Turina, Albeniz, Rodrigo, Segovia, H. Villa-Lobos, Barrios, Tarrega, Sor, De Falla, Bach, Musica popolare catalana, Llobet, Radiohead, The Mars Volta.
Area, De andrè, Nuova Compagnia di Canto popolare,Barra, Vetere, Einsturzende Neubaten, Hendrix, Led Zeppelin,Dream Theater, Yes, The Doors, Marley, Tosh, Red Hot Chili Peppers, Piazzolla, Buena vista social club, Santana, Massive attack, Noire desire, C.C.C.P., Saetia, C.S.I., Dylan, Cohen, Parker, P.F.M., Canti popolari sudamericani e napoletani, King Crimson, Jerthro Tull, Tool, A Perfect Circle.
Låter som
-Dicono- Ad Alan Sorrenti, king Krimson, Marta Sui Tubi, Factor X, Uzeb.
Il gruppo si fonda nel 2004.
Nel febbraio 2006 registra un demo. Includendo nel suo organico il tastierista Federico Ansideri
Nel 2007 causa intolleranze ai componenti interni si scioglie.
Nel luglio 2008 causa Sbrollo si ricompone, includendo nel proprio organico il chitarrista Roberto Contardi.
Nel novembre 2008 causa divergenze musicali espelle la violinista, che era l'autrice di tutte le immagini del profilo myspace mantenute fino ad agosto 2009.
Maggio 2009 iniziano le registrazioni del primo Ep dei MRW.
Attualmente i MRW stanno attraversando una fase.
..
I MRW CERCANO GRUPPI CON CUI CONDIVIDERE O SCAMBIARE PALCHI: PER QUALSIASI DOMANDA O INFORMAZIONE NON ESITATE A CONTATTARCI gerva1@hotmail.it , eziooram86@hotmail.it , mikhailmrw@hotmail.it , carambolaf@hotmail.it
Del Parnasso
(Guido gozzano)
Non sente la montagna chi non sente
questa farfalla, simbolo dell'Alpi...
Segantini pittore fu compagno
intimo del Parnasso. Tutta l'arte
del maestro non è che la montagna
intravista dall'ala trasparente...
Voi sorridete, incredula, scorrendo
l'ali chiare. Passate sui Papili,
le Pieridi, le Coliadi, l'Antocari,
cercate invano, sorridendo muta.
Ma il vostro riso incredulo s'arresta,
sostate appena sopra una farfalla
ignota e dite risoluta: - È questa! -
Questa e non altra. Tolgo l'esemplare:
osservate la grazia! Col Papilio
e la Vanessa, è certo la farfalla
dei nostri climi più meravigliosa.
Ma pure al vostro sguardo di novizia
non è questa bellezza singolare?
Mentre pensate il volo del Papilio
sul trifoglio fiorito e la Vanessa
in larghe rote lente sulle ajole,
non tollerate il volo del Parnasso
in un campo, in un orto, in un giardino:
evocate un pendio di rododendri,
coronato d'abeti, e di nevai,
e la bella farfalla ecco s'adagia
sullo scenario, in armonia perfetta.
È giusto. Meditate l'ali tonde
(frastagli e dentature le sarebbero
d'impaccio contro i venti delle alture)
meditate quest'ali trasparenti,
lastre di ghiaccio lucide all'esterno,
nell'interno soffuse di nevischio,
gelide in vista tanto che vi sembra
di vederle squagliare a poco a poco;
spiccano sul candore alcune chiazze
vermiglie come fior di rododendro,
come stille di sangue sulla neve,
cerchiano l'ali zone bigio-nere
che tengono del musco e del macigno:
il corsaletto è fitto di pelurie
bianca, d'argento come il leontopodi
e l'antenne le zampe la proboscide
n'escono brevi come dalla giubba
folta d'un alpigiano freddoloso.
La Natura, l'esteta insuperabile,
la mima senza pari, volle esprimere
la montagna in un essere dell'aria;
si giovò della gamma circostante,
diede l'ali alla neve ed al ghiacciaio,
al macigno al lichene al rododendro;
ma da quanti millenni, ma da quali
misteri giunse il genïetto alato?
In altra età, per certo, quando l'Alpi
erano miti come Taprobane,
la farfalla aveva l'abito conforme
con le felci i palmizi l'orchidee
dei nostri monti in quell'età remote.
Com'era allora il genïetto? Certo
non trasparente, candido, villoso...
Voi contemplate, amica, la farfalla
infissa da molt'anni. Ben più dolce
è meditarla viva nel suo regno.
La rivedo con gioia ad ogni estate;
sfuggito all'afa cittadina, appena
giunto al rifugio sospirato, indago
con occhi inquieti lo scenario alpestre:
senza l'ospite candida le nevi
sarebbero per me senza commento.
Ma rade volte scende a valle. Giova
attenderla sull'orlo degli abissi,
fra gli alti cardi i tassi i rododendri.
In quel silenzio primo, intatto come
quando non era l'uomo ed il dolore,
ecco la bella principessa alpestre!
Giunge dall'alto scende con un volo
solenne e stanco, noto all'entomologo,
s'arresta sulle cuspidi dei cardi,
s'adonta di un erebia, d'un virgaurea,
suoi commensali sullo stesso fiore;
s'avvia, s'innalza, saggia il vento, scende,
vibra, si libra, s'equilibra, esplora
l'abisso, cade lungo le pareti
vertiginose ad ali tese: morta.
Dispare, appare sui macigni opposti,
dispare sul candore delle spume,
appare sopra il verde degli abeti,
dispare sul candore dei nevai,
appare, spare, minima... Si perde...
Parnasso Apollo!... Il genïetto lascia
un solco di mistero al suo passaggio.
Il volo stanco, ritmico, diverso
dall'aliar plebeo delle pieridi,
ha un che di malinconico e s'accorda
mirabilmente con la gamma chiara
dell'alte solitudini montane.
E il poeta disteso sull'abisso,
col mento chiuso tra le palme, oblia
la pagina crudele di sofismi,
segue con occhi estatici il Parnasso
e bene intende il sorgere dei miti
nei primi giorni dell'umanità;
pensa una principessa delle nevi
volta in farfalla per un malefizio...
Della Testa di Morto
(Guido Gozzano)
D'estate, in un sentiero di campagna,
v'occorse certo d'incontrare un bruco
enorme e glabro, verde e giallo, ornato
di sette zone oblique turchine
Il bruco errava in cerca della terra
dove affondare e trasmutarsi in ninfa;
e dalla gaia larva, a smalti chiari,
nasceva nell'autunno la più tetra
delle farfalle: l'Acherontia Atropos.
Certo vi è nota questa cupa sfinge
favoleggiata, dal massiccio addome,
dal corsaletto folto, con impresso
in giallo d'ocra il segno spaventoso.
Natura, che dispensa alle Diurne
i colori dei fiori e delle gemme,
Natura volle l'Acherontia Atropos
simbolo della Notte e della Morte,
messaggera del Buio e del Mistero,
e la segnò con la divisa fosca
e d'un sinistro canto. L'entomologo
tuttora indaga come l'Acherontia
si lagni. Disse alcuno, col vibrare
dei tarsi. Ma non è. Mozzato ho i tarsi
all'Acherontia e s'è lagnata ancora.
Parve ad altri col fremito dei palpi.
Io cementai di mastice la bocca
all'Acherontia e s'è librata ancora
per la mia stanza, ha proseguito ancora
più furibondo il grido d'oltretomba;
grido che pare giungere da un'anima
penante che preceda la farfalla,
misterioso lagno che riempie
uomini e bestie d'un ignoto orrore:
ho veduto il mio cane temerario
abbiosciarsi tremando foglia a foglia,
rifiutarsi d'entrare nella stanza
dov'era l'Acherontia lamentosa.
L'apicultore sa che questo lagno
imita il lagno dell'ape regina
quando è furente contro le rivali
e concede alla sfinge d'aggirarsi
pei favi, saziandosi di miele.
L'operaie non pungono l'intrusa,
si dispongono in cerchio al suo passaggio,
con l'ali chine e con l'addome alzato,
l'atteggiamento mite e riverente
detto "la rosa" dall'apicultore.
E la nemica dell'apicultore
col triste canto incanta l'alveare.
All'alba solo, quando l'Acherontia
intorpidita e sazia tace e dorme,
l'operaie decretano la morte.
Depone ognuna sopra l'assopita
un granello di propoli, il cemento
resinoso che tolgono alle gemme.
E la nemica è rivestita in breve
d'una guaina e non ha più risveglio.
L'apicultore trova ad ogni autunno,
tra i favi, questi grandi mausolei.
Farfalla strana, figlia della Notte,
sorella della nottola e del gufo,
opra non di Natura, ma di dèmoni,
evocata con filtri e segni e cabale
dalle profondità d'una caverna!
Bimbo, ricordo, per le mie raccolte,
sempre immolai con trepidanza questa
cupa farfalla, quasi nel terrore
di suscitare con la fosca vittima
l'ira d'una potenza tenebrosa.
E anche perché l'Atropo mi parla
di cose rare, dell'antiche ville.
Sul canterano dell'Impero, sotto
la campana di vetro che racchiude
le madrepore rare e le conchiglie,
sta quasi sempre l'Acherontia Atropos
depostavi da un nonno giovinetto.
L'Acherontia frequenta le campagne,
i giardini degli uomini, le ville;
di giorno giace contro i muri e i tronchi,
nei corridoi più cupi, nei solai
più desolati, sotto le grondaie,
dorme con l'ali ripiegate a tetto.
E n'esce a sera. Nelle sere illuni
fredde stellate di settembre, quando
il crepuscolo già cede alla notte
e le farfalle della luce sono
scomparse, l'Acherontia lamentosa
si libra solitaria nelle tenebre
tra i camerops, le tuje, sulle ajole
dove dianzi scherzavano i fanciulli,
le Vanesse, le Arginnidi, i Papilî.
L'Acherontia s'aggira: il pippistrello
l'evita con un guizzo repentino.
L'Acherontia s'aggira. Alto è il silenzio
comentato, non rotto, dalle strigi,
dallo stridio monotono dei grilli.
La villa è immersa nella notte. Solo
spiccano le finestre della sala
da pranzo dove la famiglia cena.
L'Acherontia s'appressa esita spia
numera i commensali ad uno ad uno,
sibila un nome, cozza contro i vetri
tre quattro volte come nocca ossuta.
La giovinetta più pallida s'alza
con un sussulto, come ad un richiamo.
"Chi c'è?" Socchiude la finestra, esplora
il giardino invisibile, protende
il capo d'oro nella notte illune.
"Chi c'è? Chi c'è?" "Non c'è nessuno. Mamma!"
Richiude i vetri, con un primo brivido,
risiede a mensa, tra le sue sorelle.
Ma già s'ode il garrito dei fanciulli
giubilante per l'ospite improvvisa,
per l'ospite guizzata non veduta.
Intorno al lume turbina ronzando
la cupa messaggiera funeraria.
Grande Ezio..grazie dei complimenti( non troppo meritati) e io a voi nn cè bisogno ke ve li faccio, l unico è sbrollo ke puzza di merluzzo per il resto...yeah!!
Da Perugia sono arrivati anche i FROST: [...] al provino hanno cantato "Rock'n Roll Robot" di Alberto Camerini:"Un brano che si adatta bene anche ai nostri abiti di scena [...] leggi il resto su VISTO di questa settimana.
Ciao ragazzi...musica...ormai settimana prossima, venerdì e sabato a Monza per i motori...pettorina numero 054 (Domenica...mica so scemo...la gara me la guardo da casa comodamente)...ah ah ah...Salutoni!
Abbiamo ragione entrambi,visto che come dici te,la scritta è riportata nel tempio dell'Oracolo di Delfi,però,come dico io, è propria della dottrina di Socrate. Infatti è lui che l ha commentata e anche,argomentata.Grazie cmq della nota :) Bè ci vedremo un giorno,magari quando suonerete un'altra volta.
ciaooo grazie dell'add!! siamo stati invitati a vedervi a petrignano il 3, sicuramente verremo!! poi magari vi ospiteremo anche alla radio, sempre se voi volete.. ciaoo
Tutta colpa delle foto! Facile con uno bravo dietro l'obbiettivo! Bella pagina la vostra. Peccato io non abbia la super linea veloce per ascoltare le vostre songs. Buon lavoro a tutti e tanta tanta buona musica! Ci vediamo qui. Baci.
Ciao ragazzi...Grazie per la Request...Dalla Fortezza mi ricorda un pò di cose dei Brand X ma anche alcuni climi degli Uzeb quando suonava con loro Didier Lockwood al violino...
Mi spiace che la Fender non fosse quella...a presto!