Nembrot attraversa il periodo di gestazione, è un feto, ancora si dibatte nella placenta materna, i tempi non sono ancora maturi per la sua nascita.
La vita è un qualcosa di svariatamente complicato, complesso, che definirsi vivi equivale ad essere dei mentitori. La comunicazione, poi, non ne parliamo, è forse un qualcosa d'irraggiungibile, che difficilmente si mostrerà per la sua grandezza. Quando i tempi, quindi, matureranno, solo allora, forse questo pazzo gigantesco toccherà la vita.
I Nembrot nascono nel 2001, nell’ insana provincia napoletana. Figli di una terra difficile, statica, dura, legata ancora a stereotipi di vita alquanto obsoleti, e ferita da aggravanti sociali e culturali, non lascia che poche alternative di vita e di pensiero. La necessità di sentirsi vivi, di comunicare le proprie emozioni, i propri disagi, del vivere in un mondo che si avviava verso la “non comunicazione”, a discapito della tecnologia che raggiungeva risultati grandissimi, abbattendo qualsiasi distanza, ma alzando contemporaneamente dei muri invalicabili, sottraendo all’ uomo la parte umana, quella parte che lo aveva sempre contraddistinto dagli altri esseri viventi, ipocrisia di apparenza e superficialità, sostanza vicina allo zero, diventava fucina e placenta per la nascita del gruppo. In questo territorio che lascia morire i suoi figli, le sue idee, la sua energia, viene innalzato il tempio della musa post-moderna, da dove i Nembrot iniziano a dissacrare luoghi comuni e consuetudini, mettendo in discussione qualsiasi certezza e qualsiasi verità sviscerando tutti gli elementi che gli si presentano, appunto per affondare le mani, sempre di più nel marciume moderno cercando, se possibile, ancora un briciolo di sostanza. Inizialmente il gruppo, sceglie come circolo di movimento: la provincia, presentando le proprie performance musicali in qualsiasi luogo, che offrisse un spazio per farlo, senza curarsi di ricercare luoghi adatti, dove poter esser compresi, anzi, vero è l’ opposto, lasciando sbalordite le persone che coraggiosamente assistevano ai loro show, e costruendosi così una reputazione “cattiva”, come gruppo che con la musica non aveva proprio niente a che vedere. Quando fai una qualsiasi cosa a Napoli, le fatiche si centuplicano, e questo concetto non risparmia il gruppo, infatti man mano che si andava avanti, gli spazi, diminuivano, le possibilità erano sempre più scarse, la cultura veniva giù a picco, il sistema diventava sempre più burattinaio, addestrando la gente ad usi e gusti sempre più di consumo, sterminando il requisito fondamentale di una vita “viva”: la volontà. Il suono dei Nembrot è sempre stato caratterizzato dalla “non-convenzionalità”, infatti il noise, il rumore, è il primo elemento che entra nelle dinamiche della “musica” del gruppo, elemento presente in qualsiasi aspetto della vita, colonna sonora ideale dei tempi post-moderni. L’ uso promiscuo di strumenti musicali e non, è altro aspetto caratterizzante, che si lega alla logica di avvalersi degli scarti, dei detriti di questa società, e che tutto può essere elemento sonoro o di disturbo di un concetto che può avere la sua valenza a seconda dell’ osservazione prospettica che gli si concede. L’ attrazione per il rumore, per il suono industriale è per le avanguardie del ‘900 sia europee che d’oltre oceano, conduce il gruppo, quindi, sin dai primi passi, sulla strada della ricerca, della sperimentazione, senza limiti e censure.
Siamo nel 2005, anno di svolta, anno in cui, i Nembrot rinunciano al basso, costituendosi in formazione trio, composta da: 2 chitarre non convenzionali e batteria e percussioni nembrotiche, quali: lamiere, teglie, trapani e ferraglie varie. Il tempo di un riassetto, e vi è la ripresa della produzione di brani, e di performance, fatte di un suono più frammentato e dilatato, quasi esasperato, che diventa ancora più intimista e melanconico, facendosi portavoce di tutto quello, e di tutti quelli che non hanno voce. Negli anni subito avvenire, i Nembrot sentono una nuova necessità, ovvero sentono l’esigenza di allargare i proprio orizzonti, i propri confini, di confrontarsi con altri artisti, musicisti, comunicatori, e vi è quindi l’ incontro con questi musicisti napoletani, campani, dal quale viene fuori un nuovo progetto musicale che prende il nome di: COLLETTIVO PHI.
Il collettivo phi, nasce per esplorare nuovi territori della musica, ovvero il suo elemento massimo, unico e irripetibile che è quello della creazione artistica. Il territorio esplorato, quindi, dal collettivo phi è quello della sperimentazione sottoforma di improvvisazione, la necessità d’incontrarsi, e suonare dando una forma musicale al momento e alle emozioni presenti nel determinato momento. L’ importanza della sostanza, ciò che c’è dietro, e che poi è l’effettiva realtà, soggettiva, vista dai componenti di questo progetto.
Nell’ anno 2007 arriva la demo: LA VECCHIA STORIA DELL’ INCUDINE E IL MARTELLO,
che è un primo assaggio di quello che poi sarà il disco che vedrà la luce l’ anno successivo.
Dopo la registrazione della demo, il gruppo si ferma per qualche mese, ma non è un periodo di fermo artistico, infatti, Cassataro e Morelli danno vita ad un nuovo progetto, un duo che prende il nome di PROGETTO SILENTE, mentre Pierno da vita ad un progetto da solista che si rielabora sotto il nome di: pAKo-P. sempre in questo periodo il gruppo divide il palco con: i Polvere di Xabier Iriondo e Pierno è una delle chitarre dirette da Rhys Chatham nel suo: Guitar Trio che approda a Napoli. Inoltre da novembre del 2007 il gruppo, collabora con Camillo Capolongo, uno dei pochi artisti campani, che ha registrato il suo nome accanto a quello di personaggi del calibro di Cage, Giorno, Burroughs, e tanti altri artisti dell’avanguardia mondiale. Nembrot abbraccia anche un discorso di libertà di espressione e cultura, quindi segue altre vie per quanto riguarda il concetto di s.i.a.e. e diritti d’autore, infatti si avvale di licenze creative commons e tutto quello che è copyleft, dove è l’artista a decidere in che forma può, e deve essere utilizzata la sua opera. Tendente anche all’autoproduzione, nonostante tutti i problemi economici che attraversano le nostre realtà. Nel dicembre del 2008 arriva il primo disco, omonimo, prodotto rispettando l' idea di base della libera circolazione della cultura e della musica, con una giovane netlabel napoletana: OFN. Attualmente il gruppo lavora alla composizione di nuovi brani che dovrebbero portare alla pubblicazione del secondo album.
Nembrot was created in 2001, in Saviano (Italy).
The band is composed by:
Pasquale "Pako" Pierno- guitars/vocals
Gregorio Cassataro- guitars
Carmine Morelli- drums/percussions
The sound of Nembrot has always been characterized by "non-conventional Noise". Noise, indeed, is the principal element that belongs to the group, as it is a perfect soundtrack of post-modern times.
The mixed use of musical instruments and other tools, is another typical element of the band that links to a specific logic: making use of any scraps and wastes of modern society as sound effects.
According to this point of view, the attraction for noise, for industrial sounds, leads the group, since its birth, to a continuous research and experimentation/testing ground path, with no limit and any kind of censorship.
In november 2007, the band released the first demo: LA VECCHIA STORIA DELL.. INCUDINE E IL MARTELLO. In the same year,the band played on the same stage with an another band: POLVERE. More over, from november 2007, the group started a collaboration with Camillo Capolongo, one of the few artists from Naples area who had the honour to work with artists like Cage, Giorno, Borroughs and other personalities of wolrd avant-gardes. Nembrot embraces ideas of freedom of expression and culture and so makes us of creative commons licences and other copyleft systems to protect their production that can let artists decide wheter and how others can use their artistic productions.
The first album, "Nembrot" as their name, comes out in december 2008.
It was produced complying with the idea of free circulation of culture and music, together with a young netlabel form Naples: OFM.
Now the group is working for the composition of new tracks that would lead to the release of the second album.
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PRODUZIONI:
- PROMO (2007):
la vecchia storia dell'incudine e il martello
Caro Gesù, siamo ancora nel duemilanove ma fra poki giorni saremo nel tremila! Sto imparando a fumare con la sinistra perké l'anno nuovo deve essere tutto diverso e potrò finalmente muovere il mouse e ciccare contemporaneamente. Già ci solarono dieci anni fa kuando si diceva che "..nel duemila tutto cambierà..." e invece nun è cagnat mank 'o cazz. Si diceva che nel duemila si sarebbero bloccati tutti i computer e gli orologi sarebbero impazziti, si diceva che i radar degli aeroporti sarebbero impazziti e gli aereoplani facevano capa e capa nel cielo. Si diceva che la tecnologia avrebbe risolto tutti i nostri problemi e invece 'a tecnologia c'ha 'nguajat a tutt kuant. Ma però... l'unica cosa di cui posso ancora essere sicuro è ke al Mamamu, come da ormai dieci anni, la sera di natale, trovo tutti kuelli ke dopo 4 ore a tavola s'hann fatt 'na palla tant (senza offesa) con genitori, cugini, zii, prozii, e nipoti k'allukkano e rompn 'o cazz 'k vonn arapì 'e regal. Kuindi anche voi affezionati del locale, siate furbi, fatta una certa ora, dopo il piero di puorco con le lenticchie, dopo mezzo kilo di struffoli per non far prendere collera la zia (ke è l'unica cosa k sape fà...) ...dopo i mustacciuoli e dopo il torrone e il caffè.. rimettetevi le scarpe e se ci riuscite riappuntatevi il pantalone e dite: "...purtroppo cari miei... vi devo lasciare perkè ho promesso a Padre Mauro e Suor Celeste ke sarei passato a fargli gli auguri... Vi lascio, buon proseguimento a tutti..." Gesù, nun 'te piglià collera, lo sò ke è il tuo compleanno ma noi il 25 sera vulimm fà cokkose! vulimm sentì 'a musica dal vivo! Vulimm sunà!! Al Mamamu a Natale ce stà semp nu casin 'e pazz e io dopo 4/5 ore a sentì 'o zie ke parl cu papà rò lavor 'e tutt 'e uaie k'ann passat... VOGLIE ASCI'!!!! PKKè M SENT 'E 'MAPAZZìììì!!! 'e kaì Gesù? A proposito, tu che tieni un sacco di conoscenze, dingelo a tutti ke se kualcuno vuole suonare non c'è problema e ke al mamamu c'è tut
T-ROKK è un programma che racconta i più bei dischi della musica italiana. La prima puntata è su Desaparecido dei Litfiba. Puoi guardare T-Rokk su Indipedia.
Tra non molto inizieranno e rimbalzare nella rete interminabili code di bit che che si ricomporranno in mail di auguri, di buone feste, di un grande 2010 etc... Sicuramente è aprrezzabile essere ottimisti, nessuno vuole negare il diritto alla speranza, ma pensiamo che non ci sia molto da festeggiare dato l'attuale momento storico e sociale. Fermi tutti.... non vogliamo fare "pippotti" sulla politica o sull'economia... vogliamo solo darvi uno spunto per una riflessione!!
Buon tutto!!!
La redazione
Non auguratemi "Buon Natale" fino a quando... un muro dividerà dei bambini dal loro futuro, gente inerme morirà sotto bombe umanitarie, chi lavora sarà sacrificato sull'altare del profitto, il progresso inquinerà il futuro dei nostri figli.
Non vuole essere un disturbo chiassoso, ma un invito...
Vorremmo coinvolgervi in...
Onorati di presentarvi:
Frijid Black (San Antonio TX-Torre del Greco)
Musica per ascensori di un grattacielo assurdo. Ai primi 30 piani, una clinica per la gioventù sonica vittima dell' Lsd. Poi 69 piani di museo delle cere del rock. Nei garage un pub che dispensa krauti e birra. Nell'attico il rifugio segreto del clan Iommi-Darrell. Due chitarristi italo-texani per gioco immaginano questo side project. Il gioco diventa presto più serio delle loro band. Ecco i Frijid Black...salite sul loro ascensore, non servono monete ma sinapsi.
The Mantra ATSMM
Può qualcosa di etereo essere anche potente? La malinconia e l'inquietudine possono trasformarsi in una tempesta e non diventare catarsi, ma contemplazione di scenari chiaroscurali dell'anima? Un batterista obliquo, un chitarrista frippiano, un bassista folle, una cantante angelica . Uno split con i God is an Astronaut, un ep per la Rare Noise, un album in uscita a Febbraio, un tour che dura da 3 anni. Un Mantra al di Sopra della Luna. Sciolta. Immacolata.
Grazie dello spazio e dell'attenzione, speriamo di ripagarvi con una serata in cui la musica va "oltre"...
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