NOHAYBANDATRIO :
Marcello Allulli-sax & live electronics
Fabio"Reeks"Recchia-chitarra & basso preparati
Lele Tomasi-batteria & ammennicoli
NOHAYBANDATRIO è un gruppo romano che nasce nel 2004 quando Fabio "Reeks" Recchia perfeziona la tecnica che gli permette di suonare contemporaneamente basso e chitarra; una delle peculiarità del gruppo è proprio il doppio ruolo di ogni musicista; infatti, l'uso simultaneo di basso & chitarra, batteria & percussioni, e di sax & live electronics, amplia la sonorità del trio fino a raggiungere quella di un sestetto in grado così di sostenere un'ampia varietà di generi musicali rielaborati in maniera molto personale; il gruppo riesce a spaziare dal post rock al funky, dal rumorismo al jazz, dallhardcore al prog senza mai perdere di vista lelemento armonico e quello dinamico. Miscelare temi obbligati a parti di improvvisazione motiva il gruppo alla registrazione totalmente in presa diretta e senza alcuna sovraincisione; il disco dal titolo Tsuzuku è uscito per l'etichetta romana Zone di Musica;
I membri che compongono il gruppo hanno performato in centinaia di concerti in tutto il mondo, realizzato numerose uscite discografiche e collaborazioni con musicisti come Tony Scott, Katia Labèque, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella, Marco Siniscalco, Luca Bulgarelli, Antonello Salis, Luca Acquino, Eugenio Colombo, Giovanni Sollima, Nicola Tescari, Meg, Alex Gwiss, Joe Lally, Paolo Damiani, Marque Gilmore, Massimo Pupillo, John B. Arnold, Filippo Paolini aka Okapi, Michele Rabbia, Zu e molti altri.
www.myspace.com/nohaybandatrio
Zone di Musica
www.canecane.com
RECENSIONI IL MUCCHIO
NOHAYBANDATRIO
Tsuzuku
Zone di Musica
Fenomenale. Non stiamo tanto a girarci attorno: questo “Tsuzuku”, è fenomenale. Che bisognasse aspettarsi qualcosa di buono era in parte prevedibile: l’unione di Fabio Recchia (già eminenza grigia della scena avant-core romana), Marcello Allulli (sassofonista di vaglia in ambito jazz) ed Emanuele Tomasi (immerso anche nell’avventura MiceCars) sulla carta prometteva. Ma poteva anche essere uno di quei progetti basati soprattutto sull’improvvisazione, con supposta libertà stilistica sbandierata e confusione effettiva sciorinata – insomma, una di quelle cose in cui si diverte più chi suona che chi ascolta. Invece questo album è un piccolo miracolo di equilibri e di cura: perché se l’improvvisazione c’è, e in alcuni momenti è anche abbastanza radicale, se la voglia di stupire l’ascoltatore aggredendolo non manca, come da tradizione jazzcore, se la cerebralità dell’approccio non è poca, e non lo è, bisogna però al tempo stesso dire che al contrario di altri progetti simili qua c’è una grande disciplina compositiva. È rispettato un equilibrio sensato tra parti improvvisate e parti suonate, c’è una qualità altissima in ogni riferimento (se si cita il jazz, lo si cita bene, se si cita il prog, lo si cita bene, se si cita il post rock, lo si cita bene: e guardate che accade di rado, molti si fermano più al gesto in sé che alla sostanza), ma comunque si è sempre alla ricerca di una scorrevolezza di fondo, che renda la musica digeribile anche per chi non si ascolta i Naked City a colazione. Gli Zu sono veterani e caposcuola, gli Squartet sono degni allievi (anche se per ora sono meglio dal vivo che su disco); ma Nohaybandatrio è ben sulla strada di andare perfino oltre, grazie al senso per la scorrevolezza di cui prima. Le specificazioni nel booklet, necessarie quanto scritte in modo un po’ pedante, su come il Trio sia in qualche modo un finto sestetto, le lasciamo a voi. Ché davvero vorremmo spendeste un po’ di euro per questo CD (www.myspace.com/nohaybandatrio).
Damir Ivic ROCKIT
Nohaybandatrio - (tsuzuku)
Zone di Musica - Venus (2006)
di Simone 'Strummer' Cosimi
A me i dischi come questo mi fanno impazzire. Mi piacciono troppo. Perché
secondo me (parte della) musica contemporanea deve provocar(mi) un effetto in
particolare, fra i non molti di cui desidererei essere vittima: non avere la più
pallida idea su come definire quanto mi ritrovo ad ascoltare. Trattasi di sensazione
lugubre e al contempo eccelsa. Comunque. Cazzi miei.
Qui ci sono tre signori musicisti – Fabio Recchia, già produttore di Zu e Brutopop;
Emanuele Tomasi, sound designer e con i Micecars; Marcello Allulli, jazzista già
con Kenny Wheeler, Tony Scott e Art Blakey - che hanno messo in piedi un
sestetto nato da una session d'improvvisazione. Si, esatto: sono in tre ma suonano
ciascuno due strumenti contemporaneamente. Senza parti pre-registrate.
Niente paura, cuori deboli che cercano a tutti i costi il genere cui appigliarsi: il
risultato è spiazzante (neanche troppo) ma melodico. Graffiante, malefico ma
fruibile anche da chi detesti questo tipo di esperimenti e parta pregiudizialmente
ostile.
Di solito – non sapendo appunto come definire quanto si ha in cuffia - a questo
punto si dice qualcosa tipo: "il trio riesce ad unire la potenza e l'impatto del rock e
dell'hardcore a temi che sembrano scritti per colonne sonore passando per
strabordanti tirate noise". Cose così.
E infatti proprio questo c'è da dire: se a tratti ("Acquolina") il suono si fa
sincopato, potente ed imprevedibile, altrove i tre scatenati musicisti danno spazio
a oscure, altalenanti e cinematografiche suites che sfiorano il rumorismo puro
("Bon 1p", "Bon 2p", "Bastardi Alieni ridateci Elvis"). Così come zompano poi fuori,
d'improvviso, ricorsivi ed allucinogeni arrangiamenti post-rock ("Tsuzuku") o veri e
propri brani fusion ("Il Tukatì") che – pur nell'opera di costante ed impassibile
sfilacciamento armonico - tornano a farsi, come comprensibile visto il contesto in
cui sono immersi, più "facili" per l'orecchio.
Ho un solo, vago riferimento, ecco: se però non scandalizza le vostre menti
pregiudizialmente orientate. Gli echi sono migliaia e non vorrei certo risalire a
Zorn per farmi capire. L'approccio può essere, per esempio, quello dei Mars
Volta. Ma – sia chiaro – con molti molti meno tecnicismi e molta più tecnica,
molta molta morbidezza e molta molta più intelligenza compositiva. E –
ovviamente – declinati secondo la logica jazz-core – il peso del sax di Allulli è
fondamentale.
Quindi tutta un'altra cosa. Solo per dirvi qual è la lunghezza d'onda. Quasi un
primascelta. (23-11-2006)
Supporto: CD con traccia CD-ROM
Nohaybandatrio-RECORDING NEW ALBUM!!!!'s Friend Space (Top 24)
Nohaybandatrio-RECORDING NEW ALBUM!!!! has 2157 friends.
SABATO 4 LUGLIO 2009 @RDA MAYDAY, via della Pianazze 29 - La Spezia
ore 16 sul serio perchè son 9 gruppi!
BENEFIT PER SENZA GABBIE
CENA VEGAN BY VASCELLO VEGANO/EQUAL RIGHTS/FOOD NOT BOMBS ROMAGNA BENEFIT PER LE SPESE LEGALI DELLA CAMPAGNA "GLI ZOO BASTARDI" http://www.glizoobastardi.org
IL MALE - Emilia Romagna, black metal anarco crust. The Whispered Lies of Sabbo. Disco autoprodotto in uscita, nessun myspace, nessun sito, nessuna e-mail.
NOVEMBER 3rd - Imola/Ravenna, ennesima all stars band. Membri ed ex di Memories Of Apocalypse/BanxThis!/Endless Inertia/When Seasons Change. Back to the 90's!. http://www.myspace.com/novemberthethird
RITUAL - Germania, anni '90 ma coi pantaloni stretti comeccipiaceanoi. Mean Season/Chokehold/The Hope Conspiracy. Reflections records. http://www.myspace.com/ritualeurope
Ci sarà anche un intervento riguardante Marcello Lonzi e i relativi sviluppi dell'indagine e delle iniziative correlate. Marcello Lonzi era un ragazzo di 29 anni ammazzato l'11 luglio 2003 dalle botte dei secondini del carcere di Livorno nel quale era deten
BARNUMFREAKSHOW [Rock/Industrial/Metal] da Roma cerca urgentemente un batterista serio, preparato, potente e dotato di strumentazione propria (piatti rullante doppio pedale) per registrazioni imminenti e preparazione dei live della prossima stagione.
Si richiede, appunto, preparazione, conoscenza dei tempi semplici e irregolari, capacità di suonare a CLICK, potenza, creatività e tempo libero (almeno 2 sere a settimana per le prove).
Il gruppo dispone di una propria sala prove in zona talenti-monte sacro.
Chi fosse interessato a fare una prova può contattare il gruppo o con una mail qui su myspace o alla mail: info@barnumfreakshow.it
Grazie in anticipo per la disponibilità e l'attenzione.
Stefano - BarnumFreakShow
Mercoledì 24 alle 22h00 Officine, via del Pigneto 215
vi aspetto!!! Carol La video performance sperimentale interattiva “La pausa” è una riflessione sul tempo che passa, scivola via, sulla frenesia della quotidianità. La pausa, arriva in quel momento in cui si abbracciano i propri pensieri, in cui si chiudono gli occhi e si cerca la propria essenza, in cui ci si interroga, ci si ascolta, ci si conosce.
Una performance breve, dinamica e divertente che nell’ apparente follia dei discorsi descrive i comportamenti quotidiani della maggior parte degli esseri umani, all’inseguimento del tempo che passa, dimenticando la vera essenza delle cose e il vero valore di qualsiasi tipo di sentimento al quale non si concede mai tempo.
Con l’Associazione LeMasque e l’Associazione “Pescatori di Poesie”
bastardiiiiiiii!! per punizione ci darete un vostro cofanetto... Se vi capita un buco di culo di concerto da riempire fate un handclapping in 32/sedicesimi seguito da un fischio in la minore, correremo al vostro sevizio. bravi, bravi e ancora bravi!!!