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About me: Sono un poeta - forse vorrei essere un filosofo.
Sono un poeta delle mie sciagure, e mi diverto a chiamare le mie donne, i miei amici, tutte quante le cose del mondo con nomi antichi, che ricordino antiche tragedie, che facciano da contorno alla mia giovinezza ellenica.
Sono un poeta! Dovrei forse scusarmi per esserlo? Ho chiesto questo sforzo soltanto a me stesso - come chiedo al mio corpo di sorreggermi - benedicente!
Non posso apostrofare le mie gioie senza goderne in versi, senza la libertà di sentirmi immerso nella natura, pieno e ricco, pronto a donare e senza necessità di ricevere qualcosa in cambio!
Cosa altro potrei chiedere al mondo intero se non di vivere, vibrare in ogni sua fibra, di cambiare - di non essere mai una sola stagione!
Sono un poeta - forse vorrei essere un filosofo: ma le mie mani tremano nella pioggia primaverile, l’acqua che cade mi provoca un dolce tormento fin dentro il cuore - non potrei mai essere un filosofo!
Sono un poeta, questo comporta forse una maggiore libertà? Sono un poeta, e certo non mi sento più libero di quando ero semplicemente Luca. L’ordine non è mai lo stesso, non in questo mondo, in questo momento, a quest’ora. Sono un poeta - forse dovrei essere un uomo medio, che in tutto quello che fa vede la felicità, l’inganno tessuto dall’impossibilità di distinguere tra felicità e tristezza. Sono un poeta, ho le mani che tremano, gli occhi sempre arrossati, la mente vaga, come potrei essere un uomo mediocre.
Queste facezie - piccoli screzi - non sono che ipotesi ancora più facete. Lo so ed è duro per me ammetterlo - ma che ci fa un poeta qui? In mezzo ai leoni? Dovrei essere piuttosto un cristiano, un martire per subire i loro morsi e non urlare, umanamente urlare… ma mi dico da un po’ di tempo: “Neppure i pazzi sono più interessanti!”
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La mia coscienza è un flusso Delirio per attore solo
Testo scritto e interpretato da Francesco Bove.
Collaboratore alla regia e alla scrittura : Massimo Rosa
Voci di Enzo Siconolfi, Marco Caizzi.
Supporto tecnico : Enzo Siconolfi.
Supporto morale : Italia Santocchio.
Un work-in-regress, un delirio per attore solo che, sulla scena, rappresenta sia se stesso che la sua coscienza. La
scena è essenziale, un tavolino, una sedia, forse due. Pezzi di
esistenza formato puzzle, telecomandi, una tastiera per comunicare
l'incomunicabile. E' la storia di F. che si trova ad un bivio e
vorrebbe scappare. Chiuso nella sua stanza, dà sfogo ai suoi impulsi,
balla, canta, parla con se stesso, in attesa che qualcosa cambi nella
sua vita. Si è costruito un mondo immaginario che, però,
inevitabilmente l'ha portato ad isolarsi dal mondo circostante. Un
isolamento che lo condurrà dritto alla pazzia, ultimo baluardo di
libertà che la nostra società ancora ci concede. “La mia coscienza è
un flusso”, pur apparendo come un normale flusso di coscienza, va oltre
questa definizione anzi crea un non-luogo dell'anima, oscuro ma
affascinante. È un progetto destinato a crescere e ad arricchirsi
serata dopo serata, rispettando, quindi, anche le promesse del titolo
eloquente.
Dal 20 al 22 novembre
Spazio Libero Teatro @ NAPOLI Via del Parco Margherita, 28.
Lo
spettacolo “La mia coscienza è un flusso” è un work-in-regress, un
delirio per attore solo che, sulla scena, rappresenta sia se stesso che
la sua coscienza. La scena è essenziale, un tavolino, due sedie, un
microfono e un leggio. Alcuni oggetti danno calore a questa stanza, un
giornale, alcuni libri sparpagliati per terra. “La mia coscienza è un flusso”, pur
apparendo come un normale flusso di coscienza, va oltre questa
definizione anzi crea un non-luogo dell'anima, oscuro ma
affascinante. È un progetto destinato a crescere e ad arricchirsi
serata dopo serata, rispettando, quindi, anche le promesse del titolo
eloquente.
9 OTTOBRE ore 21.30
: PENGUIN CAFE' - NAPOLI (Via Santa Lucia, 88)
Noi ci saremo!!!!
Per usufruire della riduzione chiedete l'inserimento nella nostra lista
contattandoci all'indirizzo: lasacrafamiglia@rocketmail.com!!!