About me: Vercelli,1 luglio 2008
COMUNICATO STAMPA: DENUNCIATI PERCHE’ ANTIFASCISTI!
Siamo colpevoli di essere antifascisti, siamo colpevoli di aver cercato di contrastare un evento in città in presenza di neofascisti e razzisti di tutte le salse, siamo colpevoli di non gettare fango sulle donne e gli uomini che hanno combattuto per difendere le proprie terre dall’occupazione nazi-fascista e dalla dittatura stessa. Eccole le nostre colpe, eccoli i nostri reati… ebbene sì 5 attivisti sociali delle/dei Giovani Comuniste/ e del csa Mattone rosso sono stati denunciati perché rivendicavano il diritto di resistenza e all’antifascismo. Denunciati perché cercavano di impedire lo svolgimento di una manifestazione “culturale” con gli ideologi della nuova destra fascista.
Noi ci ricordiamo però in quel giorno gli applausi di signori e signore anziane/i che guardavano con incredulità l’accerchiamento poliziesco agli antifascisti ed alle antifasciste, noi ci ricordiamo benissimo che vercelli è antifascista e lo ha ricordato innumerevoli volte, queste accuse arrivano proprio addosso a dei militanti che in questi anni in città si sono caratterizzati per la loro azione sociale.
Il clima è irrespirabile, questa non è la prima volta che si cerca di utilizzare la magistratura contro chi cerca di costruire un altro modello di città, si sta cercando di attaccare i movimenti sociali e le loro pratiche di comunicazione e lotta politica, si sta cercando di fermare chi sta navigando in mare aperto per salpare su un altro mondo possibile, le denunce agli attivisti antinuclearisti, le condanne ai ragazzi e alle ragazze che liberarono uno spazio sociale (l’ex ipai), la denuncia ad un fratello di movimento che contestava il ministro fioroni insieme ai collettivi studenteschi, i vari controlli ed appostamenti ai militanti ed alle militanti più giovani sono la cifra della reale repressione che si sta instaurando in città.
Le denunce, le intimidazioni, le condanne che pesano su di noi, di certo non ci faranno fermare, anzi pensiamo che l’attacco diretto ai movimenti autorganizzati sia il reale obiettivo del potere, queste pratiche che si riversano sulla nostra comunità politica non sono null’altro che l’attacco ai punti di riferimento delle rivendicazioni sociali in città, non a caso questa ultima denuncia collettiva arriva dopo la nascita in città del network sociale vercellese che sta cercando di costruire mutualismo popolare, controinformazione e conflitto sociale dentro un quartiere popolare come l’isola.
Venerdì 4 luglio organizzeremo un aperitivo antifascista con conferenza stampa presso il circolo peppino impastao in via foa 36, una giornata di solidarietà ai denunciati ma anche di memoria ed azione antifascista, durante la giornata verrà proiettato nazirock un documenntario di claudio Lazzaro che parla dello sdoganamento delle nuove destre in italia.
Il nostro reato è essere antifascisti?
denunciateci tutt@!
Network sociale vercellese
Giovani comuniste/i
c.s.a. mattone rosso
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
tutt* alla MayDay!!!
la cospirazione precaria invade la metropoli!
per info:
3488109298
giovanicomunistivc@libero.it
oppure contattaci direttamente da myspace
Siamo ragazze e ragazzi che si muovono in maniera reticolare all'interno delle istanze della società, viviamo nelle contraddizioni sociali per superarle.
Siamo un'agenzia sociale per i conflitti e le vertenze sul territtorio.
I nostri strumenti sono i nostri corpi e la nostra creatività, pratichiamo insubordinazione creativa con la nostra vivacità e i nostri colori che contrapponiamo al grigiore del palazzo.
creatività sociale vs potere
..
OGNI 2 SETTIMANE APPUNTAMENTO FISSO AL QUARTIERE ISOLA!
Who I'd like to meet: ..
giovani comuniste/i vercelli's Friend Space (Top 12)
« Prima, vennero a prendere i comunisti, e non dissi nulla perché non ero comunista. Poi, portarono via gli ebrei, e rimasi in silenzio perché non ero ebreo. Dopo, arrestarono i sindacalisti, ma tenni la bocca chiusa perché non ero sindacalista. Alla fine, vennero a prendere me, ma non c’era più nessuno che potesse dire qualcosa. »
Martin Niemoeller (1945)
« Dimenticare significa perdere l’eredità di una lotta che è ancora inconclusa. Non dimenticare obbliga a comprendere, a smascherare, a continuare quella lotta. Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi. »
se vuoi darci una mano copia il codice che c’è nella nostra pagina…. avrai sempre il nostro banner aggiornato con i concerti della settimana! ;-) SE VEDI ANCORA IL BANNER VECCHIO FAI UN "REFRESH/AGGIORNA" SUL TUO BROWSER!
LE PICCOLE IENE via spianata fiera,3 Romagnano Sesia (NO) --a due passi da milano, torino (metà strada) e varese e facilmente raggiungibile in autostrada: uscita casello ROMAGNANO SESIA, poco fuori ci siamo noi!--
CIAO BAGNA Matteo, "Il Bagna", era un ultras, membro dei Boys Parma 1977. Era un giovane di 27 anni, con una famiglia, un lavoro e tante passioni. Tra queste c'era il Parma Calcio. Seguiva la squadra in casa e in trasferta e partecipava attivamente al tifo. Oggi pomeriggio Il Bagna è morto. Si è spento in un autogrill, tra gli sguardi sgomenti dei suoi fratelli. Non rivedremo più il suo sorriso timido; non sentiremo più la sua voce amichevole e sanguigna. Qualcosa di caro, a cui eravamo abituati, c'è stato repentinamente sottratto. E adesso ne sentiamo la feroce mancanza. E' il momento delle lacrime e del dolore. Per la sua famiglia, per i suoi amici, per i suoi cari. Ed è il momento del rispetto e del silenzio, per chi ha un cuore e una coscienza. Ma alcuni non si fermano neppure davanti alla morte. Stravolgono i fatti, e una giovane vita spezzata, grazie a mille menzogne, diventa il mezzo per supportare teorie, fare audience, inventare scoop. Un'opera di disinformazione che arriva al più becero sciacallaggio. S'è parlato di catene, spranghe e bastoni. Ma né noi né gli juventini eravamo armati. S'è parlato di scontri e di tafferugli, ma le due fazioni non si sono date battaglia. S'è parlato ancora di tifo violento e di voler sospendere le trasferte dei tifosi, ma Il Bagna non è stato ucciso da altri ultras, è morto sotto le ruote di un pullman. Un altro fatto di sangue, ma l'ultras non è il carnefice. E' la vittima. Si rispetti la verità, si rispetti la memoria di un ragazzo che non c'è più, si rispetti il dolore di chi a Matteo ha voluto bene.