occhic'è quà..una raffinata deliziosa manina-Sonia sarebbe bello averti questi giorni quà-venerdì parte itinerario stabile quì a cesena.dormi quì da me-e ci si concede po di salute teatral-musicale. m?
TpO, Venerdì 20 giugno 2008. ore 21.30 "Otto" ovvero: per il diritto alla rabbia. Spettacolo teatrale di e con Carla Vitantonio musiche Paolo Tizianel
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“...nei passati otto anni ho fatto, in ordine sparso e ripetutamente, la cameriera al banco, la barista, la venditrice di multiproprietà, la valletta, la telefonista, la baby-sitter, l’insegnante privata, la segretaria, l’impiegata, la bibliotecaria, la commessa, la distributrice di giornali, la distributrice di volantini, la distributrice di gadgets, la cavia al dipartimento di psicologia, la redattrice, la promoter nei supermercati, il capro espiatorio in un’ufficio particolarmente problematico, l’interprete, l’esperta (o quasi) di consumo sostenibile, la donna sandwich...”
otto è uno spettacolo che rivendica il diritto a chiamare le cose con il loro nome. Otto non usa la dicitura car* per indicare entrambi i generi. Otto non crede alle pari opportunità, ma ci spera. Otto non parla di flessibilità ma di precarietà strutturale. Otto non è autobiografico, però nasce dall’osservazione del reale. Otto è in bilico. Che se un contratto regolare è un favore, se una casa (e non una stanza) in affitto è un privilegio, se una casa di proprietà è un lusso sfrenato, incazzarsi, almeno, sarà un diritto?
Manonuda siamo noi che ringraziamo te! E speriamo di incontrarci presto. Buon lavoro e buona vita (con la speranza che le due cose coincidano il più possibile!) :O)
È tempo di mettersi in ascolto. È tempo di fare silenzio dentro di se. È tempo di essere mobili e leggeri,di alleggerirsi per mettersi in cammino. È tempo di convivere con le macerie E l'orrore, per trovare un senso. Tra non molto, anche i mediocri lo diranno. Ma io non parlo di strade più impervie,di impegni più rischiosi,di atti meditati in solitudine. L'unica morale possibile È quella che puoi trovare, giorno per giorno, nel tuo luogo aperto-appartato. Che senso ha se solo tu ti salvi. Bisogna poter contemplare, ma essere anche in viaggio. Bisogna essere attenti,mobili, spregiudicati e ispirati. Un nomadismo,una condizione, un'avventura,un processo di liberazione, una fatica, un dolore, per comunicare tra le macerie. Bisogna usare tutti i mezzi disponibili, per trovare la morale profondadella propria arte. Luoghi visibiliE luoghi invisibili, luoghi realie luoghi immaginaripopoleranno il nostro cammino. Ma la merce è la merce, e la sua legge sarà sempre pronta a cancellareil lavoro dichi ha trovato radici eguarda lontano. Il passato e il futuro non esistono nell'eterno presente del consumo. Questo è uno degli orrori, con il quale da tempo conviviamo e al quale non abbiamo ancoradato una risposta adeguata. Bisogna liberarsi dell'oppressione E riconciliarsi con il mistero. Due sono le strade da percorrere, due sono le forze da far coesistere. La politica da sola è cieca. Il mistero, che è muto,da solo diventa sordo. Un'arte clandestinaper mantenersi aperti, essere in viaggio, ma lasciare tracce, edificare luoghi, unirsi a viaggiatori inquieti. E se a qualcuno verrà in mente, un giorno, di fare la mappa di questo itinerario; di ripercorrere i luoghi, di esaminare le tracce, mi auguro che sarà solo per trovare un nuovo inizio. È tempo che l'arte trovi altre forme per comunicare in un universo In cui tutto è comunicazione. È tempo che esca dal tempo astratto del mercato, per ricostruire il
un pas en arrière deux pas en arriere trois pas en arriere quatre pas en arriere cinq pas en arriere six pas en arriere sept pas en arriere huit pas en arriere ....puis le néant!!!! FEDE.