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Chi siamo
Il Gruppo Kuoiwo è, per l'appunto, un gruppo di ricerca nato in seno alla cattedra di Antropologia Culturale del prof. Massimo Canevacci, facoltà di Scienze della Comunicazione (La Sapienza). I componenti: Flavia Kremer, Giuseppe Romano, Maria Elena Indelicato, Giuseppe Birardi, Paolo Sutera, Marika Onofri, Riccardo Esposito, Federica Scrollini, Luca Spano, Martina Leo.
We experiment new routes through the anthropological research and didactic skills too. A lot of things were made, and a lot of things will start now. In May there will be a performatic workshop about the etnographic research we've made during the last December in Brazil. This space is full of life, activities and electric thoughts that explode everywhere. It requires a lot of space and work.
Lettera aperta per la Facoltà di Scienze della Comunicazione
dell'Università "La Sapienza" di Roma
Massimo Canevacci
Le nuove scelte didattiche della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università "La Sapienza" mi impongono di rendere pubbliche alcune perplessità, poiché, a fronte di un'indubbia crisi dell'ordinamento triennale, si è deciso di ristrutturare l'ordine degli studi secondo una visione della comunicazione restaurativa e schiacciata sull'esistente.
In tal modo, la scienza della comunicazione rischia di ridursi a una preparazione professionale di taglio giornalistico; le connessioni sperimentali e trans-disciplinari con quanto emerge nella comunicazione digitale (estesa tra design, architettura, pubblicità, performance, musiche, moda, arte ecc.) spesso risultano incomprese, "non controllate" o neutralizzate in "tecniche"; e vengono ignorate, di conseguenza, quelle ricerche che stanno tentando modificare paradigmi espositivi, composizioni espressive, narrazioni multisequenziali.
Tale tendenziale rinchiudersi della comunicazione dentro un giornalismo asfittico e un'apologia dei media impoverisce la Facoltà, trasforma i docenti in funzionari dell'"industria culturale", addestra gli studenti alla rinuncia all'innovazione e all'assenso disciplinato, chiude alle nuove professionalità che attraversano visioni, stili, linguaggi, è indifferente alle prospettive che nelle università estere da tempo vengono applicate in questo ambito (si veda il ruolo dell'antropologia culturale nei Media Studies in tante università estere - MIT, Humboldt Universität, Escola de Comunicação e Arte). Tutto questo rischia di configurare provincialismo disciplinare, endogamia mass-mediale, diffidenza dell'emergente, sottrazione delle potenzialità digitali.
La materia che ho insegnato per più 20 anni – Antropologia Culturale, materia fondamentale per gli studenti di primo anno – è stata soppressa, mentre a Roma, in Italia e ovunque, sarebbe necessario moltiplicare le ricerche con questo orientamento, per contrastare le pericolosissime onde razziste, le chiusure localistiche, i decisionismi verticistici, le grettezze mediatiche.
Si è preferito, invece, puntare su materie "classiche" (diritto e storia), eliminando la prima delle tre discipline fondamentali delle scienze sociali (antropologia, sociologia, psicologia). Il docente che la insegnava viene "esiliato" al terzo anno del corso di laurea di Cooperazione e Sviluppo, con una materia denominata Comunicazione Interculturale. Già nel titolo del corso si esprime la continuità di un dominio neo-coloniale dell'Occidente verso un mondo "altro": che la "cooperazione" sia focalizzata a dare aiuti economici ai laureandi e ai rispettivi Paesi di residenza, piuttosto che all'"altro", dovrebbe essere ormai evidente; e sulla critica al concetto di "sviluppo" sono stati scritti così tanti saggi prima e dopo il '68 che è noioso solo ricordarlo. Quindi si crea una materia come Comunicazione Interculturale, che fin dal nome rafforza chiusure identitarie e culturali, regressioni scientifiche e formative, che purtroppo appaiono in sintonia con quelle politiche da "lega romana" adeguate al clima imperante, in cui un cattolicesimo appiccicoso cerca di controllare governi e opposizioni, atenei, facoltà, docenti.
I riferimenti cui la mia cattedra si è ispirata sono collocati, tra gli altri, nel filone antropologico inaugurato da Gregory Bateson: che, a partire dalle sue ricerche anticipatrici a Bali, hanno permesso di elaborare il doppio vincolo, concetto tra i più straordinari applicato sia alla comunicazione "normalmente" psico-patologica che ai mass media nascenti; fino alla sua collaborazione con Wiener per le primissime ricerche sulla cibernetica. Anziché dedicarsi a santi e madonne, processioni e proverbi – temi troppo spesso esclusivi nell'insegnamento di questa materia da noi – la ricerca antropologica di Bateson si inserisce nei flussi già all'epoca emergenti di comunicazione, tecnologia, alterità.
Infine, questa lettera non rivendica nulla di personale (vado in pensione dal prossimo anno e lascio quindi questa Facoltà). Essa esprime un posizionamento politico-culturale che individua, nella crisi crescente e apparentemente irreversibile della Facoltà di Scienze della Comunicazione, un problema su cui indirizzare la riflessione critica nell'interesse di docenti, studenti, impiegati: di chiunque viva e respiri l'aria di un'università che cerchi di dare senso ai futuri possibili e non si limiti a replicare il peggio dei presenti mediatizzati.
ps. stanno arrivando delle belle mail... vi ringrazio tantissimo e sono molto commosso...se volete postare queste volte riflessioni, potete farlo su: http://meltemieditore.blogspot.com/2008/06/ricevo-e-molto-pi-che-volentieri-posto.html#links
Gruppo Kuoiwo Web Tv
Inizio del seminario "Frammenti etnografici"
L'antropologia contemporanea propone un esercizio etnografico dialogico e soggettivo. Propone un incontro con l'alterità né definitivo né esauriente. Con queste premesse un gruppo di dieci studenti è partito per incontrare i Bororo, indigeni brasiliani del Matogrosso. Il risultato di questa esperienza etnografica è stato il concretizzarsi dei sentimenti di spaesamento e stupore da parte sia dei Bororo che degli studenti mettendo in evidenza i punti critici dell'antropologia contemporanea.
L'obiettivo di questo seminario è duplice : raccontare ed analizzare l' esperienza sul campo e fornire gli strumenti necessari per un approccio all'etnografia.
Il seminario si articolerà nei seguenti focus:
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Soundscape, posizionamento e mito
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Etnografia ed emotività
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Identità ibride / donne e rito
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Fotografia: occasione di auto ed eterorappresentazione
Come elaboato finale gli studenti dovranno, dopo un'esperienza sul campo a Termini, produrre un elaborato audiovisuale. Il seminario inizierà Martedì 6 Maggio. Per maggiori informazioni visitare il nostro sito e/o la cattedra di antropologia culturale del prof. Canevacci (Scienze della comunicazione, La Sapienza).
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Nuovo layout di Zon/a
Ecco il nuovo logo - termitaio di Zona, con il quale si apre un totale cambiamento grafico dell'intero sito. Stay tuned!
Siamo partiti da Roma il 5 dicembre 2007 e, dopo cinque giorni trascorsi a São Paulo per mettere a punto gli ultimi dettagli, abbiamo affrontato un lungo viaggio – prima da São Paulo a Goiânia in aereo e poi da quest’ultima a Barra do Garças a bordo di un camioncino – per giungere l'11 dicembre nei pressi dell’aldeia Bororo. Durante il nostro periodo di permanenza (cinque giorni) sul campo abbiamo raccolto materiale visivo e sonoro, redatto i diari di campo, imbattendoci nella complessa riflessione relativa alle conseguenze del colonialismo nei confronti delle culture indigene e sulle loro posizioni rispetto al resto del mondo. Infine abbiamo avuto la possibilità di visitare una seconda aldeia, quella di Meruri, più vicina all’influenza dei missionari salesiani, che nel Mato Grosso svolgono un’intensa attività di evangelizzazione.
Per maggiori informazioni visita il nostro sito, ZoN/A: dislocazioni tra antropologia, comunicazione e arti visive;
spazio aperto che intreccia didattica e ricerca, attraversa e mescola confini fluidi e non. ZoN/A è incrocio di ricerche, seminari, culture digitali, composizioni sperimentali, narrazioni partecipative e multivocali. Accende partecipazioni e nutre comunicazioni decentralizzate, processuali, relazionali. Il progetto Kuoiwo è parte attiva di ZoN/A, nata da studenti che punta alla generazione e l'interconnessione di saperi attivi dentro e fuori l'università.
“O Bororo nasce, para isso ele canta e dança. O Bororo vive, para viver ele canta e dança. Canta e dança para caçar e pescar. O Bororo canta e dança para morrer”.
Antonio João de Jesus
Encarte do disco “Bororo Vive”
ualcuno ha da vendere i biglietti per il concerto dei coldplay?m vanno bene sia i biglietti per il 29 a bologna che per il 30 a milano....preferibilmente parterre....tnks!
sul nostro myspace alcune clip tratte da: Non essere qui è come non esistere VOCI DA UN CORTEO
8 giugno 2008, per la prima volta nella storia italiana la popolaziome Rom e Sinti di Roma decide, sulla scorta degli avvenimenti di Ponticelli (NA) e della diffusa ondata di xenofobia che sembra dilagare in Italia, di dar vita a un corteo e di lavorare per la creazione di una consulta cittadina. Alcune testimonianza tratte da un documentario firmato Officina Multimediale.
Domenica 29 giugno, dalle ore 17,00 - Ex scuola 8 marzo occupata - Via dell’Impruneta 51 (Magliana) – Roma
- Assemblea pubblica di autoformazione e autotutela contro il “Pacchetto Sicurezza” + aperitivo, a cura di Impronte – Rete per la libertà di movimento. - Presentazione del manuale “Pacchetto Insicurezza”, a cura del Gruppo Inkiesta. - Animazione per bambini e bambine nel parco dell’occupazione. - Cena sociale. - Djset: Revolutiondred. - Proiezione del film “La zona” (di Rodrigo Plà; Spagna, Messico 2007).
[Perché la libertà di movimento è un presupposto e non può essere negoziata]
come promesso qualcosa del nuovo album alla fine l'abbiamo cagata.... A parte i nuovi video su Youtube, tra 1 pò pubblicheremo il Telefilm a puntate "3 Sgroove In Europe", direttamentre tratto da una storia vera: il viaggio di Frank, Hermes e Brazo da Gaeta (LT) a Cristiania (Copenaghen) 3 amici, 1 Panda, 7000Km!
Ah, e ovviamente... a Settembre il nuovo disco: ABBEY RUZZ!
Pacchetto sicurezza, legge Bossi Fini, reato d’immigrazione clandestina, Cpt, decreto flussi, espulsioni, pogrom. L’Italia attraversa un periodo cupo, nero. Il governo Berlusconi, fin dal suo ingresso al palazzo, ha gettato il suo sguardo inquisitore contro i/le migranti. Tolleranza zero. Parte della popolazione, assuefatta dai media e, di fatto, giustificata dal potere, ha pensato bene di precedere le azioni del governo. I roghi dei campi rom a Napoli, gli attacchi al Pigneto contro i negozi gestiti da immigrati, le squadre di “onesti-cittadini” del prenestino, a sfavore delle transessuali. Sono lo specchio di un clima sempre più pesante e, ogni giorno di più, ingestibile. La parola “razzismo” perde di senso, il cittadino è libero di “difendere” il proprio territorio. È in questo clima che nasce “Impronte – Rete per la libertà di movimento”. A Roma, oggi più che mai, serve un impegno antirazzista, a fianco dei/delle migranti, con i migranti. Per questo abbiamo deciso di indire un’assemblea cittadina, che parli di diritto alla cittadinanza, del pacchetto sicurezza e della sua probabile (e minacciosa) attuazione. Domenica 8 giugno, al CSOA ex Snia, in via Prenestina 173, alle 18, aperitivo/incontro pubblico, aperto a tutti/e, per discutere del pacchetto sicurezza, delle leggi repressive sui/sulle migranti. A seguire Djset. All’assemblea sono invitati/e i venditori di bancarelle, le badanti, gli operai, le domestiche, le colf, i lavavetri, gli/le attivisti/e. www. autistici. org/impronte