Patagonìa
(genere folk rock in lingua italiana)
Componenti:
- Mattia Garancini (voce,
chitarra acustica)
- Stefano Aldiri (chitarra
acustica, chitarra elettrica, oboe, voce)
- Gianluca Perego (basso,
tromba)
- Massimo Misisca (batteria)
- Daniele Pizzorno (chitarra
elettrica)
Incisioni:
- “Dalla polvere alla Gloria”, 2
tracce: Qui nella polvere (M. Garancini); Gloria (M. Garancini)
- “Sapevo d’altronde”, 6 tracce:
La scala negli occhi (M. Garancini); Sapevo d’altronde (M. Garancini); Le
vie dei Canti (M. Garancini, G. Garancini); L’altra (proprio come a Rio) (M.
Garancini); Spogliarti (M. Garancini); Sporco mondo (S. Aldiri)
SCHEDA BIOGRAFICA
Nel 2001 Mattia Garancini (Arcore),
Stefano Aldiri (Arcore) e Gianluca Perego (Concorezzo) iniziano per passione
musicale ad incontrarsi e suonare insieme. L’incontro con il
pianista/tastierista Davide Buzzi (Milano) ed il batterista Pietro Kowalsky (Vimodrone)
fa scaturire nella primavera del 2001 la scintilla da cui prendono vita i
Patagonìa.
Sin dagli esordi la band sceglie
di lavorare su pezzi di propria composizione, scritti da un autore ma in
realtà arrangiati sempre con il contributo di tutti. Purtroppo la realtà
brianzola e milanese così provinciale a cui appartengono non rende facile la
vita alle giovani formazioni emergenti che propongono pezzi propri: le band
che fanno proprio un repertorio di cover sono premiate dal punto di vista
delle possibilità di esibizione in locali o concorsi e da una maggiore
curiosità da parte del pubblico; nonostante ciò i Patagonìa sentono (ed allo
stesso modo continuano ora a sentire) come indispensabile esprimere attraverso
dei propri pezzi ed un proprio sound la loro personale vena piuttosto che
cercare in altri autori ciò che li possa rappresentare.
Gli stessi autori e musicisti che
tutti i membri dei Patagonìa sentono fortemente e verso i quali unanimemente
provano ammirazione (Ben Harper, Bob Dylan o Niel Young per citarne alcuni)
non sono in realtà altro che uno spunto in quello che è poi la loro produzione
in stile folk rock acustico.
Iniziano pochi mesi dopo la
nascita della formazione le prime esibizioni live (centro culturale “CRAMS” di
Monticello, centro “Bubamara” di Cinisello, nel corso di manifestazioni
musicali presso Camparada, Arcore ed altri comuni della Brianza) e durante
l’inverno 2003 viene finalmente inciso il loro primo demo “Dalla polvere alla
Gloria” presso la “Saiappave” di Mezzago.
Nel 2004 il batterista P.
Kowalsky lascia la band e viene sostituito da Massimo Misisca (Grezzago);
l’innesto del nuovo batterista unito all’ingresso del chitarrista elettrico
Daniele Pizzorno portano ad una svolta verso un sound più rock ed all’apertura
di una più fitta stagione di esibizioni live (“Lullaby” di Sulbiate,
l’affezionato “Sbaraglio” di Vimercate, il “Marmaja” di Cinisello con gli
amici della PCT e poi numerose esibizioni presso Carugate, Ronco Briantino,
Brescia, Desio….).
Nel 2006 esce “Sapevo
d’altronde”; come la prima incisone rappresenta solo un parte della produzione
artistica del momento dei Patagonìa. L’incisione auto-finanziata del 6 tracce
(effettuatatasi presso il cinema Capitol di Vimercate) segna un momento
importante e sentito per la band: le 500 copie sono diffuse in poco più di 3
mesi.
L’uscita di “Sapevo d’altronde”
segna però la fine di una fase di serenità: a solo 1 mese di distanza del
disco l’abbandono della formazione da parte di D. Buzzi apre per i Patagonìa
un periodo difficile che si caratterizzerà con la sospensione dell’attività
live e con un lavoro in studio alla ricerca di un nuovo sound che rinunci al
piano ed alle tastiere in favore di un ulteriore passo verso il suono
elettrico.
Ora i Patagonìa, dopo un periodo
di collaborazioni in studio (vedi per esempio la collaborazione protrattasi
per la prima metà dell’anno 2007 con il percussionista calabro-brasiliano
Gioacchino Mendez da Silva), hanno recentemente ripreso l’attività live nella
formazione definitiva sopra segnata.