Suono il basso (e in passato qualche volta la batteria). Ho iniziato nel 1988, studiando prima al glorioso (e umido) Laboratorio Musicale Periferico, e poi con Valter Poli. Da allora ho militato in
numerose band dell'area di Firenze, suonando dal vivo in Italia e all'estero. Questa biografia semiseria non è per improvviso narcisismo, ma serve per: 1) riordinare un po' la memoria;-) 2) salutare e ricontattare un po' di amici, visto che c'è questa curiosa invenzione che è myspace.
In principio, si sa, erano le cover. E per me questo voleva dire suonare in vari gruppi. Con i NAF (=Noi Aspettiamo Fuori, con Federico Riondino e Carlo Bonamico) facevamo blues e cover di Jimi Hendrix, e soprattutto suonavo la batteria (durò poco, ma qualche CPA lo facemmo...). Con Duccio Bertini provai ad accostarmi al mondo del jazz (in quel caso del dixieland) e mi resi conto che non era per me. Con i Morpheus facevamo invece cover dei Deep Purple e suonammo anche in qualche occasione tipo raduni motociclistici. Memorabile il duello di urla tra il nostro cantante (dall'aspetto vichingo nonostante l'accento della Val di Sieve) e un biker tedesco ubriaco che trangugiava birra da un corno medievale (di plastica).
Il primo progetto originale un po' più serio furono gli Altair, con Aleandro Mencherini e i mitici fratelli Massimiliano e Alessandro Del Becaro: iniziammo con le cover per poi passare a canzoni in italiano (un po' ricercato...) in un curioso incrocio tra i Jethro Tull, Renato Zero e i Deep Purple (!). Da ricordare un demo del 1991 registrato allo studio Blaue Reiter da Marco Lega (che avrebbe poi prodotto i Marlene Kuntz!). Marco tra l'altro mi obbligò a non usare il mio basso (uno Steinberger nero, dal segnale molto scarso) e a usare invece per il demo quello di Gianni Maroccolo, che giaceva in un angolo della sala... Tra l'altro nel demo appaiono ai cori Orla e Nuto (oggi Bandabardò) e Ginevra Di Marco (oggi Ginevra Di Marco). Gli Altair vennero tuttavia bollati come "pretenzioso rock milanese" (milanese? boh...) da un tale Passarella, e in breve tempo la band si esaurì naturalmente.
Fu qualche tempo dopo che però ebbi diritto anch'io al mio quarto d'ora di celebrità, comparendo nel giugno del 1993 sul palco del CPA Firenze Sud come bassista dei Florence Connection. Si trattava di una one-night band per commemorare la strage di Via de'Georgofili, che riuniva Piero
Pelù (allora forse all'apice della carriera coi Litfiba), Federico
Fiumani dei Diaframma, e Aquila, storico incursore del rock fiorentino. Praticamente senza prove, suonammo "Anarchia in Europa" (improbabile versione italiana di "Anarchy in the UK", con Pelù che attacca "Io sono l'Anticristo, io sono l'anarchista..."!), "Blitzkrieg Bop" dei Ramones e soprattutto una memorabile versione funk-noise di "Dio è morto" di Guccini (vi lascio immaginare). Purtroppo erano presenti le telecamere di Videomusic, e quindi oggi su YouTube sono sfortunatamente reperibili tracce di quella serata.
Ma si vede che l'idea della musica come "rumore" mi stava contagiando... pochi mesi dopo partecipai infatti alla nascita dei GU?!, gruppo pop-noise dove suonavo la batteria e dove appresi l'esistenza di gente come i Sonic Youth. Leader e cantante era il folle Gianluca Grementieri; c'erano anche Matteo Cavezzali - oggi punkabbestia militante - alla chitarra, e l'enigmatica Silvia Ducci al basso (e in qualche occasione si unì anche Vanni Bartolini dei De Glaen). I GU?! avevano un sound visionario e a tratti devastante. La loro stella ebbe il tempo di brillare nell'estate del 1994, in cui - dopo aver stravinto il Rock Contest dell'Anfiteatro delle Cascine - vennero salutati dalla stampa come la band dal suono più apocalittico del momento (non ci voleva molto). Tuttavia c'era un ostacolo: non avevo una batteria mia. Questo portò rapidamente alla fine della band, di cui tuttavia rimangono due demo-tape bellissimi.
L'esperimento successivo non poteva quindi essere che una band altettanto apocalittica, ma in cui suonassi il basso. Così nacquero i ??? (treppuntinterrogativi), con la voce di Marco Baroncini (oggi Zoroastro), la chitarra di Marco Batazzi, e alla batteria Marco Dainelli (ex Susy Likes Nutella). In qualche modo i ??? riuscivano a essere anche più apocalittici dei GU?!, soprattutto per i testi e le performance vocali di Marco; tuttavia - a risentirli oggi - il sound non era niente male. Memorabile un'esibizione al Rock Contest 1995 vestiti di tute bianche anticontaminazione (vari anni prima dei no global), con il pubblico che guardava atterrito e ascoltava terrorizzato. Ci sono anche delle tracce audio di quelle esibizioni...
Tuttavia fare musica originale è sempre stata dura. E quindi successero due cose. Anzitutto accettai l'invito di Marco Ruggeri a unirmi ai Gamera e i suoi Pterodattery, gruppo di cover rock. Facemmo pochi concerti per la verità, ma ebbi la fortuna di conoscere Daniele Trambusti, Julian Spizz e Walter Paoli.
Ma soprattutto, poco dopo, entrai per la prima volta in contatto con il fenomeno delle tribute band. Era la primavera del 1996: entrando nel negozio di strumenti Mokke's Guitar (all'epoca gestito dal leggendario Fausto), trovai appunto Fausto al telefono che - vedendomi entrare - disse al suo interlocutore: "ti ho trovato il bassista". Al telefono c'era Elio Nencioni che cercava un bassista per fondare i Norge: nientemeno che una Led Zeppelin tribute band. Una follia. Il progetto era possibile solo perché Elio aveva scoperto l'esistenza di Jacopo Meille, praticamente un clone di Robert Plant. Alla batteria c'era Alex Raimondi, e i Norge (dove rimasi fino al 2003, e che oggi esistono ancora - in una formazione rimaneggiata) sono stati senza dubbio una grandissima Led Zeppelin tribute band.
Iniziata l'avventura dei Norge, si presentò tuttavia un'altra occasione di lavorare a un progetto originale, stavolta però solo come musicista e arrangiatore. Si trattava dei Millelettere, un progetto di rock-pop italiano inventato da Antonio Jodice, che cantava e scriveva i testi. Con me c'erano anche Donato Iozzelli alla chitarra e Iacopo Monasta (poi negli X-Sense) alla batteria. All'epoca mi sembrava roba un po' zuccherosa (scusa Antonio...), ma sentendo tante cose italiane di successo che sono uscite dopo, i Millelettere non erano certo più sputtanati. E oltretutto vincemmo, nell'estate 1997, il Firenze Fringe Festival (di cui poi avrei organizzato l'edizione 1998).
Nel frattempo mi ero inoltre ritrovato con Donato Iozzelli, Walter Paoli e Martina nei Falsi d'Autore: rock tribute band in cui (complice la grinta e il carisma di Martina) si spaziava dai Police, agli Skunk Anansie, ad Alanis Morissette, a una poco più che esordiente Elisa. E nello stesso tempo avevo fatto un po' di concerti anche con gli Acquaraggia di Giuseppe Oliverio: memorabile una tournée in Calabria (per la precisione, in Sila) con Giuseppe, Paolo Clementi e Stefano Puccianti; ma soprattutto un'esibizione alla Blueshouse di Milano col leggendario Bronco alla batteria. Inoltre suonai in alcune occasioni anche con Riccardo Onori; con gli OFP; e in varie occasioni acustiche con Fabio Prosperi e Alessio Armetta.
Ma fu all'inizio del 1998 che il mio abbandono dei suoni "sporchi" si completò nel modo più tragico. Accettai infatti di entrare in quella che quasi certamente fu la prima 80's tribute band mai fondata in Italia ;-): i Moncler. La proposta era ovviamente del solito Fausto (del Mokke's), che aveva avuto questa idea pochi mesi prima, quando il revival anni '80 era ancora ben lontano. E fu così che nacque la tribute band dal suono più plastico che si ricordi. Fausto Casagrande (Fox Moncler) alla voce, io (Lawrence Moncler) al basso, Marco Torri (Mark Moncler) alla chitarra, Andrea De Donato (Andy Moncler) alle tastiere e Riccardo Cardazzo (Rick Moncler) alla batteria (originariamente dei pad Simmons originali, poi - per fortuna - sostituiti in parte da una batteria normale). Il tutto ovviamente sostenuto da un abbigliamento adeguato.
Si può dire che i Moncler impazzarono davvero sia nell'estate 1998 che in quella 1999, con svariati concerti in Italia (memorabile quello all'Anfiteatro delle Cascine - pieno - in sostituzione del Rocky Horror Show) e all'estero (tra cui allo Zelt-Musik-Festival a Friburgo, in Germania). Negli anni seguirono svariati altri concerti, cui parteciparono anche altri musicisti tra cui Lorenzo Piscopo (Lawrence 2 Moncler), Daniele Biondi(all'epoca con i Dirotta Su Cuba, e conosciuto come Daniel Moncler), Leo Martera (Leo Moncler) e Fabio Fantini (ex Edipo e il suo Complesso, anche conosciuto come Kundalini Moncler).
In seguito ho lavorato a TMC2 (ex Videomusic) come programmatore musicale di Coloradio (con Volfango Tedeschi, Giulia Premilli e Sergio Carfora), al servizio di gente perbene come Lucia Schillaci e gente meno raccomandabile come Mixo.
Ovviamente ho continuato l'attività live sia con i Norge che con i Moncler fino a pochi anni fa, con qualche incursione occasionale altrove. Tra le altre, un trio con Maurizio Solieri (proprio lui, anche se non rivolge neanche la parola...) e Alex Raimondi per un tributo a Jimi Hendrix al Torino Blues Festival.
Adesso faccio altro, ma non è detto che non torni presto a suonare. E per ora saluto tutti...
Spero che tu ricominci a fare sul serio, spero che tu ricominci a suonare sul serio. A Firenze non c'è nessuno che suona il basso così!! baci elio il nencioni
Mi ricordo che mi hai aiutato a non entrare fuori tempo su Anarchy quella sera..non è che avessimo poi provato molto!(tutte scuse!)Comunque ho un bel ricordo di quel concerto nato da un evento che di bello non aveva proprio niente...grande ritrovarti qua!