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Il CerChio was born in late summer ‘05 in Turin (Italy) from a bunch of four guys looking once again, in one more dazed 'n ' confused late evening, to find the best music to whistle on their troubled way home.
Nothing on the radio, too much money needed for good music to be bought: the best way is always one’ s own way.
So here it is, our way...
il CerChio nasce dall'idea di Marco Gandolfo [classe 1979; basso, cori, parole e musiche; 1993-1995: Mistake Museum (progressive e nostalgia); 1995-1998: S8-Pressione, (britpop); 1999-2000: Spleen (indie); 2000-2005: Zarathustra (noise)], Eugenio Mazzetto [classe 1980; chitarre, tastiere, cori; 1993-1995: Mistake Museum (progressive e nostalgia); 1995-1998: S8-Pressione, (britpop); 1999-2005: Zarathustra (noise)] e Maurizio Caddeo [classe 1980; voce; 1999-2005: Zarathustra (noise)].
Il punto di partenza e quello di arrivo è il pop, nel senso di musica popolare, ossia di facile ascolto e accessibile a tutti grazie all’ attenzione che prestiamo alla melodia (e al gusto che abbiamo per le belle melodie), con tutto quello che il pop si porta dentro e con tutto quello che si pretende ne stia fuori, masticato e digerito dal nostro stile e dal nostro suono, decisamente british, con una cura maniacale negli arrangiamenti e nella ricerca dei suoni.
L’ intento è creare una musica poco impegnativa per chi è in cerca di motivetti da fischiettare, ma ricca di spunti per chi ha voglia di cercarli.
Il fatto di risultare poi “underground” o “indie” dipende solo dal fatto che al momento il mainstrem è un altro.
I testi somigliano alla chiacchierata di due amici di vecchia data davanti ad una bottiglia di vino o durante un lungo viaggio in macchina; si parla d'amore, bevute, stati d'animo e incomprensioni, serate perse chissà dove e giornate perse dietro a una scrivania, di libri letti, di letti, di niente… il linguaggio è spesso lo stesso: diretto, ironico, a volte biascicato, a volte incomprensibile.
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