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Marco Mazzi

Comments

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  • Che fine ha fatto Marco? :D Baci

    2 years ago
  • Louise Bonzoni

    Un veloce passaggio per un caro saluto!
    Kiss!
    :-)

    2 years ago
  • Sara Photo and Life

    Marco Mazzi ma che fine hai fatto??? Passavo sempre nel tuo blog e leggevo sempre belle cose..spero che tu stia bene. UN bacio

    3 years ago
  • --------------

    ciao MM, ma qua non scrivi più? dopo tutto ...è qui che è iniziato tutto...no? :)

    3 years ago
  • daniela del giudice

    felice di essere qui
    grazie per avermi accolto!
    have nice day

    3 years ago
  • Aaliyah Hewson

    Ciao Marco grazie per aver accetato la mia Amicizia...
    Im very proud!!
    Attraverso le tue parole mi sembra di rivivere dei momenti ..
    Davvero complimenti per il tuo libro Baci Licya ;)

    3 years ago
  • Lucia Manca

    ciao Marco grazie per l'amicizia;)è un piacere!!!

    3 years ago
  • Giulia Bar

    CHI L'HA VISTO???


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    3 years ago
  • Computer Music & Projec…

    Ciao Marco
    considerato quello che ho letto nel tuo space, la top te la prendi per quello che dici e non per quello che fai! Interessante...
    Ciao
    Luca

    3 years ago
  • Ary

    Ben tornato!!
    mi/ci sei mancato!!
    baci*

    3 years ago
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    Un uomo solo. Un amore finito. Un'isola, Cajo Blanco. Un fuga per tentare di riscoprire se stesso, una ricerca spirituale affidata settimana dopo settimana al proprio diario. Il racconto di un nuovo amore che scoppia nel momento più inaspettato e che rivela in tutta la sua bellezza la forza della conquista di una consapevolezza interiore. Marco Mazzi ci racconta la sua esperienza di vita senza nessuna reticenza, lasciando che dalla sua voce prendano corpo le sue emozioni

    Dalla penna di uno dei più eclettici personaggi di MySpace arriva Diario di un Amore, il primo audio libro nato sul web e diventato nell’arco di qualche mese un vero e proprio must per i cultori della rete

    Per la prima volta in Italia un testo nato in rete è stato successivamente adattato per la pubblicazione audio. Una ricerca privata per dare un senso al proprio essere, una storia intima in grado di aprire il suo respiro toccando emozioni e sentimenti propri di ognuno di noi. “Diario di un amore” è l’esempio concreto di come la rete riesca a bypassare gli schemi tradizionali per sviluppare nuove forme di comunicazione sempre più liquide e sempre più crossmediatiche, senza per questo dover rinunciare al puro piacere di raccontare una storia personale che, di colpo, si fa universale

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"Paula è talmente bella che nemmeno il buio riesce a toglierle i colori"

VENERDÌ 9 GENNAIO 2009

Vivere a Londra è una bella esperienza

Soprattutto in questa Londra

La Londra illuminata dal Natale, musicata dal traffico, profumata dai parchi, popolata dalla frenesia

La Londra del grande freddo, delle cioccolate da Starbucks e dei the di Fortnum & Mason

La Londra di St James, Green Park e Notting Hill

In queste settimane Paula non è più la ragazza che avevo incontrato per caso in un negozio del centro, ma soprattutto non è più la ragazza che ostentava il suo distaccamento da relazioni e sentimenti

È molto premurosa, mi chiama trenta volte al giorno per chiedermi cosa stia facendo e per dirmi che mi ama

Ho la vaga sensazione che stia giocando a fare la fidanzata innamorata e che in fondo sia solo innamorata dell’idea di essere una fidanzata innamorata

Dal canto mio sono molto confuso, ma questo oblio riempie le mie giornate e mi fa stare bene

La mattina esce di casa verso le nove e rientra la sera verso le otto. A volte la raggiungo in centro per pranzo, quasi tutte le sere la raggiungo per l’aperitivo

Almeno una volta la settimana andiamo a teatro

Almeno una volta la settimana andiamo a cena fuori

Almeno una volta la settimana andiamo al cinema

Per il resto lei lavora

Per il resto io mi riposo, cammino e gioco a golf

Per il resto che resta mi fa domande su quel che sarà di noi e su cosa rappresentiamo l’uno per l’altra, dice che è disposta a seguirmi in capo al mondo e che sono l’unica persona da cui desidera avere un figlio

La donna che scappava di fronte ai “Mi sto innamorando di te” oggi mi chiede garanzie circa il futuro di una vita insieme ed un figlio

Domande a cui non ho risposta, domande che mi fanno tremendamente incazzare perché mi sembra di essere davanti ad un pubblico ministero che ascolta, annota e usa tutto quello che dici contro di te

Domande a cui rispondo con altre domande sollevando tutte le eccezioni, i vizi di forma e i dubbi del caso

Mi chiedo perché non si possa vedere crescere un sentimento insieme senza pensare ad ipotecare il domani

Mi chiedo perché bisogna sempre cercare la felicità ad un metro da noi

Mi chiedo il perché della necessità di ricevere garanzie, perché bisogna sempre “capitalizzare” e mettere tutto in una cassetta di sicurezza, sentimenti compresi

Mi chiedo perché bisogna sempre a pensare di risolversi la giornata senza fare mai "investimenti" a lungo termine

Necessità, aspettative e progettualità sono le tre prerogative comuni affinché un rapporto non scada mai, ma se è vero che i progetti fanno parte della vita di coppia, è altrettanto vero che il sentire la necessità di farne è una cosa che deve arrivare in maniera molto naturale

Io l’ho imparato ascoltandomi

Imparando a parlare al cuore

Così ho imparato che la vita fa il suo corso indipendentemente dalle nostre volontà e a noi è data solo la facoltà di indirizzarla

Ho imparato a gestire le cose nel momento in cui mi ci ritrovo, per dirla in parole povere, tiro fuori le chiavi di casa solo quando sono davanti alla porta di casa

Ci sono invece persone che cercano il proprio stato di benessere nelle parole degli altri, avanzando richieste, estorcendo promesse finalizzate a provocare uno stato di piacere che per quanto immediato, resta effimero e fugace

Lentamente mi sto trasformando in un “triste maschio senza amore”, un solitario che ama la compagnia, ma che si ferma ad ascoltare il proprio sé

Vivo alla velocità di un paracadutista in caduta libera, ma so gestire altrettanto bene l’atterraggio, il momento in cui è molto importante rallentare e frenare affinché l’impatto con il suolo sia gentile

“Io ti voglio, voglio essere la tua Première Dame”, mi ha urlato ieri sera con le lacrime agli occhi a seguito dell’ennesima discussione

“Paula”, le ho risposto, “Non commettere l’errore di legare la tua serenità alla presenza di una persona. Felicità e vita di coppia non sono sinonimi, soprattutto per chi come te sa quello che vuole e non è disposto a scendere a compromessi per ottenerlo”

Paula è la donna più intelligente che abbia incontrato, per me è perfetta così e non sopporto che per piacermi si trasformi in ciò che non è

A me Paula piaceva quando non sapevo nemmeno che si chiamasse Paula

Figuriamoci oggi

Mi piace perché è l’unica donna che non smetterei mai di baciare sulle labbra

Mi piace perché è l’unica donna che non smetterei mai di sfiorare ed accarezzare

Mi piace perché è l’unica donna che non smetterei mai di guardare

A me Paula piace per il profumo della sua pelle, per il disegno delle sue labbra, per il suono della sua voce

Paula è talmente bella che nemmeno il buio riesce a toglierle i colori


GIOVEDÌ 25 DICEMBRE 2008

Ci sono momenti in cui mi piace scrivere a ruota libera, senza filtro, senza tema

Sono quelle volte in cui poi mi rileggo, mi riconosco e mi piaccio di più

Vivere incasellato non è mai stata la mia specialità

Vivere incastrato in un titolo o in un ruolo non mi è mai piaciuto, non per questo mi sono mai sentito inferiore a chi vive costretto tra etichette e protocolli

A mia madre non sono mai riuscito a spiegare che lavoro faccio; lei sa solo che la mattina esco di casa per andare in ufficio anche se non ha ancora ben capito dove sia il mio ufficio, visto che ogni tanto la chiamo da Londra, ogni tanto da New York e ogni tanto da Milano

Sono sempre stato forte dei miei principi morali ed etici, ma questo non mi ha mai impedito di sognare e di realizzare i miei sogni

Vivo nella convinzione che la libertà di ognuno di noi nasca dalla libertà di espressione delle proprie azioni, dei propri pensieri e dei propri sogni

“Esprimersi non significa solo scrivere un libro o fare un film, esprimersi significa anche toccare con infinita grazia il naso di un burocrate che ci sta davanti riuscendo a farlo in modo tale che lui ritrovi un sentimento umano”

“Esprimersi rafforza il quadro immunitario”

Per anni le persone inseguono sogni che vedono poi naufragare di fronte al cinismo di chi li circonda

Per anni le persone inseguono sogni che riescono a realizzare solo in parte a causa degli eventi e delle responsabilità di cui questa società ci fa carico fin da bambini, ma smettere di sognare è il più grande errore che si possa commettere

I sogni sono una finestra aperta sul grande gioco della vita, e se da un lato non è possibile vivere di soli sogni, dall’altro è vero che i sogni aiutano a vivere meglio (Marzullo docet)

Io non so come si faccia a diventare una persona di successo, ma so per certo che la cosa che accomuna tutti coloro che lo sono diventati è stato il non avere mai smesso di sognare di diventarlo

Ci sono momenti in cui mi piace scrivere a ruota libera, senza filtro, senza tema

Sono quelle volte in cui poi mi rileggo, mi riconosco e mi piaccio di più

Questa è una di quelle volte

Buon Natale

Le frasi virgolettate sono di Silvano Agosti


VENERDÌ 12 DICEMBRE 2008

Mantenere dei rapporti a distanza non è facile, soprattutto quando l'unica cosa che desideri, è stare insieme a lei

Il punto è che io e Paula non “stiamo insieme”, almeno secondo il suo personale modo di vedere le cose, anche se il “Ti amo” che mi ha lasciato sulla porta del frigorifero, le trenta telefonate al giorno e la scenata di gelosia di sabato, mi sembrano atteggiamenti un po’ in contraddizione con il “suo personale modo di vedere le cose”

O forse sono io che non so dare il giusto peso ai gesti, agli sguardi e alle parole

“Se mi vuoi allontanare da te dimmi che ti stai innamorando di me”, mi disse il giorno in cui facemmo l’amore la prima volta; adesso mi lascia scritto “I love you” sul frigorifero e si arrabbia se le dico che ho visto o sentito una mia amica

Anche se per il “suo personale modo di vedere le cose” noi continuiamo a non essere fidanzati

È vero che in inglese non esiste il meno impegnativo "Ti voglio bene", ma è altrettanto vero che avrebbe potuto scrivermi solo "Love" o "Much love"

Anche un bambino (inglese) capisce che “I Love you” ha un solo significato tra due persone che si baciano, si tengono per mano, si sentono trenta volte al giorno e fanno l’amore insieme

Ieri sera faceva freddo e non aveva ancora smesso di piovere dalla mattina; siamo stati a cena da Ivy con amici e alle undici eravamo già a casa

“Mi sdraio cinque minuti sul letto” mi ha detto appena siamo entrati in casa, “Nel frattempo prepari una tisana?”

Ho acceso la tv, e il fornello per scaldare l’acqua per la tisana

Dopo un quarto d’ora, non vedendola arrivare le ho portato la tisana in camera e l’ho trovata in piedi a fissare la pioggia dalla finestra

“È successo qualcosa?” le ho chiesto allungandole la tazza

Qualche attimo senza segni di vita e quindi mi ha risposto muovendo la testa da sinistra verso destra

“Ahia”, mi sono detto, “Adesso apre bocca e sono cazzi”

Un altro attimo senza segni di vita

“Hai toccato i miei punti di equilibrio” mi ha detto rompendo il silenzio

“Mi hai aperto il quarto chackra” ha continuato

“Oggi ho le stesse certezze di qualche settimana fa, vale a dire nessuna

No, non dire niente, so di averti detto che per allontanarmi ti sarebbe bastato dirmi che ti stavi innamorando di me e non so cosa mi sia successo, ma so che se ora non ti dico in continuazione che ti amo e non mi dici in continuazione che mi ami, io potrei anche morire”

“Ma non era quella che secondo il suo personale modo di vedere le cose noi non stiamo insieme?”, mi sono chiesto in silenzio

“Ho sempre vissuto in clandestinità, ho sempre vissuto di silenzi, di fughe, di bugie. Più di una volta mi sono ritrovata a non sapere nemmeno più quante mezze relazioni avessi da quanto erano inesistenti ed inconsistenti”

“Uno sapeva di tutti, uno di uno, uno di nessuno, ed io non sapevo nemmeno di me”

“Quando quel giorno ti vidi scendere le scale da Desigual mi paralizzai, non mi chiedere il perché, perché non lo so, so solo che una scossa mi ha percorso la spina dorsale. Sapevo che non avresti acquistato, avevo già capito che eri uno di quei rompicoglioni che provano mille cose e non comprano niente, ma ho subito sperato che ti provassi tutto il negozio per averti il più possibile lì con me”

“Non ci capisco più niente Marco, da un mese mi sveglio, vivo e mi addormento con il pensiero di te. E non hai idea di quanto mi faccia incazzare questa cosa”

“Credo che tu sia il più grande stronzo che abbia mai incontrato, l’unico che sa farmi stare male con uno sguardo ed un silenzio, tutte le sere prego il Signore che mi salvi, che mi svegli da questo incubo, ma tutte le sere prego pure che tu rimanga con me per sempre”

“In questi anni ho incontrato persone che mi hanno voluto tanto bene, che per me avrebbero fatto qualunque pazzia, che mi hanno promesso mari e monti, eppure non mi sono mai sentita amata come in questo momento con te”

“Hai resettato la mia memoria relazionale e sentimentale, sono completamente annullata davanti al tuo sguardo, alla tua voce, alle tue carezze, al mio sentimento per te”

“Forse non sei l'amore di una vita, ma per certo so che sei l’amore che mi sta cambiando la vita”

La ascoltavo come se mi stesse raccontando una favola

Non la riconoscevo

Fino a quel momento non si era mai abbandonata a simili smancerie da femminuccia, aveva sempre tenuto a freno le emozioni, non si era mai lasciata andare fino in fondo e quell’outing mi stava mandando in palla totale

Anche nei confronti di noi maschietti non è che avesse mai speso delle grandi parole, anzi

Parlava guardando fuori dalla finestra e non mi sarei sorpreso se ad un certo punto si fosse voltata verso me ridendo e dicendo: “Eddai, non crederai mica che stia dicendo sul serio!?!”

“Per me lo stare da sola è una scelta", ha continuato, "Non ho mai sopportato di svegliarmi con un uomo nel mio letto e mi da fastidio ritrovarmi in questa situazione senza averne il controllo"

"Non la so gestire, non sono io”

“Io, che me la sono sempre cavata da sola, adesso dipendo da un pensiero fisso, da un’altra persona, da un uomo, da te”

“Una cosa che ti serve è una cosa che ti possiede, non sei tu a possedere lei, è lei che possiede te perché tu hai bisogno di lei e per questo che non ti può dar piacere, me l'hai insegnato tu, e io non volevo arrivare al punto che tu fossi una necessità, volevo fossi una libera scelta, la mia libera scelta”

“Sto male, ma oramai ci sono dentro fino al collo, non mi sono tenuta nulla in mano e non ho più carte da giocare”

"Ho bisogno di te e basta perché “Io sono te”"

“Ora mi rimetto alla tua coscienza; tu sai che sono una bambina da prendere per mano e da proteggere da ogni forma di male. La stessa cosa farò io con te”

“Che si aprano le danze”

Si è poi voltata, mi è venuta incontro e ci siamo abbracciati

In quel momento il rischio che mi dicesse che era tutta una farsa era passato

“Io non so come sia la vita con te, Marco, ma so che senza di te non è vita”

“Ti odio”

E mi ha sorriso

L’ho soffocata di baci, ci siamo abbandonati al letto e ai nostri corpi

Dopo aver fatto l'amore, ci siamo addormentati abbracciati. La sua schiena contro il mio ventre mentre le stringevo le dita dei piedi attorno alle caviglie, come delle mollette, perché non potesse volar via la notte. Eravamo come un'immagine in un libro di scienze: un frutto tagliato a metà, io la buccia e lei il torsolo

La frase finale è l’adattamento di una citazione di David Grossman contenuta in “Che tu sia per me il coltello”


LUNEDÌ 1 DICEMBRE 2008

Con Paula camminiamo tanto, parliamo tanto, ridiamo tanto, condividiamo tanto, ci guardiamo tanto e ci studiamo tanto

Con Paula facciamo tante cose tanto, e tante cose poco

Ho cercato di spiegarle che anche se ogni tanto cambiamo gli addendi la somma resta sempre uguale, ma lei sembra non capire e io non capisco se non capisce perché è poco ferrata in matematica o perché è più ferrata di me sui rischi che si corrono nel cambiare la posizione degli addendi

Spesso, la mattina, prima di andare a lavorare scende a Gloucester, io l’aspetto all'uscita della metropolitana con un mazzo di fiori ogni volta diverso, facciamo colazione insieme e poi prosegue per Piccadilly

Altre volte facciamo due passi fino alla fermata di Knightsbridge, colazione da Valerie, poi lei prende la metropolitana e io proseguo fino ad Hyde Park

All'uscita di Gloucester c'è un fiorista che ha dei fiori coloratissimi e profumatissimi

Il negozio è minuscolo e l’omino spesso lavora all’esterno su un tavolino pieghevole in legno di quelli con la fuga in mezzo alle doghe

La mattina presto un furgone lascia i fiori freschi davanti al negozio

Il fiorista arriva verso le sette, apre il negozio, tira fuori il tavolino ed una sedia

Anche questa pieghevole, anche questa con la fuga tra le doghe

Sgomberato il negozio che misura quanto il tavolo, la sedia e qualche vaso, accende la luce e prende una cassetta in legno che contiene forbici, carta stagnola, fiocchi colorati, nastri colorati e guanti da giardiniere, la appoggia sulla sedia ed inizia a lavorare

È un piacere guardarlo mentre apre gli scatoloni perché appena vede i “suoi” fiori prendere la luce gli iniziano a brillare gli occhi

Proprio come me quando vedo Paula uscire dalla metropolitana

Una volta l’ho pure visto commuoversi

Uno ad uno, inizia a lavorarli con lo stesso amore con cui una mamma accarezza il proprio bambino e quindi li ripone nei vasi

Ieri pomeriggio c’era il temporale e il buio del tardo pomeriggio amplificava il ticchettio della pioggia sulla finestra del soggiorno

Eravamo sul divano, sdraiati l’uno con la faccia che guardava i piedi dell’altro e onestamente non ricordo cosa ci portò in quella posizione

Si parlava di come la tecnologia ha cambiato le relazioni e di come noi ci fossimo invece conosciuti nel più tradizionale dei modi

Si discuteva di come gli sms, le reti sociali e le chat, non abbiano fatto altro che togliere spontaneità alle relazioni, trasformandole in un calcolo continuo, inibendoci e imponendoci di rieditare ogni slancio prima di manifestarlo

Queste forme di comunicazione, da un lato hanno avvicinato le persone e dall’altro ci hanno abituato a rapporti sterili e privi di contenuti in cui “l’adescamento” è il solo fine

In poche parole ci hanno dato tutto subito, senza prepararci ed educarci al sentimento

La pioggia picchiava incessantemente sulle finestre ed il silenzio fu rotto da un sospiro di Paula

“Vedi Marco, io non so se sia colpa di internet, quello che so è che alla mia età le relazioni nascono sui fallimenti di altre

Bada bene, non mi sto iniziando a lamentare e non voglio nemmeno fare la vittima, ma è così

È una cosa di cui ho preso oramai atto da anni, anche se ammetto la mia difficoltà nell'accettarla

Per chi come me ha guardato passare i treni dell’amore senza salirci, i rapporti non nascono più sotto il segno della gioia e del piacere, ma sotto quello della noia e di quel senso di abbandono a cui sempre più spesso ci si arrende

Non ho mai scelto la vita facile, lo sai, ho sempre cercato il problema, la serenità affettiva non è mai stata per me

Di storie piene di guai ne ho avute e ne continuo ad avere

Tu sei una di queste

Sono una donna molto passionale ed istintiva, quindi non riesco a non gettarmi in qualcosa che mi piace anche se resto consapevole dei guai a cui vado incontro

Probabilmente scelgo le storie complicate perché ho paura di averne una seria

Appena sento parlare di case, spazzolini, cene o letti da condividere mi si stringe lo stomaco ma per assurdo sogno l'abito bianco, i figli e la famiglia da pubblicità in prima serata

È la prima volta che riesco a parlare di questo ad un uomo, e forse non è un caso che ne parli proprio a te”

Restai in silenzio per qualche minuto e manco a farlo apposta aveva anche smesso di piovere, così non c’era nemmeno un rumore a riempire il vuoto che si era creato

Per la prima volta una donna aveva dato voce al mio conflitto interiore, al malessere con il quale convivo da sempre e, per tornare al famoso calcolo statistico, mi chiedevo se fosse un caso che avessi fatto di tutto per incontrarla e conoscerla

Cosa mi aveva portato a lei?

Un cappotto in una vetrina?

Pensandoci sono piombato in un sonno profondo

Ieri sera mi sono svegliato che la stanza era vuota

Ho chiamato il suo nome senza ricevere risposta

Fuori era buio e pioveva a dirotto

Ho acceso la luce e sono andato in bagno

Poi in cucina

Sulla porta del frigorifero ho trovato un biglietto

“Tu sei il mio amore e la mia disperazione
Tu sei la mia follia e la mia saggezza
E sei tutti i luoghi in cui non sono stata
e che mi chiamano da tutti gli angoli del mondo
Tu sei queste sei righe
cui devo limitarmi per non gridare”

Ti amo

Paula

La frase che Paula mi ha lasciato sulla porta del frigorifero è di Henrik Nordbrandt


SABATO 20 SETTEMBRE 2008

In principio il mondo era abitato da strani esseri con due teste, quattro braccia, quattro mani e quattro gambe

Alcuni erano dello stesso sesso

Altri di sessi opposti

Tutti felici

Giove, vedendoli così contenti, invidioso, li divise e li sparse in giro per il mondo lontani tra loro

Da allora le anime gemelle si cercano e il più delle volte vedono la loro vita spegnersi senza essersi incontrati

Io l’avevo incontrata

Senza saperlo, in quel tempo eravamo dei ringo boys ante litteram

Era lei, sapevo che era lei e se quel famoso giorno Giove si fosse fatto i cazzi suoi ora non sarei qui a prendermi i reumatismi su dell’erba bagnata davanti a Buckingham Palace

Infatti

Sdraiato sull’erba, sacchetto di Desigual a farmi da cuscino, mercoledì della scorsa settimana sono rimasto tutto il giorno a guardare gli scoiattoli giocare a St James

Ricordo di avere anche letto un libro, ma non ricordo quale

Ricordo solo che usavo il telefono per tenere aperte le pagine e ogni due righe smettevo di leggere per vedere se fossero arrivati messaggi o telefonate che non avevo sentito

Avrò cambiato almeno cento volte la suoneria ed altre cento le impostazioni della suoneria, ma niente niente niente

D’altro canto non potevo andare in negozio a chiedere se fosse arrivata e se le fosse stato dato il mio numero

Non potevo nemmeno continuare a fare avanti indietro per la Regent, perché mi avrebbero scambiato per un maniaco

Ero paralizzato dai timori

Non avevo dormito tutta notte, avevo mangiato una brioche vuota e bevuto una centrifuga carote, mela e doppio zenzero, ma non avevo sonno

Per la paura che chiamasse e trovasse occupato ho telefonato addirittura al servizio clienti Tim per chiedere se la linea e l’avviso di chiamata fossero attivi

A tutti rispondevo dicendo che li avrei richiamati in cinque minuti, senza richiamare mai

Ho cancellato tutti i messaggi che avevo in memoria per paura che il suo non arrivasse

Insomma, un cretino a Londra

Non ricordavo il suo viso, non ricordavo la sua voce, non mi era rimasto niente di lei nella memoria visiva eppure erano ventiquattro ore che la pensavo

Ero diventato come Cathrine

Lei Heathcliff

Ero talmente agitato che per un attimo ho pensato pure di citofonare alla regina per chiederle di darmi una mano

Come sarebbe stato se mi fossi presentato da Desigual con la Betta?

Vabbé, l’unica verità è che a mezzanotte il telefono non aveva ancora suonato ed io stavo guardando per la quinta volta la finale degli US Open di Tennis

Mi sono svegliato a mezzogiorno del giorno dopo, ma vestito dalla sera prima mentre Federer e Murray continuavano a giocare ed il telefonino indicava che la memoria dei messaggi era esaurita

“Ti aspetto alle sette davanti a Lillywhites. Vorrei vedere Les Miserables. Vieni?”

Non c’era un ciao, un nome, un niente

E se non fosse stata lei a scrivermi?

E se si fosse trattato di uno scherzo?

Forse lo store manager o tutti i commessi insieme o ancora peggio lo store manager ed i commessi tutti insieme sotto la regia di lei

Per l’agitazione avevo pure cancellato il messaggio perdendo così ogni possibilità di richiamarla

Sono andato a pranzo a La Strada, un ristorante italiano a Earl’s Court dove si mangia una mozzarella di Bufala eccellente e alle tre sono tornato in camera

Ho puntato la sveglia alle cinque e mi sono addormentato con le finestre aperte mentre fuori pioveva ed era buio

Alle sei e mezza sono salito in metropolitana e alle sette meno dieci ero già davanti a Lillywhites

Chi mi conosce sa che per me è una cosa straordinaria dal momento che riuscirei ad arrivare in ritardo anche in anticipo

Sono salito al quinto pianto di Lillywhites con la sveglia del telefono puntata alle sette, ho incrociato mille sguardi e chiunque mi guardasse mi faceva pensare allo scherzo

Alle sette una vibrazione mi ha attraversato il corpo, e non solo per la suoneria del telefono

Ho sceso le scale di corsa, avevo il cuore in gola, ma non per la corsa

Per la prima volta in vita mia stavo andando ad un incontro al buio con una persona di cui non conoscevo il nome e non ricordavo nemmeno il viso

“Cosa stai facendo?” mi ripetevo

Appena fuori da Lillywhites ho guardato a destra, poi a sinistra, ma nessuno mi ricordava lei

Ero talmente agitato che sono andato a presentarmi a tre che stavano parlando per i fatti loro e che appena ho detto “Marco” mi hanno riso in faccia

E se fossero state loro a farmi uno scherzo?

Erano le sette e un quarto e fino a quel momento ogni ricerca era stata vana

Sconsolato mi sono così seduto sulla scala che porta alla metropolitana pensando che sicuramente c’era qualcuno che si stava facendo delle grasse e grosse risate guardandomi da lontano

Alle sette e venticinque un messaggio mi informava delle promozioni in atto per chiamare dal Regno Unito

Affanculo le promozioni

Alle sette e ventisette un messaggio

La banca che mi dava il saldo in tempo reale

Che vada affanculo anche la banca

E che ci vada pure il saldo

Ci mancava anche il saldo a farmi cadere ancora più in depressione

Erano quasi le otto e avevo perso ogni speranza

Se c’è una cosa che mi fa incazzare è aspettare, mi sembra di buttare via il tempo

Sono un inguaribile ritardatario, ma non tollero il ritardo degli altri

Altro che Les Miserables, adesso sì che ho capito

“Ti aspetto alle sette davanti a Lillywhites. Vorrei vedere Les Miserables. Vieni?”

Significava che aveva voglia di vedere un miserabile

Me

Come ci siamo poi incontrati è tutto un film e non voglio tediarvi con questa storia, vi dico solo che il miserabile non ero io e che quella sera è successo di tutto, pure che qualche ora dopo quell’attesa estenuante, ero a cena con tre bellissime ragazze del Suriname

Paula abita insieme alla sorella Laura e ad un'amica, Madeline, in una casa molto graziosa poco lontano dalla fermata di Boston Manor

Il padre, diplomatico, e la madre, vivono ad Osdorp, un piccolo sobborgo vicino ad Amsterdam

Paula e Laura sono nere come l'ebano e sono bellissime

Tre anni fa Laura ha partecipato alle finali di miss Olanda ed è a Londra perché sta lavorando per la Cape

Madeline è di Paramaribo, anche lei è nerissima e bellissima e da quel che ho capito è la cugina di Paula e Laura

Mi hanno chiesto se conosco il Suriname

Io so che il Suriname si trova in America del sud a nord del Brasile e che è una colonia olandese perché ero un fan di Tony Scott, il comandante, quello di That's How I'm Living, The Chief, Get Into it "...bi i ei ti is the ridm...", che per l’appunto, è del Suriname

Sono rimaste sorprese quando gli ho detto di Tony Scott perché s’aspettavano che gli facessi i nomi di Seedorf e Davids che essendo calciatori ed avendo giocato nel Milan secondo loro erano più famosi, ma io conoscevo Tony Scott e a dire la verità non sapevo nemmeno che Seedorf e Davids fossero del Suriname, tantomeno che giocassero o avessero giocato nel Milan

Poi mi hanno chiesto cosa facessi in città e gli ho risposto che sono venuto a Londra perché ho saputo che da Desigual lavora una ragazza bellissima

Laura e Madeline non hanno capito subito la battuta, ma Paula mi ha guardato, ha sorriso, mi ha mandato un timido bacio e ha abbassato lo sguardo

Quindi è calato un improvviso ed inaspettato silenzio

Per rompere il ghiaccio mi sono così proposto come cuoco preparando loro spaghetti al pomodoro perché in casa avevano solo gli spaghetti e la passata di pomodoro in bottiglia

Quando mi hanno visto mettere lo zucchero nel sugo hanno pensato che mi fossi sbagliato, ma quando hanno visto che ho preso anche il sale, mi hanno chiesto cosa stessi facendo

E così ho spiegato loro la mia teoria dello zucchero nel pomodoro

Oggi è sabato

Un sabato di settembre

Il terzo

Di settembre

E non perché l'ho deciso io, ma perché sabato scorso era il secondo sabato di settembre


SABATO 13 SETTEMBRE 2008

Oggi è sabato

Un sabato di settembre

Il primo

Di settembre

E non perché l'ho deciso io, ma perché sabato scorso era il 30 agosto e agosto ha 31 giorni

A Milano fa caldo

25 gradi

Forse anche qualche cosina di più

A Londra piove e fa freddo

15 gradi

Forse anche qualche cosina di meno

A me Londra piace soprattutto quando piove e fa freddo

Trovo infatti che il sole e il caldo non rendano giustizia a questa città caotica e rumorosa

A Londra come a New York, ho scoperto il piacere del traffico e della confusione, che qui, come a New York, sono diversi

A Milano, il traffico e la confusione danno fastidio, qui sono dita che pizzicano le corde dell'anima

Da quando sono qui ho ricominciato ad essere curioso e la cosa mi rende particolarmente euforico

Guardo le vetrine, le persone, le cose, il traffico, le strade

Le scruto

Le studio da ogni angolazione

Cammino, mi fermo, torno indietro e mi fermo ancora

Il tempo non ha prezzo

Da qualche giorno mi vedo con Paula, una ragazza del Suriname che abita a Londra da tre anni

L'ho conosciuta martedì da Desigual

Ero entrato perché avevo visto in vetrina un cappotto che mi piaceva, lei stava piegando delle maglie e mi ha indicato quello che cercavo

Qualche minuto dopo è venuta a chiedere se avessi bisogno e abbiamo scambiato due parole

Un'ora più tardi l'ho incontrata alla fermata di Piccadilly

Ci siamo sorrisi, quindi è arrivato il treno e abbiamo passato tutto il viaggio a guardarci in silenzio

Uno accanto all’altra

Io guardavo se lei mi guardava, e lei mi guardava

Lei guardava se io la guardavo, e io la guardavo

Avrei dovuto scendere a Gloucester Road, ma complice questo sottile gioco di sguardi mi sono ritrovato a Boston Manor che è un bel po' di fermate più in là

Paula è scesa e io per non fare quello che era rimasto in metropolitana per lei, ho proseguito fino a Osterley dove ho preso il treno che andava nella direzione opposta

Ho trascorso la notte insonne nell’attesa di ricevere un suo messaggio e solo quando è stata mattina mi è venuto in mente che non mi avrebbe mai potuto mandare un messaggio perché non aveva il mio numero

Così ho fatto la doccia e sono andato da Desigual a cercarla

A dire la verità, martedì scorso, oltre a non avere il mio numero non sapeva nemmeno il nome, e a pensarci bene nemmeno io sapevo ancora il suo

I negozi a Londra aprono tardi e visto che era presto ho deciso di fare due passi

Ho fatto colazione da Valerie sulla Kensington e ho proseguito per Piccadilly attraversando Green Park

In un’ora di passeggio il tempo è cambiato cinque volte

Sole, pioggia, freddo, caldo e ancora pioggia

Sono arrivato da Desigual che era ancora chiuso e così sono andato a vedere la vetrina di Agent Provocateur dietro a Carnaby

Alle dieci sono tornato da Desigual che non era ancora a aperto e così sono andato a trovare Richard, un mio amico di Londra che ha l'ufficio vicino a Covent Garden

A mezzogiorno sono tornato da Desiguial, ma Paula non era ancora arrivata e io non sapevo ancora che si chiamasse Paula

Ho chiesto di lei, ma non sapevo cosa dire se non che stavo cercando una ragazza di colore che scende alla fermata di Boston Manor

Lo store manager si è messo a ridere perché mi ha detto che lì lavorano almeno dieci ragazze di colore e che nessuna di queste era di Boston

“Boston Manor”, ho subito replicato, “Not Boston USA”, ma ho capito che non aveva capito, e forse non conosceva nemmeno la fermata di Boston Manor

Ho così scelto una via diplomatica e strategica acquistando il cappotto (che onestamente stava meglio sul manichino in vetrina) e al momento di pagare gli ho lasciato il mio numero di telefono pregandolo di darlo alla ragazza di colore che scende alla fermata di Boston Manor

Ho capito che mi avrebbe aiutato quando mi ha fatto una fotografia con il telefonino e che gli ero simpatico quando mi ha fatto lo sconto sul cappotto

Quando faccio queste cose mi piaccio

Mi sono reso conto che da quando ho scelto di lasciarmi andare, la vita mi sorride di più e io sto meglio

Prima vivevo tra mille fuochi, avevo mille paure, mille sensi di colpa, mi creavo mille alibi per giustificarmi una non azione e mi giustificavo ogni scelta che non fosse nelle mie corde

"Non puoi tenere tutto sotto controllo", mi disse Tiziano, e fece bene a ricordarmelo

La rinuncia deve fare parte del piacere e non delle delusioni, dei fallimenti e dei dolori, è come la scelta "Ho scelto di rinunciare" e non va mai subita

Se non mi fossi lasciato andare non avrei mai incontrato Paula, se avessi iniziato a fare mille calcoli non sarei mai rimasto a Londra e sarei tornato a casa, laddove mi aspettavano i miei impegni

Ed invece ho accompagnato tutti all'aeroporto e all'aeroporto ho detto a tutti che non sarei partito

So già che questa cosa non ha nulla a che vedere con il cambiamento radicale che mi imposi sbarcando a Cajo Blanco, so già che non tarderò a rientrare in Italia, ma so anche che oggi ho deciso che il mio unico impegno sono io

Sono tornato in albergo e l'ho disdetto senza avere idea di dove sarei andato a dormire

Volevo andare a Liverpool, ma poi ho incontrato Paula e sono rimato qui

Andrò a Liverpool, ma andrò anche a Brigthon, a Dover e sull'Isola di White dove Peppino incontrò Bob Dylan

Adesso ci penso

Per ora so che ciò che è giusto è ciò che accade

Ma torniamo a Paula

Oggi è sabato

Un sabato di settembre

Il secondo

Di settembre

E non perché l'ho deciso io, ma perché sabato scorso era sabato 6 settembre


LUNEDI' 1 SETTEMBRE 2008

PAOLA

Alle otto è già buio

Fa ancora caldo, ma è già buio

L'estate è finita, la nostalgia per quello che è il più bel periodo dell'anno, almeno per una buona parte di italiani, si fa sentire

Paola è appena tornata da Formentera e sta già cercando un volo per ripartire

Subito

Sabato

Mi ha proposto di aprire un chiringuito sulla spiaggia

"Facciamo i mohiti e prendiamo il sole", dice lei

"Fosse facile", dico io

Mi parla di magia, energia, vibrazioni, profumi

Srotola una serie di parole più o meno mistiche per rendermi l'idea del suo stato d'animo

Mi ha detto che legge Osho

Formentera omologa lo status di single

Fa sentire meno soli

A giugno e luglio mondanità a Milano Marittima

Ad agosto misticismo a Formentera

Paola ha bisogno di scappare, ma non sa dove andare

Sa che così non va, ma non sa cosa va e ha bisogno di credere che sia un problema di luoghi

FRANCESCA

Alle otto è già buio

Fa ancora caldo, ma è già buio

L'estate è finita, la nostalgia per quello che è il più bel periodo dell'anno, almeno per una buona parte di italiani, si fa sentire

Francesca è appena tornata da Riccione e sta già cercando un treno per ripartire

Subito

Sabato

Ha prenotato l'Eurostar delle sette e zero cinque

31.40 euro andata e ritorno in seconda classe

Va con Sofia, la sua compagna di classe del liceo

Va da Fabio

L'ha conosciuto tre martedì fa alla "Villa"

Mi ha detto che si vuole trasferire a Riccione, tanto là da lavorare ce n'è e poi i genitori di Fabio hanno un albergo e un posto glielo troverebbero

E poi là vivi con poco

Quest'estate è andata avanti mangiando cocco in spiaggia e facendo l'aperitivo al Victor

Peccato che tra due settimane quello del cocco torna a casa sua e che a patatine e olive non vai lontano

Peccato che tra due settimane in spiaggia ti devi mettere il maglione

Peccato che tutto sto gran lavoro invernale a Riccione, io non l'abbia mai visto

Francesca cerca l'amore, ha bisogno di innamorarsi

Fosse anche della sola idea di esserlo

Francesca cerca stabilità, ha bisogno di credere che sia anche se non è

GIORGIA e DAVIDE

Alle otto è già buio

Fa ancora caldo, ma è già buio

L'estate è finita, la nostalgia per quello che è il più bel periodo dell'anno, almeno per una buona parte di italiani, si fa sentire

Giorgia è impiegata in una piccola azienda di Cormano: 1.500 euro al mese, tredicesima e quattordicesima

Davide è un agente di commercio: fisso di 800 euro al mese e poi "che Dio gliela mandi buona"

Sono partiti il 3 agosto per Gallipoli e a Gallipoli hanno scoperto di essere marito e moglie

Sono tornati martedì 26 agosto

Lei è andata a casa

Lui è andato dalla madre

Si separano

Subito

Sabato

Giorgia e Davide cercavano la persona con cui stare e quando si sono trovati hanno scoperto che sarebbe stato meglio continuare a cercarsi senza mai trovarsi

Giorgia e Davide cercavano i riti, i tempi, i riferimenti, i valori

Li hanno annegati in un'estate di neffandezze

La tv tiene unite le famiglie

Addormenta i sogni

E la realtà


SABATO 16 AGOSTO 2008

Trovo sia difficile ammettersi l'onestà verso se stessi

A mio avviso rientra nei discorsi che riguardano lo spirito di sopravvivenza

Credo che una mente lucida non riesca ad essere autolesionista e se l'essere onesti con se stessi provoca sofferenza, prima dell'ammissione credo intervenga lo stesso principio, che preleva immediatamente dalla nostra mente il pensiero malato per annegarlo nell’oblio

Io sono una persona fortunata, molto, la fortuna è il binario su cui vivo

Le mie frustrazioni affiorano tutte le volte che deraglio, ogni volta che seguo un istinto che non è il mio, quando faccio cose che non sono nelle mie corde, che nemmeno voglio e per cui mi pento mentre le sto per fare

A volte anche prima

Tutto procede secondo programma

Sono rientrato ieri sera

Il volo da Los Angeles era in ritardo e a Londra ho perso la coincidenza

Oggi riparto

Milano Francoforte

E poi diretto per Tokyo

Ieri pomeriggio, mentre aspettavo il volo per Milano mi ha chiamato Tiziano

Quando sei in casa con le tapparelle abbasate e il mondo fuori fa rumore, mi basta pensare alla sua serenità e sto meglio

Mi ha aiutato sempre e a pensarci bene mi sento anche un po’ stronzo perché sembra che corra da lui solo quando sono ferito

E invece non è così

E lui lo sa

Gli ho raccontato di questo ultimo periodo, della confusione che ho dentro, del fischio all’orecchio destro con il quale mi addormento tutte le sere e mi sveglio ogni mattina

“Devi abbassare la guardia”, Mi ha subito interrotto, “Non puoi pensare di tenere tutto sotto controllo, è impossibile, non ce la farai mai. Lascia che le cose vadano come devono andare. Come puoi pretendere di sapere sempre cosa è giusto e cosa no, cosa è normale e cosa no? Perché vuoi spendere e perdere la tua vita a vivere di rinunce per pensare a cosa è meglio fare?”

“Bada bene, non ti sto dicendo che devi accettare una cosa che non ti fa stare bene, ti sto solo dicendo che questa è la vita, e che ovunque andrai nel mondo le cose saranno così, a volte meglio, a volte peggio, ma la sostanza non cambia”

“Piantala di pensare a come è e a come sarà, piantala di farti domande, di viaggiare con la testa più di quanto tu già non lo faccia già con il corpo, accetta le cose per come sono”

“Tu pensi ancora che le persone cambino, continui a credere che una convivenza aiuterà a superare quelle che noi crediamo spigolature di un carattere

“Quando invece non funziona così”

“Siamo tutti diversi e diversi restiamo”

“Gli altri”

“Ma anche tu”

“Possiamo attenuare o accentuare dei tratti caratteriali, ma non diventeremo mai delle altre persone”

“Nemmeno tu”

“E se te la devo dire proprio tutta, ti dirò che con l’età si peggiora pure”

“Anche tu”

“Questo è il grande gioco della vita”

“Perché ti meravigli?”

“Le cose funzionano se c'è forza di volontà”

“La stessa che troppo spesso tu affidi solo alle parole”


LUNEDÌ 4 AGOSTO 2008

Quando vedo tutte queste tette, sti culi e sti zigomi rifatti credo di capire perché nel monologo finale di Big Kahuna si dice: “Vivi in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca”

Qui le ragazze sembrano tutte gemelle monozigote

Los Angeles è una città troppo grande per agevolare le relazioni, tutti parlano con un bicchiere in mano e con il sorriso sulla bocca

Tutti parlano

Tutti ridono

Nessuno ascolta

E io non so ridere se non mi fai ridere

E non so ascoltare se non ti sai fare ascoltare

Quando viaggio mi guardo intorno più di quanto faccia solitamente, passo le ore ad osservare la vita

Quella che cammina e quella che sta ferma

Ci sono volte che mi incanto davanti a cose all’apparenza insignificanti

Oggi, ad esempio, ho fissato a lungo i colori della garitta di quelli che qui chiamano baywatch e a Rimini, bagnini

È un’enorme costruzione di legno, sembra la casa di “A letto con il nemico”

Quando c’è la bassa marea è una villetta vista mare, quando c’è l’alta marea è una palafitta vista monte

Qui il mare è sempre incazzato e di pacifico ha solo il nome

Mi hanno spedito qui per scrivere e per pensare, e certi ricordi di quando ero piccolo, di certi sapori che non ritroverò più o di alcuni momenti per cui provo una nostalgia fulminante, tornano all'improvviso come sogni

Spesso mi chiedo se siamo noi ad inventare il viaggio o se sia il viaggio ad inventare noi, ma tutte le volte che arrivo in un posto sapendo di doverci stare più del solito scopro una parte di me sempre diversa

Mi hanno detto di scrivere scrivere scrivere, ma più che scrivere mi ritrovo a pensare a te

In genere scrivo dentro di me, nella mia testa

È più facile

Nella testa tutto si srotola senza difficoltà

Ma una volta scritti, i pensieri si trasformano, si deformano, e tutto diventa falso

A causa delle parole

Dovrei starti lontano, almeno con la mente, ma non riesco

Ci provo, per certi versi lo desidero, ma da te proprio non ci riesco

Da quando sono arrivato, la notte mi sveglio verso le quattro in preda ad affanno e attacchi d'ansia

Ho letto da qualche parte che secondo la psicosomatica la causa scatenante è la tristezza

Mi riaddormento che il sole è già caldo e nell'attesa passo le ore ad allontanarti da me

Mi riaddormento che il sole è già caldo e nell'attesa passo le ore ad ascoltarti raccontare di Tiresia, Eco e Narciso

Dopo oltre una settimana ho ancora il tuo profumo addosso e non sono bastate venti docce a togliermi il tuo odore dalla pelle

Sapessi descrivere le emozioni come sai fare tu, oggi non saremmo così lontani

Sapessi parlarne con la naturalezza con cui ne parli tu, tra noi non ci sarebbe nulla di disatteso e non detto

Ma se fossi come te, non saremmo noi

POST SCRIPTUM

“In genere scrivo dentro di me, nella mia testa. È più facile. Nella testa tutto si srotola senza difficoltà. Ma una volta scritti, i pensieri si trasformano, si deformano, e tutto diventa falso. A causa delle parole” l’ha scritto Agota Kristof in Ieri

mentre

“Certi ricordi di quando ero piccolo, di certi sapori che non ritroverò più o di alcuni momenti per cui provo una nostalgia fulminante, tornano all'improvviso come sogni”, non ricordo di chi è, ma non è mia

GIOVEDI’ 24 LUGLIO 2008

Inizio a pensare che l'amore sia noia

Se mi sente la signora Primm mi ammazza, anche perché proprio ieri sera abbiamo avuto un'accesa discussione su questo argomento, ma lentamente mi sto arrendendo all'idea che l'amore sia noia per davvero e che l'adrenalina che ci spinge a rincorrere questo sentimento riguardi la sola fase dell’innamoramento, ma non l’amore

Ed eccomi di nuovo qui, ripiombato nella mia depressione, pronto a fuggire, a nascondermi tra il verde del mio giardino segreto

Sento il bisogno di soffrire, di illudermi, di riappropriarmi della mia persona e del mio masochismo

Forse non sono fatto per la vita di coppia, e non me la sento nemmeno di dire "almeno per ora" perché arrivati a questo punto, credo di non esserlo mai stato

E forse non lo sarò mai

L’idea che mi sono fatto dell’amore non è quella che scopro dopo l'innamoramento

Quella cosa lì a me non piace e mi chiedo come faccia la gente a dire che è la cosa più bella del mondo

E così rieccomi qui, solo, ancora una volta, assorto nei miei pensieri, impegnato a allontanare immagini, figure, volti, voci, profumi, sguardi e carezze

E così rieccomi qui, solo, ancora una volta, a fare cerchi sulla sabbia

Un po' con la punta del piede, un po' con i talloni, un po' con l'indice della mano destra

Cerchi

Tondi

Come quelli che vedo chiudersi sistematicamente di fronte a me tutte le volte che nel momento in cui meno me l'aspetto, mi ritrovo solo

È che solo solo sto bene

È che solo solo mi riapproprio di me

È che do talmente tanto che mi svuoto

Forse sbaglio il modo in cui mi do o forse sbaglio il modo in cui mi nego, quando di fondo chiedo solo spazio

Per respirarmi, parlarmi, ritrovarmi, vivermi

Per immergermi un po' nel silenzio, nel mio silenzio, senza dover rendere conto a qualcuno del perché lo faccio, senza passare per uno stanco, disinnamorato, lontano, egoista, individualista egocentrico e stronzo

Chiedo spazio per esprimere un pensiero, un'idea

Chiedo spazio per pensare e per parlare

Chiedo spazio per fare l'amore

Chi ha codificato i comportamenti dell'amore?

Chi ha stilato l'elenco delle cose da fare e da dire quando si ama?

Qualcuno l’avrà pur fatto perché quando sbaglio mi sento ripetere sempre le stesse identiche cose

A volte penso di diventar pazzo

O forse sto solo sbagliando tutto


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