Marco Mazzi
"Amo molto parlare di niente E' l'unico argomento di cui so tutto"

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Diario di un Amore

Un uomo solo. Un amore finito. Un'isola, Cajo Blanco. Un fuga per tentare di riscoprire se stesso, una ricerca spirituale affidata settimana dopo settimana al proprio diario, nato su myspace quasi per caso. Il racconto di un nuovo amore che scoppia nel momento più inaspettato e che rivela in tutta la sua bellezza la forza della conquista di una consapevolezza interiore. Marco Mazzi ci racconta la sua esperienza di vita senza nessuna reticenza, lasciando che dalla sua voce prendano corpo le sue emozioni.

Marco Mazzi per GoodMood è una vera e propria scommessa: scoperto su web grazie al suo blog seguitissimo, “Diario di un amore” è la prima opera prima pubblicata da GoodMood. Per la prima volta in Italia un testo nato in rete è stato successivamente ripensato e adattato per la pubblicazione audio. Una ricerca privata per dare un senso al proprio essere, una storia molto intima in grado però di aprire il suo respiro toccando emozioni e sentimenti propri di ognuno di noi. “Diario di un amore” è l’esempio concreto di come la rete riesca a bypassare gli schemi tradizionali per sviluppare nuove forme di comunicazione sempre più liquide e sempre più crossmediatiche, senza per questo dover rinunciare al puro piacere di raccontare una storia personale che, di colpo, si fa universale.

www.goodmood.it


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“Amami, CRETINO!”

SABATO 5 LUGLIO 2008

Dal terrazzo guardo il mare, leggo, sottolineo, rubo idee e scrivo

E scrivo a lei

Dal terrazzo guardo il mare, leggo, sottolineo, rubo idee, ogni tanto mi fermo e penso

E penso a lei

Oggi il cielo è lattiginoso, fosse terso scorgerei la terra ferma di fronte a me, ma il tempo non è clemente e anche se lo fosse l’angolo di aberrazione forse interverrebbe prima che Cajo Fortuna appaia ai miei occhi

Stamattina ho parlato con la signora Primm di suo marito

Non l’avevo mai fatto, era uno dei nostri argomenti tabù, ma mi è venuto talmente naturale che nessuno dei due si è sentito in imbarazzo

Fino ad oggi non avevo mai capito quale fosse il loro rapporto, lui è molto più vecchio di lei e a parte tre volte, non l’ho mai visto in giro per Cajo Blanco

L’ho visto la prima volta quando è venuto a portarmi le chiavi di casa e qualche tempo dopo altre due volte in negozio

L’unico accenno a lui da parte di lei fu lo scorso anno quando mi venne a prendere in aeroporto a fine agosto

Mi disse che era meglio che le cose restassero com’erano e secondo lei, io da quelle parole avrei dovuto capire tutto

Io che non ho mai capito la differenza tra pitch e sand, io che non sono poi così perspicace come pensate

E infatti non avevo capito

Da allora ci eravamo trasformati in due amanti non “praticanti”

Oggi mi ha raccontato una lunga storia che è come casa sua: incasinata

Mi ha detto che si sono conosciuti che lei aveva 16 anni e lui quasi 40

Lei blanchese

Lui inglese

Quell’anno era venuto in vacanza con degli amici, l’anno successivo è tornato, e così per diversi anni

Nel 2002, a seguito di una grande crisi con la moglie, dopo le vacanze non era più ripartito, il padre della signora Primm, vedendo il bel rapporto tra la figlia e quest’uomo lo prese a lavorare in negozio

Dopo qualche mese si ritrovarono a vivere insieme

“Si tratta di quelle cose che non cerchi e che forse nemmeno vuoi, ma in cui ti trovi coinvolto ed eviti di farti tante domande”, mi ha detto

“Un bel giorno lui si addormenta da te, la sera dopo viene a cena, si mette sul divano e si addormenta di nuovo, la sera dopo ancora e un bel giorno trovi il suo spazzolino da denti in bagno”

“Nonostante lo spazzolino aveva comunque una moglie, con cui era in crisi, ma era pur sempre sua moglie”

“Gli volevo un bene dell’anima, arrivò in un momento in cui sentivo il bisogno di allontanarmi dalla mia famiglia e mi dette quel senso di protezione che cercavo. Mi ascoltava e difendeva da un mondo che sentivo così ostile nei miei confronti”

“Abbiamo passato dei momenti bellissimi, non mi chiedevo cosa fosse che ci unisse in quel modo, ma era comunque qualcosa di bello”

“Eravamo complici, bastava uno sguardo per capirci e sembrava che il resto del mondo fosse lontano anni luce dalla nostra vita”

“Ci sentivamo diversi da tutti gli altri ed eravamo talmente uniti che quando viaggiavamo ci chiedevamo perché dovessimo mai pagare due biglietti”

“In certi periodi dell’anno, quelli nei quali i turisti non popolano l’isola, non è facile affrontare le giornate. Questo posto è bello se sei tu a decidere di starci, ma il sapere che non hai alternativa lo rende alienante”

“Ci sono momenti in cui senti il bisogno di un affetto che non sia quello dei tuoi genitori, di un abbraccio diverso da quello di tuo padre e tua madre e per me lui rappresentava quel diverso che in un posto di cinquecento anime fai fatica a trovare”

“Mi sentivo fortunata”

“Poi, nel dicembre del 2006 è successa una cosa stranissima

“Una mattina mi sono svegliata con un forte senso di nausea e da quel giorno nulla è stato più come prima”

“Sentivo di volergli bene, ma non ero più attratta da lui. Non gli permettevo di avvicinarsi e anche il baciarsi era diventata una tragedia”

“E ad un certo punto abbiamo smesso pure di fare quello”

“Come dici tu, ancora una volta il destino è stato lungimirante e mi ha voluto più bene di quanto me ne volessi io in quel momento”

“Lui era tornato ad essere il dipendente di mio padre più che il mio compagno

Grande rispetto, grande educazione, non abbiamo mai lasciato trapelare nulla e dopo un breve chiarimento, a febbraio di quest’anno lui è tornato da sua moglie e dalle sue figlie”

“Sparito”

“Ti sembrerà strano, ma oggi gli voglio ancora più bene di quando stavamo insieme, anche di quei primi tempi così felici, perché se non l’avesse fatto lui, forse io non avrei mai avuto la forza di lasciarlo, avrei avuto le mie storielle stagionali e d’inverno mi sarei concessa a lui per dovere”

“Come da voi mi dicono capiti spesso”

“Credo che non abbia nemmeno mai saputo di quello che mi è successo”, ha concluso con un filo di voce rotta da un lungo sospiro

L’ho stretta al cuore e le ho iniziato ad accarezzare i capelli; più la stringevo, la accarezzavo e la baciavo, più si nascondeva nel mio abbraccio

“Poi sei arrivato tu”, mi ha detto

Ha alzato gli occhi, mi ha guardato e ha sorriso

“Pensa che io ho sempre capito che era tuo marito, l’avevi sempre chiamato così. Allora non sei nemmeno innamorata di me”, le ho detto sorridendo

“Anche con me provi quel senso di protezione che un bel giorno ti pentirai di avere provato”, ho continuato facendo la faccia da ebete

“Allora ho scritto una lettera ad un amore assente”, ho continuato con una faccia da deficente

“Piantala di dire stronzate e amami, CRETINO!”, mi ha risposto


SABATO 28 GIUGNO 2008

A Cajo Blanco il sole sorge tutte le mattine e tramonta ogni sera e la notte lascia la scena ad una luna che fa più luce del giorno

Sto bene

Sto bene perché ho smesso di lamentarmi e di sentirmi vittima del sistema

Sto bene perché non mi sento più responsabile, perché non mi sento più “l’unico”

Sto bene perché ho imparato a convivere con la danza lenta della vita

Sto bene perché cammino a tempo del mondo, seguo il movimento della terra e non mi oppongo al suo corso, al suo verso, al suo ritmo

Sto bene perché ho capito che non è dato a noi decidere quando stare male

Dopo quasi un mese sono finalmente tornato a Cajo Blanco

Ho ritrovato Gianni, Ramon, Miele, Fernando e la mia Principessa che è stata dimessa ed ora sta benissimo

Abbiamo anche ricominciato a litigare

E questo significa che sta proprio bene

Che bello litigare con lei

Ieri sera abbiamo cenato tutti insieme

E ho anche bevuto il vino

Io che non bevo neanche il crodino

Al primo sorso straparlavo di già

Dopo quello che le è successo la Primmcipessa dovrebbe fare una vita rilassata e andare a letto presto, ma è una testona e ha cucinato per tutti la Cachupa di tonno con mais, fagioli, patate e manioca, un tubero che viene coltivato in questa zona

A dire la verità, la pianta da cui deriva la manioca è originaria dell'America meridionale dove probabilmente viene coltivata da migliaia di anni e arrivò in Africa verso il 1600 grazie ai navigatori portoghesi

Secondo la tradizione popolare la manioca è un rinvigorente sessuale per gli uomini e per questo motivo le ho chiesto di esagerare

Mi ha detto “cretino” e mi ha dato un calcio mentre lavava le verdure, scalciando all’indietro come fanno i cavalli

Mi sono scansato in tempo

Mentre aspettavamo la cena Gianni mi ha detto che quando l’hanno dimessa i dottori le hanno raccomandato di stare molto attenta perché l’ematoma è ancora in fase di riassorbimento e con queste temperature non deve esporsi nelle ore più calde della giornata

E lei cosa fa?

Si espone

Dall’Italia la chiamavo tutti i giorni

Chiamavo sul telefono di Gianni per sapere come stava e poi me la passava

Parlavamo per ore, ma non chiedeva mai quando sarei tornato e io me ne guardavo bene di dirglielo perché conoscendola, bastava dirle: “Ci vediamo presto” per sentirmi rispondere: “Perché?”

Gianni mi ha confidato che tutte le volte che riattaccava, lo guardava con gli occhi che le brillavano e ridandogli il telefono gli chiedeva: “Quando torna?”

Sono arrivato martedì pomeriggio, a dire la verità sono arrivato a Sal lunedì che era oramai buio e ho dormito là per il solito motivo che ho paura della barca di notte

Adesso la darsena per le barche senza motore è di fronte a casa mia e una volta approdati mi è bastato percorrere trenta passi per trovarmi in casa

Mercoledì sera la signora Primm ha dormito da me

Ci siamo addormentati che stavamo ancora parlando della crisi che sta affondando le relazioni dei nostri tempi

Alle cinque mi sono svegliato che mi si era incollata dietro come uno zainetto, mi sono staccato lentamente, mi sono voltato e l’ho contemplata per qualche minuto

Io ero sul fianco destro, lei era rannicchiata su quello sinistro

Mentre dormiva le accarezzavo la fronte, la guardavo e le baciavo le labbra

Questa donna ha rallentato la mia corsa, ha fermato la mia fuga dal mondo e dalla quotidianità

Anche in silenzio mi ha insegnato le regole del gioco, mi ha insegnato a rispettarmi, a rispettare i tempi

Mi ha educato nei sentimenti

Mi ha dato il tempo

Sono uscito in veranda e le ho scritto una lettera

Una lettera d’amore

Anzi

Una lettera all’amore

L’ho scritta come si faceva una volta: carta, penna e calamaio

Come la prima che scrissi a quattordici anni

Le ho scritto: “La vita con il pensiero di te è più dolce. Grazie perché sei come sei, grazie perché ci sei. Ti amo”


Poi l’ho piegata e gliel’ho appoggiata tra le mani

Quindi mi sono sdraiato e ho fissato le pale del ventilatore sul soffitto della camera

Ho contato tre giri completi e mi sono addormentato di nuovo


Potete trovare “Diario di un Amore” da

LOMBARDIA

Wimpy Music
viale Monza 6
20127 Milano
telefono 02 2829055

Nika Music Store
via San Gregorio angolo Benedetto Marcello
20124 Milano
telefono 0229532059

LIGURIA

Diskotic
via San Vincenzo 116 ROSSO
16121 Genova
telefono 010 5451448

TOSCANA

Disco Mastelloni
piazza Mercato Centrale 21 ROSSO
50123 Firenze
telefono 055 215365

MARCHE

Disco Story
corso Umberto I° 170
62012 Civitanova Marche (Macerata)
telefono 0733 814811

Combo
viale Matteotti 160
62012 Civitanova Marche (Macerata)
telefono 0733 810870

LAZIO

Deejay Service
via Palumbo 8
00195 Roma
telefono 06 39730637

CAMPANIA

Trend World Dj Land
via Alvino 129/D
80127 Napoli
telefono 081 5567358

Disco Service Musicheria
via Roma 61
83036 Mirabella Eclano (Avellino)
telefono 0825 447818

PUGLIA

Doctor Music
via Calefati 159
70122 Bari
telefono 080 5210856

Musicarte
piazza Ludovico Ariosto 15/A
73100 Lecce
telefono 0832 455652

CALABRIA

Dmk
via Alfieri 14
87028 Praia a Mare (Cosenza)
telefono 0985 777846

SICILIA

Metropolis
via Canfora 95/A
95128 Catania
telefono 095 7164009

SARDEGNA

Furious Fish c/o Auchan Santa Gilla
via s. simone snc
09122 Cagliari
telefono 070 276156

Tot per la Musica
via lo frasso 10
07041 Alghero (Sassari)
telefono 079 976137


SABATO 31 MAGGIO 2008

La signora Primm si è svegliata

Il fermo immagine che aveva paralizzato la vita a Cajo Blanco è tornato in play e anche a Sal si festeggia il ritorno alla vita di questa donna

Per una vita che torna, una vita se ne va

È una legge universale

Due anni fa, la mattina del funerale del nonno, Carlo ha scoperto che sarebbe diventato padre

Il mese scorso, Laura ha partorito tre giorni dopo che alla madre era stato diagnostico un male incurabile

Ieri alla numero 5 è morta una signora

È stata ricoverata giovedì notte che erano quasi le quattro della mattina

Io e Gianni dormivamo e ad un certo punto abbiamo sentito un gran trambusto

Gente che correva, gente che piangeva, gente che gridava sottovoce

Avrebbe compiuto 38 anni la prossima settimana, un tumore se l’è mangiata in tre mesi

Le avevano detto che lei era più forte della sua malattia

Non è vero

Se la malattia ti vuole battere ti batte

Con tutto il suo cinismo e la sua cattiveria

Non c’è niente di più forte della malattia e se pensi di vincerla spera solo che quel giorno non si sia svegliata con la voglia di vincere lei

La sua voglia è superiore a qualunque volontà

Paloma è arrivata in condizioni disperate e ci si è subito resi conto che era oramai questione di attimi

Qualche ora dopo l’abbiamo vista sfilare coperta da un lenzuolo bianco

Lascia il marito e tre figli di 8, 11 e 15 anni

Janet, la più piccola, si è stretta a me e a Gianni per non sentire lo scricchiolio delle ruote della barella che le stava portando via la madre per sempre

“La mia mamma” ha poi continuato a ripetere guardandoci dal basso verso l’alto con occhi lucidi che chiedevano perché

“La mia mamma”

“Aveva detto che mi avrebbe portato con lei”

“Perché è andata via da sola?”

“Dove l’hanno portata?”

“Quando ritorna?”

“Papà, io la aspetto qui”

Poi, con l’aiuto del fratello più grande è riuscita a salire e sedersi su una sedia in corridoio

Stringendo l’orsacchiotto che le aveva regalato la madre a Natale, mentre lo accarezzava gli diceva: “Adesso torna la mamma e andiamo tutti a casa”

Guardando la grazia con cui parlava a quel pupazzo di pezza, l’eleganza dei gesti e l’innocenza di quello sguardo sono scoppiato a piangere

“Perché? Perché? Perché?”

“Era la sua mamma”

“Perché mio Dio?”

“Perché hai deciso di fare soffrire questa bambina?”

“Dove sei?”

“Da che parte stai guardando?”

“Era la sua mamma e lei ha ancora bisogno della sua mamma”

Mentre vi scrivo non riesco a trattenere le lacrime

“Ieri sera eravamo felici perché avevamo ricevuto la telefonata da un ospedale romano che ci stava aspettando”, mi ha poi detto il padre

George Santayana diceva: “Tutto in natura ha un’essenza lrica, un’esistenza comica, un destino tragico”

Basta un attimo

Era un giorno stupendo


SABATO 24 MAGGIO 2008

Oggi sono felice

Per tre motivi

Il primo perché sono felice

Il secondo perché non mi accadeva da tempo di essere felice

Il terzo perché Gianni si è sfogato ed ora sta meglio

Io con lui perché quando è inverso è intrattabile, e il solo stargli vicino mi mette a disagio

Gianni è paralizzato dal sentimento per la ex moglie che l’ha scavato privandolo della vita che aveva dentro

Lo capisco perché è lo stato d’animo con cui sono sbarcato a Cajo Blanco un anno fa

Non la ama, questo gli è chiaro, ma non riesce a liberarsi del pensiero di lei

È frenato dai sensi di colpa, lei l’ha capito e gioca a fargli notare “tutto il ben di Dio” che (a detta sua), lui si è fatto scappare

Mentre parla non mi sembra di avere di fronte la persona che mi ha insegnato ad ascoltarmi quando sono arrivato su quest’isola

Grazie alla signora Primm e a Gianni ho ricominciato a credere in me stesso e sono rinato

Sono stati loro ad aiutarmi a risolvere i sensi di colpa e ad insegnarmi a riconoscere la mano e gli intenti di chi mi avvicinava

A fine marzo lo chiamai ed era a Brescia; mi disse che si era separato ed era felice, alleggerito di un peso che lo opprimeva

Perché ora è così?

Cosa è cambiato da allora?

“È cambiato che ho scoperto il suo passato e che solo oggi mi rendo conto di essermi addormentato per tanti anni a fianco al mio nemico, mai vicino alla mia compagna”

“Ho scoperto la sua ipocrisia, il suo cinismo, il suo scrivermi “Mi manchi” prima di coricarsi con un altro uomo e “Ti amo” subito dopo essersi alzata da quel letto”

“Ho scoperto che le sue richieste di aiuto erano nella realtà appelli per sapermi sempre presente pronto ad intervenire, per non sentirsi abbandonata”

“Sapeva di sbagliare, ma insisteva con la sola volontà di ferirmi”

“Ed io che credevo che il nostro fosse un grande amore”

“Pensa che in oltre vent’anni non c’è stato un solo 14 febbraio che non abbiamo trascorso tutto il giorno a letto a fare l’amore come due ragazzini”

“L'amore va onorato tutti i giorni”, gli ho risposto, “e se c'è bisogno di un giorno per ricordarsene, forse bisognerebbe iniziare a pensare che non è amore”

“Spesso, quello che crediamo sia un grande amore è in realtà una scommessa con noi stessi; in questi casi ci si dice: “Non mi voglio più accontentare” confondendo la passione con l'amore”

“Esiste una netta differenza tra l'amore che è rispetto, scambio, riconoscimento dell'altro e l'amore dannoso, che trasforma le relazioni sentimentali in percorsi tortuosi e sofferti”

“Passione ed innamoramento non sono amore”

“Quando ci innamoriamo tendiamo a proiettare sull’altra persona tutto il nostro bagaglio di immagini, vorremmo che l'altro/a corrispondesse al nostro sogno, ma ben altra cosa è l'amore”

“Io posso solo parlare in base alla mia esperienza, il mio punto di vista è quindi molto limitato, ma in queste circostanze il dolore è inevitabile e mentre si sprofonda si tenta di aggrapparsi ad ogni ramo pur di rallentare la caduta, pur di rendere l’impatto il meno devastante possibile”

“Quei rami sono il negarsi la verità, la realtà delle cose, quello che non abbiamo mai voluto vedere, sono il non accettare che quelle cose stiano accadendo anche a noi”

“Ed il dolore della caduta è un dolore lancinante, feroce, prepotente, che investe e travolge un'infinità di persone che invece dovrebbero esserne protette”

“È come un'.. di male allo stato primigenio che destabilizza e fa perdere ogni punto di riferimento”

“Ma è indispensabile”

Ci siamo poi fissati negli occhi in silenzio per alcuni istanti

In silenzio ci siamo abbracciati, stretti forte e abbiamo pianto come due bambini

“È finita amico mio, è finita. Adesso basta e se chiama le rispondo io”, gli ho detto

E siamo tornati in camera

Ah, dimenticavo

C’è un quarto motivo per cui sono felice

Ed è il più importante


SABATO 17 MAGGIO 2008

Non ho più vent’anni e quando faccio queste cose me ne rendo conto

A Torino è stato tutto fantastico, si respirava l’atmosfera delle grandi occasioni, Marcello e Giacomo mi hanno riservato l’accoglienza che si riserva alle persone a cui vuoi bene

I miei non sono venuti e questo mi ha reso un po’ triste

L’andata ritorno è stata massacrante, ho la schiena a pezzi, ma eccomi qui, di nuovo sulla mia sedia in ferro arrugginito con braccioli in ferro, anch’essi arrugginiti, con il mio nuovo MacBook sulle gambe

Negli ultimi giorni, al non mangiare ho aggiunto il non dormire

Manca solo che aggiunga il non bere e ho fatto tombola

Gianni è di là

È dall'una che non parla

Io non gli faccio domande perché so perché non parla e se glielo chiedo scateno le sue ire funeste

E allora non glielo chiedo

Gianni non parla perché ha saputo che la moglie ha portato a casa un altro uomo anche se chiamarlo uomo è un po' azzardato visto che ha trent’anni meno di lei

L'ha saputo per caso

Non è geloso, è solo preoccupato per il futuro della propria azienda

L’unica cosa che questa donna è stata capace di fare negli ultimi tre anni è stato portarsi a letto tutti i dipendenti del marito

Finiti quelli ha iniziato con i figli degli amici di famiglia

Come Carlo

Carlo ha 24 anni, si è appena laureato in economia e commercio, è figlio unico ed è viziatissimo

Il padre è il ginecologo della moglie di Gianni

La madre è una cugina di secondo grado di Gianni

Le figlie di Gianni approvano la relazione della madre con un ragazzo di quasi trent’anni più giovane di lei perché hanno capito che da questa relazione “c’è solo da guadagnare” e non ci sono quindi “controindicazioni”

Carlo è completamente in balia della follia di questa donna che lo scopa senza tregua e che gli ha letteralmente catturato la mente

Sono tre mesi che passano i weekend a St Tropez nella casa dei genitori di lui e il mese scorso si sono fatti pure due settimane a Varadero

Pare che a Cuba la moglie di Gianni gli abbia proposto (barra imposto) una cosa a tre con l’animatore del villaggio e che lui abbia accettato

Gli sta letteralmente massacrando il cervello con il sesso e (pare) con la coca

I genitori di lui non si sono ancora accorti di niente, ed anzi, lo invitano a dare una mano a questa donna che si è ritrovata sola con un marito che a detta loro “l’ha abbandonata con un’azienda ed una famiglia da mandare avanti”

Ieri sera sono arrivato che era quasi l’una di notte

La principessa riposava

Gianni le teneva la mano e con l’altra le accarezzava la fronte

Le parlava, le raccontava della moglie

Le sue parole contenevano amore e rispetto per una donna che non merita il suo amore e il suo rispetto, mentre parlava non faceva altro che recriminarsi qualcosa e giustificare il comportamento di questa donna che non l’ha mai amato e se l’ha fatto, l’ha fatto solo per sé

La mia “primmcipessa” stava ad occhi chiusi e sembrava ascoltarlo in silenzio

Sentendosi forse protetto da quelle pareti cieche e sorde, le raccontava del loro viaggio di nozze, delle sue figlie, dei sacrifici di una vita

Il tutto con grande amore, per nulla disturbato dalle lacrime che gli attraversavano e segnavano il viso

Non mi ha visto arrivare e quando mi sono accorto di quello che stava accadendo sono rimasto sulla porta in silenzio

Non volevo interrompere la magia di quel momento

Lo guardavo e mentre lo guardavo pensavo a che male avrà mai fatto quest’uomo per meritare certe umiliazioni da una deficente del genere

La colpa è tutta del denaro perché a denaro si associa bellezza, giovinezza e potere

La gente ti saluta in base al denaro, parla con te in base al denaro, ti vuole bene in base al denaro

E la felicità la si acquista al mercato

Con il denaro

Il bello di questi posti è che qui non ci sono pubblicitari che inquinano l'universo, qui nessuno ti fa sognare cose che non avrai mai, nessuno ti droga di novità

Il vantaggio della novità è che non resta mai nuova perché c'è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente

Qui, non ci sono pubblicitari che manipolano i desideri e le aspettative, e le attese non sono mai disdattese

Tutte mattine il sole sorge

Tutte le sere tramonta

Qui hanno capito che nessun pubblicitario al mondo desidera la felicità di qualcuno perché la gente felice non consuma.

“L'essere umano perde la salute per guadagnare soldi e perde soldi per ritrovare la salute. Pensa al futuro e scorda il presente quindi non vive né nel presente né nel futuro. Insomma, vive come se non dovesse mai morire e muore come se non fosse mai vissuto” Confucio

Da quando mia mamma mi ha detto che la zia Teresina si è sempre lavata tutto a mano, passo il mio tempo a lavare tutto a mano e quando non lavo, ascolto canzoni, penso e scrivo

A mano

I panni sporchi mi raccontano il passato

La penna mi aiuta a raccontare il presente


GIOVEDI’ 8 MAGGIO 2008

La stanza è lunga quattro passi e larga due

C'è giusto il posto per un letto in ferro mezzo arruginito, un comodino in ferro mezzo arruginito ed una sedia in ferro mezza arruginita con i braccioli

Anche questi in ferro e mezzi arruginiti

Il bagno è lungo due passi e largo uno

Il water e il lavandino sono sovrastati da una doccia senza tenda né cabina, così quando mi lavo lavo tutto il bagno

Da giovedì scorso questa è la mia casa e da qui non mi sono mai mosso

Sono venuti a trovarmi anche Giacomo e Marcello

Oggi c’è la conferenza stampa per la presentazione del libro a Torino e mi hanno chiesto di esserci per l’incontro con il pubblico di domenica

Dopo un po’ di esitazione ed una prima secca rinuncia, ho deciso di partecipare

Tutti i giorni ci viene a trovare Gianni

Da giovedì scorso l’isola è in apnea, da oltre una settimana è avvolta nel silenzio che anche il mare sembra rispettare

Per rendermi l’idea descrive la stessa sensazione che si ha in campagna la notte quando nevica

Tutto ovattato

Questa cosa ha scosso tutti, nessuno se la sarebbe mai aspettata

La gente chiede notizie fin dagli imbarchi per Cajo Mayor, ma notizie non ce ne sono

È tutto come sempre

L'ematoma si sta lentamente assorbendo, ma nessuno si esprime, nessuno azzarda previsioni, nessuno si sbilancia nel dire che è fuori pericolo anche se tutti sappiamo che non può morire perché le principesse non muoiono mai

L'hanno trovata distesa tra gli scaffali della bottega e meno male che chi l'ha trovata ha subito compreso la gravità della cosa

Mi sto informando per portarla a Milano o in qualche altra struttura ospedaliera che possa curarla meglio, qui è tutto bellissimo, ma di fronte a certe situazioni sono impotenti

Stanza numero tre

Come le cantiche della Commedia

Come le fiere

Come le Grazie

Le accarezzo la fronte, le inumidisco le labbra con un asciugamano bagnato, le parlo e le leggo di Clelia e Doro

Lei non mi può ascoltare

Piango tanto, ma lo faccio in silenzio perché se si sveglia non voglio che mi veda piangere

La mia principessa riposa

Ed è bellissima

In dieci giorni ho mangiato sei volte

Per il resto bevo acqua

Non ho fame

La aspetto

Voglio mangiare con lei

Dormo il tanto che basta e solo quando lo decidono gli occhi

Non guardo mai l'ora

Ascolto le Lettere d'amore di Vecchioni e glielo canto sottovoce

"...Le lettere d'amore che avevo immaginato, ma mi facevan ridere, magari fossi in tempo se avessi ancora il tempo per potertele scrivere"

Oggi piove obliquo

Anche qui

Come a Lisbona


GIOVEDI’ 1 MAGGIO 2008

Prima di imbarcarmi per Cajo Mayor sono passato al Tanha Fina di Espargos a lasciare le chiavi della macchina di Paolino

Me l'ha prestata e mi sono ritrovato le chiavi in tasca che ero già in viaggio

Le lascio al Tahna perché una nostra amica in vacanza a Sal, domani torna a Milano e gliele porta

In questi mesi, tutte le volte che sono stato triste mi sono aggrappato all'idea di Cajo Blanco come un naufrago alla boa; di questa isola ne ho sempre conservato intatto il ricordo del mare, della sabbia, del sole, del mercato del sabato e delle labbra della signora Primm

“Tiger!” sento gridare appena scendo all’imbarcadero di Cajo Major

“Mio sommo Vate!” rispondo

Gianni mi chiama Tiger per prendermi in giro dal momento che Tiger Woods è il più grande golfista di sempre e io il peggiore di tutti i tempi

Si è rasato a zero, quasi non lo riconoscevo, ed ha pure qualche chilo in più rispetto all’ultima volta che ci siamo visti

Questo è uno di quei casi in cui una persona rasata e con qualche chilo è più bella, sta meglio e sembra più giovane

Chi ha detto che i belli sono magri e i brutti sono grassi?

A me le magre non sono mai piaciute

“Che periodo di merda, Gianni, non ne hai un’idea. Non sono mai caduto così in basso. Ho passato interi weekend a fissare il soffitto della mia camera da letto senza che la mente fosse lambita da un solo pensiero”

“Qui come va?”, Chiedo

“Dopo ti racconto”, risponde

Quando uno risponde “Dopo ti racconto”, mi fa incazzare perché vado in ansia per quello che sarà. Penso sempre al peggio, non riesco mai a vedere in quel “Dopo ti racconto” qualcosa di positivo ed invece qui non me ne frega assolutamente niente, perché la gente non ha la malizia di dirti le cose per metterti ansia e se fossero cose di cui c’è davvero da preoccuparsi non direbbe mai “Vedrai”

La cosa che vi ho appena scritto non l’avrei mai scritta se avessi guardato in faccia Gianni prima di scriverla

E allora la riscrivo

Quando uno risponde “Dopo ti racconto”, mi fa incazzare perché vado in ansia per quello che sarà. Penso sempre al peggio, non riesco mai a vedere in quel “Dopo ti racconto” qualcosa di positivo e dal momento che Gianni ha cambiato espressione, non gli dico niente, ma sono già in apnea

Mi domanda del campionato, della Fiorentina, della Roma e di Totti. Parliamo delle ultime elezioni e mi chiede a chi ho dato il voto

Lo sa bene a chi ho dato al voto perché ben conosce la mia fede mai celata, ma lo spiazzo dicendogli che quest’anno mi sono superato

Con Gianni parlo spesso di politica

A lui piace parlare di politica con me perché io non ci capisco niente e gli do sempre contro

Lui ride e mi offende, e io rido più di lui

Il mare è una tavola e l’acqua è cristallina

Trascorro i pochi minuti di navigazione tra Cajo Mayor e Cajo Blanco con le mani nell’acqua

Disegno immagini che rimangono più nella mia testa che nell'acqua, scrivo il nome mio e quello della signora Primm, faccio tanti cuori, tanti tanti, e mi capita di accarezzare i pesci che si avvicinano allo scafo che naviga lentamente

A Cajo Blanco non esiste una vera e propria darsena, tanto meno un porto turistico; ci sono un paio di pontili per l’attracco delle imbarcazioni private, perlopiù gommoni e barche a vela oltre ad un minuscolo imbarcadero che serve principalmente per lo sbarco dei turisti

È un luogo che ha un plus rispetto a tutto il mondo che ho visto fino ad oggi: il senso civico ed il rispetto

Ecco Cajo Blanco

Finalmente

La mia isola

Siamo a qualche miglio dalla riva quando vedo una tempesta di sabbia levarsi dalla spiaggia e da questa tormenta spuntare un elicottero

Gianni si asciuga gli occhi, gli chiedo se sia successo qualcosa, si asciuga gli occhi, mi dice “Niente” e aspira con il naso come quando hai il raffreddore

Poi mi guarda, e con un mezzo sorriso dice: “Allora sta Fiorentina va in Champions o no?”

“Gianni, non dire cazzate, cosa significa "niente"?”

“Nulla, davvero”, risponde

“Gianni, vaffanculo! cosa c'è che non so?”

“Nulla, davvero”

“Stai tranquillo, davvero, se fosse qualcosa di importante te l’avrei già detto”

“E poi è gente che non conosci; erano qui da poco”

“Gianni, non mi fare incazzare, cosa significa che erano qui da poco?

"Gianni, cos'è successo?

In quel momento il gommone attracca e io salto che non è ancora legato al pontile

Corro verso il capannello ancora riunito e cerco di capire

Solo voci confuse

“Ma quando se ne sono accorti?”

“Così giovane”

Sento alle mie spalle un respiro crescere fino a rompere in pianto

Mi volto

È Gianni

Annuisco con la testa

Annuisce con la testa

Mi abbraccia

Getto la borsa per terra e mi sdraio

“Ditemi che sto sognando”


VENERDI' 25 APRILE 2008

Cinque magliette, cinque paia di mutande, un paio di calze, due costumi, un paio di bermuda, un paio di pantaloni della tuta, una felpa ed una maglia a manica lunghe

Un paio di infradito

Spazzolino e pietra di potassio

La valigia è pronta

Sulla Ford Fiesta a fianco, una coppia litiga

Lei si agita e nei pochi momenti in cui non gli inveisce contro, tiene il muso

Zitto, braccia tese sul volante, lui guarda fisso davanti a sé

Per seguire meglio la scena, abbasso il finestrino

Via via via, basta con sta roba qua, basta con sta gente che dopo una giornata di lavoro non ha niente di meglio da fare che litigare in autostrada

Matteo mi guarda e ride

Matteo e la Lory sono la famiglia del Mulino Bianco, li lega una serenità che non ho mai trovato in nessuna altra coppia di mia conoscenza

Matteo è un mio caro amico e quando ha saputo che sarei partito mi ha detto che pur dispiacendogli, approvava la mia decisione

È una di quelle persone che non ti è amico per interesse, e non è nemmeno uno di quegli amici che se non fai quello che loro si aspettano tu faccia per loro, ti girano le spalle

Non rientra neanche in quella categoria di persone che ciclicamente e sistematicamente “ti presentano il conto”

Insomma, Matteo è un amico

Gli ho chiesto un passaggio perché è l’unico che si può muovere dall’ufficio liberamente e poi avevo voglia di passare un paio d’ore con lui prima di lasciare Milano

Il volo è alle 19.30, a mezzanotte e un quarto sono a Sal

Da quando l’Alitalia ha lasciato Malpensa c’è meno confusione ed è tutto più veloce

Faccio il check in, andiamo a bere un bicchiere d’acqua, saluto Matteo e passo il controllo bagagli

Sembra che parta per star via una notte; il mio bagaglio è più piccolo della Marni Balloon della signora a fianco

Mi sono accorto che ho lasciato le chiavi di Cajo Blanco a casa, per fortuna che ne ho lasciata una copia a Gianni

La Tania mi ha regalato le cuffie “noise cancellation”, quelle che quando le indossi non senti più i rumori esterni, e prima ancora che l’aereo parta, le ho già in testa

Ieri sera ho impiegato più tempo a riordinare la playlist che a preparare la valigia

Passo da Gazzè agli U2, dalla Vanoni a Fossati, da Tiziano Ferro a Banco, Area e Jovanotti, ma per oltre tre ore ne ascolto solo una, Build degli Housemartins

La Luli mi ha chiesto perché mi piaccia tanto questa canzone e in effetti non so perché mi piaccia così tanto, ma so che mi piace tanto

È stato difficile salire su questo aereo, ma sono felice di averlo fatto perché sto molto meglio

Sto meglio ora nonostante la mia vita sia tutto tranne che semplice, ora che sto per ricominciare daccapo, ora che il dolore è tanto

Negli ultimi mesi ero diventato una scheggia impazzita, un’auto lanciata a 200 all’ora senza freni e senza meta

La cosa che mi faceva stare più male era il restare inerme a guardarmi scorazzare davanti agli occhi senza farmi domande e senza fare niente per frenare la mia lucida follia

Per fortuna c’è sempre qualcuno che ti vuole più bene di quanto te ne voglia tu stesso e quel qualcuno mi ha messo sull’aereo che mi ha portato fin qua

Lontano dalle accelerazioni e dalle esasperazioni

Sono passato per egoista e menefreghista, mi hanno detto di tutto, ma da oggi ho me e quando sbaglio mi arrabbio una sola volta

Solo con me

Ieri sera siamo arrivati a Sal con un po’ di ritardo e dato che non amo navigare di notte ho preferito dormire qui prima di imbarcarmi per Cajo Blanco

Appena atterrato ho chiamato casa e poi ho avvertito Gianni del mio ritardo e del conseguente cambio di programma

Ho cenato da Romano, al porto di Palmeira; non sono mai atterrato a Sal di notte, ma mi è capitato altre volte di fermarmi qui a pranzo o cena perchè fanno un’ottima pizza e gli spaghetti al dente come piacciono a me

Stamattina mi sono svegliato con le prime luci dell’alba, ho noleggiato un motorino e sono venuto a Santa Maria, dove si trova l’internet point da cui vi sto scrivendo

Gianni mi ha detto che l’isola si sta preparando ai turisti e che di fronte a casa mia i pescatori hanno costruito un punto di attracco per le barche più piccole

Ora vado, tra un’ora ho il traghetto

Gianni mi aspetta a Cajo Major e da lì proseguiremo per Cajo Blanco

Attraccheremo al nuovo pontile così mi basterà attraversare trenta metri di spiaggia per essere a casa

Vado, laddove l’evento è la vita, i colori dell’alba e del tramonto, la luce del sole e della luna

Vado dove si vede nero solo quando è buio, dove la gente piange perché è felice

Oggi è San Marco


SABATO 12 APRILE 2008

L'ammissione più difficile è quella che riguarda la verità, ma è l'unica strada da percorrere se si decide di cambiare radicalmente la propria vita

La verità ci accarezza tutti i giorni, ci aspetta, a volte per pochi istanti, altre per anni, ma per sentirci artefici del nostro destino e rimarcare il nostro potere sulle nostre azioni, il più delle volte fingiamo di non riconoscerla

Ed invece basterebbe guardarla in faccia, non dico sempre, ma di tanto in tanto un po' di verità non fa mai male

Personalmente ho fatto fatica a incrociare il suo sguardo, soprattutto negli ultimi tempi, pensavo di farcela da solo, di essere un illuminato, l'eccezione che conferma la regola, e per questo ho vissuto tutto con maggiore difficoltà

Per giustificarmi la coscienza e l'esistenza mi sono sempre creato dei non problemi

È quello che ho fatto anche lo scorso anno quando ho deciso di lasciare Cajo Blanco

Mi sentivo in colpa con chi viveva di tasse, bollette, mutui, scadenze e responsabilità

Pensavo che la mia vita fosse da meno, una vita di serie b, pensavo di stare rimandando il problema, di procrastinare un ingresso nella società adulta, temevo che prima o poi quella vita mi si sarebbe ritorta contro

E così a fine ottobre ho deciso di tornare a questa vita pensando che fosse la scelta giusta, la vita giusta

Mi sono attaccato all'idea che anche qui avrei potuto vivere le stesse emozioni, mi sono illuso che solo una società industrializzata potesse darmi la felicità non capendo che in realtà quella che pensavo felicità era in realtà una maschera che acquistavo tutti i giorni al mercato del qualunquismo, della demagogia e del finto altruismo

Il prezzo?

Rinunciare a vivere in cambio di un telefonino, una station wagon ed un appartamento di centoquaranta metri quadri

Mi sono sentito come mia nonna quando apriva il portafogli tenendolo tra le mani e mi diceva di prendere i soldi che mi sarebbero serviti per farle la spesa

Prendevo i soldi contati e le ripulivo il portafogli dei vecchi scontrini accumulati con i resti delle spese precedenti

Io, la mia vita l'ho messa in mano ad una società che fingendo di riordinarmela, giorno dopo giorno l’ha privata di tutte le albe

Tutte le mattine è sempre più difficile svegliarsi, il primo pensiero è sempre un pensiero di morte, alzo le tapparelle sperando che faccia freddo e piova

Sono arrivato al punto di star bene solo quando fuori è tutto grigio, sono arrivato a sorridere alla nebbia e a fare brutto muso al sole

Io

Io che ho sempre vissuto con il sogno di una casa in riva al mare e che ho sempre avuto il sole dentro, sono andato incontro al mio nemico con la stessa espressione incantata che ha un bambino a Disneyland Paris

Sono arrivato ad odiarmi perché non mi so far più rispettare dagli ignoranti, dagli invadenti, dai presuntuosi, dai violenti che ogni giorno varcano la soglia del buon senso, del rispetto e dell'educazione

Perché?

Per chi?

Sono domande le cui risposte si fermano ancora troppo spesso davanti alla soglia del dolore, risposte che all’ultimo momento sviano per una strada più facile, meno impervia, ma senza uscita

Avevo detto che sarei partito e parto

La prossima volta riprenderò a scrivervi da Cajo Blanco

Ho parlato con Gianni e dice che anche là sono cambiate un po’ di cose: “Non ti anticipo nulla” mi ha detto ieri sera al telefono. “Lascia tutto e vieni qui. Porta con te solo quello che non potrai mai perdere in un naufragio”


SABATO 29 MARZO 2008

Ho indugiato a lungo prima di decidere se continuare a raccontarmi perché mi sono reso conto che rispetto e buona educazione non sono poi così scontate per tutti

Sono stato all’inferno

Per qualche giorno

Viaggio andata e ritorno, pernottamento, prima colazione e dolore tutto compreso

All’inferno c’è sempre il sole, le donne sono belle e il mare è infido

Come le persone che ci vivono

All’inferno non esiste sentimento

All’inferno si vive al momento

All’inferno ho conosciuto il mio nemico di una vita e ho scoperto che in parte aveva ragione; mi ha spiegato che quando mi scaglio contro qualcuno è perché quel qualcuno ha una parte di me e in quel qualcuno vedo tutto quello che mi ostino a non vedere e sapere

Sono tornato e per prima cosa mi sono dato delle regole

Sveglia non più tardi delle otto, colazione, pranzo e cena tutti i giorni, a letto prima di mezzanotte

Domenica ho chiamato Gianni per fargli gli auguri, era a Brescia

È tornato da Cajo Blanco per farsi un regalo: si è separato

Non si è preso neanche un avvocato, ha lasciato che facesse tutto l’arpia

Ha chiesto solo dove firmare

Ha sistemato le ultime cose e martedì riparte

Torna a vivere

Gli ho detto che lo raggiungerò presto ed era felice

Lo sono anch’io perché al telefono ho ascoltato la voce di una persona serena, per nulla disturbata dai mali di questa società che ancora una volta ci sta chiedendo di autorizzarla a prenderci in giro

Entro fine aprile parto, ho deciso

Partire quando non avevi in programma di partire, non è la cosa più facile del mondo, soprattutto se si tratta di un viaggio dal quale non sai se farai ritorno

Qui lascio molto, è vero, ma non lascio quelle certezze che fino a qualche tempo fa credevo tali, e soprattutto so a cosa vado incontro

Ora sì che lo so

E non per sentito dire, ma perché l’ho provato sulla mia pelle

Troverò un luogo che mi abbraccerà come fa una madre con il proprio figlio, persone meravigliose e i miei ritmi

Troverò il sole, il mare e la mia casa

E per un po’ di mesi sarà così

Poi si vedrà

So solo che ora è più facile di un anno fa

L’unico modo per pianificare una partenza è porsi piccoli traguardi perché anche la minima cosa che fai è una cosa in meno da fare

Già, piccoli traguardi

Un giro del palazzo

Due giri del palazzo

Tre giri del palazzo

Mi alleno

Mi preparo ad affrontare me stesso

Il mio più grande nemico


SABATO 22 MARZO 2008

Mi duole vivere in una situazione di disagio

Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi

Fernando Pessoa


SABATO 23 FEBBRAIO 2008

Vomitare

È l’unica cosa che vorrei fare ora

Distruggermi per rinascere dalle mie ceneri

Ho cancellato tutto

Non ho memoria né del passato, né del presente

La mia testa non trova pace

Si ferma su ogni dettaglio, su ogni parola, su ogni virgola

Esige di dare un senso a tutto e quando non lo trova diventa come l’orsetto a pile che quando si trova all'angolo, piuttosto che girarsi e tornare indietro, insiste con lo sbattere la testa contro il muro

Io sono diventato così

Non ho più controllo delle mie azioni, dei miei pensieri, della mia parola

A chi mi chiede cosa voglio, rispondo: "Non so"

A chi mi chiede cos’ho, rispondo: "Non so"

La crisi ti assale nell’esatto momento in cui ti rendi conto che non ti senti a casa da nessuna parte, quando comprendi di avere passato una vita a raddrizzare situazioni

In queste settimane ho pensato a cosa sia cambiato per stare come sto, ho guardato l’ultimo anno al rallentatore e ho capito

Avete avuto ragione a dirmi che cambiare aria serve se la si cambia per ritrovare noi stessi

Non me ne vado ad Atene ad inseguire un amore, vado a riprendermi un amore che ho perso, l’amore per me stesso

Quando sono tornato da Cajo Blanco gli amici mi chiedevano perché fossi tornato e oggi me lo chiedo anch’io

Là la vita è diversa perché è la gente ad essere diversa e non perché lo sono il sole e il cielo

A Cajo Blanco la ricchezza non è determinata dal pil, ma dalla felicità delle persone

Per questo ho deciso che tornerò tra quella gente

Tornerò a scuola di vita

Pensavo di avere imparato abbastanza, ma non è così e mi arrendo

Troppo opportunismo, troppe relazioni effimere, troppa ricchezza effimera

Troppo filtro

Sono stanco di essere un grande se faccio quello che gli altri si aspettano ch’io faccia ed uno stronzo se non la faccio

Sono stanco di ascoltare chi dice che devo pensare a me stesso e diventare egoista se nel me stesso non rientra chi mi dice di pensare a me stesso

Ho bisogno di un digiuno da immagini e parole inutili

Qui se non la pensi come gli altri ti attribuiscono subito intenti di disonestà e non voglio aspettare un fatto luttuoso per fermarmi a pensare

Nella Crystal Cathedral di Anaheim campeggia una scritta “If you can dream it, you can have it”

E rientrando in punta di piedi nella mia vita sto facendo tesoro di quelle parole


SABATO 16 FEBBRAIO 2008

“Invece secondo me due sane sculacciate fanno meno male delle parole e servono a molto di più”

Non capivo cosa intendesse dire la mamma di Angelo mentre parlava alla mamma di Simone, l'unica cosa che avevo capito era che la mamma di Angelo era più cattiva della mamma di Simone

Solo quando è oramai troppo tardi ti accorgi che il dolore di due sculacciate passa, mentre le ferite di un rimprovero restano trasformandosi spesso in sensi di colpa

Solo quando è oramai troppo tardi ti accorgi che non è la mamma di Angelo ad essere più cattiva della mamma di Simone

Le parole al momento non fanno niente, ma diventano adulte con te segnando in maniera indelebile il tuo percorso e riaffiorando tutte le volte che ti senti fragile

Ho trascorso lo scorso weekend a fissare il soffitto

Con lo sguardo perso nel vuoto ho iniziato a guardare il film della mia vita e davanti ad alcune scene ho mandato avanti veloce

Scene troppo forti per come mi sento ora, scene che pensavo di avere rimosso e che invece non ho ancora metabolizzato

Khloe è solo un ramo al quale mi appendo per non cadere, per non toccare il fondo

Non andrò ad Atene e non per orgoglio o per il timore di un rifiuto, ma perché non ha senso

Il problema non è lei, ma io

Sono io che devo decidere se è lei che voglio e il fatto stesso che me lo chieda significa che non ho ancora deciso

Il silenzio non va ricercato nel nostro rapporto, ma nel mio passato, nel mio vissuto, nei sensi di colpa con i quali sono cresciuto e dai quali sto cercando di liberarmi

“Caelum, non animum, mutant, qui trans mare currunt"

Scappare dal luogo in cui si vive, serve soltanto a cambiare il cielo sopra alla nostra testa, ma noi alla fine restiamo sempre gli stessi

Se vivi male e credi che sia colpa del posto in cui vivi e della gente che frequenti ti sbagli; cambiare città o luogo in cui si vive non serve a niente se non cambi te stesso

La scelta non è tra Milano ed Atene, ma tra il continuare a stare male e lo stare bene

Questa rincorsa a tutto ciò che non ho, questa ricerca di stabilità in un'altra persona, è di fondo un modo meschino di responsabilizzare gli altri delle mie non scelte

Questa ricerca di nuove emozioni, di una nuova donna, di una nuova città, sono scorciatoie che imbocco per trovare una felicità che devo invece cercare dentro di me e che insisto con il cercare ad un metro da me

Corse senza meta per dire “Corro anch'io”

Chiedo progettualità perché non ne ho

Chiedo risposte a domande che non faccio

E in questa fuga da me stesso, Khloe sarebbe solo una "vittima" del mio bisogno di amare per non soffrire

Mi dedicherò invece all'unica persona di cui non mi sto prendendo cura, all'unica persona che non mi vuole più bene e che sto rischiando di perdere per sempre

Chi cerco non è Khloe

Chi cerco sono io


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