Airìn, Irene Maggi, nasce a Milano nel 1986.
Da bambina aveva chiamato il suo cane Merlino perché era convinta avesse poteri magici. Ha rivelato la sua passione per la musica – e il suo egocentrismo – alla recita delle elementari: tutti i bambini erano terrorizzati all’idea di cantare, lei non vedeva l’ora. Studia il violino dall’età di otto anni ma presto smette, perché si convince che i musicisti siano persone poco equilibrate. Si avvicina al canto dieci anni dopo, con la stessa idea ma con la consapevolezza che la musica possa essere anche un mestiere. Nel frattempo rimbalza tra città e università diverse, lavorando come pizzaiola, cameriera, cassiera al supermercato, segretaria, baby sitter e gelataia. Tutti la chiamano Airìn e così lo sceglie come nome d’arte. Inizia a scrivere le proprie canzoni, anche grazie all’incontro con Enrico Gabrielli. Dal 2007 a oggi compone e incide brani e si esibisce in numerosi concerti in club e festival per l’Italia, dividendo il palco con artisti come L’Aura, Il Genio, Marta Sui Tubi. Nel 2008 è ammessa alla Scuola Civica di jazz di Milano dove studia tuttora e pubblica un Ep autoprodotto. Nel maggio 2009 è finalista del concorso “Tra musica e parole” e nell’ottobre dello stesso anno del premio “Bianca D’Aponte”.
Il suo disco di debutto, “Il regalo”, esce nell’ottobre 2009 per Adesiva Discografica, l’etichetta di Paolo Iafelice, già collaboratore di Vinicio Capossela, Fabrizio De Andrè, PFM e Pacifico. Di tutti i nove pezzi contenuti Airìn è autrice o co-autrice di musiche e testi. La direzione artistica è affidata a Enrico Gabrielli, arrangiatore e polistrumentista all’attivo con Calibro 35 e Mariposa ed ex membro degli Afterhours, che vanta anche partecipazioni con Morgan, Muse, Vinicio Capossela. Ne “Il regalo” hanno suonato tra gli altri Rodrigo D’Erasmo e Roberto Dellera, membri stabili degli Afterhours.
Primo singolo estratto dall’album è Andare a un funerale, un canzone d’amore fuori dagli schemi, intrisa di un mood dolceamaro e venata d’ironia, scelta anche per il disco-compilation di SalottoLive. Queste atmosfere caratterizzano tutto l’album, in una collezione di piccoli ritratti in bilico tra l’ideale di un amore immaginato e il sofferto contrasto con la realtà. Nove storie incantate come giocattoli offerti in dono, narrate con delicatezza anche quando si scoprono disilluse. Le musiche sono arricchite da un fitto intreccio di strumenti: si passa da arrangiamenti classici per ensamble di archi e fiati, a situazioni più moderne con una band rock e campionamenti elettronici, fino a sperimentazioni con strumenti come diamonica, flauti giocattolo e kalimba.
All’uscita del disco seguirà un tour che toccherà le principali città italiane.
(testo di Andrea Scarabelli)