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[gianni solla airbag]'s Interests
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Scrivere, jazz. Comunque non mi piace viaggiare. Davvero. Quando lo faccio è solo per TT, perchè le piace di muoversi, allora io le vado dietro. Fosse per me, io non prenderei nemmeno la tangenziale.
Music
Certo. Una volta l'ho ascoltata.
Movies
Television
Telefunken (in cucina), Samsung (stanza da letto).
Aquista on line senza pagare le spese di spedizione **Airbag**
Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d'ira ed è vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l'audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga i dialoghi, ne impara a memoria intere frasi e le usa per riconfigurare una propria nuova mappa emotiva.Viviana è obesa, e tutte le sere chiama il numero anti-violenza, sussurrando perché suo marito non la senta.Dal telefono al televisore di Maurizio: quelle telefonate diventano un'ossessione. Viviana diventa il suo Cristo con le bruciature di sigaretta sulle braccia, l'unica capace di redimerlo. La segue, ne traccia un profilo psicologico e, infine, si decide a incontrarla.Poi la morte del fratello di Maurizio, paralizzato a seguito di un incidente automobilistico, l'incontro con una squillo di lusso, il tango, i naziskin, una spirale di incastri narrativi. Airbag narra le storie così come non dovrebbero essere, un perimetro disturbante di parole a delimitare l'area di una vicenda scritta e vissuta interamente sopra le righe.
In tutte le librerie
Repubblica — 09 maggio 2008 pagina 22 sezione: NAPOLI
Il secondo è un romanzo di Gianni Solla, blogger partenopeo piuttosto noto e autore di una storia che illustra certe teorie della percezione, da McLuhan al cyberpunk, con un protagonista disturbatissimo a cui capita di intercettare, nell' audio del televisore, le conversazioni telefoniche di altri strani personaggi, a cominciare da una donna obesa picchiata dal marito, continuando con paralitici, squillo di lusso, ballerini di tango e naziskin. Il finale è un tributo a quelle mappe emotive e cognitive sballate fornite da città e luoghi freddi, privi di una comunicazione autentica, oramai sostituita dagli spersonalizzanti imperativi del virtuale. >>Marco Lombardi
Da il Corriere del mezzogiorno, 9/05/2008
Da Il Roma
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Mi chiamo Gianni Solla, 33 anni. Zoppico per finta quando attraverso la strada bloccando il traffico. Lo faccio solo per provocare il senso di colpa cosmico nelle persone. Raccolgo i punti del latte e i punti della benzina. Spero di vincere il borsone entro Ottobre. Ho studiato la chitarra elettrica per dieci anni ma ho sempre avuto problemi con il mi bemolle. Per suonare una canzone devo accertarmi che dentro non ci sia il mi bemolle. Anche il fa minore mi ha sempre dato problemi. Abito a Napoli in un quartiere più pericoloso della striscia di Gaza. Da piccolo le maestre dicevano che ero un bambino precoce mentre mio padre diceva che ero mezzo scemo. La partita è ancora aperta.
www.hotelmessico.net è il mio blog
Ho pubblicato delle cose: Seppellitemi con l'accappatoio - RGB - Maggio 2006, il libretto dei miei racconti che trovate nei punti Feltrinelli, Fnac oppure su IBS (e compratelo cazzo!). Vi metto pure la recensione uscita su Repubblica così non potete dire che sono un barbone. Poi "Watersex" antologia - Mondadori 2006 - presente con il racconto: Un paio di minuti buoni. Poi "Hard Blog" Antologia - Mondadori 2005 - presenti i racconti: Le puttane nella terra di Don Carlo, Naisa, Istèria, Biliardo, Neon, Storia precoce e poi "Uniform Sex" Antologia - Mondadori 2005 - presente il racconto: Bassa risoluzione. Sul numero uno della rivista "Toilet" presente con il racconto "Interinal sud side story". Ho scritto per "L'articolo" dove avevo una rubrica nella quale recensivo i siti web, e adesso scrivo su "Il Napoli" del gruppo Epolis, nella mia rubrica Airbag, tutti i Giovedi. E poi c'è sempre il mio blogazzo www.hotelmessico.net dove sono presenti le raccolte di racconti. Iscrivetevi al blog che sono contento così non vi devo citofonare a uno a uno quando scrivo una cosa.
Le mie cosce sono spesse quanto il torace di un bambino di Passaparola junior o del piccolo Lord. I capelli sono attaccati troppo in alto sulla fronte, gli occhi stretti. Non posso chiudere al porta del bagno con la chiave. Mia mamma me lo ha detto ha ripetuto mille volte. Lei vecchia, io così.
- Posso sentirmi male io, puoi sentirti male tu. Non chiudere la porta, lo so che sei dentro -.
Mille volte vecchia lei, mille volte io così. Allora devo fare veloce con il braccio adesso che lei sta dormendo sul divano. La fibbia dei pantaloni sbatte contro la ceramica della tazza, la tavoletta di plastica fa rumore. Veloce, veloce, stringere, vasodilatarsi, le cosce premono sulla tavoletta, la fibbia, la plastica del sedile, le mattonelle bianche, sborrare sulla fotografia di Erika, pulirsi con la carta igienica, alzare il pantalone, uscire dal bagno, piegare la fotografia, rimetterla dietro il termosifone del salotto in mezzo ai parallelepipedi di ghisa, veloce veloce, centoquaranta chili ma veloce, quattordici anni, non svegliare mia mamma che dorme sul divano, i capelli attaccati male, down down mi dicono nel palazzo, l’ha scritto quello del terzo piano nell’ascensore, ho paura dell’ascensore, ho paura dei cani, ho paura dei pipistrelli, non mi stanco sulle scale, Erika Erika, la fotografia l’ho ritagliata dal sorrisi e canzoni, la infilo nel termosifone del soggiorno vicino a quella di Mascia del grande fratello.
Di Erika ne ho parlato con gli altri spastici che la mattina stanno con me sul pulmino giallo. Lo ha detto mia mamma che sono spastico, ma a scuola mi hanno detto che non lo devo dire, che le mamme dicono certe cose delle volte, ma che spastico non si dice mai. Sul pulmino nessuno sa chi è Erika. Melania dice di essere la mia fidanzata ma tutte le mattine piscia su sedile del pulmino e grida. Enrico che è il guidatore del pulmino ha sempre un sacchetto pieno di segatura sotto i piedi. La sparge sotto il sedile di Melania, ma dopo sappiamo tutti di piscio di Melania. Mentre sparge la segatura deve fare attenzione a non toccare Luisa. Se qualcuno la tocca lei muore. Si butta a terra e si straccia la faccia con le unghie. Anche quando hanno ammazzato la mamma di Erika hanno sparso la segatura sul sangue che stava nel corridoio di casa loro. Forse hanno cosparso di segatura tutta la casa. Nessuno deve sapere quello che faccio nel bagno con Erika. Nessuno più. L’ho raccontato alla maestra Morena e al maestro Giacomo. Hanno detto che non devo farlo. Non si può, non si può. Adesso stiamo quasi a metà strada. Siamo su una strada liscia. Io appoggio la testa sul vetro e mi trema l’orecchio. Mi trema anche la pelle della fronte e sotto i denti. Conosco i nomi di tutti qua dentro, anche delle loro mamme. Conosco a memoria i nomi scritti sui citofoni del mio palazzo e quante persone ci sono in ogni casa. Vorrei guidare io il pulmino. So come girare e quale è il bottone per aprire le porte. So dove sta la segatura e come si sparge sotto i sedili se uno si piscia sotto. L’ho detto a Enrico, ma lui ha detto che non si può. Mi guarda sempre dallo specchietto e da quando gliel’ho detto dice che non posso avvicinarmi più a lui mentre guida, ma adesso deve per forza lasciarmelo fare. Mia mamma dorme da quattro giorni sul divano e si è pisciata sotto come Melania e io devo partire per andare a prendere Erika. Enrico deve anche spiegarmi la strada per Novi ligure.
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Alcune storie
Ventiquattro
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Altre cose sul mio sito Hotel Messico. Che poi non ho nemmeno capito perchè ho fatto sta cosa del myspace. Però adesso che capisco come funziona la baracca vi metto pure le donne pornografiche.
Who I'd like to meet:
Douglaus Coupland, David Sedaris, Lele Mora perchè farei le serate in discoteca a leggere le cose mie più che andare a lavorare, Il padre di mio padre, uno che adesso non mi viene il nome, un altro che non lo dico, e certi altri pure, ma senza esagerare perchè poi non mi ricordo mai i nomi.
È tempo di mettersi in ascolto. È tempo di fare silenzio dentro di se. È tempo di essere mobili e leggeri,di alleggerirsi per mettersi in cammino. È tempo di convivere con le macerie E l'orrore, per trovare un senso. Tra non molto, anche i mediocri lo diranno. Ma io non parlo di strade più impervie,di impegni più rischiosi,di atti meditati in solitudine. L'unica morale possibile È quella che puoi trovare, giorno per giorno, nel tuo luogo aperto-appartato. Che senso ha se solo tu ti salvi. Bisogna poter contemplare, ma essere anche in viaggio. Bisogna essere attenti,mobili, spregiudicati e ispirati. Un nomadismo,una condizione, un'avventura,un processo di liberazione, una fatica, un dolore, per comunicare tra le macerie. Bisogna usare tutti i mezzi disponibili, per trovare la morale profondadella propria arte. Luoghi visibiliE luoghi invisibili, luoghi realie luoghi immaginaripopoleranno il nostro cammino. Ma la merce è la merce, e la sua legge sarà sempre pronta a cancellareil lavoro dichi ha trovato radici eguarda lontano. Il passato e il futuro non esistono nell'eterno presente del consumo. Questo è uno degli orrori, con il quale da tempo conviviamo e al quale non abbiamo ancoradato una risposta adeguata. Bisogna liberarsi dell'oppressione E riconciliarsi con il mistero. Due sono le strade da percorrere, due sono le forze da far coesistere. La politica da sola è cieca. Il mistero, che è muto,da solo diventa sordo. Un'arte clandestinaper mantenersi aperti, essere in viaggio, ma lasciare tracce, edificare luoghi, unirsi a viaggiatori inquieti. E se a qualcuno verrà in mente, un giorno, di fare la mappa di questo itinerario; di ripercorrere i luoghi, di esaminare le tracce, mi auguro che sarà solo per trovare un nuovo inizio. È tempo che l'arte trovi altre forme per comunicare in un universo In cui tutto è comunicazione. È tempo che esca dal tempo astratto del mercato, per ricostruire il
Penso che scenderèi frettolosamente le scale di casa e senza dire nemmeno una parola andrei a comprare subito il tuo libro...e scoprendo che è esaurito sino all'ultima copia, ritornerei su e mi adrei a vendere l'apparecchio a silvio berlusconi...così potrebbe controllarci meglio!
..cercherò di procurarmi AIRBAG...ma se vuoi possiamo fare uno scambio..io ti regalo il nostro primo disco 'These days are blue' e tu il tuo libro AIRBAG..che ne pensi? -gio
Stanotte ho terminato la lettura di AIRBAG. Sono pagine che documentano una umanità straziante. I punti di contatto fra noi mi sembrano sempre più immediati. Ti ammiro e ti stimo col cuore e col cervello, bastardo!
La presentazione è andata molto bene, ci siamo divertiti, come al solito, a dispetto di tutto quell che si può dire sull'horror. Hai visto il book trailer sul mio sito? Lo trovi nella pagina dedicata al lromanzo. Il corriere domenica ha pubblicato una recensione niente male: definita "lo Stephen King napoletano", pensa tu... ;)
letto lo spezzone di racconto pubblicato sullo space..ora sono davvero curiosa di leggere un tuo romanzo per intero.visto ke antonio alfano ha lodevolmente commentato airbag finalmente so cosa comprare alla feltrinelli prossimamente. entusiasta della scelta d paolo benvegnù come sottofondo. inoltre mi sembra d aver capito ke sei un amico degli amici apolidia..almeno simpatizzante..ke dire, speriamo di fare presto la tua personale conoscenza. intanto t lusingo sentendomi onorata della tua richiesta di amicizia :P un abbraccio paola
ho appena finito di leggere Airbag... davvero bello... arrivato all'ultima pagina ero quasi dispiaciuto! complimenti Gianni! libro consigliato a tutti! antonio
Grazie per l'add. Ho letto i racconti che ci sono sulla tua home page e mi piace come scrivi, sia la forma che il contenuto. Un bella scrittura frenetica e movimentata, mi sa che appena riesco passo in libreria a prendere airbag. Complimenti ancora.