A volte ascoltare non basta. È necessario andare oltre. Soffermarsi. Guardare e lasciarsi guardare. Questo sembra proporre il sussurro carico di senso del Santo Barbaro, giovane progetto di Forlì. Il loro progetto, Mare morto, è un’opera corale in cui ciascuno ha contribuito a suo modo, con il proprio strumento artistico, al fine comune di comunicare. E proprio la comunicazione, il linguaggio, le loro modalità e la loro efficacia sono al centro di questa nuova pagina di LostHighways. Pieralberto Valli, voce, polso e soffio vitale di Mare morto mette a nudo il proprio viaggio artistico intriso della sua esperienza personale e quotidiana tra queste righe; lo fa con maestria, unendo poesia e lucidità in un connubio di rara chiarezza. segue nel blog
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saltinaria.it (dicembre 2008)
TOP 10 ALBUM 2008
omar chioccariello: fratelli calafuria, ministri, the hormonauts, ciccio merolla, the zutons, bandabardò, the zen circus, jovanotti, santo barbaro
giuseppe gioia: vinicio capossela, bandabardò, santo barbaro, senza rancore fran, paolo conte, giovanni ferrario, girl with the gun, slipknot, hooverphonic, dead man watching
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musicaoltranza.net (gennaio 2009)
TOP 10 ALBUM 2008
giuseppe gioia: vinicio capossela, santo barbaro, bandabardo, pfm, paolo conte, senza rancore fran, giovanni ferrario, dead man watching, slipknot, superpartner
Vedo la verità affogare ogni giorno, meravigliata e attonita nel ritrovarsi cosi sola, senza mani ad accorrere in suo aiuto.
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RECENSIONI
- decadenza.net (settembre 2008)
Che il disco dei Santo Barbaro sia qualcosa di particolare e fuori dal comune te ne accorgi dal non-booklet. Nessuna plastica nè digipack, il cd è contenuto nell'ultima pagina di un piccolo libricino in bianco e nero, in cui i testi delle canzoni sono alternati da splendide fotografie, "un libero progetto di parole immagini musica". Tutto è minimale, introspettivo e radicalmente evocativo: la musica, i testi, le figure sono lontani millenni dal chiasso del mondo, eppure finisco per raccontarlo, attraverso allegorie sospirate e uno stile rarissimo e iper sensibile. (segue nel blog)
- losthighways.it (ottobre 2008)
Mare morto è un progetto dai mille odori: il profumo della carta unito al sapore dell’esperienza, il gusto speziato della percezione insieme all’aroma oscuro del contrasto audio-visivo. Mare morto è un lavoro che non risparmia alcun senso. Non concede l’apnea artistica a nessuno e supera ogni limite corporeo proponendosi nelle sue molteplici forme. Non si nasconde e concede la propria verità nella piena consapevolezza che “puoi anche uccidere la menzogna ma è più difficile partorire la verità” (Mare morto). (segue nel blog)
- musicaoltranza.net (ottobre 2008)
Un disco che in realtà non è un disco; una sorta di libricino di poesie metropolitane e immagini di reale e puro modernismo e nell'ultima pagina si scopre un tesoro: uno dei dischi più belli dell'anno licenziati in Italia.
I protagonisti di questa piccola e così splendida impresa sono i Santo Barbaro ed il loro "Mare morto" mi emoziona e mi commuove.
La letteratura dei loro testi è pura poesia modernista: versi liberi capaci di toccare tutto con una leggera incuranza e allo stesso tempo con uno spleen capace di scavare e devastare la nostra parte più intima.
In Italia siamo fottutamente strani: ci innamoriamo e gridiamo al miracolo con dischi come le Luci della Centrale Elettrica e poi restiamo totalmente indifferenti a un tesoro tale.
Eccolo il vero miracolo, proprio sotto i nostri occhi! Grazie! (segue nel blog)
- saltinaria.it (novembre 2008)
Importantissimi testi, affiancati ad altrettanto profonde fotografie, s’accompagnano a partiture e arrangiamenti di notevole spessore emotivo.
Pieralberto Valli narra con l’eleganza della sua voce quanto ha composto. “Mine Gravide”, “Guerre”, “Cara mia Patria”, “Cecità”, “Nuovi schiavi”: tutte da elencare e segnalare le tracce di “Mare Morto”.
Un lavoro straripante di cultura, dove niente è lasciato al caso e nessun passaggio viene trascurato.
Un Concept Album, che solo un album non è, al quale manca solo di sollecitare il senso del gusto per poter interagire completamente con tutti i sensi di chi lo possiede.
Avere “Mare Morto” vuol dire fare del bene alla cultura italiana, poi magari ascoltandolo potrebbe far del bene anche a noi stessi. (segue nel blog)
- mescalina.it (dicembre 2008)
Un disco che se fosse uscito una ventina di anni fa sarebbe stato osannato tra la filiera dell’avant-gard sperimentale colta, e che certamente oggi può tranquillamente annaspare tra le idiozie a presa rapida cui siamo ostaggio, ma sicuramente rimane un porto franco, una “reserve” per chi vuole nutrire la materia grigia di certezze poetiche e deliqui sonanti.
Più che a una descrizione della musica, Mare Morto si presta eccellentemente per una libera navigazione sul contenuto totale, ispirato da una ricerca interiore, di otto tracce-gocce di esistenzialismo noir come tiepido fuoco nelle vene, un esercizio di stile proprio come il contrappunto tra rumore e brusio.
Un “finis mundi” sulle solitudini disperse nello spazio, imperfetto, di una notte senza fine. Eccellono all’ascolto la milonga latina di “Mine gravide”, il sospiro di samba minimale tra pianoforte e percussioni che sboccano in un clima arabeggiante ne “Occhi immensi”, la ballad ciondolante che esplode durante il suo tragitto di “Cecità” o il carattere totemico che imbeve la fulminante “Nuovi schiavi”, triste, con il mantice di fisarmonica che sottolinea la drammaticità in chiave “chansonnier” dei trasmigranti della fame: “..hai mai osservato le mani dei nuovi schiavi, i solchi profondi sui palmi ? / hai mai osservato lo sguardo dei nuovi schiavi, il vuoto che si nasconde negli occhi ? / e come potranno mai temere il tuo inferno, se all’inferno ci sono già ?…”.
Se resistere e sopravvivere tra incubi, luci di taglio, poesia cruda e viva senza invocare mai un grammo di lucidante patina modaiola rende un’opera altamente sensibile e magniloquente, il Mare Morto dei Santo Barbaro è una delle rarissime perle nere da custodire gelosamente, che onora, innalza e vitaminizza la vera canzone d’autore italiana; ha il pregio di ricercare una forma drammatica, solitaria, buia della vita che splende tra milioni di luci cieche che illuminano l’esistenza.
Da non scambiare per un disco normale, questa è arte al cubo. (segue nel blog)
- xtm.it (gennaio 2009)
Ma a parte i paragoni che ci possono solo sviare, è giusto che sappiate che siamo di fronte ad una delle opere prime più belle degli ultimi anni. La musica accompagna con dolcezza e ritmo delicato le parole delle canzoni, che la voce di Valli riesce a far vivere con bellissima intensità, e via via che passano i minuti (e questi tre quarti d’ora sembrano davvero troppo pochi a causa dell’atmosfera in cui si è immersi), il suono del pianoforte o della fisarmonica di Giacomo Toni, la batteria di Marco Frattini e Francesco Tappi col suo basso o col suo contrabbasso, ci convincono sempre di più, ci sembrano man mano più familiari e crediamo di non aver mai potuto fare a meno di questa bellissima melodia. Mare Morto ti coinvolge talmente tanto che appena finito viene voglia di ricominciare ad ascoltarlo, anche perché ad ogni ascolto si scoprono cose nuove e particolari sfuggiti prima. I testi delle canzoni sono introspettivi e impegnati, sono interessanti componimenti sull’animo umano, sulle guerre, sul dolore, sulla società, sulla schiavitù e sulla bellezza. (segue nel blog)
- beautifulfreaks.org (febbraio 2009)
Uno spesso strato di polvere si deposita sull’opera. In un mondo di pixel, quanto pesano le parole dei poeti, quanto acceca il bianco su carta, quanto è assordante questo silenzio che separa il vissuto dall’alienazione dell’artista. Per “entrare” in un disco del genere serve buio pesto e rispettoso silenzio… “La notte s'ispessiva come un muro, i miei occhi indovinavano al buio le tue pupille e io bevevo il tuo respiro”. (Tum) (segue nel blog)
- sound36.com (marzo 2009)
Questo è un progetto dove musica, poesia, immagini, lavorano insieme, per coinvolgere sempre più l'ascoltatore e fornirgli una completezza di informazioni sui contenuti che i Santo Barbaro vogliono trasmettere. Il supporto scelto è il libro/cd dal nome Mare morto e le emozioni sono il vero motore creativo di questa originale band. Nell'intervista che segue, Pieralberto (voce e chitarra), ci presenta il progetto, ci spiega i motivi e le potenzialità delle loro iniziative.
- radio radicchio - firenze (maggio 2009)
I Santo Barbaro ci hanno sconvolti da subito: musica a tratti raffinata, a tratti graffiante, accompagnata da testi che non esito a definire poesia.
Il tutto raccolto in un booklet che e' un vero e proprio capolavoro: un libretto contenente i testi di ogni singolo pezzo accompagnati dalle immagini in bianco e nero scattate dall' ispirata mano di Francesco Fantini. Un lavoro concreto, sanguigno, che con calma rilassante spinge negli occhi la polvere sollevata dalle esplosioni delle mine, riporta alla mente la vergogna umana dell' olocausto e dell' odio verso la diversita', fa sentire il fragore silenzioso dell' intolleranza che "Cala a sera e si rapprende sui cuscini" (Da "Noir") , mette a nudo l' infantile incoscienza dei "Portatori di democrazia" moderni che si sentono eroici angeli alati.
Un lavoro che, finalmente, restituisce alla musica quella forza comunicativa e culturale che sembra non appartenerle piu'.
Un disco che mette a nudo le nefandezze di cui l' essere umano puo' macchiarsi.
Fabrizio De Andre' puo' dormire sonni tranquilli. Questo gruppo, assieme a pochi altri in Italia, sta tenendo viva la musica nella sua totale potenzialita'
T-ROKK è un programma che racconta i più bei dischi della musica italiana. La prima puntata è su Desaparecido dei Litfiba. Puoi guardare T-Rokk su Indipedia.
Tra non molto inizieranno e rimbalzare nella rete interminabili code di bit che che si ricomporranno in mail di auguri, di buone feste, di un grande 2010 etc... Sicuramente è apprezzabile essere ottimisti, nessuno vuole negare il diritto alla speranza, ma pensiamo che non ci sia molto da festeggiare dato l'attuale momento storico e sociale. Fermi tutti.... non vogliamo fare "pippotti" sulla politica o sull'economia... vogliamo solo darvi uno spunto per una riflessione!!
"Ci intossicano le idee semplificatrici, il letteralismo, l’ovvio, il superficiale, quei pensieri chiari e distinti che rifuggono l’oscurità, l’incertezza, la complessità, che vogliono essere a tutti i costi positivi. Quei pensieri che credono di possedere il mondo ma invece sono posseduti dal fantasma folle della lucidità e del raziocinio.” E. Morin