


Mi chiamo Mattia Strano. Anche se per l'anagrafe esisto solo con il nome Paolo. Vi
rimando alla
terza canzone del mio album "Nacque Nei Projects" per scoprirne il motivo.
Fino ai 20 anni ho vissuto coi miei nonni paterni in case popolari dell'epoca di
guerra.
Quelle che se ti capita di andarci il primo pensiero che hai è di sentirti fortunato
che ad
abitarci sia qualcun altro. Una cucina, una stanza e un bagno di 2 metri per 1.
Dormivo nell'entrata, alzandomi ogni qualvolta qualcuno fosse dovuto entrare o
uscire.
Paradossalmente, sono rimasto affezionato a quella casa.
Alla fine del 2003 ci trasferirono. Nei palazzoni popolari dietro la mia vecchia
abitazione.
Incredibilmente ancora più antiestetici. Una quindicina di piani.
Prendere l'ascensore qui è come usare un mezzo pubblico. "Scusi, scende alla
prossima?".
Non è una battuta. E' la realtà. In compenso ho una mia cameretta. L'ho avuta a 20
anni, ma
come si dice, meglio tardi che mai. Abbiamo addirittura due bagni. Certo, le
"spesse"
pareti fanno la muffa con l'umidità, e non impediscono di sentire i vicini che
russano, che
bestemmiano, che cantano e quale programma stiano guardando alla tv. Ma abbiamo due
bagni.
I miei nonni hanno sempre cercato di non farmi mancare niente. Colazione, pranzo,
merenda, cena,
persino videogames e campeggio in montagna. Sacrifici indescrivibili. GRAZIE.
Mio padre ha 17 anni in più di me. E' stato presente quanto può esserlo un giovane
uomo, e mi ha
insegnato quei valori che mi fanno sentire vero. Mi ha pure portato in giro per
qualche mese
con un Bmw. Usato, ma pur sempre Bmw. Non ero a mio agio, perchè non rispecchiava il
nostro
tenore di vita. Dopo poco l'ha venduto. Mi sono sentito in colpa.
Mia madre fino a tre anni fa non la vedevo quasi mai. Non che prima abitasse lontano
(nella via
dietro la mia), ma ora che è tornata anche lei alle popolari, nel casermone di fianco
al mio,
vedo reali spiragli per un avvicinamento. C'è troppa sofferenza nel nostro rapporto,
nei suoi
occhi, nella storia del mio fratellino, per riuscire a raccontarla con le parole
giuste.
Meglio il silenzio.
Il nome d'arte che mi sono dato è PENSIE. La Cultura Hip Hop ha rapito la mia vita
nel dicembre
del 1999, 15 anni dopo la mia nascita a GENOVA. Nessuno ha pagato il riscatto, quindi
mi ritrovo
ancora felice prigioniero.
Il primo cd che ho comprato è "Xchè Sì!" degli Articolo 31. Era un periodo
in cui quando potevo
andavo nel negozio sotto casa e compravo musica a babbo, di ogni genere. Nonostante
un paio
d'anni dopo i miei gusti nell'ambito del rap siano decisamente cambiati, penso sia
giusto
sentirmi in debito con chi ha scritto quell'album.
Il capoluogo ligure non ha mai offerto possibilità di confronto in questo ambiente,
dunque la mia
crescita artistica è stata piuttosto lenta. Sono stato autodidatta al 100%, e
nonostante ciò mi
renda ancora più orgoglioso del livello raggiunto, non nego il dispiacere per il
potenziale tempo
perso.
Nel 2006, grazie a DJ KAMO entro a far parte del collettivo FULL CLIP TEAM e insieme
si inizia a
spingere il nome della nostra città in Italia.
L'anno successivo, l'importante incontro con FATFATCORFUNK (tra i beatmakers più
rispettati dell'
intera penisola) mi porta finalmente alla progettazione del mio primo album
"NACQUE NEI PROJECTS"
che vede la luce il 29 dicembre del 2008. L'autunno del 2009 è il tempo di "U.F.O. (UNDERGROUND FUTURE OBJECT) MIXTAPE": in totale 13 tracce, su strumentali americane, 7 delle quali vedono la collaborazione al microfono di nomi del calibro di RAYDEN (One Mic), MONTENERO (Dogo Gang), FATFATCORFUNK, KOOL BOY CLASSIC, ALBE OK, DJ KAMO e MORENO. L'intero prodotto è SCARICABILE GRATUITAMENTE dal sito www.fullclipteam.com.



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