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"L'asilo dei lunatici" parla di lui.
WILLIAM CHESTER MINOR
Ovvero come essere dei paranoici
omicidi schizofrenici ed essere di aiuto all'umanità
OED. Per ogni studente d'inglese questa sigla
significa solo una cosa: la bibbia della lingua,
il luogo dove ogni neologismo trova la sua
definitiva consacrazione. L'Oxford English
Dictionary.
Ci vollero più di settanta anni per vedere
la prima edizione completa. Nel 1879 James Murray,
a capo della pubblicazione, pubblicò un annuncio
per la ricerca di volontari per collaborare alla stesura
del grande dizionario. Più di quattrocento tra uomini
e donne risposero all'appello. Già alla pubblicazione
del primo volume tra i più assidui collaboratori compariva
un certo Dr.Minor da Crowthorne, nel Berkshire.
L'indirizzo da cui il dottor Minor mandava i suoi contributi
era il manicomio criminale di Broadmoor. Ma William Minor
non era un medico dello staff, o il direttore della struttura,
come aveva pensato Murray. Era il paziente numero 742.
Nato in Sri Lanka (l'antica Serendip, da cui deriva per caso
la parola serendipity) da genitori americani ,
laureato in chirurgia a Yale, medico di guerra per
i nordisti durante la Guerra Civile, omicida a Londra,
pazzo criminale nel Berkshire, colto amante delle parole.
Non è facile individuare chi William Chester Minor
fosse davvero.
Nel 1864, durante la Guerra Civile americana fu costretto
a marchiare a fuoco una "D" sul volto di un soldato irlandese
che aveva disertato una battaglia. Pare quest'episodio sia stato il nodo gordiano per la sua follia. Già internato nel 1868,
quattro anni dopo compie un viaggio in Inghilterra e
il 17 febbraio del 1872 il dottore si consegna alla
polizia londinese perché, preda di una mania di
persecuzione, quella stessa mattina aveva ucciso
a colpi di pistola un irlandese in una squallida stradina
di periferia.
Da carcerato Minor si trova solo tra le sue paranoie
e con un sacco di tempo libero. La stesura del dizionario
è forse per lui in rifugio, qualcosa di strutturato nella sua
vita disordinata. Nei trentotto anni in cui Minor collaborò
ala stesura dell'OED, mandò a ritmo serrato le sue schede
e sembra che i suoi contriuti siano più di dodicimila.
A volte ne mandava centinaia a settimana, tutte le schede
compilate con una precisone e un'accuratezza invidiabili.
Ma William Chester Minor era pazzo, e la morale
ipocrita della società vittoriana di certo non lo aiutò.
Nel 1902, convinto che di notte venisse portato
contro la sua volontà in luoghi lontani a prendere
parte a interminabili orge, il dottore esegue
un'operazione su se stesso. Attanagliato dai
sensi di colpa si esegue con un tagliacarte
una perfetta penectomia.
Uscì da Broadmoor nel 1910 e spese gli
ultimi dieci anni della sua vita negli ospedali
psichiatrici di Washington prima e Hartford, Connecticut,
poi fino a quando le complicazioni di una polmonite
lo uccisero il 26 marzo del 1920.
Parlo di me I Malibu Stacey, attivi dal 2003 nel panorama underground torinese, suonano un rock ruvido e potente
sul discrimine tra energia e melodia. Da più di quattro anni portano in giro sui palchi, piemontesi e non,
l'attitudine punk che caratterizza il loro sound alla quale accostano momenti acustici dalle liriche tenui.
Spesso in giro per i club del nord Italia, mettono in scena uno show sincopato e travolgente, che ha sempre
suscitato plauso nel pubblico e nella critica. L'energia e l'atmosfera del loro spettacolo gli ha permesso
di esibirsi a supporto di band come Linea 77, Super Elastic Bubble Plastic ,Infadels e di uscire vincitori da Ritmika 2006, rassegna
musicale moncalierese. Il ruolino di marcia continua, sempre ad un ottimo livello, nel corso del 2006 con le
serate all'Hiroshima Mon Amour di Torino e al Rainbow Club di Milano. L'estate dello stesso anno vede l'uscita
del primo lavoro, il promo "evedrailamericanchetu". Impegnati nell'estate 2007 in studio, con la compagnia
del maestro Marco "Cipo" Calliari, stanno perfezionando l'uscita del primo Ep ufficiale. Arrabbiata e allo
stesso tempo solare, tagliente ma dolce quest'ultima fatica discografica dei Malibu Stacey vede la partecipazione
di due grandi nomi della musica torinese: Paolo De Angelo Parpaglione, sax di Bluebeaters e Persiana Jones, e
il Diegone, storica voce dei Medusa e spalla fedele di Caparezza.
Contatti: Andre +393332569997
Albe +393392693474
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WOOOOOOOOOO GRANDI BroS MALIBU è STATO UN CONCERTO STUPENDO!!! DA QUEL FOTTUTO "concentrato di adrenalina, presa bene, tensione, metallo, legno, circuiti stampati, bestemmie, birra" CI AVETE REGALATO UN GRANDE SHOW, come sempre, anzi, SEMPRE MEGLIO! GRAZIE!