regia di PURPLEhaze?
con Fabio cerri, Lucia Mazzoncini, Luca Privitera
testi Marco Carlesi
design scenico Daria Pastina
video Influx
NDDDI è un progetto teatrale che affronta la tematica dell’abitudine vista come indumento ricorsivo con cui l’individuo si veste per non porsi mai il problema di qualcosa di diverso. Il vivere, rivivere e ripetere nuovamente, affinché tutto sia già stato vissuto; nessuna novità, niente di nuovo, perché niente di diverso e fuori dall’ordinario possa accadere. La sicurezza, ricercata nell’eliminazione e nell’assenza dei fattori variabili; lo scegliere sempre lo stesso per non porsi mai il problema di decidere davvero.
La vita mostrata così come un composto di mere ripetizioni, poste a formare una spirale di movimenti ripetuti, una gabbia di azioni perpetuate, un insieme di parole pronunciate e poi pronunciate di nuovo. Così da essere quello che abbiamo fatto ieri; quello che continueremo a fare oggi; ciò che faremo ancora domani. Il tutto attraverso un percorso di ossessive ripetizione che si snoda oltre il tempo stesso della rappresentazione, in un insieme di azioni che ci configurano come ossessivi ripetitori di gesti e movimenti ricorsivi, ipnotici, abitudinari; in un sequenza di movimenti concentrici che imprigiona, e non salva.
Nascono così gesti e significati che rendono vivo e tangibile il concetto di abitudine, in una soluzione scenica che si sviluppa attorno ad un tavolo, emblematico luogo dell’abitudine, e che compone attraverso traiettorie, moduli, fasci di luci, parole ed elettrodomestici, un meccanismo perverso ed irreversibile di sicurezze ripetute e che appare fisicamente sempre più inarrestabile.
Si delinea così un simbolo delle possibilità di cambiamento che ogni giorno si incontrano e che mai si colgono, un simulacro del nostro comune essere intrappolati in un continuo ripetere e un continuo ritorno a noi e al nostro intimo essere monotono e quotidiano, in una realtà in cui il prendere di volta in volta coscienza delle proprie abitudini appare come il primo passo di un possibile percorso di liberazione. Ma ciò che si rivela non è che il modificarsi di un’abitudine per aggiungerne di nuove, per aggiungerne altre: è allora che l’abitudine all’abitudine stessa prende il sopravvento, risucchia, ingloba.
Così come lo stimolo creato dall’abito scompare dal nostro sistema nervoso poco dopo l’essersi vestiti, allo stesso modo, si cade di nuovo nell’abitudine, e il grande meccanismo prosegue.
In quella che non è soltanto un’indagine estetica, ma la ricerca del luogo più profondo dove si muovono l’anima e la personalità stessa: una realtà colma di estasi e tensione, cadenzata da ritmi ossessivi, da calcoli meticolosi, da traiettorie obbligate, da un progressivo ordine stringente, da un susseguirsi frenetico di plasticità e frasi sussurrate, come urla al vento.
MARGINE 53 è un taglio dell’uomo moderno di X Kg (dove X è il peso complessivo degli aventi parte) e con una conservazione pari a Y, dove Y è la durata dello spettacolo.
Stigmatizza la condizione sociale dell’animale uomo, nel suo cercare ed allo stesso tempo essere cibo e nutrimento, nel gesto dell’uccisione e del pasto che è sacrificio ma che dona vita. Così, nel parallelismo tra uomo e maiale, società e macello, si rappresenta un percorso che è processo produttivo e vita sia dell’uomo verso e nella società, quanto dell’animale dall’allevamento, attraverso il macello, fino al suo utilizzo e consumo.
PurpleHaze è un collettivo artistico nato a Pistoia nell’aprile 2007 dall’incontro di Marco Carlesi (poeta e scrittore), Fabio Cerri (performer), InFlux (Federico Fiori e Francesca Lenzi), Daria Pastina (scenografa). L’unione di queste diverse competenze e professionalità individuali rende possibile una costante ricerca interdisciplinare che si sviluppa nella progettazione e realizzazione di opere che manifestano la costante interazione di diversi linguaggi e forme espressive.
Particolarmente interessato al collegamento tra l’opera e lo spazio in cui essa viene presentata, PurpleHaze incentra la propria ricerca sulle problematiche scaturite tra l’intervento artistico e gli stimoli del luogo specifico.
Attraverso installazioni, video e teatro sperimentale, si esprime la costante contaminazione collettiva in cui simboli e concetti si fondono e si declinano in base ai ritmi e alle sensibilità individuali, dove il significato emerge non come fine ma come causa prima, da cui l’arte si genera e si riversa sullo spettatore.
Vi aspetto, 1 ottobre - FIRENZE, CaffèMontegrappa art-live presenta:
READING MUSICATO di Solidea Ruggiero + VIDEOINSTALLAZIONE FOTOGRAFICA di MASSIMO BARBERIO. Accompagnata da Lucio Lambertelli (chitarra e computer) e Paolo Erica (basso).
Vernissage di pittura e poesia con le illustrazioni di FOR THE ROSES e le poesie di DATURA. Segue “Prospektive e contaminazioni”: Presentazione di PROSPEKTIVA RIVISTA LETTERARIA con l’editore Andrea Giannasi, alcuni dei redattori Fabrizio Gabrielli, Dario Falconi, Gabriele Mancini e due scrittrici della rivista Solidea Ruggiero, Datura.
Alle 22.00 Reading musicale delle autrici con proiezioni video
- "Io che non conosco la vergogna" di Solidea Ruggiero, con le immagini di Massimo Barberio
- "Verònica Medea" di Datura Martina Lo Conte accompagnata da For the Roses
Segue: concerto di FOR THE ROSES (elettro-folk-gothic).
Il
Living Theatre Europa, in collaborazione con SLEBest/
UltimoTeatro/ACT Illegal Theatre(T) , organizza il laboratorio
teatrale il Teatro Migliorativo/Teatro Verde. CONDOTTO DA GARY
BRACKETT. Il laboratorio si svolgerà a Pistoia, presso la sede dello
Spazio Liberato Ex Breda Est dal 29 luglio al 2 agosto 2009 con
orario pomeridiano.
Costo
100euro (per chi ha già partecipato ai laboratori Living Theatre è
previsto uno sconto del 30%). E’ possibile iscriversi entro venerdì
24 luglio. Per avere informazioni sull’attività del Living Theatre
visionare il sito: www.livingeuropa.org