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manuel mota,david maranha,kaurismaki,sokurov,jarmush,los angeles free music society,hubert selby jr.,salinger,pauline oliveros,cormac mccarthy,current 93,terry riley,andrzej stasiuk,charlemagne palestine,.......
Sounds Like
Soft Black Star sembra evocare, né più né meno, il nome di un gruppo composto da più persone, piuttosto che svelare l’entità di una mente sola, ovvero Luca Viviani da Ligornetto, un piccolo centro nei pressi del Canton Ticino.
Affatto preoccupato dell’intraprendere un simile ‘viaggio’ totalmente isolato, S.B.S. costruisce e ci regala – è proprio il caso di dirlo – un piccolo/grande gioiello costruito sotto i migliori influssi della musica concreta/elettro-acustica/contemporanea. Il nostro si sbizzarrisce in fatto di fantasia nell’elaborare i propri pezzi - 4 per quanto riguarda “Geneva in Neve” - mediante l’impiego alternato/combinato di chitarre – acustiche – radio, piano, fisarmonica, banjo, vinili, voce…
Bisogna sottolineare con importanza la forte connotazione acustica che fuoriesce all’ascolto. Anche quando l’amalgama dei suoni creati, viene innalzato tramite oggetti quali radio e giradischi, facili da avvicinare ad una dimensione elettro-acustica più estremista, il mood ricavato per la bisogna ottiene comunque un sentito e convinto sapore acustico… decisamente artigianale, low-fi, grezzo e privo di qualunque orpello elettronico/digitale/moderno.
Vi è l'odore di un tempo dimenticato, la messa in campo di strumenti ‘lontani’ come il banjo non può schivare alle orecchie l’arrivo di una cartolina luminosa e nostalgica, recante brumosi retrogusti folk.
Soft Black Star dà l’idea di voler ripercorrere, con proprio gusto, ciò che agli albori degli anni ’90, due ‘loschi signori’ come Jim O’Rourke e David Grubbs avevano scrupolosamente dipinto nei Gastr Del Sol: folk, minimalismo, contemporanea, improvvisazione….
Soft Black Star, inoltre, conduce al titolo di un disco del ’98 dei Current 93 (“Soft Black Stars per l’esattezza) dove David Tibet cominciò ad abbracciare un altro tipo di umore, sempre oscuro, ma distaccato dalle tenebrose prove indutrial-esoteric sin’ora forgiate…
Il menestrello del folk apocalittico tinse un disco avvalendosi unicamente dell’uso di voce e piano… triste, delicato, maledettamente intimo come in buona parte “Geneva in Neve” si svela a noi, anche se gli ingredienti adoperati sono ben maggiori.
www.kathodik.it
Soft Black Star is Luca Viviani, born in 1978, in the italian part of Switzerland, where also lives.
Soft Black Star is a band formed by a person. Not a solo artist, more a sound craftsman that, changing every time his work tools, build sounds. In 2005 he began to think seriously at the music, cutting some time places where stop himself to build. His debut born so, naturally and spontaneous, from a 4 tracks to the limits of an imaginary pentagram.
He works on it at home first, than in a studio with the help from various persons between slayer t-shirts, pizzas, gothic Pin Up, spiders and beers. He put himself and the others to the limits, thinking with a full opened mind.
He gave thanks to some near minded entity remaining with a strong personality. He find stimulus trespassing the time and in the past times. Tied to some imagines, build every time something new.
primitve approach on modern music.
soul first technique later.
Luca Viviani vive nel Canton Ticino e suona la chitarra, piano, fisarmonica, banjo, vinili, voce e radio. Questo è il suo primo CD, quattro pezzi dai suoni graffiati e claudicanti, che odorano di glitch ma non lo sono, che vivono su un substrato di rumorismi delicatamente accartocciati per acogliere disappunti di chitarra screziata, un piano che va e viene, suoni diversi. Musica in questi anni abituale - cantautorato 'altro'? - eppure ancora adesso sorprendentemente fresca. Numi tutelari Richard Young e Jandek (la title track, l'esplicita Jandek Promenade). Domanda: perchè usare così poco la voce? (7)
blow up magazine
Thank you! :) I can listen to this and enjoy... Happy to make your acquaintance! Now here's a little buzz buzzy garden fizz to sprinkle on your pretty page!
Non dico che non c'è gente brava, dico che nessuno se li fila! Ne il pubblico, ne la stampa! Ma in generale nessuno si fila più la musica, basta andare ad un concerto qualunque, su 30 persone, 6 ti ascoltano gli altri si fanno i cavoli loro, chi ride, chi ci prova con la barista, chi racconta delle vacanze, sono stato a concerti dove o stavi sotto il palco o le chiacchere coprivano la musica! Ma ciò che è peggio è che tra i "chiaccheroni" c'erano anche i """"critici""" che poi hanno scritto un pezzo sul concerto! Luca, la musica in Italia è una presa in giro!
Ciao Luca,ci sei il 10 vero? farò il mio ultimo concerto! è a Guanzate presso l'auditorium della scuola media Anna Frank, l'entrata gratuita e io comincio alle 21 ...
very pleasant music here ! tanks for connexion with our radio show.
Each thursday night from 22pm (Paris time) Epsilonia radio show is broadcasted on Radio Libertaire(89.4 FM Paris) and on the internet at : http://ecoutez.radio-libertaire.org:8080/radiolib.m3u
Broadcasted on Radio Libertaire since 1987, the Epsilonia Radio Show is dedicated to the discover and the defence of experimental musics in all their forms : contemporary, electroacoustic, improvised, noise, ambiant, progressive, free-jazz and also experiments in creation close to these music such as sound-poetry and spoken word. With four teams working jointly each one being in charge of the programming of one evening per month, we try to present the widest choice as possible in these musics... from records and also from live sessions taking place in & outside our studios. In allowing the listener to open his ears, to stimulate his sensibility through a different approach of music, we hope to encourage one's curiosity and, by contagion, one's desire not only to listen but also to think different...