ENRICO FINK
& HOMELESS LIGHT ORCHESTRA
canzoni di guerra, canzoni di
pace, canzoni di festa...
Homeless, senza casa.
Homeless è il titolo di una splendida e terribile canzone di Paul Simon, cantata
insieme ai Ladysmith Black Mambazo in un album che ha fatto la storia della
world music.
Homeless sono i senza tetto che affollano le strade delle metropoli più ricche.
Homeless vuol dire esilio, homeless è la millenaria storia della diaspora
ebraica.
Ma homeless è anche uno stato d¹animo, la scelta libera di non avere fissa
dimora.
Un'utopia: della terra siamo ospiti, non padroni.
Anche se non lo ricordiamo spesso, è la parola della Bibbia, del Libro che
dovrebbe unire popoli che continuano a combattersi, spesso in nome di bandiere
nazioni e patrie - a volte in nome di quello stesso Libro...
Homeless è la musica di questo gruppo: parte dal lungo viaggio della
tradizione ebraica, ma sceglie di non avere una casa neanche in quell'esilio, e
corre verso una meta che è la corsa stessa.
Corre e trascina, fra popoli e generi e culture, fra danze, musiche di strada,
musiche di festa, musiche di lotta, musiche di pace, musiche di rabbia e musiche
di gioia.
Non troverà casa neanche sul palco, e la banda di ottoni e corde e tamburi
scenderà fra il pubblico.
E il concerto sarà una marcia, una corsa, una danza: verso quella meta che non è
una meta, la casa che non è una casa.
Homeless.
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