Associazione di lavoratori precari
Ecco a voi JOB.
JOB è giovane (o a volte non più), è forte ed è pieno di volontà.
Ogni giorno esce di casa e vaga, si aggira, alla ricerca di una qualche forma di stabilità.
JOB ha anche una testa, due braccia e uno strumento di lavoro. Una volta, ai suoi piedi, c’era un cumulo di terra. E adesso...
E adesso il cumulo di terra ha messo le ali, e JOB cerca job, e forse anche una rappresentanza che gli spetta di diritto.
Le pene di Job è un’associazione senza scopo di lucro che nasce proprio per raccogliere la voce di tutti quei JOB che ogni sera ritornano a casa stanchi, instabili e incazzati.
Per tutti quei JOB che, ogni tanto, riguardano i libri delle loro nottate da universitari pieni di attese, e li trafiggono con uno sguardo che sa di nostalgia e disprezzo al tempo stesso.
Per tutti quei JOB che stanno da questa parte della barricata e conoscono solo il lato malato di quella che credevano flessibilità libertaria e che invece è un precariato limitante. Per tutti quei JOB, infine, che cercano job senza davvero conoscerne a pieno le reali ed attuali potenzialità.
Ed è proprio questo il nostro fine: proporre un’interpretazione autentica e non riduttiva del concetto di flessibilità, e per farne emergere le concrete possibilità tuttora inespresse.
E affinché JOB conosca job vogliamo offrire uno spazio di condivisione delle esperienze, nel quale analizzare, definire e chiarire i vari aspetti del lavoro flessibile, e promuovere così momenti di incontro e confronto fra i diversi attori delle moderne realtà lavorative.
Il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici flessibili passa però anche dalla semplice concretezza, come quella delle convenzioni che la nostra associazione ha stipulato con molti esercizi commerciali presso i quali ogni nostro associato potrà fruire di uno sconto sugli acquisti.
Intanto JOB è ancora lì che cerca lavoro, e nel tentativo di trovarlo si rende conto di aver perso di vista anche sé stesso, di non distinguere più i suoi soliti tratti, di vedersi sempre più perso e su un percorso sempre più tortuoso, ad incespico.
Ora è tempo che JOB si rialzi, dal basso, e che con lui e con lei si alzi anche la sua voce e il suo racconto di vita e di lotta quotidiana.
E la sua voce è anche la tua: falla ascoltare scrivendo a lepenedijob@gmail.com