Viaggi on the road and on the railway. Sud del Mondo. Deserti. Astronomia, letteratura e poesia, arte, fotografia, cinema.
Music
La memoria al di là del mare - Frammenti
Nota: Puoi ordinare il mio libro in ogni libreria o su www.ibs.it. Hai fretta? Rivolgiti alla Libreria dei Contrari (Tel. 059775326 - www.libreriadeicontrari.it) che te lo spedirà al volo. In questo caso, se lo specifichi, il libro ti arriva con dedica.
Dalla Prefazione
«Perché la memoria?», mi chiedesti che eravamo affacciati sul Guadalquivir. Sembrava sfinito, una vena aperta trascorsa la vita. Avevamo ancora addosso il fiato di Cordoba, che sapeva di fontanelle come trecce di perle, e l’incenso fresco della Mesquita era fra le tue labbra coperte dal tramonto.
Indugiammo a lungo, con gli spiragli di persiana che ci facevano astratti, nella stanza a mezzogiorno che dava sul patio. Saremmo andati presto, e la padrona della pensione ci salutò come fossimo suoi figli, con un bacio che mi lasciò la macchia.
La fila delle orme, lungo la spiaggia di Guincho, era lo strascico d’una qualche vecchiaia. Il vento, quella mattina, rapiva le dune e scolpiva l’acqua a scacchiera. Mancava solo un pugno di legionari, accampati tra i promontori, ad assopirsi lungo i tuoi capelli nella notte, quand’erano una seconda pelle. Ecco, che svista fu costruire case di cenere e specchi, tralasciando i tempi del cuore…
Dal Cap. 2 - Il Santo
Io dunque, all’inizio del mio cammino e della nuova vita, ho preso dal cuore la mia colonna e l’ho edificata ad un incrocio dove trascorre la gente. Perché vedessero che sono un uomo come loro, vi sono salito sopra e non mi sono più mosso, mostrando ai miei fratelli l’esistenza che conducono. Così, sempre, come un monito.
Non sono giunto qua per essere una statua di cui la colonna fosse un sostegno. Sono rimasto, altresì, per testimoniare come debbano essere trattate le colonne su cui conduciamo le giornate. Possono essere rese sacre, diventando occasioni per conoscere Dio e per amarne i doni con cui ci ha benedetti.
Allora il pescatore, che prende la barca e va sul mare, non deve credere di condurre una vita povera della Parola di Dio, un’esistenza misera, ma barca e mare sono le sue colonne, le sue opportunità che lo scelgono come angeli delle stelle. Che impari dunque, il pescatore, la lingua del mare, che ne cerchi il confine e le note sottili, poiché se egli vuole, ha nel cuore questo potere di grandezza e di sovranità.
Allora il soldato che combatte la guerra, e la guerra è la sua colonna, lotti per i fratelli e non per se stesso, lotti perché più grande è il desiderio della pace. Combatta per difendere la vita se è minacciata, e solo per quello, perché la vita è l’unico gioiello gradito a Dio che l’ha liberata lungo il mondo. Non lotti per tutte le altre cose che invece ha liberato l’uomo: per le ricchezze, per la conquista, per il possesso. Che impari il soldato, sulla via della guerra, la lingua amara degli sconfitti: ha nel cuore questo potere d’umiltà e di condivisione.
Allora gli uomini malati, ed il tormento è la loro colonna, non dimentichino la Parola di Dio scolpita nel dolore. Sappiano che la loro anima vola più in alto di quella degli altri, sotto una pioggia di sigilli d’argento, poiché tutto quanto mette alla prova l’uomo, mostrandone l’identità e la debolezza, acuisce il sentire rompendo le barriere e dispensa misteriose personalità. Questi, fra gli uomini, hanno dentro il potere più grande, quello della luce.
Dalla quarta di copertina
“Noi della Resistenza eravamo partiti verso i confini di Label, terra d’abisso e eternità, dove un’insana nebbia aveva tolto agli uomini la facoltà di riconoscersi. Abbiamo superato la città di Salazar, il regno degli Arcadi che sono tutti tagliatori di pietre, il paese della frutta aromatica e quello del legname a basso costo. Una volta raggiunta la nebbia ci siamo fermati, accanto al grande esercito arenato sulla riva per malinconia. Ci siamo fermati, e abbiamo raccontato a tutto il mondo la nostra solitudine. Di questi fatti siamo stati tutti testimoni”.
Frammenti tratti da "La memoria al di là del mare" di Devis Bellucci, Giraldi Editore
Movies
Il Bando: Giro del Mondo per la Pace, la Conoscenza e la Solidarietà
Oggetto
Devis Bellucci, scrittore modenese trentenne, cerca numero due compagni/e di viaggio per la missione di seguito sommariamente descritta. Verranno visitati un numero indicativo di 30 (trenta) progetti di sostegno sociale e missione dislocati in America Latina, Africa e Asia. Si soggiornerà svolgendo attività di volontariato (la tipologia dipenderà dal progetto in questione) per un tempo variabile da pochi giorni a due/tre settimane. I progetti faranno riferimento a diverse ONLUS e ONG italiane ed internazionali. Tra un progetto e l’altro ci si muoverà “on the road” a seconda della disponibilità dei mezzi locali (treni, autobus, autostop etc…) cercando di favorire il trasporto via terra o via nave. Gli spostamenti tra un progetto e l’altro avranno durata non prevedibile e le tappe verranno concordate da tutto l’equipaggio in amicizia e secondo i desideri reciproci.
Finalità
Conoscenza e Solidarietà. Scopo principale è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione e sull’attività nei progetti visitati col fine, ovviamente, di raccogliere fondi per gli stessi e per le associazioni che li coordinano. In tal senso verrà realizzato un blog in cui dall’Italia si potrà seguire il viaggio. Si terranno contatti coi giornali e con i mezzi d’informazione. In più, col materiale raccolto durante l’esperienza, Bellucci ha in progetto un libro sullo sfruttamento del lavoro e un romanzo. Se ci sono altri scrittori o fotografi sono ben accetti.
Programma di viaggio
Vista la peculiarità dell’esperienza, il programma verrà steso strada facendo in base ai progetti sociali identificati. Salvo variazioni, è prevedibile una prima tappa a Buenos Aires con biglietto di sola andata, da qui via terra verso Santiago del Cile con passaggio delle Ande, discesa verso la Patagonia e risalita sino a San Paolo del Brasile. Oltre San Paolo è tutto da definire. Almeno due mesi saranno dedicati all’India e quattro mesi all’Africa.
Partenza
Inizio 2009
Durata
Non definita. E' prevedibile almeno un anno.
Costi
Non prevedibili e comunque a carico dei partecipanti. Durante tutto il viaggio le sistemazioni saranno sempre spartane. Nei periodi di sosta nelle missioni, tipicamente, si lascerà un’offerta per il vitto e l’alloggio, in modo da non pesare in alcun modo sull’economia del progetto. Gli spostamenti aerei verranno ridotti al minimo. I partecipanti dovranno munirsi di patente di guida internazionale.
Si offre
Un’esperienza unica sia da un punto di vista umano che culturale.
La possibilità di imparare sul campo almeno tre lingue (Spagnolo, Inglese e Portoghese) nonché il lessico minimo di diversi dialetti. Sono previste altresì diverse soste presso alcune comunità indio ed un periodo in Amazzonia.
L’opportunità di comprendere meglio le radici della povertà del Sud del Mondo.
La possibilità d’imparare a suonare almeno uno strumento e a ballare almeno una danza.
Il rischio concreto di fare ritorno come degli alienati, con buona opportunità per un posto di lavoro in un’agenzia di viaggi.
Molto altro ancora.
ATTENZIONE: SI RICHIEDE
Curiosità e ampie vedute, o almeno desiderio di ampliarle.
Disponibilità e accoglienza.
Attitudine alla comunicazione interculturale.
Allegria e ottimismo.
Libertà da vincoli tali da compromettere la serenità durante il viaggio.
Adattamento personale alle avverse condizioni ambientali, politiche, sociali, meteorologiche.
E’ bene che chi partecipa a quest’esperienza sappia di lasciare a casa qualcosa d’importante e non la viva come una fuga.
Età compresa tra i 22 e i 34 anni con esperienza minima di viaggio e di campeggio.
Ottima salute fisica. Ovviamente è necessario amare le lunghe passeggiate senza meta, il treno, l’autobus. E’ ammessa la paura dell’aereo e il mal di mare.
Nessun desiderio di cambiare il mondo né di migliorarlo.
Una ragionevole dose di timore e di dubbio.
Il candidato ideale si riconosce nel frammento del poeta Pablo Neruda
“[…] Lentamente muore chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
e nel testo di Borges Istanti che tutti sono invitati a leggere.
Come proporre la propria candidatura
Chi intende proporre la propria candidatura dovrà inviare una lettera motivazionale all’indirizzo mail viaggio@devisbellucci.it
entro il 30 settembre 2008. Nella lettera, che non avrà limiti di lunghezza, il candidato/a racconterà in maniera informale gli intenti e le motivazioni che lo spingono a partecipare a quest’esperienza. Non allegare alcun curriculum o foto, indirizzi o recapiti se non l’indirizzo mail a cui inviare eventualmente risposta. Non stare a specificare le lingue conosciute, l’esperienza da boy scout o paracadutista, il brevetto da pilota, gli obblighi militari assolti e così via. Lo stesso autore, promotore del viaggio, non possiede nessuna fra queste caratteristiche, parla solo l’Inglese e un po’ di Portoghese e stop.
Solo le mail ritenute interessanti riceveranno risposta da parte del promotore.
Il presente “bando”, che ha carattere ovviamente informale, si ritiene esteso a soggetti di entrambi i sessi. Come siti internet per le comunicazioni si faccia riferimento al presente blog e a www.devisbellucci.it
Fin da bambino mi piaceva la parola "rabdomante".
Raccoglievo i bastoncini biforcuti, mettendoli da parte.
Pensavo che mi avrebbero aiutato a trovare le cose di cui avrei avuto bisogno. Adesso mi definirei semplicemente
un inquieto cercatore. Mari e deserti, raccolgo le storie delle stelle, delle persone, dei luoghi. Non posso che raccontare quello che visto.
Dopo cinque anni di viaggi "on the railway" in tutt'Europa e campi di lavoro in Brasile, è nato "La Memoria al di là del Mare" (di Devis Bellucci, Giraldi Editore), un romanzo pieno di poesia e spiritualità.
BACKGROUND
Il viaggio resta senz'altro, almeno ad oggi, l'aspetto plasmante della mia sensibilità; tuttavia non posso limitarmi a questo per motivare la miscela d'inquietudine e necessità su cui si dipana la mia piccola avventura letteraria. Diciamo che, viaggiando, non ho fatto altro che incontrare le immagini e i soggetti adatti a coagulare e materializzare quanto avrei sentito del mondo semplicemente sedendomi su un davanzale, su un bordo qualunque di fronte al cielo notturno, senza spostarmi mai. Ecco allora il tema dell'amore, descritto e vissuto come esperienza viscerale e totalizzante, talora folle, talora cammino di creazione e completezza unica; ecco la sete di Dio e l'incontro con Lui nelle piccole cose, nelle leggi della natura perfette e belle, studiate durante la mia formazione scientifica, nei miracoli silenziosi di cui è puntellata una qualsiasi pianura; ecco il profondo desiderio di libertà, il gusto per la vita come scoperta, come dono da realizzare in pienezza al di là dei condizionamenti culturali e sociali che inevitabilmente sono orizzonte e terreno iniziale. A tutto questo si aggiunge, e non in secondo piano, il dovere della testimonianza, quando ho incontrato sul mio cammino la missione nel Sud del Mondo e sperimentato la fame di molti.
Dal 1996 – primo classico inter-rail – ho girato in treno tutta l'Europa, con amici, da solo, con compagni improvvisati, con dolcissimi amori che mi sono stati accanto e con le quali ho vissuto momenti di romanticismo davvero anni '60. In questi viaggi ho mangiato di tutto e dormito ovunque: sul portabagagli dei treni, per terra, nei boschi e sul molo, in Chiesa, nel cimitero, in pronto soccorso (a Parigi n.d.r.). Con me compare un diario verde e uno zainone blu, e inizio a raccontare gli incontri e i visi, le parole, i mari, le preghiere, le canzoni.
Nel 1996, a guerra appena finita, sono partito con un convoglio umanitario per la Bosnia. Quanto vedo mi entra dentro. Tornato a casa decido che forse è il caso di fare meno compromessi con se stessi, e di dare da bere, almeno, al mio desiderio di conoscere la natura. Cambio facoltà (ero a ingegneria) e mi iscrivo a Fisica, scienza pura che adoro. Contro ogni luogo comune, gli studi scientifici mi hanno avvicinato molto alla dimensione religiosa, così come l'amore per l'astronomia. Guardare il cielo in una notte d'estate è come appoggiare il petto sul cuore di Dio. Tornerò in Bosnia per tre volte, dal '96 al '97.
Il 1998 – avevo 21 anni – è stato l'altro anno rivelatore. Parto per Lourdes con un treno di malati come assistente barelliere. A tre giorni dalla fine del pellegrinaggio, un incontro folgorante mi fa decidere, su due piedi, di partire durante l'estate per un campo di lavoro di India, a Nuova Delhi e Calcutta. In quel viaggio rinasco da zero e prende sempre più vigore il bisogno di raccontare come possono anche essere le cose. Quei ricordi marcano in profondità un me stesso forse troppo immaturo, ed urlano ancora con voce invecchiata. Nel 1999 partecipo ad un altro campo di lavoro, questa volta in Albania. Di questi viaggi non trascuro nulla, così come di quelli che verranno, e come un fotografo cerco di buttare sui diari poco di quello che accade, ma molto delle persone, dei luoghi, dei suoni e dei rumori. Le parole delle persone resteranno in ogni momento il tesoro più prezioso.
Nel 2000 prendo una pausa dai miei studi scientifici e parto per un viaggio di tre mesi in Brasile, toccando diverse missioni e operando come volontario. Abbiamo attraversato un bel pezzo d'America Latina su autobus di linea piuttosto approssimativi, lungo tragitti pazzeschi e indimenticabili. Una sera d'agosto mentre pioveva, a San Paolo del Brasile nasce il mio primo romanzo. Non avevo alcun obiettivo specifico. Due parole su un foglio, la traccia di un racconto, un'indagine sulla sacralità dell'uomo, un dare vita con le migliaia di immagini che avevo nel cuore a pensieri che non sapevo bene come qualificare. Mi sono innamorato allora del Sud America.
Al mio ritorno da quel viaggio mi impegno attivamente nel volontariato per il Sud del Mondo su molti fronti diversi. Continuo a scrivere il romanzo che prende la sua forma durante un altro viaggio a Lourdes nel 2002, un secondo in Brasile nel 2003, ed in particolare diversi inter-rail in varie zone d'Europa tra cui la Spagna, che mi ubriaca. Dopo la laurea in Fisica Applicata (2002), la mia curiosità per la natura è più impellente che mai, e desidero di proseguire gli studi. Questo senza alcun ambizione di carriera, cosa a cui sono sempre stato allergico. Ho studiato ogni giorno per necessità e solo per me. Nel 2003 inizio l'iter per conseguire il Dottorato di Ricerca in Fisica, e contemporaneamente ho il piacere – fa parte del piano didattico – di svolgere attività di ricerca a Modena per l'Istituto Nazionale di Fisica della Materia nel campo delle nanoscienze e nanotecnologie. E’ un'esperienza dura ma estremamente formativa, che mi permette ulteriormente di viaggiare e di vivere l'ambiente scientifico dall'interno, dalla parte di chi “fa la scienza”. Si tratta di un regno davvero ricco e pieno di stimoli, un grande gioco di squadra guidato dalla curiosità. Come tutti i colleghi dottorandi, a 26 anni, mi trovo in cattedra col ruolo di “assistente”. Considero i due anni di assistenza universitaria svolti presso la Facoltà d'Ingegneria di Modena come una delle esperienze più straordinarie della mia vita. In più, cosa che non guasta, il percorso di dottorato mi porta in giro per l’Europa, dalla Svezia alla Polonia.
Nel 2005 riparto per il Brasile, ed in luglio scrivo la parola “Fine” sul mio romanzo, “La memoria al di là del mare”, un titolo pensato diverso tempo prima in Spagna, a Cordoba. In giugno avevo scritto la prefazione di getto, un dialogo verso una compagna di viaggio in cui ripercorro le immagini salienti che hanno dato vita all'opera. Mi mancava un incontro, un contorno per dare sostanza alle ultime emozioni; trovai queste cose proprio a San Paolo del Brasile, nei tramonti rosati sulle favelas, fissando gli aquiloni dei ragazzini alti nel cielo, ascoltando un'infinità di volte Jovanotti nelle pause pranzo che trascorrevo sul tetto della casa Parrocchiale, a prendere il sole.
Ho terminato il Dottorato di Ricerca nel febbraio del 2006. Dopo l'ultimo viaggio in Brasile del 2005 ed un altro molto breve nel sud della Francia, a novembre di quell’anno, decisi di non proseguire la carriera accademica, che mi avrebbe portato a dedicare totalmente anima e corpo a questo mettendo in secondo piano il resto, e lasciando l'Italia per un posto negli Stati Uniti. In fondo ho studiato per me, e forse era il caso di studiare anche altro, dopo tanta scienza. Avevo voglia di dedicarmi pienamente alla scrittura, e per questo serviva un lavoro comodo e nell’ambito della cultura. Ho trovato con poca fatica un ottimo lavoro come operatore culturale. Questo mi ha permesso, tra l’altro, di tenere corsi di formazione per adulti e di continuare a collaborare con l’Università. Nel 2006 comincio il lavoro di riscrittura de “La Memoria al di là del Mare” alla ricerca di un linguaggio coerente col campo d’indagine trattato, ossia “il ricordo”. Volevo un linguaggio evanescente, evocativo; volevo che tutti i personaggi rimanessero comunque irreali e sospesi. Nel 2006, durante il quarto viaggio in Brasile, ho cominciato il mio secondo romanzo, terminato quest’estate (2007) a Panamà City. Una storia completamente diversa, iniziata tra la polvere dei deserti brasiliani – raccontati dal grande Amado – e portata avanti attraverso vari viaggi sino all’ultimo, l’attraversata in autobus del Centro America, dal Messico a Panamà lungo sei stati. Oggi, mentre sto lavorando alla correzione del secondo romanzo e ad una raccolta di poesie d’amore e di viaggio (su questo ne ho di cose da dire!), è finalmente uscito “La Memoria al di là del Mare”.
Guardo la copertina, un relitto ben tenuto su una spiaggia. Siamo ad Itapirica, la grande isola di fronte alla baia di Salvador, in Brasile. Era un bel giorno di sole, eravamo soli e non c’era nessuno su quel pezzo di mare. Di fronte, al di là del mare, la linea dei palazzi di Salvador con le barche che andavano e venivano.
Who I'd like to meet:
Cercatori. Artisti di ogni genere, sognatori. Viaggiatori, sia dello spazio che dell'anima. Animali curiosi. Gente che voglia fare esperienze di volontariato nel mondo.
Per gli scrittori: se volete, posso darvi tanti consigli su come pubblicare, evitandovi tutti gli errori che ho fatto io all'inizio!
Ciao da max/ovunque viaggi. Non so se lo sai, ma qui all'Ovunque siamo, tra le altre cose, appassionati di sport e in particolare della corsa, e spesso ci troviamo per correre insieme ai nostri amici e clienti (spesso sono la stessa cosa;-))
corsette semplici adatte a tutti e senza nessuna pretesa, se non quella poi di bere o mangiare qualcosa in compagnia...
...il 20 di agosto, ad esempio, ci troviamo a villa sorra per correre 8,9 km (si può fare anche la 3 km)... poi mangiamo insieme alla festa dell'unità...
chiunque può partecipare, è anche un'occasione per conoscerci. Se ti va di venire chiamami 348 9022567 o scrivi.
Non mancare alla 3° Edizione del Festival KALAROCK, il 12 Agosto al campo sportivo di La Caletta di Siniscola(NU) con sul palco: LINEA77 – RATAPIGNATA – GOLF CLVB. Apertura cancelli ore 20:00 - ingresso a offerta e possibilità di campeggio.
Non sai come venire???? Con BUSROCK è più facile!!!
Vi va di supportare la mia candidatura come modella? Potete farlo (entro il 30 luglio) lasciando un commento su di me sul profilo myspace di ‘graziamagazine’. E se amate l’arte ovviamente visitate il mio myspace!! Un grazie enorme MICHELA
Ciao sto partecipando ad un casting per la rivista Grazia e x vincere ho bisogno del tuo voto...devi solo andare qui http://www. myspace. com/graziamagazine, aggiungere grazia tra i tuoi amici e pubblicare un commmento con il voto per Fashionable_Alina, che sarei io:)...spero tanto ke tu lo faccia perchè ci tengo molto..grazie in anticipo!
incredibile ma vero...... ciao!!!!sto organizzando una maratona rock......da venerdi a domenica dalle 19.00 fino all'alba con gruppi+dj......guarda myspace ...mi farebbe piacere se fossi dei nostri............. to beach or lungomare nord concessione n.24/A civitanova m.
ti aspetto e porta tutti i tuoi amici+siamo+ci divertiremo...kisssssssssss ciao icarus..
Ti ho autorizzato per 3 motivi: Ho sempre ammirato le persone come te. Trovo eccezionale la tua iniziativa "Giro del Mondo per la Pace, la Conoscenza e la Solidarietà". Mi piacciono i quadri che dipingi con le parole.
Benvenuto
Montagne remote specchiate negli occhi delle libellule. (Kobayashi Issa)
grazie icarus..sono rimasta davvero affascinata da te leggendo il tuo space..t auguro tutto il meglio,una persona profonda come te lo merita..la prossima volta che vado in libreria chiedo se è arrivato il tuo libro!teniamoci in contatto,saluti alessia