La moda arriva al corpo. Attraverso la moda io ritorno nel mio testo come farsa, come caricatura. Una specieMood: contemplative
Posted at 9:50 PM Dec 18, 2009 view more
ASTRATTO DINAMICO - LORENA MELIS 2009
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BELLEZZA...........vergine ogn'ora inviolata
Lo stupore divertito della sera
salta nella luce radente
con le rime di un sorriso
sui monti azzurri.
Le carezze carnali,
di violino sul cuore
lacerano la pelle
sognando perdizioni di suoni
in onde dolcissime danzate
in vergogne soavi di rosa
nella pelle nudissima
Altri sensi inventati
nel segreto di un antico orfonatrofio
dietro un confessionale
bagnato di disperazione
del peccato mai commesso
in una cappella di dolore inascoltato
schiantato di nostalgia
trovare le radici di un destino
che non è dato presagire
ma di abbeverare ognora
le sue vene di ambrosia
Tastando il polso
ad un cuore pulsante
senza requiem
lavorando nel sangue
lasciando i divertimenti agli sciocchi
che passeggiano
in una cieca folla
di rientri
all'ombra di una casa morta
senza nome alla porta
La voce degli uccelli
incorona il tempo
scolora vanisce all' orizzonte
in ori inumiditi di turchini
Nel suono prolungato della sera
che insiste a suonare
nella cassa di un tuono
si deponga il relitto
dell' ultima supremazia
nel vascello dei fantasmi perduti di una vita...................................................
che solcherà
l' acqua del placido oblio
Taci.............sii lieve come un sorriso
Odi
gli spiccioli di una preghiera
tintinnanti in uno zampillo di fontana
che dicono amami
senza chiedere oltre al desio
salta indomito
nel destriero fiero del cuore
ti porterà dove la terra sprofonda
in pianto di gioia senza perché
Vedrai i sussulti della vita
che bagnano di brina e rugiada
i gigli di un campo stregato
Perdona l' invadenza
all' ardore arboreo
che avanza esplodendo
in succhi amari
infiondando
ogni perdizione di esistenza
nel bassa marea dei relitti.
Il guado potente della passione,
che prima di spirare
ha ardori scintillanti
che incendiano l' universo,
che erutta calda lava
sull' osare indomito
di un purosangue incantato
che corre schiumando felice
lungo la rena tra le onde
Innalza templi
ai sussulti dell' anima
e della pietra millenaria
che tenace consente storia
in crittogrammi di memoria
silenziosi e solenni
Vedi
il roseo sfogliare della carne
intessuto di arterie
che danza
sulle punte di un cielo nuovo
ogni volta rubato
all' immortalità della bellezza
ogn'ora vergine inviolata
ignara delle supremazie
del tuo scandalo alla terra
Homo homini lupus
...................................
Norma Lorena Melis
h.7,53 nei giorni 23 -24 settembre 2008
LE CATTEDRALI DEL CAPITALISMO
DISTRUGGONO LA TERRA.
LASCIANDO LE ROVINE
CIMITERO DI MORTE TOTALE
ALLA RESPONSABILITA' DEL FUTURO
SULLE SPALLE DI FIGLI E DISCENDENTI.
BRINDANO SULLA TESTA
DELLE RISERVE INDIANE
OPERAIE DELLA VITA.
IL DENARO DEL CAPITALE
NON SERVIRA'
MAI PER RIPULIRE LA TERRA
DALL' INQUINAMENTO.
MA FARA' NASCERE UN NUOVO INFERNO
COMPRANDO A BUON MERCATO IL TUO BISOGNO DI PANE.
.........................................................
NON SI PUO' CONTINUARE
A CHIUDERE LE PORTE DELLA NOTTE
DIETRO LE NOSTRE SPALLE
______________________Norma Lorena Melis 2008
ORIZZONTE SPIRITUALE di Norma....Lorena Melis
PAPAVERI DEL CUORE..Norma ...Lorena Melis 2009Artista visivo, elaboratrice di immagini pittura, grafica, fotografia. Poesia, indagine sui suoni, metrica della natura, filosofia estetica ed etica. Pubblicista
BUIO ..OLTRE LA NOTTE..Norma...Lorena Melis 2009
SONO UN PITTORE E UN POETA. STUDIOSA DI FILOSOFIA, AMANTE DELLA MUSICA,
DELLA TERRA, DEI MISTERI DELLA VITA, DEL MISTERO DEL VERO, DELL' ETICA,
DELL' ESTETICA, DEL SOCIALE, DELLA POLIS...........IL MISTERO DI CHIEDERSI SEMPRE TUTTO...... NIENTE PIU' E TANTO DI PIU'
Uno di questi secoli scriverò il mio curriculum...................................................................................................................
Magari aprirò un altro space per non mortificare questo con l' Aristocrazia del mio nulla....
PAESI DEL' ANIMA ..Norma..Lorena Melis 2009
Nacqui in pianto urlato e desiderio d' amore mai appagato. Ho invocato fin dai primi passi nomi di essere e di esseri che non conoscevo,
dapprima, nuotando in un ventre di donna che mi ha insegnato a chiamarla mamma. Nel suo ventre ho pianto e poi in un dopo di infanzia; dal primo passo al caldo del cuore fino a trovare l' immagine dell' estranea, di lei.
In lei, madre, in lei a trovare, dapprima balbettando, poi man mano la coscienza giungeva al risveglio, il significato di esistere. In lei ho scritto
i primi sensi, la decifrazione delle prime parole connotanti, il verbo. In lei, i primi occhi, la prima carne indagata, la prima carne divorata, bevuta,
graffiata lacerata con bestialità e possesso cercando assenso e complicità d' amore nel durare e perdurare del fiero pasto.
Giunsi, poi, alle braccia di mio padre: qui ho appreso la libertà, il nomadismo insoddisfatto, il fallimento, il disincanto, la passione e l' ottusità della violenza, l' umiltà del lavoro la fede nel pane il sacrificio dell' applicazione alla vita di chi ci si dedica con fede d' amore.
Mamma e papà come vi chiamavo e vi chiamo, unione cercata e trovata che si materializza nel fluire della vita immensa e nell' immissione di una goccia, io, che cerca di unirsi alle altre per immettersi in oceano.
Ancora qui, attraverso gli anni, i mesi, i giorni, le ore e gli elettroni del tempo ad imparare e di imparare non ho smesso.
Tutto il giorno, tutti i giorni nei troni luminosi della terra e nel suo oceano di anime vaganti, volando ma anche soltanto umilmente strisciando,
mi arrocco e prendo il mio posto...con la prepotenza della vita e la coscienza della mia nullità.
In Dioniso e Apollo ho riposto la mia fede. Norma Lorena Melis Maggio 2008
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CHI SONO?
L' INSANO INGANNO DI COMPRENDERE: "Conoscersi è errare, e l' oracolo che disse "conosci te stesso" propose una fatica più grande di quelle di Ercole e un enigma più oscuro di quello della sfinge. Disconoscersi coscientemente è l' utilizzazione attiva dell' ironia. Né conosco nessunaltra cosa più grande né più propria dell' uomo, che è davvero grande, nell' analisi paziente ed espressiva dei nostri modi di disconoscere il registro cosciente dell' incoscienza delle nostre coscienze, la metafisica delle ombre autonome, la poesia del crepuscolo
della disillusione...." (F. Pessoa)
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La nebbia, umida armonia,
rapisce il cielo senza stelle
per consegnarlo al silenzioso mattino
innervando di luce le case
le città accoccolate sui colli
digradanti al mare
segnate in aperture azzurrate.
La luna sopita su una nuvola pigra
emigra oltre l' orizzonte,
la rabbia di ieri,
belva indomita, insanguina il cielo,
che attende il caldo
di un avaro sonnolento sole invernale
a cavallo di un lampo .......
Lacerando le camicie di forza
di un oscuro medico dell'anima
ho bevuto tutto il veleno
di un cimitero smarrito nei campi
fiori appassiti che scagliano ancora colore
vite disperate immolate al salario
additato da croci di mani serrate
mute sul petto della storia.
Calvari di dolore scherniti
da una folla divertita all' autoscontro
e lanci in rete di una palla goal
seguita come una vittoria della razza.
Ed altari dove si consumano i pasti sacri
in beatificanti cori di buontemponi
con la voce schiarita dall' ultimo vizio
L' eroe fallito da impalare è servito
nella mensa imbandita di una pubblicità ridente
con prosopopea di buon esempio....
Rilassati... è l' ora della compressa di piacere.
Ed il giorno nasce dolente
scorrendo sul mare
con riflessi motiplicati di rosa,
uccelli raminghi
carpiscono la preda
................................
L' incantata mattina
sorride sulle pianure
deliziate di morbidi verdi
trapunti di cardi selvatici.
La pioggia batte forte.. ininterrotta..
plissando cartacce.. tracimando fango
danneggiando muraglie di divieti,
zampillando sul mare, correndo nel vento
in laghi di pozzanghere che trascinano rifiuti
su rotoli di asfalti di fumo e semafori
agli ordini dei robot telecomandati del giorno.
Rapisco l' anima agli sguardi di figure
che danzano gesti su auto che eruttano
disgusto e assenza.. mimanti disgrazie
rovine di burattini... imbastiti in progetto
.............................................................
Giorno smarrito nel viale dell' incapacità
sull' amore che sognano di dare al denaro,
al primato.. alla tariffa di una vacanza
al carro funebre della fine in agguato.
Trovo la via di fuga nella rabbia
di una tomba chiusa senza aria
squarciando le grate della cella
decollando su arterie di corrente.
Suadenze d' angoscia armonica
dolcemente flautatate sulla pelle,
fiorita di pori che stillano malto di grano
per incontrare l'abbraccio disperato
e rotolare nel tepore di carne.
Nell' inverno.. a caccia raminga
della caverna dell' anima
dell' imbuto del vento
della morte scomposta
che fugge con ali difarfalla
E.. l' umanità mendace la scopri
nei ratti continui senza grazie
con innata voglia di uccidere....
con forte volontà di potenza
vanitas della merce.
Imbonitori di onestà senz' anima
luciferi presuntuosi smarriti
in un solo desiderio: essere dio.
Chi trova l'anima della povertà
è seviziato dal più astuto.....
Disertiamo
DISER...........TIAMO GLI ALTARI DI DIO
DEGLI SCHIAVI... E DEI LORO PADRONI
...................la vita ha bisogno di noi
Norma Lorena Melis
addì 15/XII/2008
NIGHT IMMENSE...Punto ..Notte..Norma...Lorena Melis 2009
LA NUIT D' HIVER- Norma..Lorena Melis 2009
Lorena Melis
Lorena Melis
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Donatien Aldonse Louis De Sade
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