è un network cittadino che riunisce insieme le esperienze dell' associazionismo socio culturale irpino. Un' unione nata dall' assoluta necessità e urgenza di realizzare concretamente eventi artistici interdisciplinari incentrati sulla creatività giovanile, di dar vita ad un ampio movimento di aggregazione e interscambio sociale anche con realtà esterne, di puntare alla progressiva emancipazione della cultura cittadina, tramite la riappropriazione e autogestione di spazi polifunzionali e il confronto collaborativo con le Istituzioni. Giovani irpini, aspiranti artisti, musicisti, dee-jay, video maker, fonici, pittori, fotografi, poeti, filosofi, artisti teatrali, manager di eventi artistici e musicali, ed altri ancora con la semplice e convinta volontà di mettere in moto fantasie ed energie, aderiscono a questa nuova realtà: una associazione democratica, aperta, in costante evoluzione, multimediale. Sinergie che giocano il gioco costruttivo dei colori e delle note, dell' inventiva come unica arma pacifica e liberata che rimette in moto il sistema inceppato nella crisi. Una realtà democratica che sta già lavorando per la ricreazione e il cambiamento…
Esperienza primigenia dell' uomo è la percezione e la scoperta dello spazio circostante. Ma la stessa natura che sembra avvinghiare, muta, tutti gli altri esseri in un meccanismo che non conosce i dubbi della interpretazione, si apre all' uomo come campo misterioso e meraviglioso, ponendo interrogativi, spingendo alla ricerca della funzione e del senso. È allora questa peculiare condizione di “fuoriuscito” dalla natura che obbliga l' uomo ad attingere alle sue risorse inventive e quindi immaginifiche, per continuamente ristabilire un contatto, sempre inedito e precario, col mondo che lo circonda. Il primo uomo “civile” s' appropriò di uno spazio, cominciando ad utilizzarlo per trarne godimento. Vi elevò delle mura, dalle quali poteva osservare, sentendosi a casa e al sicuro, le immensità che si offrivano alla sua vista: era l' uomo greco che per primo sviluppava una teoria, se appunto teorein significò in origine vedere. Ed egli, sereno, guardava al mondo come ad un insieme armonico di parti legate, tra di loro e ognuna col tutto, da intime leggi immutabili. Altra strada invece intraprese Odisseo dal multiforme ingegno: egli affrontò il viaggio, la peripezia, la scoperta e il naufragio negli spazi eterogenei e caleidoscopici, fonti d' ogni terrifica o strabiliante avventura. Ma il viaggio, il nostos, ha in se stesso il bisogno di un centro o di un ritorno: ecco da dove la nostalgia, e l' esigenza, comunque, di aver casa. Se ancora la parola arte può avere un significato preciso, è da pensarla come simbolo di quel lavoro inventivo e creativo, dell' avventura fantasiosa dell' uomo, che sola consente la “scoperta” (l' invenire, appunto) del senso, e dunque la possibilità di dimorare, di costruire ed essere in uno spazio propriamente umano.
Per l' uomo del XXI secolo lo spazio non è più il teatro vuoto che ospita i fenomeni naturali e i fatti umani: esso è una tra le diverse dimensioni, plastica e in costante evoluzione. Lo spazio siderale, stupefacente, talora abissalmente inquietante, ha allargato infinitamente i suoi confini, e le possibilità dell' uomo di esplorarlo crescono giorno dopo giorno. La tecnologia ha sviluppato uno spazio virtuale che va spesso sovrapponendosi, inesorabile, agli spazi fisici, sostituendone valore e significato: una grande opportunità di interscambi tra innumerevoli diversità porta con sé il rischio di una spersonalizzante oppressione del mezzo sul fine. Schizofrenicamente, nel mentre, si muove la politica, quando s' alzano da una parte le bandiere del cosmopolitismo e dell' unità, dell' abbattimento delle barriere, e contemporaneamente s' alimentano l' odio razziale, la discriminazione del diverso, la chiusura, insomma, nei propri spazi recintati e nemmeno sicuri, perché asfittici. Ciò che l' arte dell' ultimo secolo ha costantemente cercato di perseguire è l' abolizione di un limite che si pensava insormontabile tra spazio artistico e spazio della quotidianeità, dal ready made alla musica concreta, dall' informale all' ambient; allargamento democratico delle possibilità e desiderio di valorizzazione del gesto più comune e atecnico come in ogni caso gesto creativo e inventivo rappresentano la riaffermazione dell' assoluto bisogno umano di incrociare la propria fantasia e la propria intelligenza con il mondo, e la volontà di non subire passivamente una disumanizzazione tecnicistica, bensì testimoniare le sconfinate possibilità avveniristiche della tecnologia.
Quale operazione, di carattere sociale e culturale, desideriamo oggi effettuare nella nostra città? In bilico tra uno spazio asfittico e spesso inaccogliente e un viaggio che ci promette nostalgia, legati da un ambiguo doppio filo alle nostre radici, sappiamo che il presente deve essere una coraggiosa riscoperta della sensibilità, della fantasia e delle sue logiche, come motori di trasformazione, trasfuse in operazioni di coagulazione sociale intorno a dei luoghi d' incontro da vivere e “creare”; vogliamo certo partire e scoprire, per poi assumerci la responsabilità di inventare e rappresentare la vita, nella sua ricchezza di significati ed emozioni, provando a scommettere sulle nostre capacità di appropriazione e umanizzazione degli spazi cittadini. E nel quadro di un rinnovamento e di un ammodernamento delle strutture della città, grazie anche a quanto il medium virtuale ci consente, vogliamo ora lavorare per la vivificazione e il rigoglìo di questi ambienti, con un gesto collettivo che, oltre ad utilizzare fattivamente per il bene comune degli spazi comuni, rifletta contemporaneamente e creativamente, sulla propria essenza stessa.