[...]As with Russolo, whose early cumbersome contraptions filtered the sounds of "nature" into unearthly, contrived, mechanical sound, Obsil is preoccupied with the relationship between artifice and the sounds of Heart, as evinced on "Curtains", with its heavily treated menagerie of noise. [...] However, as on the Reichian interlude of "Di Paese", Obsil can't resist the sweet lure of tonality.[...]
THE WIRE (UK)
[...]L'elettronica si ammanta di un velo di impalpabile bruma e genera una musica che è ricca di riferimenti alla tradizione classica, fra melodie perfettamente curate e inserti di pianoforte dalla cristallina fragilità. BLOW UP (ITA)
Obsil sigla un debutto di già limpida personalità.
RUMORE (ITA)
[...] I don't know how to describe this but it's jaunty, warm, abstract, disorientating, aquatic, moving, dreamy incidental music.[...] Thouroughly engaging future music. Wowzers!!
NORMANRECORDS (UK)
[...] Nel concreto si tratta di un campionario sonoro in cui si mescolano rumori di fondo, melodie, frammenti
armonici e pulsazioni ritmiche eteree. Il tutto gestito con un’evidente padronanza della composizione strumentale, ancor prima che sonora.
NERO MAGAZINE (ITA)
Obsil (Giulio Aldinucci) ha solo venticinque anni, ma sorprende la maturità con cui modella le proprie composizioni, a cavallo fra musica contemporanea ed elettronica. I brani qui contenuti sono scevri da quelle ripetizioni e ovvietà in cui il genere è solito incappare.[...]
MUCCHIO (ITA)
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