Cantautore, chitarrista, poeta, scrittore, Giovanni Peli è nato a Brescia nel 1978. Ha pubblicato la raccolta di terzine "Informazioni fiammanti" in "Meccano", Arpanet, Milano 2004, e il romanzo in versi "Il Principe, il Bibliotecario e la dittatura della fantasia", Edizioni di Latta, Milano 2008. E' librettista dei compositori Antonio Giacometti (fiaba musicale "Volevo un foglio", radiodramma "In memoria di Pier Paolo Pasolini" ed altro: www.a-gicometti.it) e Mauro Montalbetti (l'opera da camera "Lies and Sorrow" ed altro: www.mauromontalbetti.it) e paroliere di Paolo Cattaneo (gli album "L'equilibrio non basta" del 2007 e "Adorami e perdonami" del 2009: www.paolocattaneo.it). Sul sito www.giovannipeli.it è possibile trovare informazioni più dettagliate e scaricare gratuitamente canzoni, racconti e poesie.
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“Sembravi proprio Lui”/
come un’innamorata dice all’orecchio/
la suora alla tua barba finta.//
Tu che volevi imparare a recitare/
e sei infine diventata mia madre.//
Quanti capelli avevi/
da caro Gesù che eri?//
E tu? Che non mi vuoi mai più?/
Finalmente non-madre non-angelo/
non ti sovrapponi, né concava né convessa tu/
e i capelli come nella canzone di Dalla/
sono troppi quindi infidi./
Non so odiare./
Allora corro nelle voci di Dalla e del buon Gesù/
e sbatto la porta della stanza delle bugie/
infine ti sfondo ancora senza godere/
la tua anima di vetro perduta.
Sounds Like
Dalla tua parte qualunque essa sia/
salvo cento anime almeno la mia/
passa in grappoli di note e nei fiori.
Piangerebbero iride le nuvolette/
in questa camera chiusa con dentro/
il suo freddo mentre impariamo/
a declinare le ore del giorno./
Nel vuoto sempre più arrossito/
basta chiedere per essere felici/
essere l’ombra che si allunga/
disegnata a quest’ora sul cemento/
mentre si aspetta il male che non viene/
quando il cielo dura meno di un giorno.
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Dormi e giochi dormi e giochi ed io più/
vicino di così non posso mica/
stare un giorno intero nuvole matte.//
Dietro la narrativa russa il gatto/
a volte quello che serve è aspettare/
non che dorma ma la notte è più lenta.//
Non facevi che ripetermi quello/
che so e io a negarlo per non ingannarti/
sono stato come adesso che non parli.//
www.myspaceeditor.it
Presentazione di Jean-Luc Stote di Radio Onda D'Urto: Giovanni Peli
ha la classica sensibilità da scorticato vivo…. Anche qui, è il rapporto con la vita sociale che crea problemi. Si vive in un mondo in cui la sensibilità viene considerata una debolezza…un mondo in cui persino l’orrore è stato banalizzato… E si sa, per chi rifiuta di diventare un lupo in mezzo ai lupi, la vita si fa sempre più aspra, il divario sempre più ampio. C’è il paradosso paradossale, che rasenta spesso l’assurdo di chi ha necessità di dire e di essere ascoltato…. e non è nemmeno sentito (“Guarda hai una banana nell’orecchio”…risposta: “Scusa non ti sento… ho una banana nell’orecchio!) Incomunicabilità….
E’ personaggio apparentemente complesso. E’ in realtà essere vero, pieno di dubbi, di lacerazioni, con la necessità di andare fino in fondo di tutto, anche se non è bello, anche se fa male. E’ personaggio apparentemente complesso che ha scelto di esprimersi attraverso la canzone ma non solo la canzone, come se volesse esprimere le proprie emozioni in più lingue… linguaggi...Si dichiara Poeta e Poeta è…. “A l’école de la poésie, on apprend pas… on se bat…” Il verso (sbilenco) è di Léo Ferré… Giovanni Peli ne è l’illustrazione….
E’ personaggio apparentemente complesso… E’ semplicemente una fontana di acqua purissima in perenne lotta contro... ma per.....
E' disponibile il cd "In memoria di Pier Paolo Pasolini" di Antonio Giacometti, su mio libretto, con la collaborazione di Mauro Montalbetti, il Trio Giuliani, e gli attori Daniela Stanga e Lorenzo Ricci.
E' troppo complicato per me questo my space! come vedi non lo so usare... ne approfitto della scoperta di questa funzione per sperimentare con te nuove applicazioni, come nella vita! ti abbraccio (moorning)!TRA POCO PARTIAMOOO! I LOVE YOU!
Quando ti viene a prendere la vita strappando e stringendo sembrava impossibile crederci ricucire dagli astrologi trovare conferme poter perdere l'anima in un corpo restare indifeso e divino. Dunque i nomi come il pane in un sacchetto selezionati vanno attribuiti alle cose ancora e sempre e vita avvalorata non è solo un nome o un ingranaggio ma sei Tu avverata non è solo la profezia ma sei Tu l'anima è perduta ma la tieni Tu e dio come ogni uomo finalmente sono anch'io.
Un amore fiorito tra le parole tre neruda e i sospetti un amore di bugie non ancora pronunciate scoppia sotto la pelle e mi arrende.
Dolce ed impuro sguscio fuori da me così passano i giorni e lei mi lega col suo detonatore di carne e mi sento dio e vivo per lei.
Poi ci siamo detti “per sempre” perché giurare fa bene non è questione di legami o catene. E mi ritrovo ad avere speranze sogni e opinioni da guscio vuoto che ero.
Ora cerco il mio modo di stare con te di sbagliare e spogliarmi e ricucire di vivere sbagliare e aprire le braccia e gli occhi e non mentire.
Restiamo insieme ma non è questo che ti voglio dire, ora sono vivo e ne ho motivo Da quando sono due persone il passato ha senso, conosco ciò che voglio ma mi sorprenderà.
Di volo in volo quando il tempo altro non era che smorfie da fitte in pancia, di verde in verde su bianco cielo e bianche lenzuola quando altro vivere non era che sparire.
Di volo in volo adesso dispiego ogni minuto tutto mio e delle Tue ciglia l'impazienza e il tedio uccisi e il languore, del tempo tutto mio e delle Tue gambe da foglio accartocciato che era.
La polvere sul sonno dei libri
la foto nuova sul desktop
quel frammento d'amore che hai ingrandito Tu
e le stesse cose
che erano invadenti e ingombranti
racchiuse e protette senza interesse
dalle quattro mura mai mie
sono cambiate in questo vortice
sono carezze, da tagli di lame che erano,
ed io, che sono due,
mi riunisco e mi compatto,
mi includo e mi comprendo.
Tu folgore che crei dal niente
che sbrogli ciò che si involve
vieni a toccarmi il vuoto
che in pieno evolve.
Sarò il tuo uomo e la tua donna
sarò tua madre e tuo padre
il tuo amico il tuo ex.
Sarò il tuo bambino e il tuo mostro.
Sarò il tuo corpo.
Sarò un oggetto:
un vibratore, un mantello
un anello
un pannello solare
un tasto del tuo cellulare.
Turpe come un serpente,
impenetrabile e assurdo
come un gatto nero
fedele e puntuale
come un cane pastore,
puro come un cigno.
Sarò i tuoi due soli
sarò le tue due lune
sarò un albero con le radici in cielo
sarò un fiume di latte e miele
che in salita procede:
sarò tutto ciò che di impossibile
la mia dea crea.
Nel quartiere lui era un uomo problematico ma generoso. “Tutti gli volevano bene a tuo nonno”.
Un giorno come tanti esce col suo cappotto blu. Torna senza e tutti credono che l’abbia dimenticato in giro perché lui tra quegli appartamenti tutti uguali cambia la luce negli alveari, ogni cosa era inutile, lui doveva avere tragica malinconia e nessuna dignità.
Invece la verità non andava ricercata dentro alla follia: “L’ho dato a uno che non ce l’aveva”.
Io ce l’ho, questa scena in bianco e nero di lui completamente ghiacciato che torna senza cappotto nell’inverno di una notte, l’aveva messo come una coperta al barbone lì nascosto male all’angolo.