Elmore James, Son House, BB King, J J Cale, Robert Johnson, Charlie Daniels, Jhonny Cash, Lynyrd Skynyrd, Muddy Waters, Skip James, Howlin Wolf, Eric Clapton, Steve Ray vaughan, Johnny Winter, Eric Sardinas, Buddy Guy,
Bio Juke Boys Blues
La passione per il blues mi è nata nel modo più appropriato possibile ovvero dopo essere stato lasciato da una ragazza, dal mio primo amore, il tema più ricorrente in questo genere di musica.
Prima di allora non sapevo nemmeno cosa fosse il Blues, il Blues come musica. Comprata un’armonica a bocca mi sono fiondato in un negozio di musica ed ho cominciato a comprare cd e musicassette per cercare di carpire i segreti dei grandi armonicisti e cercare di farli miei.
Poi tanti successi, tante delusioni, amori, passioni, gruppi nascere e sciogliersi come neve al sole ed infine la voglia di ricreare quel sound e quella spensieratezza dei Juke Joint, in cui le formazioni afroamericane composte da due, tre elementi negli anni ’20 e ’30 dello scorso secolo, suonando la loro musica, permettevano a tutti coloro che correvano ad assistere ai loro concerti di scacciare i blues, e sfogare tutta la loro rabbia repressa a suon di whiskey, dadi, donne e canzoni coinvolgenti.
Il primo chitarrista con cui ho cominciato l’avventura si è rivelato poco disponibile, oberato da altri lavori ma prima di concedarsi mi ha lasciato un numero di telefono ed un nome: Mr. Cesarone ‘fast hand’ Savastano.
Il duo prendeva corpo ed anima. Fin dalla prima jam si venne ad instaurare un buon feeling.
I primi concerti, i primi successi innaffiati da abbondante whiskey e birra, i primi screzi. Una demo casereccia la spedii ad un critico di una rivista specializzata. I risultati secondo Antonio erano incoraggianti e mi consigliò di aggiungere un basso. Qualcuno in alto dovette ascoltare perché neanche il tempo di cercarlo che per puro caso incontrai per strada Daniela ‘Shadow Rider’ De Martino, con la quale qualche anno prima avevo suonato insieme in una formazione Rock-Blues. Qualche giorno dopo eravamo tutti e tre a casa mia ad imbastire un nuovo repertorio adatto al nuovo sound. Ancora serate, successi, ennesimi litigi fino alla rottura definitiva con Cesare. A questo punto urgeva nuovo chitarrista. Detto fatto. Il signore del Blues ci mise in contatto con un certo Angelo ‘Broken Steel’ Plaitano. Non potevamo sperare di meglio. Da quel momento il sound è maturato, si è affinato fino a diventare finalmente pronto per il salto di qualità: creare musica nostra.
Il progetto Juke Boys Blues è cresciuto forse più di quanto sperassi. Oggi siamo tre amici che condividono gioie e dolori, che al di là della musica hanno assaggiato il gusto amaro del Blues, quel mostro famelico che si nutre delle tue notti insonni, dei tuoi dolori, delle tue delusioni.
Sempre su una macchina alla ricerca dell’amore, di un nuovo posto dove suonare, incontrando persone da dimenticare, altre da stimare, altre ancora invisibile ai nostri occhi ma tutte importanti per diventare quello che siamo e quello che diventeremo: fermasi in fondo è un po’ come morire, e per ora non abbiamo intenzione di farlo.
When You Got a Good friend la vita appare più leggera …
Michele A.’The preacher’ Citro
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