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Vinicio Capossela aficionados
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Italy

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   Vinicio Capossela aficionados: General Info
Member Since4/14/2006
Band Websitewww.viniciocapossela.it
Band MembersI bellissimi disegni sullo sfondo sono di Davide Toffolo
(presenti anche nel video "Il Gigante e Il Mago")



"DA SOLO" Il nuovo album di Vinicio Capossela esce il
17 OTTOBRE
!!
Su ITUNES






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foto di Chico De Luigi



Fan sites:

corvotorvo.com
capossela.altervista.org
irancorosi.net
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UNA GIORNATA PERFETTA - Video




IL GIGANTE E IL MAGO - Video

Record LabelAtlantic / Warner Music Italy
Type of LabelMajor


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   About Vinicio Capossela aficionados

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**TRIBUTE PAGE TO VINICIO CAPOSSELA**

-Pagina Tributo a Vinicio Capossela-

(Curato da fan)

_____________________



 

Born in Germany, Capossela is nowadays one of the best poets and songwriters of the current Italian music scene. Influenced by Tom Waits and Goran Bregovic among others, his performances are marked by an ever growing emotional participation, a great capacity for improvisation, and more and more intimacy and complicity with his public.

His music is affected by his love for different music styles, from Tango to Gypsy music. Live performances in Volvo (1998) and Canzoni a Manovella (2000) have brought him high acknowledgement from the press and many fans. In 2001 Vinicio Capossela toured through 50 theatres, most of them sold out. Since 2002, he has played at several festivals in Germany.

 

(From: transatlantico.com)


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foto di Chico De Luigi
 

Vinicio Capossela is one of Italys most interesting artists. His style, irreverent and open to all influences, has captivated even the most demanding audiences across the whole of Europe.

His music is incredibly rich, one that includes songs from traditional Italian music to jazz, without forgetting cabaret or Latin rhythms. With his knowledge he fuses all these styles together with ironically biting lyrics that at times are surreal, thus making him one of Italys most intriguing singer songwriters.

To celebrate the release of his latest album, Ovunque Proteggi (Warner Music), Vinicio will return to Spain to present his new work, which reached no. 1 in Italy.

 

(From postonove.com )

 

VINICIO CAPOSSELA
presenta “DA SOLO”



Le evocazioni di questo disco nascono dalla voce e dal pianoforte. C’è un’idea di intimità e di solitudine, lontani i fragori, la mitologia, gli artifici. Ci sono brani che crepitano vicino a un fuoco fatato, altri in una stanza realisticamente assediata dallo scorrere dei tram. Tram che avrebbe potuto figurare anche in copertina, parafrasando l’Alone in San Francisco di Thelonious Monk. Monk in effetti, per il suo pianismo solo, potrebbe sottendere a questo lavoro, e per il suo arrangiamento per fiati di “Abide with me”, “Sopporta con me”, un titolo che si potrebbe quasi usare a didascalia. E del resto la forma dell’inno - e del cerimoniale - è più volte ripresa. E’ DA SOLO un disco di inni, per quando la battaglia è già passata ed è stata anche già persa, ma ne conserva l’epica e talvolta l’atteggiamento.

DA SOLO è nato in poche settimane, nella solitudine della casa con vista sulla Stazione Centrale. Arrivava quasi l’inverno e accanto al pianoforte restavano alcuni taccuini neri e quaderni a righe di scuola pieni di appunti. C’erano sopra un po’ di conti da regolare, questioni personali, perché questo, a differenza degli ultimi lavori, non è un disco mitologico o di fantasia, o di storia geografie e scienze. Non c’è il coup de cannon di “Bardamu”, ma ci sono le regole d’ingaggio con cui si uccide sull’Eufrate. Non c’è l’America leggendaria del West, ma quella desolata di oggi. Ci sono questioni di carattere, ad esempio mettere a fuoco quanto si è stati incapaci di essere sinceri, quanto ci si sia sempre protetti dietro delle ombre e quanto si abbia brancolato tra esse nel cercare l’altro, più per desiderio muto che per consapevolezza. Ma non è un disco malinconico, non c’è piagnisteo. Le lacrime, quando ci sono, sono asciutte e calcinate dal tempo, da poterci costruire sopra. C’è una visione fatta di consapevolezza e a volte anche epica.

Diversi di questi brani ruotano intorno al relazionarsi verso le cose più grandi di noi, l’unione, la guerra, la distanza, trovare le parole, perderle, il cielo, il silenzio, l’America, la clandestinità, la verità, i rapporti. E le diverse angolazioni da cui sono visti i suddetti rapporti.

E poi diversi temi personali, come per esempio quello della clandestinità, questa tendenza a nascondere la propria vera natura e a doversela svignare per essere, per iniziare ad affrontare quel cammino. E anche i fuochi della gioventù ci sono, ancora prossimi, da sentirne il calore. C’è l’amore, quello amorevole, che quando è perso lascia orfani, e la strada nuda dallo sguardo e si può affidare solo al paradiso dei calzini, per avere qualche possibilità di ritrovarlo.

Oppure si può sperare di incontrare Il gigante e il mago, un genere di miracolo che può accadere solo quando si rimane da solo, appunto, e in una volta e in una stanza, si è diventati grandi.. le creature che hai dentro fin da piccolo, e che la strada a volte ti regala se sei pronto per l’incanto. Creature che camminano nel buio e cercano di tenere accesa dentro la fiammella della loro innocenza e della loro umanità, tra apparizioni disumane.

E c’è anche modo di omaggiare il buon umore invincibile, le camicie col taschino da tabacchino, il fischietto di Vincenzino Cinaski, i quattro passi nel quartiere in una giornata di sole trovata da solo, in modo da non dovere ringraziare nessuno, se non il sole stesso.. fischiettare alle ragazze e però rimanersene al tavolo seduto, non inseguire niente, né botole ne imbuto.. diventare grandi portando con sé tutto il piccolo, tutto il sogno, e tutto il salvabile insomma.

Tutto questo è fantasticare.

Invece, la morte, nella guerra per esempio, non ha niente di epico. E’ solo un’esplosione quando non te l’aspetti e pezzi di carne e macelleria. Nient’altro. E’ questa crudezza la violenza, ed è impersonale perché mediata da qualche strumento, da un comando a distanza, da un radar, da un cannocchiale di precisione. Questo è la canzone lettere di soldati, la fine di ogni epica. L’unica cosa non meccanica è quel momento più grande delle vite, quando la vita si allarga in un pensiero e cerca di raggiungere i tuoi cari e l’universo che per te non è niente, senza di te. Ed è il momento in cui si scrivono le lettere d’amore, l’unica cosa un poco grande in un mondo che ancora costringe alla meschinità di continuare a uccidersi, piccoli e armati.

E infine l’America, che sventola la sua resa nel silenzio, il grande silenzio senza corpo d’America. La nazione nuova che si era posta a guida del mondo è un grande magazzino, un grande mall che trasforma tutto, le vite dei suoi cittadini per primi, in mercificazione, in grande distribuzione. Nel ribollire apparente dell’informazione è il suo silenzio senza rimedio. Sventolano sempre bandiere in America, spesso nel silenzio, in ogni angolo ce n’è una. Bandiere che sembrano troppo chiassose mentre sventolano sui funerali dei corpi tornati dall’Iraq, sui campi verdi perfettamente rasati dei cimiteri. Sventolano nel silenzio, rotto dalla fanfara della banda che suona sempre con la grazia sgangherata dell’Esercito della Salvezza.

Musicalmente il disco è costruito in maniera quasi filologica. Il piano e la voce sono da soli, al centro, e intorno, a fargli a volte da coro a volte da ombre, da tintinnio, da ambiente, da aria e da cappotto, una serie di strumenti, a volte inconsistenti ( bicchieri, theremin, sega, toy piano, riverbero degli archi) a volte fantastici ( il mighty wurlizer, l’optigan, il mellotron) a volte corali (le ance da “Salvation Army”, gli ottoni), i fiati che si dispongono insieme alla grancassa attorno al piano, assentono, scuotono la testa e gli danno ragione. Sezioni di ance o ottoni, quasi ferme, come fossero dei cori umani da chiesa quacchera, da cantare alzando le voci, o a bocca chiusa, col cappello tenuto nelle mani giunte. E’ stato come realizzare 12 piccole miniature sonore, di modo che ogni brano avesse la sua Chiesa in cui alloggiare.

A coronamento di questo lavoro, quando il disco era già finito e missato, è venuto un viaggio verso il West dell’America, e in quel viaggio la lettura dei “Racconti dell’Ohio” di Sherwood Anderson, e tutta quell’America biblica e rurale fatta di piccoli villaggi e di pulsioni nascoste, una specie di “Spoon River” dei vivi, che ha portato alla scrittura un ultimo pezzo, tra le camere dei motel guidando verso ovest. Si intitola la faccia della terra, perché solo quando “si è soli” si usa dire “sulla faccia della terra”. Una volta arrivati a Tucson, il brano è stato registrato così, al suo primo vagito, assieme ai Calexico e alle loro camicie a quadri. Il suono e il registro letterario di questo pezzo sono piuttosto diversi dagli altri, ci sono ruggine, chitarra e polvere, e un testo che parla di solitudini e di intrecci tra gente dai nomi biblici.. Di tutti questi uomini e donne che continuano a intrecciare le costole tra loro e a lasciarsi ciechi storpi e soli.. insomma suona diverso, in un disco per la prima volta organico e quasi circolare, però è come lo sbuffo della balena.. è fuori, nell’aria, ma viene dalla balena. Dunque è stato tirato a bordo, ispido e pieno di polvere com’è.

I brani che ho scritto sono tutti originali, ad eccezione dell’ultimo, non c’è disaccordo nel cielo, che riprende il titolo di un vecchio inno composto nel ’14 da Frederick Martin Lehman, uno specialista del genere, ne ha scritti molti, armonizzati spesso dalla figlia. Pare che abbia scritto questo brano mentre si trovava in gravi ristrettezze economiche, forse per quello ha alzato gli occhi al cielo e ha pensato, almeno lì non ci sono disappointment, né canzoni in mi minore.. ho ascoltato questa canzone nella magnifica versione di Jimmy Scott presente sul disco Heaven. Il testo non è la traduzione dell’originale, ma il mio modo personale di sentire l’argomento. Un cielo a portata delle preghiere di tutti, che forse ci accoglierà e forse si farà trovare vuoto, ma dove finiscono di sicuro tutte le lacrime di quando ci siamo sentiti migliori.

Vinicio Capossela, ottobre 2008

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foto di Chico De Luigi




DISCOGRAPHY
ALL’UNA E TRENTACINQUE CIRCA – 1990, CGD Eastwest
MODÌ – 1991, CGD Eastwest
CAMERA A SUD – 1994, CGD Eastwest
IL BALLO DI SAN VITO – 1996, CGD Eastwest
LIVEINVOLVO – 1998, CGD Eastwest
CANZONI A MANOVELLA – 2000, CGD Eastwest
L’INDISPENSABILE – 2003, CGD Eastwest
OVUNQUE PROTEGGI – 2006, Atlantic
NEL NIENTE SOTTO IL SOLE – GRAND TOUR – 2006, Atlantic
DA SOLO – 2008, Atlantic
 

 

 

Da OndaRock.it :

 

VINICIO CAPOSSELA
I sogni di un circense gitano


di Claudio Fabretti

 

Racconta di guitti e vicoli chiassosi, pagliacci e maraja. Suona con la balcanica Kocani Orkestar. E con le sue "Canzoni a manovella" ha conquistato la critica. Oggi, dopo sei anni di silenzio, e tornato con "Ovunque proteggi", nel segno di una debordante follia creativa. Ritratto di Vinicio Capossela, istrionico protagonista della musica d'autore italiana  

Bizzarro, ironico, sentimentale, Vinicio Capossela e il piu dotato tra i cantautori italiani della sua generazione. I suoi modelli piu evidenti sono i blues aspri e deliranti di Tom Waits e le "chanson" jazzy di Paolo Conte. Ma nel suo repertorio convivono anche il teatro di Brecht e il surrealismo, melodie mediterranee e sonorita fragorose di chiara matrice balcanica, pantomime circensi e atmosfere malinconiche degne del miglior Luigi Tenco. Artista errante, che - come Waits - ha fatto del randagismo quasi una filosofia di vita, Capossela ha percorso tutte le tappe di una gavetta dura, da "emigrante". Nato infatti il 14 dicembre 1965 a Hannover (Germania), approda poco piu' che ventenne in Italia, dove si divide tra il lavoro di parcheggiatore e gli studi al conservatorio. Ben presto lascia gli studi e si trasferisce a New York dove suona nei pub e nei night-club. 

E' grazie all'incontro con Francesco Guccini e Renzo Fantini (poi suo produttore) che riesce a pubblicare il suo primo lavoro, All'una e trentacinque circa, un album che mette gia' in luce la peculiarita' del suo sound e che gli vale il premio Tenco come migliore opera prima. 

Nonostante cio', il successo tarda ad arrivare.  

Nel 1991 esce Modi' uno fra i migliori album della sua carriera, come la title track, "Ultimo amore", "Cadillac" e "Notti Newyorkesi", oltre alla piu' orecchiabile "...e allora mambo!". Canzoni che sembrano uscite da qualche fumoso piano-bar di provincia, intrise di sentimenti, poesia e humour.  

Affascinato dal mondo del cinema, Capossela nel 1992 si cimenta in una piccola parte nel film "Non chiamatemi Oscar", di Staino e Altan, la cui colonna sonora e' tratta dallo stesso "Modi'". Nel 1993 firma le musiche dello spettacolo teatrale di Paolo Rossi, "Pop e Rebelot". Nello stesso anno partecipa al disco tributo, organizzato dal Club Tenco, e dedicato al grande chansonnier russo Vladimir Visotski, intitolato "Il volo di Volodja", con il brano "Il pugile sentimentale", destinato a diventare uno dei capisaldi del suo repertorio, in forza di una irresistibile combinazione tra struggente melodismo russo e ritmi contagiosi da brass-band. 

L'anno della prima consacrazione e' il 1994 quando Capossela pubblica Camera a sud, trascinato dalla struggente ballata della title track e dal singolo "Che coss'e' l'amor", una metafora amara e dissacrante sull'amore e su tutti i suoi risvolti. La sua musica vive d'euforiche contaminazioni, tra swing e mambo, tango e twist, marce e ballate. Ma i ritmi originali sono sempre stravolti e rielaborati, nel segno delle contaminazioni piu' trascersali e dell'ironia piu' dissacrante. Spiccano nel disco anche brani intensi e malinconici come "Non e l'amore che va via" e "Camminante". 

La fama del cantautore di Hannover comincia a superare i confini italiani. A Parigi, nel 1995, tiene un memorabile concerto allo Zenit. Il quarto album, Il ballo di San Vito (1996), consolida il suo repertorio, accentuando l'attenzione per le tradizioni della canzone popolare italiana e mediterranee in genere. La melodia lascia spazio a toni aspri e dissonanti, ma soprattutto al ritmo, vero protagonista dell'album. In un clima di sagra paesana, tra balli e canti di antiche contrade, si ambienta anche la title track: una pulsazione ossessiva che si trasmette a tutto il corpo, in un magistrale connubio di musica, modulazione della voce e testi, che si fondono e trasmettono la vibrazione della tarantola: e' il "Ballo di San Vito", nome volgare (non scientifico) attribuito a una malattia dagli effetti contagiosi. Capossela si conferma cantore delle storie di vita comune, di giornate "senza pretese" (per dirla con il titolo di un brano del suo primo album), di giovani di periferia, di racconti in bilico tra dramma e ironia. "Al Veglione" e' un delizioso quadretto di una festa di capodanno in un piccolo paese del sud Italia, rimasto nella memoria di un bambino e rappresentato come fosse un'istantanea da un film di Fellini; l'inesorabile "Pioggia di Novembre" distilla umori mesti e malinconici, mentre "Contrada Chiavicone" e' un'altra pantomima paesana, sorretta da un ritmo sempre piu' nervoso e incalzante. L'album, che vanta un super-ospite come Marc Ribot alla chitarra, e' il piu' vicino alla "world-music" dell'intero repertorio di Capossela. "I suoni fanno da sfondo al mio mondo immaginario - racconta il cantautore -. Un mondo pieno di guai, affollato di guitti stralunati, strade chiassose e vecchie macchine". Con le quattro ruote, Capossela ha un rapporto intimo, nato negli anni in cui vagabondava lasciando come indirizzo il numero di targa e rifugiandosi in officine, pompe di benzina e, soprattutto, nella sua auto. "La macchina e' il nostro transatlantico/ confortevole e familiare.../ e' la nostra protesi", canta in "Liveinvolvo", title-track del suo primo disco dal vivo. 

Liveinvolvo nasce da una notte di musica e follie. "E' stata una serata memorabile - racconta Capossela - tanto che il giorno dopo nessuno riusciva piu' a ricordarla. E' durata cinque ore: alla fine i netturbini avranno pensato di sognare vedendo uscire, nel cuore della notte, un corteo strombazzante con alla testa un cantante in colbacco". Ma l'album segna anche un'ulteriore crescita di questo "guitto al pianoforte" che si fa chiamare Vic Damone e che sembra quasi la caricatura di un cantante di piano-bar. La sua musica si fa piu' febbrile e complessa, tra ballate liquide al piano (la cover di "Estate" di Bruno Martino), blues sporchi e pieni di clangori nello stile di Tom Waits e cupe progressioni sonore ("L'accolita dei rancorosi"). La sua voce e' sempre carica, ruvida come una grattugia. Ma la vera sorpresa e' la fanfara di ottoni della macedone Kocani Orkestar, che anima cinque brani. "Amo lo spirito balcanico, chiassoso e sognatore", sostiene Capossela. La presenza della gypsy brass-band balcanica aggiunge un ulteriore tocco di fragore e demenzialita' ai suoi brani. Una formula riproposta in un nuovo ubriacante tour, che frutta al cantautore nuovi consensi di pubblico e critica. 

Capossela trascorre i successivi due anni tra vicoli e bar di provincia, tra le storie semplici della vita comune e le grandi avventure musicali, come l'incontro con la musica di Jimmy Scott. Una maturazione artistica che giunge a compimento nel 2000, con Canzoni a manovella. Polke, marcette, palombari e maraja' si inseguono in una sorta di teatro della strada, dove, tra un giro di valzer e un sogno, si viaggia tra Lubecca, Varsavia e Salonicco. "E' un disco di canzoni immaginarie - spiega Capossela - di cose che vengono dal profondo, che affiorano in scafandro e cilindro, un lavoro fabbricato con mezzi espressivi come le tecniche aerostatiche di cui vado molto fiero. In sostanza abbiamo usato una strumentazione composta di grancasse, orchestra sinfonica, piani chiodati, rullo, trombe, turbanti, sollevatori bulgari. Ma tutto cio' che veramente conta e' che ci siamo ingozzati di emozioni, di suggestioni e di musiche, una specie di abbuffata secolare, questo e' in definitiva il risultato".  

Ed ecco allora filastrocche, marcette, tanghi, ninnananne e ritmi popolari dal sapore antico, che ricordano le cadenze dei vecchi organetti a manovella, rincorrersi in un disco senza tempo, pieno di istantanee in bianco e nero, come quella in copertina. L'epoca della manovella comporta rumore e sperimentazioni sui binari di una ferrovia senza fissa dimora. E Capossela affronta gli abissi delle proprie abitudini, camuffando suoni, rovistando ritmi balcanici, ricordando le allegorie marziali di Kurt Weill. In principio era la manovella, l'innescamotore, ma anche la necessaria carica di aggeggi ambulanti che bruciano l'aria di melodie familiari. Le partiture si riempiono cosi' di bottigliofoni, fisarmoniche giocattolo, cineserie, coperchi, rotoplani, rulli di Edison, intrusioni della porta accanto, sberleffi timbrici tra il circo e l'osteria. 

Quello di Capossela e' un randagismo musicale, che si nutre di visioni surreali e di personaggi balzani. Il divertissement esotico di "Maraja" ("si scompiscia, si sganascia, si oscureggia il Maraja") trasforma le "Mille e una notte" in un film di Kusturica; il viatico dei "Pagliacci", improbabili domatori di pulci, coglie i riflessi chapliniani delle luci della ribalta (non a caso lo scorso anno Capossela si e' cimentato proprio nell'accompagnamento per pianoforte di "Tempi moderni"); "Contratto per Karelias", adattamento di una canzone del greco Markos Vamvakarias, riconduce ad atmosfere tzigane e circensi; mentre "Suona Rosamunda" rievoca visioni felliniane. Ma c'e' spazio anche per il Capossela piu' romantico e intimista, quello che intona la dichiarazione d'amore a ritmo di tango di "Come una rosa", il lamento struggente di "Solo mia", o il requiem sommesso di "Marcia del camposanto". Vinicio l'acrobata gioca a fare il saltimbanco, il clown, il guitto, ma si diverte a piazzare qua e la le sue citazioni letterarie preferite: l'iniziale "Bardamu'" e' ispirata a Cline, "Suona Rosamunda" a "Se questo e' un uomo" di Primo Levi, "Decervellamento" all'"Ubu Re" di Alfred Jarry, mentre lo spirito irridente di John Fante aleggia sull'intera opera. La musica delle "canzoni a manovella" riesce a fondere la malinconia di Luigi Tenco con l'ironia jazzy di Paolo Conte, le sonorita' roboanti dei Balcani con il randagismo alcolico di Tom Waits. Il tutto grazie anche a testi decisamente superiori alla media. Una nuova conferma, insomma, del talento istrionico del cantautore italiano, attorniato nell'occasione da una pattuglia di musicisti in vena: ritroviamo Mark Ribot, ma ci sono anche Ares Tavolazzi, Pascal Comelade, Roy Paci dei Mau Mau e il soprano giapponese Mayumi Torikoshi. 

Un disco dedicato "ai pionieri aerostatici, ai temerari, ai marinai in bottiglia, a Cline, al revolver di Jarry e in generale a tutti quelli che hanno avuto il coraggio di buttarsi". Ma non solo. "E' un album dedicato a tutti gli oggetti in via d'estinzione, - continua l'autore - come i Pianoforti di Lubecca, a molti di quei saloni che patiscono il silenzio di milioni di canzoni. E c'e' posto per tutti, anche per quelli che se ne sono andati, per i luoghi che hanno gia' chiuso". Capossela ha varcato i confini, andando a cercare le musiche rebetiche, le polke di Varsavia, immergendosi in un mondo molto lontano da noi, per tradizione e per cultura. Ed e' in questo mondo che prendono a vivere i suoi personaggi. "Nel 'Ballo di San Vito' avevo voluto e cercato suoni piu' sporchi - aggiunge - nel caso di 'Canzoni a manovella', invece, abbiamo ripulito il tutto, ci sono le marcette, rebetici, tempi binari, quelli che hanno bisogno di due stampelle per avanzare, quelli ternari da giro di valzer, il vecchio west, le retrovie d'oriente, i canti tzigani, serenate, tramvai, rose e ombrelli. Ma tutto e' perfettamente ballabile. Venite!, Venite! affittate il salone per le feste, vestitevi eleganti, mettete i vostri abiti da sera, lucidate i bottoni e le mostrine, perch l'orchestra ce l'abbiamo messa noi, ed e' a vostra disposizione. Per questa festa, insomma non abbiamo badato a spese".  

Nel 2003 esce la prima raccolta di Vinicio Capossela, intitolata L'Indispensabile. Un'iniziativa che il cantautore di Hannover ha mal digerito: "Motivi oscuri governano le costellazioni discografiche - ha dichiarato - io ho detto alla mia che avevo tre cd pronti, ma loro mi hanno risposto che era meglio far prima un riassunto del passato... Quando in seno alla casa discografica e nata l'esigenza di questa pubblicazione, non l'ho presa per niente bene, ho iniziato a toccarmi e fare scongiuri, insomma, la sentivo un po' prematura, ma alla fine me ne sono fatto una ragione, e, se proprio un'antologia deve uscire, mi sono detto, meglio che sia da vivi.... Tra le 18 tracce, classici come "Il ballo di San Vito", "Maraja", "Che cosse l'amor", "E alllora mambo", "All'una e trentacinque circa", "Con una rosa", "Modi", "Scivola vai via", piu l'inedito "Si e spento il sole", cover Calexico-style di un pezzo inciso nel 1958 da un giovanissimo Adriano Celentano.  

Nel 2006 esce Ovunque proteggi, primo album di inediti in sei anni. Per celebrare l'evento, il quarantenne italiano di Hannover ha voluto passare anche in cabina di produzione e si e circondato di un supercast, con musicisti come Mario Brunello (violoncello), Roy Paci (tromba), Marc Ribot (chitarre), Stefano Nanni (piano), Ares Tavolazzi (ex-Area) al contrabbasso e Gak Sato all'elettronica. 

Il circo di mastro Vinicio, dunque, riapre i battenti, e lo fa "Dalla parte di Spessotto" (niente a che vedere con terzini della Juve, bensi un inno all'infanzia vissuta da "loser"). Titolo bizzarro per un singolo che rinnova il motteggiare farsesco di "Canzoni a manovella", con un testo - tanto per cambiare - esilarante. Capossela gigioneggia da par suo tra ritmi saltellanti e divertissement vari. Sembra quasi un'altra "canzone a manovella", ma affiorano anche i primi foschi presagi ("L'oscurita/ come un gendarme gia/mi afferra l'anima") di cio che seguira. All'euforico affresco futurista di inizio Novecento delle "Canzoni a manovella", succede infatti un viaggio oscuro e minaccioso, tra incubi e intemperie. Fin dalla terminologia usata e evidente il contrasto tra la dimensione fisica, corporea (sangue, carne, teste, mascellate, ossa, cosce, budella, cervella...), e uno slancio mistico (anime, benedizioni, crocefissi, sudari, rosari...) inedito nel canzoniere caposseliano. Le tredici tracce sono a loro volta un pellegrinaggio nello spazio-tempo, tra luoghi mitici (Troia, il Colosseo degli antichi romani) e reali (la Mosca post-socialista, l'Asia di "Lanterne Rosse"). Un percorso affannoso in cerca di requie e protezione, come traspare dal titolo stesso dell'album. 

Si parte con "Non trattare", nenia arabeggiante che lambisce certo misticismo delirante alla Ferretti (la fonte e un salmo dalle Scritture), prima di sprofondare subito nel baratro di quella "Brucia Troia" che Vinicio voleva come singolo perch "avrebbe spopolato nei programmi di dediche radiofoniche" (!) e che e invece un deliquio orrorifico sul mito omerico, registrato nella Grotta Carsica di Ispinigoli in Sardegna, insieme a Ribot e a tre tenori sardi. Altrettanto truce e la rievocazione dei riti circensi romani di "Al Colosseo" (un omaggio all' "In The Colosseum" del maestro Waits?), con il solito declamare farneticante di Capossela su un tappeto di trombette e rulli di tamburi alla "Ben Hur".  

Tra le novita del disco, un uso piu marcato dell'elettronica portato in dote dal guru Gak Sato, tangibile soprattutto in "Moskavalza", techno-souvenir della metropoli russa, affogato in fiumi di vodka e giocato su un divertente pastiche di assonanze testuali. Non mancano, comunque, tuffi nel passato piu "godereccio" di Capossela, quello che vive di cazzeggi cha-cha-cha come quello della "Medusa", delle baldorie da festa paesana di "L'uomo vivo" e di fastosi music-hall alla Broadway ("Nel blu"). E resta - oltre alla stella polare-Waits - il baffo del Conte piu jazzy a far capolino con la sua orchestrina dixieland tra le note della nostalgica (e deliziosa) "Dove siamo rimasti a terra Nutless". 

Melodicamente piu povero di Canzoni a manovella, il disco paga dazio soprattutto nelle ballate (il traditional messicano di "Pena da l'alma", la pianistica "Lanterne rosse" e la stessa title track finale), calando un po' alla distanza dopo l'avvio pirotecnico. Ma Capossela si e tenuto l'asso nella manica e se lo gioca alla penultima traccia, con "S.S. dei naufragati: climax drammatico dell'album, ispirato al "Moby Dick" di Melville e alla "Ballata del vecchio marinaio"di Coleridge (e gia inciso in un disco della Banda Ionica). Una litania per violoncello, armonium, coro e theremin, che si leva in cielo dalla stiva di un vascello sommerso dai flutti, tra legni fradici e spiriti di morte. 

Folle, disordinato, perfino sovraccarico di idee e di suoni, Ovunque proteggi e l'abum piu coraggioso che Vinicio Capossela potesse fare dopo il botto di Canzoni a manovella. I passaggi a vuoto (che pure non mancano) si possono perdonare al cospetto di tanta creativita' e intraprendenza.

 

 


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filippo

filippo el putrefacto



Nov 24 2009 4:16 AM


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Scuola Popolare di Musica - Fermo

Scuola Popolare di Musica - Fermo



Nov 23 2009 4:29 PM

misurino

misurino



Nov 22 2009 8:10 PM

Grazie mille per l'add!
un saluto
SIGNOR WOLF FUNK EXP

SIGNOR WOLF FUNK EXP



Nov 22 2009 10:53 AM

 
CIAO,UN SALUTO CARICO DI FUNK!
Da:
THE ORIGINAL ITALIAN FELLAS FUNK BAND
" Signor Wolf FUNK EXP "
 
 
 
 
Visibilia

Visibilia



Nov 21 2009 5:38 PM

fixdesign

stefania ciccarella



Nov 21 2009 9:10 AM

NOTE VOLANTI Edizioni Musicali/Discografiche

NOTE VOLANTI Edizioni Musicali/Discografiche



Nov 20 2009 12:23 AM

Ciao
Passo per un saluto e per augurarti una buona settimana.
Ne approfitto per annunciarti che sul nostro sito  è disponibile il nuovo cd dei CONIGLI SUICIDI dal titolo "SOTTO SCORTA"
Se ti piace la musica Rap/Hip-Hop, ascolta i brani di questo fantastico gruppo, che hanno saputo trasformare fatti di cronaca attuale in musica.
Per farti alcuni esempi, il brano "DORMI PICCOLA" tratta l'argomento della pedofilia, il brano "SOTTO SCORTA" è dedicato allo scrittore ROBERTO SAVIANO in quanto descrive la sua situazione,
il brano "ANGELI" è dedicato ai fratellini CICCIO e TORE, scomparsi tragicamente nel 2006...e tanti altri.
Un album veramente particolare per un gruppo Rap/Hip-Hop che ha attirato l'attenzione anche di chi non ascolta questo genere di musica.
Sul nostro My Space puoi ascoltare la demo del brano "ANGELI" mentre sul nostro sito ufficiale  WWW.NOTEVOLANTI.NET puoi ascoltare tutte le demo dell' album.
Basta che clicchi sul nostro bunner o vai su www.notevolanti.net per entrare nel sito quindi poter ascoltare le demo.
Note Volanti
Inoltre il disco è presente anche su I-TUNES e su altri 400 stores digitali.

Note Volanti
Un commento sul nostro My Space è sempre gradito.
Grazie dell' attenzione e sempre buona musica.

        Fabio
Collettivo Sinistro

Collettivo Sinistro



Nov 19 2009 7:26 PM

COLLETTIVO SINISTRO
ZANKO Arabe Blanco-NEW SINGLE ft.Jack The Smoker

ZANKO Arabe Blanco-NEW SINGLE ft.Jack The Smoker



Nov 19 2009 7:19 PM

NEW SINGLE   in FREE  DOWNLOAD!!!!



ARABIAN-TERRON  Connection





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MⒶnu' ®ebelde

Manuela Grazioli



Nov 19 2009 3:52 PM

Dicono che c'è un tempo per seminare,,

e uno più lungo per aspettare,,

io dico che c'era un tempo sognato,,
che bisognava sognare...
A M Y C A N B E

A M Y C A N B E
Online Now!


Nov 19 2009 10:42 AM

Yes!!! We are in PEACE, compilation for Amnesty International out next January, along with other great names. See our blog section for infos. Cheers!!

Amy*

Search on WWW.AMAZON.CO.UK or iTunes to buy our albums


...and round...and round...and round...
VAG(exp)

VAG(exp)



Nov 18 2009 2:33 PM

IN GIRO C'E' GENTE CHE STA MALE.

LEGITTIMO BRIGANTAGGIO 28 nov al M.E.I. di Faenza

LEGITTIMO BRIGANTAGGIO 28 nov al M.E.I. di Faenza



Nov 16 2009 11:02 PM

"Dal Profondo" (Il Dono) - Nei negozi un doppio cd di 171 artisti per una causa degna di lode: da un'idea di Marino Severini dei Gang un brano a testa perché dal ricavato si possa realizzare un pozzo in Kenia, nel distretto di Makueni. E che questo pozzo porti il nome di Paolo “Zico“ Mozzicafreddo, batterista dei Gang scomparso nel 2006. I Legittimo Brigantaggio compaiono con Bandabardò, Gang, Cisco, Diaframma, Modena City Ramblers, Yo Yo Mundi, Luci della Centrale Elettrica, Giancarlo Onorato, Paolo Benvegnù, Banda Bassotti, Enrico Capuano, Il Parto delle Nuvole Pesanti…

Leggi la presentazione di Marino Severini e tutte le info di questa splendida iniziativa al seguente indirizzo:

http://win.the-gang.it/merchandising/dalprofondo/dalprofondo.htm

 

AAVV (ARTISTI VARI)Titolo “DAL PROFONDO”Prodotto da LATLANTIDE (P) © 2009

Collettivo Sinistro

Collettivo Sinistro



Nov 16 2009 6:09 PM

COLLETTIVO SINISTRO
IUNEMA

IUNEMA



Nov 16 2009 4:49 PM

MUSIC POETRY ARTS by Severino Verardi

MUSIC POETRY ARTS by Severino Verardi



Nov 16 2009 2:46 PM

Ciao!

IL MONDO E' DI TUTTI

IL MONDO E' DI TUTTI



Nov 16 2009 12:05 PM

Supatronic (Official)

Supatronic     (Official)



Nov 15 2009 1:20 PM

From friend to friend… thank you for poppin’ in !
Big THX 4 dee A.D.D/REQUEST yOw !!!
B good 2 your earhole !
We promise so…
Greetings from PARIS (France) !!!
S.L.Y M.O.X
4
SUPATRONIC
Luca Melis

Luca Melis



Nov 15 2009 8:55 AM

Image Hosting by imagefra.me
Choke EM!! Records (chokeemrecords.bigcartel.com)

Choke EM!! Records (chokeemrecords.bigcartel.com)



Nov 15 2009 12:25 AM

Yo JayRecks on cdbaby.com/cd/jaryreck Betray Your Owns on iTunes and Interpunk.com OhemGee is on iTunes so go check them out also. We signed An Aborted Memory, Martha Beck and Lions Like Wolves come check them out. We comment back!
Orgasma

Orgasma



Nov 14 2009 8:12 PM

Hi!
We are an Aggrotech/Orgasmik band from Montreal, Canada !
Thanks for the Add and the Support!
Come and visit our Myspace for further news and informations!

Salut!
Merci pour l'Ajout et le Support!
Venez visiter notre Myspace pour des nouvelles et des informations ulterieures!

ElectrOrgasmik MusiK
Harsh EBM/Industrial


-Orgasma-
Scuola Popolare di Musica - Fermo

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Nov 14 2009 1:44 PM

SODY//TOXIC CROW NEW VIDEO PREVIEW on YOUTUBE!!

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Nov 14 2009 6:34 AM

SODY PRESENT:

QUIERO DATE DURO MAMI!!

OFFICIAL PREVIEW!!

the NEW VIDEO of TOXIC CROW!!



STAY TUNE!!
TONY VELARDI ★ ♫ ★ ♥ a.k.a. TONYLANDIA ♫ ♥

TONY VELARDI  ★ ♫ ★  ♥   a.k.a.  TONYLANDIA   ♫  ♥



Nov 14 2009 3:29 AM


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Nov 13 2009 6:32 PM

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