A tre mesi dal sequestro preventivo del 20 marzo 2009 di quasi tutti gli spazi legittimamente assegnati dal Comune di Roma all'Associazione Rialtoccupato, arriva l'ampliamento del sequestro anche alla sala teatro e al cortile interno. Con questa ennesima azione di Polizia si tenta di chiudere definitivamente il progetto culturale del Rialto.
Nel corso di 10 anni di attività tutti gli spazi del Rialto hanno accolto una quantità enorme di artisti, che hanno messo in scena spettacoli, video proiezioni, arte contemporanea, concerti. Soltanto considerando l'attività teatrale, il Rialto ha ospitato un numero di compagnie tre volte superiore a quelle presentate mediamente dai teatri istituzionali.
In questo vasto panorama di artisti romani, italiani e stranieri, sono passate molte realtà che oggi ricoprono un ruolo di primo piano nella scena nazionale, come Ascanio Celestini, Massimiliano Civica, Davide Enia, Roberto Latini, l'Accademia degli Artefatti. Altri, già forti di un lungo percorso internazionale, come Giorgio Barberio Corsetti o Fanny & Alexander, hanno scelto di portare il loro lavoro in una ex palestra di sei metri per sei perché riconoscevano in quel luogo uno spazio vivo della cultura contemporanea a Roma. I nomi di punta della scena emergente, dai Santasangre ai Pathosformel, da Daniele Timpano a Babilonia Teatri, da Lucia Calamaro ai Muta Imago, sono passati tutti dal teatro del Rialto, e in qualche caso è proprio nel complesso del Santambrogio che hanno creato i loro spettacoli.
Questo immenso patrimonio di esperienze artistiche e umane ha trovato nel Rialto un luogo dove crescere, entrare in contatto con esperienze simili o con la critica, o ancora esprimere un'idea di cultura indipendente, non subalterna, in grado di parlare al presente. Questo è stato possibile perché il Rialto è un luogo realmente aperto, dove è possibile sperimentare nel tempo e persino sbagliare.
Accanto a questa idea di cultura come incontro umano e artistico, il Rialto ha portato avanti un sostegno concreto alla produzione, supportando decine di produzioni e mettendo a disposizione gratuitamente due sale prove per undici mesi l'anno.
In una città come Roma, dove l'assenza di centri di produzione spicca come un primato negativo a livello europeo, significa dare un contributo sostanziale alla nascita di decine di spettacoli ogni anno. Spettacoli che poi girano nei principali festival italiani, da Santarcangelo a Castiglioncello fino al Festival Teatro Italia di Napoli, o nelle piazze principali del teatro contemporaneo, come il Teatro India di Roma.
Tutto questo è stato possibile grazie a un modello che non è mai dipeso dai finanziamenti pubblici o privati, un sistema di auto-finanziamento che ha consentito di dare continuità ai progetti artistici, laddove la continuità in campo culturale è diventata un miraggio; e tutto questo nella più totale indipendenza artistica e di pensiero.
Un modello di economia alternativa da anni sperimentato in tutte le realtà indipendenti, che oggi si vuole additare a mera attività di commercio abusivo.
Il ruolo svolto in questi anni di monitoraggio, supporto e dialogo costante con le realtà emergenti del territorio e nazionali hanno fatto del Rialto uno dei luoghi simbolo della scena indipendente. La trasversalità della programmazione ha portato al dialogo con diverse istituzioni culturali, dai centri di cultura internazionali alla Festa del Cinema, fino alla Fondazione Romaeuropa, che ha supportato il progetto di produzione ZTL-pro insieme alla Provincia di Roma, ideato dalla rete di operatori indipendenti romani ZTL (composta da Rialto, Angelo Mai, Santasangre/Kollatino Underground, Teatro Furio Camillo, Triangolo Scaleno Teatro / Teatri di Vetro). L'attività di ZTL dimostra come la cultura indipendente, al contrario delle logiche competitive che ispirano anche le strutture pubbliche, cresce e si sviluppa in una dimensione di cooperazione e condivisione. L'attività costante del Rialto, che è un punto importante nella geografia culturale della capitale, ha sempre pensato se stessa come un tassello di un movimento più vasto, che ha cercato di far emergere i linguaggi del contemporaneo in un panorama culturale, come quello romano, tendenzialmente refrattario all'innovazione. Allo stesso tempo, il Rialto come luogo è stato quotidianamente punto di incontro per discussioni, riunioni, dibattiti, assemblee, dando un sostegno concreto e "fisico" all'incontro tra soggetti diversi.
A tutti coloro che hanno attraversato il Rialto perché ci sono andati in scena, hanno provato e fatto debuttare qui i propri spettacoli, sono stati semplici spettatori, hanno recensito scritto studiato, a chi si è solo incuriosito, a tutti coloro che sentono risuonare tra le mura del Rialto qualcosa di familiare e prezioso, che a Roma non può venire meno, chiediamo di esprimere con una firma il proprio sostegno attento e appassionato.
Grazie a tutti coloro che saranno con noi a cui speriamo di dare presto notizie positive.
Firma sulla mail: info@rialto.roma.it
COMUNICATO STAMPA - la questura chiude anche il teatro
Oggi martedì 28 luglio il commissariato Trevi Campo Marzio appone i sigilli anche nella sala teatro e nel cortile interno del Rialto, gli unici spazi rimasti ancora liberi dal sequestro già eseguito con lo sproporzionato blitz del 20 marzo scorso.
Con questa ennesima azione di polizia si tenta di chiudere definitivamente il progetto culturale del Rialto che da oltre 10 anni opera nella città di Roma, e si scardinano definitivamente le giustificazioni della Giunta Alemanno che differenziava pretestuosamente le attività culturali da tutelare e promuovere dalle attività "commerciali" da reprimere.
Chiudere il teatro del rialto con sequestro preventivo operato dal Commissariato Trevi Campo Marzio vuol dire voler impedire il protrarsi dello svolgimento del "reato" dell'attività teatrale. Non c'è niente di più degradante per una società libera vedere operare l'ordine pubblico per impedire rappresentazioni teatrali.
Il Comune di Roma anche questa volta si dichiara estraneo all'iniziativa della questura, e quindi appare evidente che così facendo si dichiara manifestamente incapace di alcuna mediazione, magari sottoposto a strane pressioni di entità esterne all'amministrazione, o altresì si nasconde da ogni responsabilità.
Il tutto accade all'indomani della mobilitazione in merito ai tagli definitivi al FUS, al crollo dei finanziamenti e alle deriva istituzionale e legislativa. Una contingenza che probabilmente metterà fine a molte strutture e darà un colpo di grazia a compagnie e produzioni soprattutto di ricerca. A questa lotta il Rialto partecipa attivamente, nonostante la sua distanza da qualunque finanziamento pubblico. Ritenendo importante affermare il peso civile della cultura all'interno di una democrazia reale si chiede a tutto di manifestare il proprio dissenso partecipando ad una iniziativa che stiamo organizzando per i prossimi giorni.
FRI liberta' di cultura:
questo documento filmato è stato realizzato tra il 13 marzo 2009 ed il 21 dello stesso mese, in mezzo è successo di tutto: chiusura del rialto, attacco alla libertà di espressione, sia culturale che politica, confronti con assessori...
questo documento filmato è frutto di un cross editing, nato per documentare in origine un evento e che poi si è trasformato in un'altra cosa...
Movies
per conoscere il calendario delle iniziative,vai sul sito del rialto cliccando il logo:
About me: SONO ILLEGALE E SENZA LICENZA SOMMINISTRO CULTURA INDIPENDENTE
Evvero questa volta la questura, grazie ai potenti mezzi investigativi e a un blitz ben organizzato in collaborazione al “personale delle unità cinofile, del reparto mobile della polizia di stato, del battaglione dei carabinieri, della polizia municipale e della asl”, ha trovato al rialto “delle lattine o bicchieri contenenti birra, e una sala attrezzata con strumenti idonei alla diffusione di musica”.
Evvero sono colpevole perché da oltre dieci anni impegno il mio tempo a sviluppare un luogo di democrazia sostanziale e di partecipazione che si chiama Rialto sempre in bilico fra legalità e illegalità.
Confesso che il reato è associativo perchè dalla metà degli anni ottanta, in un contesto determinato dal riflusso e dall’arretramento, molti di noi hanno riconvertito la loro militanza politica in queste esperienze dando l’avvio ad una pratica di occupazione di edifici “improduttivi”. Così abbiamo occupato scuole, fabbriche, magazzini svuotati delle loro funzioni e li abbiamo riempiti di nuovi sensi e contenuti per costituire una tra le più importanti sacche di resistenza giovanile alla normalizzazione imperante: una parte della città rifunzionalizzata non da strategie economico-urbanistiche, ma grazie alla determinazione e alla creatività delle persone che la hanno rianimata dando vita ad una grossa fetta di cultura contemporanea a Roma. Luoghi di sedimentazione di identità antagoniste di un giovane proletariato urbano, condannato alla precarizzazione e alla frammentazione, che nel tempo si innervano nel territorio e nelle sue contraddizioni, trasformandosi in presidi sociali, laboratori politici, ma anche in luoghi dove “produrre” cultura , socializzare i saperi, sperimentare altri linguaggi: dalla musica, all’uso delle nuove tecnologie informatiche, alle arti performative e visive.
Confesso anche di aver creduto che, con il riconoscimento politico culturale messo in atto con le assegnazioni tramite delibera di iniziativa popolare 26 del 1995, si potesse iniziare un percorso di legittimazione e di avanzamento culturale in questa città. Invece tutto si è tradotto in un misero traslare del confronto dialettico dal livello politico a quello tecnico-amministrativo (fatto di uffici bandi, vigili urbani, asl, permessi per la somministrazione, commissione per il pubblico spettacolo e vigili del fuoco) che non poteva che portare a cavilli procedurali e poi ai sequestri preventivi e probatori.
Mi sento anche reo di aver rifiutato facili appartenanze e semplici sudditanze per questo insensato disgusto alla subalternità. Ma non mi pento di tutto ciò, perchè prevale la volontà di dare senso e corpo ad ogni forma di sperimentazione, di rifiutare il vincolo delle formule collaudate, di non limitarsi alla mera testimonianza o alla trasgressione, ma partecipare e riscattare le intelligenze e creatività diffuse dal ruolo di fattore economico, assumendole a risorse capaci di incidere e non solo di resistere.
..
Il 27 gennaio 1999, attraverso la cabina di regia del cinema Rialto, un gruppo di ragazzi precari,
disoccupati ed immigrati entra in uno stabile di proprietà del Comune di Roma, abbandonato e in
totale degrado, a via IV Novembre, dando vita al più centrale dei centri sociali di Roma. Quella
del rialto sin da subito si delinea come un’occupazione “anomala”, nel tentativo di sviluppare un
luogo altro rispetto alle precedenti esperienze. Rifiutando vincoli di formule collaudate,
attraverso un anno e due mesi di quotidiana sperimentazione, si dà vita ad un intreccio di percorsi
differenti, particolari e specifici, tra arte, cultura, diritti e politica.
Da questa esperienza nasce l’associazione culturale Rialtoccupato, che ottiene in assegnazione nel
marzo 2000 una porzione del Complesso Monumentale di S. Ambrogio alla Massima, dove tutt’ora ha
sede, nell’ex-ghetto.
Qui si sviluppa il “Luogo pubblico non statale” urbano dove produrre cultura, socializzare saperi,
sperimentare altri linguaggi: dalla musica alla ricerca teatrale, alle arti visive. Uno spazio
autonomo dove esprimere le intelligenze e le creatività disperse e assoggettate, riscattandole dal
ruolo di fattore economico e assumendole a risorse da socializzare in maniera dinamica, rompendo
quel meccanismo che vuole una conoscenza ed una intelligenza ufficiale che riconosce chi è
legittimato a dispensarla e chi no. La costante ricerca di interrelazioni con la città diventa così
coscienza di una profonda crisi dei luoghi culturali tradizionali, incapaci di entrare nella
contemporanea contaminazione di arte e realtà, e di far fronte alla nascita di esigenze e desideri
di un nuovo “pubblico”, quale fruitore complesso e non più racchiudibile in categorie separate.
Il rialtosantambrogio sviluppa così un progetto di politica culturale, aperto a 360 gradi su tutti
i linguaggi artistici contemporanei, attraverso una programmazione di eventi, che vanno dal teatro,
alla musica, alle arti visive, divenendo un punto di riferimento sul territorio nazionale per tutte
quelle esperienze artistiche “non convenzionali” e di ricerca.
Il
Living Theatre Europa, in collaborazione con SLEBest/
UltimoTeatro/ACT Illegal Theatre(T) , organizza il laboratorio
teatrale il Teatro Migliorativo/Teatro Verde. CONDOTTO DA GARY
BRACKETT. Il laboratorio si svolgerà a Pistoia, presso la sede dello
Spazio Liberato Ex Breda Est dal 29 luglio al 2 agosto 2009 con
orario pomeridiano.
Costo
100euro (per chi ha già partecipato ai laboratori Living Theatre è
previsto uno sconto del 30%). E’ possibile iscriversi entro venerdì
24 luglio. Per avere informazioni sull’attività del Living Theatre
visionare il sito: www.livingeuropa.org
Il concerto di Nico Mangifesta avrà luogo a Roma e sarà trasmesso in diretta per l'evento internazionazionale NON STOP MUSIC PLANET presso il Point Ephemere a Parigi ed in streaming su www.nonstopmusicplanet.comL'esibizione dal vivo che si terrà nella libreria caffè del pigneto, verrà ripresa con la collaborazione di Mosaiko Produzioni ed HoboTv e sarà trasmessa in tutto il mondo attraverso il sito www.nonstopmusicplanet.com
Avvertiamo tutti che il concerto avrà inizio tassativamente alle ore 22.00 per essere trasmesso in sicronia con le altre performance che avranno luogo nel pianeta. Si raccomanda di essere puntuali.
TEMPORARY LOVE.. Presenta.. WHALELESS.. OPENING: GIOVEDI’ 11 GIUGNO ORE 19:00.. TEMPORARY LOVE.. Via San Calisto 9, Roma.. 11 Giugno > 6 Luglio.. Whaleless è un progetto itinerante che promuove la conservazione delle balene, e di tutte le creature marine, attraverso i contributi di artisti e giovani creativi provenienti da ogni angolo del mondo. .. In questa occasione hanno contribuito: Aurelien Police, Giuliano Sale, Kokomoo, Lostfish, Chris Von Steiner, Comoseta, Mimi S (Courtesy of Strychnin Gallery), Angie Mason (Courtesy of Strychnin Gallery), Zoe Lacchei, Francesco Viscuso, Fernenda Veron, Alessia Cocca, Stella Tasca, Effe:Logo, Francesco D'Isa, Japi Honoo, Anonymous Art, Edoardo Belinci, Oto, Angel De Franganillo, Pierpaolo Perilli, Andreco, Michelangelo Arista, Zaelia Bishop. Whaleless è ideato e curato da Giovanni Cervi, sostenuto da Res Pira, Pig Magazine, Globartmag, Bang Art e dalla Whale and Dolphin Conservation Society. ..
Da giugno a luglio la Pianura bolognese si colora di mille iniziative! Appuntamenti gastronomici, visite guidate, mercatini nei borghi antichi e tanto altro ancora! Scarica il programma completo su www.orizzontidipianura.it
Per conoscere meglio gli Agriturismi del territorio: www.myspace.com/agriturismobologna o scrivici a agriturismidipianura@email.it (ti piace la nostra cartolina? Inviaci il tuo indirizzo e te ne spediremo una!)
Start H 23. 00 - SALA TEATRO: Special independent fashion performance: SAVE THE TIE! Mollyties: Storia di una cravatta che si salvò dalla vita d’ufficio.