О себе: Quarta di copertina "Rubare il respiro" è l’incontro tra due donne e due amiche: Marinella e Giulia. Marinella ascolta e scrive. Giulia racconta la sua storia di ragazzina undicenne che improvvisamente scopre l’interesse sessuale da parte di un adulto nei suoi confronti. Da quel giorno quell’uomo la perseguita ripetendo ossessivamente gli stessi gesti che porteranno la ragazzina a un profondo cambiamento e a trovarsi in uno stato di paura patologico verso tutti gli uomini. Come la maggior parte dei bambini molestati, Giulia non ne parla con nessuno per il timore che il padre lo uccida e lei non vuole perdere il padre adorato. E’ la storia di una violenza principalmente psichica che si ripete per 3 anni circa. Anni che portano la ragazzina a credere di non riuscire ad avere nessuna possibilità di libertà, nessuna via d'uscita dal potere che quell’uomo esercita su di lei. Decide di abbandonare la Sicilia. La nevrosi la porta a sperimentare la possibilità; di essere lei ad avere il potere sugli uomini. Comincia una vita difficile, in nome di quel potere che vuole sconfiggere: mai più subire e se possibile impadronirsene per esercitarlo sugli uomini attraverso la seduzione. Una sfida continua nel tentativo di annullare il genere maschile. Ma il panico patologico si ripresenta e decide di intraprendere una terapia psicoanalitica per guarire dalle sue paure. Paure legate inevitabilmente a quell’uomo che la molestava. Dovrà fare una rilettura dell’intera storia, ricordare e rivivere le sofferenze di quel tempo e scoprire più di quanto avesse mai potuto immaginare.
Я хочу найти: Prefazione di Giovanni Bollea
"Rubare il respiro" è una spiegazione chiara, un’analisi profonda con vari riferimenti: traumi, superamenti, visioni psicologiche di vita vissuta.
Questo libro intenso dimostra come non il fuggire, ma la comprensione della propria vita affettiva, familiare e individuale, possa essere accolta e assimilata attraverso una lunga analisi intrapresa a causa di frequenti attacchi di panico, incomprensibili per un’adolescente e una giovane donna. E' un racconto che evidenzia l’importanza del “non dimenticare” un trauma subito, ma del volerlo capire e farlo diventare parte integrante della vita. Trauma che contiene l’enorme senso di colpa per aver accettato di subire. E forse è proprio questo il vero trauma che nemmeno il vero incontro sessuale con il vero uomo riesce ad eliminare, anzi si trasforma anch’esso in panico. Tali crisi hanno determinato la necessità di un’analisi che fortunatamente ha eliminato il senso di colpa adolescenziale, riducendolo a quello che era: una violenza subita. Il trauma per Giulia è così diventato un ricordo, perdendo il suo carattere traumatico per arrivare alla “normalizzazione” della donna: il suo carattere dolce, affabile e amorevole è la prova del superamento.
Sebbene denso di sofferenza, il libro di Marinella Saiu è sereno e svela la complessità dei traumi psichici adolescenziali che, attraverso un lungo lavoro, hanno portato la protagonista all’accettazione dell’uomo adulto con le sue diverse caratteristiche. E della protagonista, nonostante la giovane età, colpisce la capacità di comprendere e non condannare quelli che non l’hanno protetta.
Cosi Giulia è sopravvissuta.