About me: E’ in basso e a sinistra che ci siamo incontrati. E’ li, in quel
territorio dove la ribellione va oltre la solidarietà, dove la
cooperazione diventa autonomia, che intrecciamo i nostri percorsi con le
lotte zapatiste, le comunità indigene e le giunte di buon governo dei
caracoles del Chiapas.
E’ una fotografia mossa, in movimento, quella che abbiamo visto a
Oventik nell’incontro internazionale fra i popoli zapatisti e i popoli
del mondo. Sfumature di colori e lingue e storie, che parlano, dalla
selva del Chiapas, della politica che necessitiamo praticare per
cambiare il mondo, o meglio, per rifarlo di nuovo.
Un grande laboratorio mondiale per la trasformazione, con dentro tutti i
mondi che hanno diritto di esistere.
Dal Messico all’Italia, le barricate di Oaxaca e le manifestazioni a
Vicenza contro la base, la resistenza di Atenco e l’opposizione alla tav
in Val Susa abitano lo stesso mondo, quello degno e ribelle delle lotte
contro il neoliberismo.
Vogliamo far incontrare queste lotte, costruire una narrazione che le
comprenda tutte e che sia fruibile dai soggetti che le animano.
Quella fotografia mossa che abbiamo scattato fra le migliaia di persone
radunate a Oventik nel dicembre scorso, è un progetto aperto che per
vivere vuole raccontare le lotte italiane alle lotte messicane, da
Venaus a San Salvador Atenco, dalle lotte contro i CPT a quelle dei
migranti di Tijuana, da Vicenza a Oaxaca e viceversa.
Chiamiamo questo progetto ‘Dignidad Rebelde’ perché ci sembrano le
parole che più descrivono i sentimenti e le azioni di uomini e donne da
una parte all’altra dell’oceano, da un continente all’altro, dal Messico
all’Italia, all’Europa, al mondo.
Voci e immagini che raccoglieremo in un cortometraggio e ascolteremo
nelle assemblee che costruiremo nei territori. Un video che presenteremo
in diverse tappe nelle città dove in Messico incontreremo le lotte per i
diritti, per l’accesso alle risorse, per la difesa delle comunità.
E queste dignità ribelli vogliamo anche sostenerle in uno dei suoi cuori
pulsanti, nelle comunità zapatiste delle giunte di buon governo, nei
caracoles del Chiapas, con un progetto di cooperazione dal basso che
sostenga la produzione indigena.
Per fare questo crediamo che non siano importanti le identità, perché
non è dicendo cosa siamo, che incontreremo le diversità che è necessario
coinvolgere.
E’ invece dicendo cosa vogliamo fare: cioè costruire e praticare un
progetto e non un nuovo soggetto politico, esplicitando il come vogliamo
farlo e cioè vivendolo come un cerchio aperto, uno spazio progettuale in
cui condividere un senso comune e muovere i passi di questo cammino
collettivo. Ci siamo incontrati attorno alla solidarietà e al sostegno
ai popoli zapatisti, vogliamo mantenere e allargare questo sostegno. Un
progetto a cui non si aderisce solamente, ma a cui si partecipa portando
le diversità che siamo. Un progetto che per questo sarà un camminare
domandando.
Who I'd like to meet:
Progetto Dignidad Rebelde's Friend Space (Randomized)