I Kenze Neke sono il gruppo rock sardo più seguito e rispettato della scena musicale sarda.
Si sono formati a Siniscola nel 1989 e il loro nome "Kenze Neke" in sardo significa "senza
colpa" in memoria dell' anarchico sardo "Michele Schirru" fucilato nel 1930 da un plotone
di fascisti sardi, perché aveva l'intenzione di uccidere Mussolini. Fondatori del gruppo sono
Renzo Saporito (voce e chitarra) e Sandro Usai (batteria), a cui si aggiunge nel 1990 Toni
Carta (basso e voce). A distanza di un anno pubblicano il loro primo demo tape, Chin Sas
Armas O Chin Sas Rosas (con le armi o con le rose) con Luciano Sezzi al sax come
ospite, che contiene 8 tracce fra cui l'omonima "Kenze Neke" dedicata a Michele Schirru, o
"Americanos, a balla chi bos bokene" (Americani, che vi ammazzino a colpi di fucile)
canzone di protesta contro le basi Nato in Sardegna. Nel 1991 Sandro Usai parte per il
servizio militare (fino al 1992), al suo posto subentra Guido Forlano (batteria), seguìto da
Massi Circelli (chitarra solista), poi Stefano Ferrando (batteria e voce, al posto di Guido!),
e infine, Massimo Loriga (Sax e Armonica).
Il suono del gruppo si sviluppa dando vita ad un originale mix di Rock, Punk, Reagge,
Metal, Ska e Musica Sarda, ricorrendo anche a strumenti tradizionali quali le launeddas,
l'organetto, la trunfa e ospitando spesso sia in studio che dal vivo i Tenores, oltre a
cantare tutte le canzoni in Sardo.
Nel 1992 incidono il loro primo disco Naralu De Uve Sese (dillo di dove sei), autoprodotto
in collaborazione con la Gridalo Forte di Roma. Si ritrovano nell'album diversi brani del
primo demo tape, riarrangiati e risuonati dal nuovo gruppo, fra cui la mitica "Che a sos
bascos e che a sos irlandesos" (come i baschi e come gli irlandesi) o "Amerikanos…",
"Kenze Neke" , e come non citare "Zente" (gente). Chiaro e imprescindibile il loro legame
con la propria Terra "La Sardegna" e l'impegno politicosociale
come le denunce contro la
presenza massiccia di basi militari sull'isola o il disagio dei giovani nell'affrontare problemi
quali la disoccupazione, l'alcolismo ("Prusu a fundu") la droga ("Non ti Kerjo"), il servizio di
leva ("Tempus Pertu"). Nel 1993 Toni Carta lascia il gruppo, sostituito da Claudio Roccia
(Basso), che parteciperà alla realizzazione del secondo album del gruppo, il doppio album
Boghes De Pedra (voci di pietra) in cui si vede una ulteriore maturazione del gruppo che
ricerca nelle sonorità e nella composizione una più alta esperienza, con le launeddas,
l'organetto, la trunfa, le percussioni e dal vivo i Tenores e il gruppo di Ballo Sardo, che
arricchiscono gli spettacoli dal vivo in Sardegna, in Italia, in Svizzera, in Germania, in
Belgio, in Olanda, in Spagna e nei Paesi Baschi. Fra i brani "storici " presenti nell'album
ritroviamo "Su Balente", "A Nanni Sulis", "Su patriotu sardu a sos feudatarios" con i versi
del poeta F.I.Mannu. Partecipano al disco e dal vivo fino al 1995 Andrea Pinna
(launeddas, flauto traverso, sax baritono) Gianni Cherchi (Organetto diatonico), Luciano
Sezzi (sax tenore). Nel 1995 lascia il gruppo anche Massimo Loriga (launeddas,
armonica,sax contralto e voce) seguito nel 1996 da Massi Circelli, sostituiti da Antonello
Cossu (chitarra solista) e Gavino Murgia (launeddas e sax). Nel 1998 arriva il terzo album
Liberos, Rispettatos, Uguales (liberi, rispettati, uguali). Il 2000 è l’anno di “KENZE NEKE”,
disco omonimo antologico che celebra i 10 anni di attività. Semplicemente intitolato
“Kenze Neke” il disco raccoglie 12 brani per poco meno di 60 minuti di musica. Tra i brani
inclusi alcuni tra i pezzi "storici" e più significativi del gruppo come “Amerikanos a balla chi
bos bochene”, “Su balente”, “Entula”, “Boghes de pedra”, “Cantendhe pro non pranghere”,
cantate non solo in sardo, ma anche in francese, basco e italiano; “Zente” cantata in
coppia con Lalli che presta la sua splendida voce anche a “Barboni”, cover della Banda
Bassotti. Stesso discorso per “Sa oke tua”, cover di “Le loro voci” (tradotta in sardo) brano
di un gruppo indipendente storico e fondamentale per la scena italiana, i Franti. Altro
duetto in “Gridu de vittoria” tra i Kenze Neke e Francesco di Giacomo, voce storica del
Banco del Mutuo Soccorso e di origini siniscolesi, che addirittura recita in italiano e canta
in sardo in una canzone scritta per il popolo curdo. Picchio e Sigaro, i 2 cantanti della
Banda Bassotti che traducono e cantano in italiano “Kenze Neke”. Il disco è stato
totalmente autoprodotto e ha visto la preziosa collaborazione tecnica del basco Kaki
Arkarazo (Negu Gorriak) e di Gianni Menicucci. Hanno inoltre suonato Gavino Murgia al
sax, launeddas e pipiolu, Dario Pinna al violino e viola, Antonio Serio al flauto, Giampaolo
Selloni al pianoforte e Max Furian alla batteria.
La discografia del gruppo comprende un miniCD
di 4 brani, “Gherramus Tott'Impare”
(Lottiamo Tutti Insieme) realizzato con il gruppo compaesano Askra.
Dop o il disco omonimo Kenze Neke, sei anni di silenzio e nel 2006 la decisione di un
nuovo concerto con tutti i componenti storici della band.
Il 19 agosto infatti ben 15.000 persone assistono al ritorno live dei Kenze Neke, a
Solarussa nell’oristanese.
Sul palco Enzo Saporito, Sandro Usai, Claudio Roccia, Stefano Ferrando, Massimo Balvis,
Massimo Circelli, Massimo Loriga, Luciano Sezzi, Carlo Sezzi, Andrea Pinna, Antonello
Camboni, Toni Carta, Giuseppe Piras Tzaravallu come ospite, oltre al tenore Luisu
Ozzanu, i mamutzones di Samugheo, gli askra Marco Cau, Ale Chighini e Homar Farina,
Sergio Putzu.
È l’occasione per registrare il primo live della band, che darà vita al doppio formato cd/dvd,
dal titolo del concerto del 19 agosto: “Artziati entu”.
È uscito il CD/DVD del concerto live a Solarussa "ARZIATI ENTU"!
GRAZIE E UN FORTE ABBRACCIO A TUTTI I PARTECIPANTI!
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Stiamo preparando un Festival delle Arti Contemporanee dedicato ai giovani artisti sardi, con la presenza di numerosi artisti d'avanguardia europei.
Dal 7 al 20 dicembre nei comuni di: Nurachi --> LINK (lungo concerto con 4 gruppi musicali) Bonarcado --> SONOS E PARAULAS in quintet (musica e poesia) Santu Lussurgiu --> CONVEGNO San Vero Milis --> ALLUNAGGIO MORBIDO (installazione artistica) Milis --> LABORATORIO TEATRALE (teatro) Seneghe --> FORME D'ACQUA (teatro)
Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.
E' in te l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.
Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.
Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.