una produzioneMateriali Sonori & Officine della Cultura
Regione Toscana
Provincia di Arezzo
Comuni di Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini, Cavriglia, Castelfranco di Sopra, Bucine, Figline Valdarno, Arezzo.
impianti audio e luci : MUSIC FACTORY
ospitalità : Hotel Masaccio, Ristorante La Bianca, Pizzeria Il Palazzaccio -
San Giovanni Valdarno
realizzata con l'adesione di Toscana Musiche
ARCI Valdarno
Libera Valdarno
e di :
Estra
Coop - Il cuore si scioglie
La Castelnuovese
Banca Etruria
e il supporto di Radio Emme, Radio Papesse, Giornale della Musica, InSound, Annuario del
Turismo, InfoValdarno, Valdarno Internet Cafè.
e di Libreria Fahrenheit 451 e Cooperativa Wipala.
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Influences
Orientoccidente è un festival nato per proporre una serie di concerti di rilievo nazionale e internazionale, inseriti in un contesto importante dal punto di vista dei contenuti e della sua promozione. E’ un appuntamento musicale, che si svolge ogni anno, nei mesi estivi, nel Valdarno aretino.
Un festival musicale come porta aperta al confronto con altre realtà, come contributo per la crescita della cultura musicale della nostra area e come veicolo di promozione culturale e turistica della stessa, e quindi della Provincia di Arezzo.
Un festival valdarnese organizzato da Materiali Sonori e da Officine della Cultura, progettato da Giampiero Bigazzi, e promosso dai Comuni e dalla Provincia come veicolo per i “suoni del mondo e dei popoli”, la contaminazione, il confronto fra tradizione e innovazione, il confine fra world music, jazz, rock e musica colta. Un Festival delle Culture Musicali e delle Culture. Dell’intercultura come valore.
Un festival che abbia una sua riconoscibile identità. La ricerca di un confronto musicale, e non solo, con le culture e le tradizioni “altre” che si stanno insediando anche nella nostra zona, attraverso l’immigrazione. La ricerca di occasioni di riflessione e di conoscenza, di laboratorio e di orientamento didattico. L’identificazione del progetto con la “Cultura della Pace”, attraverso scelte e iniziative orientate verso questo tema, oltre che verso la tolleranza e l’integrazione.
In questo senso il Mediterraneo è il nostro punto di partenza e di arrivo. E’ una cultura, uno stato d’animo, una concezione del tempo e una relazione solidale tra i popoli. Un punto d’incontro fra Oriente e Occidente, anche oltre i suoi confini, oltre le coste che esso geograficamente bagna. Le musiche prodotte nei secoli dai suoi popoli sono una visione del mondo basata sullo scambio e la solidarietà. E’ un luogo del sapere che vuole e deve rivolgersi al mondo.
”Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri
allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo
in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”
Don Lorenzo Milani, 1965
Un programma di profilo internazionale che parla anche degli italiani come popolo di migranti,
come lo è stato per almeno due secoli, all’interno del nostro paese e verso paesi lontani.
Le tracce che caratterizzano la quinta edizione del festival sono un ritorno ai significati che lo hanno ispirato fin dall’inizio (le culture migranti, il Mediterraneo, i balkani e le culture rom, la cultura della pace, dello scambio e dell’accoglienza, le tante anime meticcie che popolano il pianeta), l’attenzione alle voci femminili (anche questa una caratteristica ormai “storica” del nostra manifestazione) e le radici musicali di noi italiani (emigrati prima e più degli altri...) con la straordinaria presenza del coro dei minatori dell’Amiata, l’ottava rima, le mondine modenesi e l’originale tarantella del Gargano di Carpino.
Le tante e positive sinergie con associazioni e manifestazioni del nostro territorio.
Questa edizione di Orientoccidente è dedicata alla memoria di Ivan Della Mea.
ciao a tutti voi di orienteoccidente!! Musica e cultura di gente in perenne migrazione...e io ho applicato in pieno la regola!! In bocca al lupo anche per questa edizione. Prima o poi ci incroceremo nuovamente... e sarà festa. Baci e abbracci Salvatore