Una lente d’ingrandimento su un personaggio solo apparentemente secondario, all’interno di una storia d’amore e gelosia, mette in risalto il ruolo del subdolo insinuatore, così rilevante da bastare da solo a raccontare tutto lo svolgimento della tragedia; gli altri personaggi giocano solo la parte di obbedienti esecutori nelle sue mani.
Le parti di Jago diventano così un unico monologo di un burattinaio che manovra Otello, Cassio e Roderigo a suo piacere.
La presenza dei burattini dà sollievo comico, stemperando la tragedia che si consuma secondo le trame tessute da Jago.
Uno spettacolo in cui l’attore-burattinaio diventa tale anche all’interno del dramma...
A tutto ciò si aggiungono i commenti musicali (a cura di Moozak) che s’inseriscono talvolta di soppiatto, ma anche con prepotenza, lungo il dipanarsi del dramma, passando da campionamenti elettronici a Schubert.
La presenza del computer come musicista in scena, non solo offre un ulteriore contrasto con il binomio “burattini-Shakespeare”, ma ci riporta alla contemporaneità di un’opera che non può rimanere relegata nel passato...
Saulo Lucci si forma presso la Performing Art University Torino (PAUT), diretta da Philip Radice diplomandosi nel 2005, dopo tre anni di studio.
Tra il 2004 e il 2005 segue diversi stages di Commedia dell’ Arte (Antonio Fava, Carlo Boso e Mauro Piombo).
Dal 2002 collabora sia con artisti di strada sia con artisti di prosa, ampliando le sue competenze.
Studia chitarra al Centro Jazz Torino e canto presso un insegnante del Lichtenberg Institute confermandosi mai pago di incrementare la sua formazione.
Forma insieme a Moozak e Tony Pacati un trio swing che si allarga fino a cinque elementi e arriva a toccare i confini della musica elettronica: Non Toccate Il Cane Nero.
Produzioni
Jago – un burattinaio (monologo per attore e burattini, tratto da “Otello” di W. Shakespeare);
Rabbit 756 (spettacolo comico-assurdo in coppia con Manuel Bruttomesso);
Ki-Ya-Ming (spettacolo parodistico con il gruppo Ciaolyns) regia di Philip Radice; spettacolo vincitore del premio “Cantieri di strada 2006” promosso dalla FNAS.
Collaborazioni:
Tutti quelli che cadono, Spettacolo di arte varia del Teatro della Caduta di Torino che replica ormai da tre anni tutti i martedì sera.
Ercole Saviniano Signore di Bergerac (tratto da “Cyrano di Bergerac” di E. Rostand), nel ruolo di Cyrano, con l’associazione “Officina 04”, regia di Raffaella Caruso
800 volte Venturo, regia di Beppe Rosso
Fantasmi d’acciaio, regia di Beppe Rosso
Moozak (al secolo Francesco Vigna) incensurato, militeassolto, patente B suona la chitarra e canta da diciotto anni e più o meno sa fare solo quello. Inoltre smanetta coi computer per fare musichette per gli spettacoli degli amici e canzoni per il suo smisurato ego.
Lo si è visto suonare a Torino con Moozak, Non Toccate il Cane Nero, Teatro della caduta e La Paranza del Geco.
Detesta i funghi e il gorgonzola.
Gli piacciono le passeggiate lunghe di notte
Sabato 28 febbraio, al circolo La TOPIA, strada dei ronchi 16, Cavoretto, Torino, Filippo Sottile tenterà, nuovamente di abbattere il sistema con le canzona! Vienici ! è imperdibile! Lo spettacolo è a cappello