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THE QUADROPHENIX ARE:
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ALESSANDRO DE VINCENTIIS - Voce (!?), Chitarra ritmica e Sproloqui...
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VALERIO DE ROSA - Chitarra Solista, Phon e Spazzola...
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TIZIANO BASILE - Basso, Ribasso e Risotto...
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GAETANO RESSA - Batteria, Motthò e Sentimiento...
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GRANDI AMICI CON GRANDI AIUTI:
ALBERTO AGRESTA - Voce, Kazoo e Tanto Amore
FRANCESCO VISCHI (detto IL VISCHI) - Tastiere e Immaginazione
Piccola Biografia dei Quadrophenix (ad oggi)
Redatta dal Prof. Timothy Hoppla
Docente Emerito di Rockologia, nonché Direttore del Rock’n’Roll Flying Circus™
Quadrophenic: adj. Extremely volatile state of mind;
a condition of today
Definizione estrapolata dal libretto interno del cd Quadrophenia degli Who (1979)
Un bel giorno, anzi, una bella sera della calda estate del 2006, un giovanotto chiamato Alessandro De Vincentiis decide di fare una telefonata. Sapete, quella telefonata, nel suo piccolo, gli ha migliorato la vita. Perché? Perché gli ha permesso di trovare un cantante. Anzi, mi correggo subito per il grossolano errore: quella telefonata gli ha permesso di trovare IL cantante. Ovviamente non mi riferisco AL cantante in assoluto, il cantante definitivo, il cantante di tutti i cantanti. No. Mi riferisco al cantante che sia in grado di cantare le canzoni scritte da Alessandro. Sorpresi? Permettetemi di fare un passetto indietro. Alessandro, cioè il ragazzo che all’inizio di questa storia sta facendo la telefonata, ha l’hobby (da quando ha 14 anni, cioè da quando impara a strimpellare la chitarra ritmica) di scrivere canzoni. Oddio, forse canzoni è una parola molto grossa! All’inizio erano piccole canzoncine, e quasi tutte copie di canzoni dei Beatles (sapete, Alessandro impazzisce per i Beatles da quando era alto così); magari col passare del tempo sono anche diventate solo canzoncine e non più piccole. Fatto sta che Alessandro fa questa fatidica telefonata e trova Alberto. Alberto Agresta. In realtà non è una telefonata casuale. I due si conoscono dal 2005, perché si sono incontrati all’ospedale SS. Annunziata di Taranto. Non durante una degenza comune, ma durante una domenica di volontariato. Già. Sia Alessandro che Alberto sono volontari; più precisamente sono volontari del sorriso: fanno i Pagliacci. Che non è un insulto. Più che altro si potrebbe dire clown. Loro svolgono attività di Clownterapia. Ora, durante una di queste domeniche da clown, hanno avuto modo di conoscere la reciproca passione per la musica, e quando sei musicista, di solito, non dimentichi più chi sono i tuoi simili. Infatti (e ci ritorniamo su) la fatidica telefonata avviene ad un anno circa di distanza, quando ormai, Alessandro, non va quasi più a clown terapia per motivi di studio, e quindi non ha più occasione di vedersi con Alberto. Fatto sta che Alberto accetta quasi subito di cantare con Alessandro. Gli antenati dei Quadrophenix sono nati. Alberto, che fin da piccolino nutre una smodata passione per il canto e per la musica leggera italiana (Lucio Battisti furono le prime parole che pronunciò) conosce tra l’altro una persona, un certo Dino Bucci. Dino Bucci, quando era piccolo amava tamburellare con i cucchiai sulle pentole di casa, tanto che la mamma, disperata, decide di comprargli una batteria. Alberto presenta Dino ad Alessandro, e, dopo un piccolo ascolto delle canzoni di quest’ultimo, il batterista decide di accettare la proposta dei due, e di entrare a far parte degli allora STONEDS. Le basi sono gettate.
I tre suonano nel piccolo box di Alberto, cercando di arrangiare al meglio le poche canzoni decenti che ci sono in giro. E si divertono da matti! Comunque il gruppo è una novità ed una cosa figa! Un qualcosa per attirare le ragazze e per fare un po’ di caos. I ragazzi si adoperano nei mesi, fino a definire un buon sound.
Mischiano molto il pop di alcuni gruppi inglesi degli anni 60, quali Beatles, Kinks, Who (finanche gli americani Beach Boys), mischiando il tutto con Rock e sonorità un po’ più contemporanee. Questo fa di loro un gruppo con un sound fresco e arioso (talvolta qualcuno li ha paragonati al “condizionatore d’aria della musica!”); ma il loro sound è ancora vuoto. Il vuoto si colma parzialmente nel freddo dicembre del 2006.
Alberto, che a questo punto si rivela un tipo che conosce tanta gente, presenta a Dino e Alessandro una piccola ma grande personcina: Tiziano Basile. Questo si rivela un bassista poliedrico che suona con diverse band di Taranto. All’inizio accetta di suonare con gli ancora Stoneds, ma più che altro lo fa per fare esperienza. Infondo infondo il genere dei ragazzi non è che gli garbi più di tanto. Lui va più per il pesante. Il tempo ha dimostrato che la gente può cambiare. Nel giro di poche settimane, Tiziano si trova ad essere il più entusiasta della musica della band, il che fa sperare agli altri che questo sia un buon segno per il gruppo, e che la musica possa piacere anche al pubblico. Le prove continuano, ed il sound si perfeziona, diventando più corposo ed omogeneo. Ma c’è qualcosa che ancora manca. Questo qualcosa si materializza nella persona di Valerio De Rosa. Amico di Tiziano, Valerio suona la chitarra solista, prediligendo il metal e il blues. Pare quindi singolare che il ragazzo sia subito affascinato dalla musica degli ormai Quadrophenix.
Dopo tante discussioni, i quattro decidono di fargli la “proposta” e lui accetta subito con un “YAHOO!” che ancora oggi riecheggia nelle loro teste. Il suono dei Quadrophenix pare essersi definito. Finchè Dino non decide di ritirarsi dalla carriera di musicista per ragioni di lavoro e di studio. Ancora una volta il fato provvede, questa volta tramite la persona di Gaetano Ressa, che prende egregiamente le vesti di batterista strafigo! In un anno e mezzo, i ragazzi hanno accumulato un bel po’ di materiale (circa venti pezzi inediti) e sono pronti ad esibirsi live. Tengono alcune serate in svariati pub di Taranto ed arrivano ad esibirsi al prestigioso Road 66 di Lecce, locale in cui erano soliti esibirsi anche i Negramaro algli inizi della loro carriera. Riscuotono un discreto successo di pubblico, perché in effetti quando si esibiscono danno il meglio di se: Suonano, intrattengono il pubblico e fanno ballare tutti. Intanto registrano una demo al Master Recording Studio di Taranto sotto la supervisione di Marco De Bartolomeo, ed incidono i brani “Losing an angel”, “Learn how to fly”, “Bullshits” e “The Red King”. Partecipano anche a due concorsi a Lecce: il Musicart e il Nuartfest. Per il primo passano una selezione di 30 gruppi e vincono anche un premio speciale della critica come “Miglior testo” per la canzone “1930”. Al secondo sbaragliano 40 altre demo alle selezioni, ma sono frenati (nonostante la prestazione sia stata ottima) da una giuria abbastanza "bizzarra". Nel frattempo, lanciando addosso agli altri un carognone di una tonnellata circa, Alberto ha dovuto mollare il sou posto da cantante per trasferirsi a Bologna ed avverare il suo sogno: diventare medico per andare in Africa a fare il missionario laico. Solo per il nobile fine, gli altri Quadrophenix non lo hanno linciato. Rimarra comunque un vuoto incolmabile, con la certezza che comunque, Alberto, rimarrà sempre uno di loro. Alla voce subentra quindi Alessandro, almeno momentaneamente. Il 25 Settembre 2008 sono ufficialmente iniziate le sessions per il loro primo album, il cui titolo è tenuto esageratamente nascosto anche a me, che sono il loro biografo ufficiale (sig!). Sono in cerca di un editore musicale e di un’etichetta che li possa lanciare.
To be Continued….
Dott. Timothy Hoppla
il video piace a molti per la genialità e la qualità...la "sciura", davide e catherine ci fanno i complimenti e ovviamente si sono pisciati di risate!!!! quadrophenix rulez!!!
LINEA: Ci siamo formati nei primi anni 90 a San Giuliano Milanese (MI), sulla scia di comuni esperienze musicali che affondavano le radici nella musica punk-new wave britannica. I Clash sono stati in particolare la nostra band ispiratrice sia per il sound espresso sia per i contenuti sociali dei loro testi. La loro capacità di fondere insieme generi apparentemente diversi, riportandoli tutti all'interno della personalità e dell'identità di gruppo, è un elemento che ha stimolato il nostro modo di fare musica. Nel corso di questi anni il nostro stile, una miscela di rock, ska, reggae e sane contaminazioni punk, si è via via affinato fino a rendersi più personale e maturo. Il sound, volutamente privo di qualsiasi "interferenza" elettronica, risulta energico, diretto, coeso, riuscendo a non perdere mai il contatto con la melodia. I testi, tutti in italiano, si sforzano di affrontare temi sociali e personali, dando la priorità alla realtà che ci circonda ad alle esperienze vissute in forma diretta. Le esperienze live sono numerose e variegate (centri sociali, locali in Milano e nel nord Italia, festival e concorsi - vincitori Scorribande 1989),ed è probabilmente la dimensione in cui,ancora oggi, la band si esprime al meglio. Abbiamo partecipato alle 4 edizioni del "Tributo Italiano a Joe Strummer" ed al Cd Live uscito per la prima edizione. Nel maggio 2007 siamo stati invitati a suonare alla seconda edizione dello "Strummercamp", manifestazione in memoria di Joe Strummer che si tiene ogni anno a Manchester (Inghilterra). Siamo orgogliosi di aver condiviso il palco con diverse band molto vicine al nostro modo di vivere e sentire la musica, fra le quali, Banda Bassotti, Rappresaglia, Movement (DK) e i capostipiti Gang." video TERRA LIBERA
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