SenzaOttave
Acoustic / Folk / Folk Rock
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"Valerio Sanzotta"
Roma,
Italy
Profile Views:
14667
Last Login:
11/9/2008
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http://www.myspace.com/senzaottave |
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| SenzaOttave: General Info
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| Member Since | 4/22/2006 | | Band Website | myspace.com/senzaottave | | Band Members | Basso: Ganaian;
chitarra: Mark Hanna;
chitarra: Flavio Guarnieri Pasquetto;
batteria: Corrado D'Agostino;
tastiere: Antongiulio Frulio;
backing vocals: Nefer. | | Influences | Canzone d'autore italiana e francese, folk americano, jazz | | Sounds Like | Bob Dylan, Leonard Cohen, Francesco De Gregori, Woody Guthrie, Hank Williams, Joan Baez, Johnny Cash, The Carter Family, Bruce Springsteen, Jacques Brel, Francesco Guccini, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Georges Brassens, Pete Seeger, Judy Collins, Simon & Garfunkel, James Taylor, Neil Young, Mark Knopfler, Tom Petty, Dolly Parton, Tom Waits, Norah Jones, Arthur Rimbaud, Allen Ginsberg, Orazio, Virgilio, Cicerone. | | Record Label | Dharma S.r.l. - EMI Music | | Type of Label | Major |
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| About SenzaOttave |
 Myspace Layouts - Myspace Editor
Sono nato a Roma l'8 Marzo 1979, al secolo Valerio Sanzotta, forse già con la chitarra in mano. A due anni ascoltavo già Peter Gabriel e Madonna. A tre anni ho scoperto Phil Collins. A parte gli scherzi, il mio incontro con la musica avviene con quella classica. I miei mi comprano un violino perfettamente proporzionato al mio talento. Non doveva essere un granché, poverino, ma oggi lo ricordo con nostalgia. E' finito da un bandito di un liutaio che non me l'ha più restituito, complice anche la mia nota pigrizia che mi ha impedito di richiederglielo. Magari ci passerò tra vent'anni, dicendogli: Ehi, ma il mio violino, credi che sia pronto in due o tre giorni? Intanto colleziono LP di vecchie registrazioni di melodrammi (vera e propria passione per l'opera buffa, soprattutto Rossini) e tento i primi, disastrosi, esperimenti di composizione. Poi mi innamoro, quasi fisicamente, di De André e della musica francese e francofona (Brel, Brassens, Moustaki), grazie anche a certe menate tipo l'adesione spirituale all'esistenzialismo francese, le poesie di François Villon, di Rimbaud, la "nausea" di Sartre. Però, a parte l'ingenuità adolescenziale, sono cose che rivendico con orgoglio e in cui mi riconosco ancora oggi. Ancora fanciullo suono qualche volta al centro culturale Palomar del quartiere Testaccio, quando il mito dell'altra America, l'America di Kennedy e di Martin Luther King, l'America della beat generation e della musica folk, del pacifismo e della non-violenza mi portano da Parigi a New York. Testaccio come il Greenwich Village... Oltre a leggere naturalmente Edgar Lee Masters (grazie Nanda per le tue traduzioni!), incomincio a drogarmi di Bob Dylan e Leonard Cohen, di Joan Baez e di Paul Simon, di Tom Waits e di Bruce Springsteen, fino a una vera e propria overdose di folk tradizionale e di Country & Western. Il country è una musica meravigliosa, come tutta l'arte che viene dal lavoro e dalla terra: è una musica senza tempo, ascoltare la famiglia Carter è come farsi una chiacchierata con George Washington o fumare la pipa con Walt Whitman. Purtroppo, come diceva qualcuno, anche il miglior destriero ha qualche pidocchio nella crinera: così pare che Johnny Cash votasse repubblicano e che Bush straveda per la sua musica. Ma tant'è, gli stivali di Bush sono meravigliosi, anche se la sua fetta ne è decisamente poco degna. Ma torniamo a me. Nel 2002 esce il mio primo disco, "Migrazioni di memoria", un album a sostegno della ONLUS "Duchenne Parent Project" (www.parentproject.org). Il lavoro si avvale della regia del mitico Alfonso Anagni, in arte Ganaian, che potrete trovare qui su myspace tra i miei friends (but he's my best friend in music). Poi, dopo qualche anno in cui ho fatto di tutto fuorché abbandonare la musica, nel 2006 ho realizzato, sempre con Alfonso, "Istantanea", un EP completamente autoprodotto, fino ad arrivare, nel dicembre del 2007, ad essere ammesso tra i giovani di Sanremo 2008, e Ganaian è ancora al mio fianco. Andrà come andrà, ma in ogni caso, come nei '60 cantava Pete Seeger e tutto il movimento dei diritti civili, "We shall overcome".
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