Il progetto Lalène nasce in una banalissima primavera del 2005 e si protrae fino ai giorni nostri intrecciando le vite di cinque musiconauti che, in momenti diversi, hanno contribuito allo sviluppo dell’attuale tessuto sonoro.
Il progetto Lalène non ha capo né coda. Ha solo Franz, Zucco, Hal, Puglia, Edo.
Il progetto Lalène non ha anima perché esiste per il solo fine di cercarne una. Nel 2008 si può ancora vivere senz’anima. (anche nel 2009. Meglio aggiornarsi.)
Il progetto Lalène propone zanzare, pietre opaline, rivoluzioni, lacrime e dissensi banali.
Il progetto Lalène promette zanzare, pietre opaline, rivoluzioni,lacrime e dissensi banali.
Il progetto Lalène la notte dorme sui tetti e non paga l’ICI.
Il progetto Lalène è un alveare di voci che a volte dicono che la geometria degli spari è più reale di ogni amore.
Il progetto Lalène si interroga ogni giorno sul significato dell’accostamento “sciacalli-zanzare”.
Il progetto Lalène ha la forma di una placenta dalla quale gli entusiasmi rivoluzionari vogliono uscire trionfanti, e in realtà si accalcano alla porta creando disordine.
Il progetto Lalène crea disordine, nel disordine di vecchie cascine di campagna.
Il progetto Lalène fa ridere se pronunciato in dialetto.
Il progetto Lalène ha la dignità delle bolle di sapone, quando scoprono di esistere e di volare a metà tra la terra e i camini delle case.
Il progetto Lalène ha la bellezza delle bolle di sapone quando scoprono di essere degli utili specchi volanti.
Nel progetto Lalène, ogni suo musiconauta vi si specchia quotidianamente per questione di igiene personale.
Il progetto Lalène era un ipotesi, ora è un Gruppo, domani sarà un gruppo di ipotesi.
Il progetto Lalène ha un nome fatto di suoni che sono il suo significato e la sua unica possibile direzione.