori donne o uomini, giovani o vecchi, ecc. ecc. E quindi, utilizzando la terminologia cinematografica che è propria anche del cinema amatoriale, ci saranno "documentari", "fictions", "video musicali", "trailers" ecc. ecc. che poi, in base alla durata, classifichiamo come "cortometraggi", "mediometraggi" o "lungometraggi". Nel cinema amatoriale ci sono poi generi propri, non presenti nel cinema "di sala" ma che lo avvicinano più alla tv, soprattutto a quella recente dei "reality", ovvero i filmati realizzati per consumo "domestico": battesimo del bimbo, filmino di nozze, recita delle medie ecc. ecc.
Il cinema amatoriale è un mondo vasto e complesso.
Il Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale è nato per accoglierlo interamente.
Si tratta di proiettare ogni singola opera pervenuta e farla giudicare a una giuria indipendente, costituita da interessati "esperti" di cinema (amatoriale e non) o di arte in generale, perchè da una bonaria competizione nasca un maggior interesse per quest'arte, la voglia di far bene, di migliorarsi, il desiderio di imparare e insegnare, di comunicare, di divertire o inquietare...
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| Status: | Single | | Here for: | Networking | | Hometown: | Collebeato - Brescia | | Body type: | 0' 1" | | Zodiac Sign: | Libra |
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About me:
www.zonacinema.org
Il Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale (dall'acrostico ironico provocatorio di reminiscenza '70) è nato nel 1999 da un'idea di Piero Galli e Fabiana Zanola, in collaborazione con il gruppo giovanile Zona di Collebeato, per promuovere tutto ciò; che è cinema amatoriale, ovvero dilettantistico, non professionale, fuori dalle regole di mercato e dalle regole in generale; per questo "intercomunale" sta ad indicare un cinema "comune" e "fuori dal comune". Quindi l'apertura incondizionata al cinema amatoriale, inteso come tutto il cinema che non è "professionale" mette in gara il lungo filmato di nozze della cugina, accanto al videoclip di 30 secondi, l'horror domestico girato dal ragazzino di 13 anni accanto al documentario serioso di un collezionista di vasi cinesi… tanto per fare qualche esempio. Tutto questo bel polpettone di cinema "amatoriale" viene dato in pasto ad una giuria "illustre" ed affamata, composta da più o meno seri e competenti personaggi del cinema (amatoriale e non) e dell'arte in generale, affinchè premino i "migliori" suscitando polemiche, dibattiti, critiche ed autocritiche. Scopo primario del festival è il promuovere competizioni, collaborazioni, stimoli e influenze, esibendo il proprio ed osservando l'altrui, imparando ed insegnando, nel bene e nel male, nella gioiosa consapevolezza di far parte a pieno titolo del mondo del cinema, senza pensare che quello "amatoriale" sia un mondo inferiore di sfortunati imitatori dei "grandi". Ogni anno il pubblico risponde numeroso riempiendo il salone "la Serra" (oramai quasi inadeguato) e dando il suo fondamentale contributo, con fischi ed applausi, votando come giuria popolare, attirando gente nuova, divulgando il verbo…
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Who I'd like to meet:
YOU!
il 13-14-15 APRILE 2007 presso il Salone "LA SERRA", COLLEBEATO, Brescia
Programma (in via di definizione)
VENERDI' 13 APRILE
ore 21.00 cerimonia di apertura dell'VIII edizione (sigla)
ore 21.15 proiezione cortometraggi in concorso
ore 22.00 ospite il cartellonista Armando Bolpagni (con uno stuolo di ballerine del can can...)
ore 22.30 proiezione mediometraggi in consorso
ore 23.00 proiezione film retrospettiva
ore 00.30 chiusura
SABATO 14 APRILE
ore 21.00 siglia di apertura
ore 21.15 proiezione cortometraggi in concorso
ore 22.00 ospiti
ore 22.30 proiezione mediometraggi in concorso
ore 23.00 proiezione film retrospettiva
ore 24.30 chiusura
DOMENICA 15 APRILE
ore 16.00 apertura pomeridiana per spazio dibattiti, opere fuori concorso, ospiti minori, vendita/scambio materiale cinematografico, vincitori passata edizione.
ore 17.30 ospite Bloodbuster, negozio ed editore letterario specializzato in Cinema di Genere, Milano
ore 19.00 pausa
ore 21.00 sigla di apertura
ore 22.00 ospite d'onore lo scenografo e scrittore Enrico Job (marito di Lina Wertmuller)
ore 23.00 cerimonia di premiazione dei vincitori
ore 23.30 cerimonia di chiusura con proiezione opere vincitrici
LA GIURIA SARA' PRESENTE A TUTTE LE SERATE, VEDRA' LE OPERE, SI APPASSIONERA', VERRA' SCONVOLTA O DISGUSTATA IN SALA, INSIEME AL PUBBLICO.
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