Gesualdi | Trono

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TeatrInGestAzione

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    TeatrInGestAzione
    Promuovi anche tu la tua pagina.. Abbiamo sempre lavorato col desiderio di riuscire a portare il teatro fuori dai teatri. Oggi più che mai ci sembra indispensabile trovare nuovi luoghi, nuovi significati, nuovi usi dell’arte teatrale. Nelle nostre platee siede spesso una sparuta élite, dotata di raffinato senso critico, mentre chi avrebbe più bisogno di partecipare a quel momento di apertura e riflessione, che il teatro , sin dalle sue origini,ci offre è escluso dalle rappresentazioni. Per questo ci sembra doveroso scardinare le frontiere delle istituzioni ed elaborare strategie per portare l’ evento teatrale lì dove è più urgente che esso sia. Associazione a r t e ° g r a d o Promuove l'arte come veicolo di educazione civile e sensibilizzazione alla diversità come risorsa e non come mancanza, in contesti e realtà caratterizzate dal disagio sociale. Sostiene le attività e le produzioni del gruppo teatrale TeatrInGestAzione, e la produzione degli spettacoli della compagnia degli attori internati dell’OPG di Aversa; l’Associazione è impegnata in diversi progetti di arte e disagio, oltre che nell’OPG, anche presso scuole di ogni ordine e grado, comunità per soggetti disagiati. TeatrInGestAzione Gesualdi | Trono Anna Gesualdi e Giovanni Trono. Fondatori del collettivo TeatrInGestAzione che si occupa di ricerca e formazione, pedagogia dell'attore e della creazione scenica. Costante è il loro impegno in contesti caratterizzati da forte disagio sociale. Responsabili del Laboratorio Permanente di Espressione Teatrale presso l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, al cui interno fondano la compagnia stabile con gli internati detenuti, con cui debuttano nel settembre 2008 alla XXIX edizione del Festival Internazionale di Teatro Benevento Città Spettacolo; l’attività della compagnia è documentata nel volume Recito, dunque so(g)no Edizioni Nuove Catarsi, dedicato al Teatro e Carcere, redatto per il Corso di Teatro e Spettacolo 2009-2010 alla Facoltà di sociologia dell’Università di Urbino, a cura di Emilio Pozzi e Vito Minoia (con prefazione di Meldolesi, allo stesso dedicato). Il loro lavoro pedagogico all’interno dell’OPG di Aversa è stato oggetto di tesi in riabilitazione psichiatrica nel 2008, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia della II Università degli Studi di Napoli. Già ospiti (in qualità di attori e/o di registi) in diverse rassegne e festival tra cui: TEATRIaperti ‘09 – Firenze; Ravello Festival ’09 – Ravello; K-now/il Centro del Discorso – Lecce; Teatri delle Diversità X convegno internazionale – Cartoceto; NotArte – Noto; Il Carcere Possibile (‘07 – ’08 – ’09) - Napoli; Festival dei Due Mondi - Spoleto; Festival della Luna Piena - Napoli; Altro Cioccolato - Gubbio; Edge Meeting - Milano; Cantiere Internazionale d'Arte - Montepulciano. Sono chiamati alla docenza nel corso ‘Operatori teatrali in aree disagiate e strutture carcerarie’ – coordinatore Antonietta Rame - nel progetto FormArt Lavoro (già progetto Technè) Scuola per i Mestieri dello Spettacolo diretta da Ruggero Cappuccio. Tra i loro lavori: Noi Aspettiamo (GODOT?); la Giostra - l'eccezione E' la regola; hAPPY bIRTHDAY, Alfredo!; InOut; Pagliacci di Guerra; Cave Canem. Per tre anni lavorano al fianco di Barbara Bonriposi e Riccardo Tordoni, fondatori di Laboratorio365 (già assistenti di Gabriele Vacis). La loro collaborazione artistica inizia nel 2003: vincitori entrambi di una borsa di studio di perfezionamento in tecniche e metodologie drammatiche ad indirizzo pedagogico per attori professionisti intitolata a Carmelo Bene, messa in palio dalla PROTEI Progetti Teatrali Internazionali – sotto la guida artistica del M° J. Alschitz, grazie alla quale si formano con maestri provenienti dal GITIS (Mosca), AKT ZENT (Berlino) e SCUT (Oslo): J. Alschitz, Judith Von Radetzski, Heidrun Kaletsch, Annika B. Lewis, Christian Di Domenico, Giampaolo Gotti, Giampiero Borgia. Riuniscono a Napoli un gruppo di artisti, con l'obiettivo di elaborare assieme una nuova poetica della scena che segue un particolare stile di lavoro, basato da un lato su un'estetica della sobrietà, della povertà dei mezzi, dall'altro sulla ferrea disciplina del training e sulla continuità del lavoro collettivo. Nel 2007 al collettivo si unisce la drammaturga Loredana Mesiti che si forma al Dipartimento di scrittura drammaturgica dell..ENSATT – Ecole Nationale Supérieure des Arts et Techniques du théâtre – Lyon. A dic. 08 vince il Premio Nazionale alla drammaturgia Oltreparola 2008 : miglior autore under 30 con La sindrome di Elettra. Scrive Il quotidiano nel quotidiano, lettura pubblica al Piccolo Teatro Studio; Tlisma e l..orecchio del mare; Dormiveglia; Lattigini di un cristallo, partitura per due voci e chitarra acustica. Presso il Teatro Franco Parenti di Milano partecipa alla redazione dei testi di diversi spettacoli ed eventi diretti da Andrée Ruth Shammah (Varieté, La casa di Brera, Contagiare Bellezza, Appunti di viaggio). Coordinatrice del seminario “Identità Migranti” in collaborazione con la cattedra di Estetica Contemporanea dell..Università degli Studi di Milano; si Laurea in Filosofia presso l..Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo : Per un teatro poelitico Dialoghi filosofici con la drammaturgia contemporanea sulle tracce di Enzo Cormann. Si forma con Luca Ronconi, Enzo Cormann, José Sanchis Sinisterra. guidano il lavoro Anna Gesualdi Giovanni Trono segna itinerari drammaturgici Loretta Mesiti Salgono in scena e assistono alla pedagogia Alessia Mete Ilaria Montalto Michela Vietri costruisce e fa vivere burattini Ciro Arancini
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  • Zodiac Sign: Cancer
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  • Ricerca e formazione artistica, pedagogia dell’attore e della creazione scenica, contaminazione artistica, produzione indipendente di spettacoli. Promuovere l’arte come veicolo di educazione civile e sensibilizzazione alla diversità come risorsa

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.. .. METODOLOGIA La creazione stessa avviene secondo principi ispirati ad un'etica del dono e della relazione: la metodologia proposta da Anna Gesualdi e Giovanni Trono si basa sul lavoro giornaliero, sulla costanza di un allenamento fisico e intellettivo, volto a rendere la mente come un muscolo : non c'è una distinzione tra il tempo del training dell'attore e la costruzione dello spettacolo, l'attore apprende una disciplina della ricezione, che lo rende capace di divenire autore concreto delle sue azioni. Una capacità di ascolto dell'altro e della situazione, un virtuosismo dello stare nella relazione, che lo libera dai vincoli della rappresentazione e consegna a ciascuno la responsabilità del proprio atto creativo. Ecco come l'attore-autore conquista il suo talento e lo vede affiorare nel gesto, come qualità della presenza. La creazione nasce dunque dal dialogo fra i vari membri del collettivo e dalla relazione fra le varie componenti espressive : nel nostro teatro movimento, canto, danza, parola, gesto, si rispondono, si richiamano e si continuano, come in una partitura corale, in cui ogni voce è chiamata ad accordarsi con tutte le altre e, contemporaneamente, è portatrice della propria linea melodica, della propria singolarità. La strada su cui viaggiamo è dunque quella della creazione collettiva, ma è anche e soprattutto quella di un teatro 'necessario', che reagisce alle urgenze del suo tempo, aprendo nella scena uno spazio di 'consenso' (condivisione del senso) di 'dis-senso' ( di pubblica indignazione e di critica condivisa e manifesta) dando voce alle questioni e alle domande più scomode e necessarie.

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