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BiografiEtc.
-FRANCESCO
VIGNA alias "FO"
Nasce a Berlino Est quando
ancora stava sù il muro. Della sua infanzia si sa
poco, ma è certo che, nel 1989, il muro cade e Fo trova una via d'uscita.
Diventa prima stagnino a Praga, poi compositore di insegne
al neon in un oscuro villaggio della Val Di Non. E' di quel periodo una sua
nota rielaborazione delle scenografie di "Metropolis".
Prova a suonare il clavicembalo ben temperato, poi quello
mal temperato e, infine, quello medio temperato, con scarsi risultati.
Costruisce piccole barchette, adattate per i suoi amati criceti, usando
come unico materiale dei fiammiferi, per le quali riceve il premio nobel
alla Scienza del '81, con uno scritto dal titolo "I Criceti non sanno
nuotare e, poi, messi in un liquido, affondano come sassi facendo BluBluBlu", creando grande
commozione. In una notte buia e tempestosa, alla luce di un lampo, vede in
una vetrina una magnifica chitarra. Il giorno dopo la
compra e si dedica a tempo pieno agli origami. Ha
inventato la frase "E' PRONTO IN TAVOLA", comprensiva di gesto
con la mano. Passioni: grattare
via, con la sola unghia dell'indice sinistro, le macchioline che rimangono
sulla tavola dopo una buona mangiata. E le
bretelle. Musica preferita: Jazz atonale franco-coreano con influenze della
rabbia punk norvegese. Ama i cori di montagna, anche se adesso non è
stagione.
-SAULO LUCCI alias "SAULOVIC"
Di origini guatelmateche
(qualsiasi cosa ciò significhi), conserva nei tratti del viso quella tipica
espressione guatelmateca dal significato
recondito, svelata forse dall'antropologo Birdignan
nella frase:"Per piacere,dove si trova il rabbino Prinzt?".
Note le sue tendenze filotorinesi,
anche se mascherate spesso da abiti color del grano. Conosce
personalmente l'inventore del cartello "Attenzione pavimento
scivoloso" e la
"Compagnia Del Teatro Improvviso Nella Notte
Stellata E Ammantata Di Mistero", e dipinge quadri che rappresentano
tutti, invariabilmente, il muro davanti alla sua finestra (alcune sue opere sono esposte alla G.A.M.
di torino, nella sezione "Tristemente penso
a te"). Una volta ha letto di due bambini indiani, ritrovati sotto le
macerie del loro palazzo grazie al canto del loro
canarino. Da allora ha abbandonato l'idea di avere un pesce rosso. Suona la
chitarra scomposta da 23 anni. Saltuariamente partecipa a lezioni di gruppo
di ginnastica preparto. Passioni:
rimboccare amorevolmente le coperte al suo pianoforte. E i Griffin. Musica preferita: etno-pop ligure, ma
senza i pinoli con influenze balcaniche (ad
esempio dei gruppi "Francellotter",
"Rampelloga" e, soprattutto, i
"La Morte di Renato").
- LUCA ZENNARO alias "TONY PACATI"
Nato nella repubblica di Venezia quando questa era
ancora una grande potenza marittima, comincia a
commerciare in reperti egizi all'età di sette anni. Con i soldi ricavati
apre un centro commerciale che vende solo plastiche biodegradabili gusto
baccalà e biscotti con gocce di eternit. Il tracollo della borsa Veneziana dell'87 lo spinge a viaggiare. Raggiunge
Rovigo, Padova, Castelfranco, spingendosi sino a Bologna, redando anche le prime carte nautiche dell' Umbria.
Comincia a suonare il clarinetto spinto dal maestro Zutrella,
primo violoncello dell'orchestra Primula Bianca di PietraSanta
(RG). Ma tra lui e il clarinetto c'è solo sesso,
niente amore, anche se si baciano sovente in bocca. Sa contare da uno a
dieci e da dieci a uno. E,
se mosso dalla passione, può invogliare chiunque a fare qualsiasi cosa.
Passioni: sdrucisce camicie a chi lo chiede, anche per strada. Coltiva con
amore i suoi baffi. Musica preferita: elettronica di
stampo jamaicano con influenze del primissimo funk turco. il suo
gruppo preferito rimane comunque i "Sporgiti ancora e cadrai".
- MATTEO FRAU alias "MATTRUMPET"
Sono pochissime le notizie sulla sua vita. Da alcuni
almanacchi di "Frate Indovino" si evince
però che la sua nascita è da collocarsi nel ventesimo secolo, giorno più
giorno meno. Dopo un'adolescenza difficile, passata quasi interamente
chiuso nel parlatorio del carcere di massima sicurezza di Gryenblevig a tradurre nel linguaggio dei segni i
discorsi tra ergastolani, riporta un duro trauma e tutt'ora non riesce a
pronunciare la parola "alterco" senza poi sentirsi in obbligo di
scusarsi e fare tre saltelli sul piede sinistro. Collabora nel '37 alla realizzazione della Guernica e
si ricorda un suo celebre commento all'opera, rilasciato dando un buffetto
a Picasso, che recita "E' un po' poco
colorata, no, Pablito?". Comincia a suonare
la tromba ancora cucciolo, proprio nell'età dello svezzamento, quando la
mamma comincia a nutrirlo di carciofi interi crudi sconditi. Ha tutt'ora
i denti neri. Passioni: lottare nudo nella steppa con delle anatre birmane.
Musica preferita: jingle dei formaggini
"Latte Candido".
- PIERO LEPORE alias “PIERINO”
Nasce vicino alla circonvallazione, proprio dietro il
tavoliere, al lato dello scacchiere, proprio sotto la Zuppiera. Conosce
personalmente Bilbo e gli altri componenti della Compagnia dell'Anello, ma non riuscendo
a ricordarne i nomi li salutava tutti così:"Ciao bello" (vd. "Tolkien E il
mistero di Piero", 1999, ed. Guallazza).
Avendo accesso ai più oscuri misteri della terra grazie alle sue conoscenze
nel mondo di là, riesce a predire con un certo margine la migrazione delle
acciughe nel Mar delle Smadole. Laureato in
Scienze delle Possibità, oramai da anni collabora
come ricercatore all'Università degi studi di Brignole. Conosciuto nell'ambiente dei "Mostristi" (il cui raduno annuale è avvenuto
proprio in questi giorni), frequenta assiduamente ogni
tipo di manifestazione organica si presenti sul pianeta Nettuno.
Scrive piccoli racconti horror per il
"Giornale di Sicilia", per la "Gazzetta
di Bergamo" e per "Le retrovie del modo oscuro che ribatte colpo
su colpo ad ogni possibile invasione della magia nera e/o degli UFO nel
nostro bel paese che è poi un paese a forma di stivale, ma non
eccessivamente stretto sul calcagno". Ha inventato la nota rubrica
"Sapevatelo!", in onda ogni giorno su RadioCentroFrog. Passioni: la fotografia. Specie quelle dove
si vede bene la
testa. Musica preferita: cori di montagna della Bassa con
influenze del segreto monaco del silenzio ChinChin
-FROLLO
alias "THE BLACK DOG"
Ha ricevuto anche quest'anno
il "DogIsManBestFriend Grammy
Award" nella categoria "Ferite da
Taglio". Nato in un oscuro e atavico passato da
madre lupo e padre cervo, dice di sé: "Sono solo un povero
bastardo che ha fatto la gavetta". Per sua scelta decide di
condividere la stanza con Tony (vd. Luca Zennaro, n.d.c.),
e non vivere nella sua magione nel Regno delle due Sicilie.
Ha conosciuto e collaborato, tra gli altri, con Linus,
Lessie, Rintintin, ma
il successo vero gli è arrivato nella sua splendida interpretazione di
"Salivazione Eccessiva detta Bava", un duro film di denuncia sulla
fame canina e il suo giudizio moralistico da parte dei "bipedi",
come lui stesso preferisce chiamare noi umani. Tra gli altri film di
successo possiamo ricordare "Per un pugno d'ossa", "Lottare
meglio che mordere", "I gatti" (toccante la sua interpretazione
di Spillus, un cane ipovedente e sordo che
continua a miagolare sino a che impara a muggire). Di prossima uscita il suo manuale di chiara impronta pacifista "Non toccate
ciò che non dovete", inteso a sedare la discordia decennale tra Pittbull e Spinoni. Alzando un sopracciglio borbotta
"Cerco solo di fare del mio meglio". Passioni: defecare sulla
pista ciclabile. Musica preferita: "Guaito solo", op. 33 del
Maestro Fifì.
(ATTENZIONE: alcune delle
notizie riportate potrebbero non essere false)
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